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Disposizioni per l’accertamento dell’esercizio della professione forense: il parere del CNF

Il Consiglio Nazionale Forense ha pubblicato sul proprio sito internet il parere, non vincolante, sullo schema di decreto del Ministro della giustizia concernente “Regolamento recante disposizioni per l’accertamento dell’esercizio della professione, a norma dell’articolo 21, comma 1, della legge 31 dicembre 2012, n. 247”, in vista della sua adozione definitiva.

Nel parere pubblicato, ed inviato venerdì scorso al Ministero della Giustizia, il CNF suggerisce di modificare tre aspetti della bozza ministeriale, che rischiano di tramutarsi in conseguenze eccessivamente penalizzanti per gli avvocati, prevedendo:

  • la possibilità dell’Avvocato di provare “con ogni mezzo” l’esercizio effettivo e continuativo della professione, ritenendo presuntivi ( e non assoluti) i requisiti previsti dal dm;
  • l’eliminazione dai requisiti qualsiasi riferimento al reddito, se pur indiretto come il requisito dei pagamenti dei contributi a Coa e Cassa;
  • la possibilità di sanare in un termine ragionevole la eventuale mancanza dei requisiti per evitare la cancellazione.

Per il CNF, si legge nella nota pubblicata sul proprio sito web, è infatti necessario conciliare la natura “liberale” della professione forense con la garanzia di effettività e continuità del suo esercizio a giovamento degli assistiti/clienti ma anche degli stessi avvocati che devono poter operare in un mercato professionale non “gonfiato” e con una competizione più trasparente e corretta.

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