Nella riforma del diritto fallimentare quella di ieri potrebbe essere stata una giornata decisiva.
La vicenda del decreto legislativo sembra arrivata a una svolta.
La mediazione della presidenza del Consiglio e del sottosegretario si è rivelata decisiva e un incontro tecnico tra gli uffici legislativi dell’Economia.
Il provvedimento è ora sottoposto all’ultima messa a punto che dovrebbe consentire la sua presentazione in Consiglio dei ministri nella riunione della prossima settimana, a ridosso degli ultimi giorni possibili per evitare la decadenza della delega stessa.
Le modifiche rispetto al testo attuale non dovrebbero essere poche, a partire dal ruolo del giudice delegato che uscirebbe ridimensionato rispetto alla versione attuale, pesantemente contestata dalle associazioni di categoria.
Anche se una verifica andrà condotta sull’articolato finale, dovrebbe cadere la valutazione di convenienza dell’autorità giudiziaria sulla proposta di concordato fallimentare, essere cancellato il potere di nomina di avvocati e arbitri, che sarà invece affidata al solo curatore, ridotta la sorveglianza sull’operato del curatore.
A essere ridotto è lo stesso potere di indirizzo nella gestione provvisoria.
I cambiamenti vanno tutti nella direzione di restituire peso a curatore e comitato nell’amministrazione e nelle scelte strategiche, lasciando al giudice il compito esercitare un controllo di legalità.


