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Decreto del fare: le novita’ più importanti

Con la riunione del Consiglio dei Ministri del 15 giugno e’ stato approvato il tanto atteso ‘Decreto del fare’, la prima importante opera del Governo Letta, di ben 80 articoli, contenente misure utili a rilanciare l’economia del nostro paese.

Nella giornata di sabato il Governo ha discusso diversi provvedimenti, che riguardano fisco, infrastrutture, scuola e università, edilizia, energia, fino alle semplificazioni burocratiche. Un vero e proprio ‘pacchetto’ per rilanciare finalmente l’economia italiana e ‘dare più ossigeno a famiglie e imprese schiacciate dalla crisi’.

Degli 80 articoli, eccone alcuni tra i più urgenti ed importanti:

  • l’impignorabilità della prima casa. A chi ha debiti con il Fisco fino a 120mila euro non potrà essere pignorata la prima casa, se possiede solo quella. Fanno eccezione ville, castelli e case signorili, considerati beni di lusso;
  • per i cittadini che fossero in difficoltà con il fisco Equitalia concede la possibilità di saltare fino a 8 rate non pagate e non consecutive, e non solo 2 come e’ stato fino ad ora, prima che decada i beneficio della rateizzazione;
  • bonus di 5 miliardi per le imprese per l’acquisto dei nuovi macchinari, impianti e attrezzature nuove ad uso produttivo;
  • bollette meno care: sono stati previsti infatti sconti sulle bollette energetiche per 500 milioni di euro;
  • previsti finanziamenti per le opere pubbliche e per lo sblocco di migliaia di cantieri fino ad un totale di circa 3 miliardi di euro in piccole, medie e grandi opere, che porteranno alla creazione di almeno 30.000 posti di lavoro;
  • agenda digitale: riorganizzazione della governance, liberalizzazione dell’uso del wi-fi per cui non sarà più richiesta l’identificazione personale, carta d’identità elettronica per tutta la famiglia e la casella di posta elettronica certificata per poter ‘dialogare’ con le amministrazioni pubbliche, fascicolo sanitario elettronico ecc..

Una delle norme definite ‘rivoluzionarie’ dal presidente Letta, riguarda la Pubblica Amministrazione. Nel decreto infatti si stabilisce che, “i cittadini italiani potranno pretendere un indennizzo se la pubblica amministrazione non rispetta i tempi previsti per una procedura“.

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