Se tredici anni fa ogni famiglia italiana pagava di media 270 euro per la bolletta relativa al servizio di asporto rifiuti, oggi paga il 67% in più.
Con l’introduzione della Tares, infatti, la spesa media di ogni famiglia si aggira attorno ai 451 euro.
Sono i calcoli relativi alla serie storica effettuati dall’Ufficio studi della CGIA che ci forniscono questi dati, dopo aver analizzato i bilanci di 11 Comuni capoluogo di Regione che, fino all’anno scorso, pagavano il servizio di asporto rifiuti tramite la Tarsu.
Da quest’anno, con l’introduzione della Tares, la bolletta sembra essere molto più onerosa.
Le ragioni sono da ricercarsi nel fatto che la Tares, a differenza della Tarsu, dovrà assicurare un gettito in grado di coprire interamente il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, ed inoltre e’ prevista una maggiorazione su tutti gli immobili di 0,3 euro al metro quadrato per finanziare i servizi dei Comuni quali la manutenzione delle strade, l’illuminazione ecc.
Dall’analisi effettuata dalla CGIA e’ stato rilevato che “lo scostamento tra quanto incassato con la Tarsu/Tia e il costo del servizio di raccolta e smaltimento ammonta a circa 0,9 miliardi di euro”.
Complessivamente la Tarsu costerà agli italiani circa 2 miliardi di euro in più di quanto pagavano con la Tarsu/Tia.
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