E’ sempre piu’ frequente che le imprese italiane svolgano la propria attivita’ anche, o prevalentemente, su mercati esteri. Cio’ comporta la necessita’ di rapportarsi alla normativa fiscale di altre nazioni in aggiunta a quella Italiana, evenienza che, in alcuni casi, puo’ comportare un aggravio del carico impositivo.
Il Testo Unico sulle Imposte sui Redditi prevede delle regole specifiche per evitare la doppia imposizione, che si verifica quando il reddito dell’impresa Italiana viene sottoposto a tassazione sia in Italia, sia nel paese estero ove viene prodotto.
Ai sensi dell’art. 165 del TUIR le societa’ che pagano imposte all’estero, a titolo definitivo, hanno la possibilita’ di usufruire di un credito d’imposta.
L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare 9/E 2015, ha affrontato il tema in oggetto esaminando in modo organico la normativa e chiarendo alcuni aspetti particolarmente controversi.
Con la Nota operativa n. 7/2015 l’Accademia Romana di Ragioneria esamina la normativa di riferimento e il meccanismo di applicazione del credito.
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