La Regione Lazio, le Università La Sapienza, Tor Vergata, Roma Tre e Guardia Di Finanza di Roma fanno rete per “snidare” gli studenti benestanti mascherati da poveri che dichiarano il falso a scapito dei veri poveri, delle casse regionali ed universitarie.
Chi sarà “pizzicato” dovrà restituire i benefici indebitamente incamerati (borse di studio, esenzioni universitarie, alloggi, buoni pasto, agevolazioni nei trasporti, ect.) e, ove ne ricorrano i presupposti, verrà segnalato all’Autorità Giudiziaria per gli eventuali profili penali.
Il ritratto che emerge dall’analisi dei dati è significativo: l’ 83,7% dei 196.000 studenti iscritti risulta aver presentato la dichiarazione ISEE; di questi circa il 16% è stato inserito nelle prime tre fasce (quelle di minor reddito) dell’ Università La Sapienza. Il 27% è stato collocato nelle prime tre fasce delle Università Tor Vergata e Roma Tre.
La percentuale aumenta, 90%, se si circoscrive l’analisi ai soli studenti stranieri, circa 7.000, il 15% dei quali risulta aver autocertificato redditi inferiori a 1.000 euro. Specifiche richieste di mutua assistenza finalizzate a riscontrare la veridicità di quanto dichiarato, sono state inoltrate alle competenti amministrazioni dei Paesi di origine.
Nel 2012, a fronte di 848 controlli, 521 sono risultati irregolari. Nel 2013 la percentuale dei controlli irregolari si attesta sul 63% delle posizioni verificate.


