Con Comunicato Stampa del 4 ottobre scorso l’Agenzia delle Entrate ha dichiarato definitivamente chiusa l’operazione ‘case fantasma’, con l’attribuzione a più di 492.000 immobili di una rendita presunta complessiva di 288 milioni di euro.
I risultati dell’attività di controllo sui fabbricati sconosciuti al Catasto effettuate dall’Agenzia si sono quindi concluse, rilevando oltre 1,2 milioni di unità immobiliari urbane non censite nella base-dati catastale, su più di 2,2 milioni di particelle del Catasto Terreni.
Queste ‘case fantasma’, grazie all’operazione di controllo, non sono più sconosciute al Fisco e risultano regolarmente registrate nella base-dati catastale. L’operazione è stata realizzata grazie all’incrocio delle mappe catastali con le immagini aeree rese disponibili dall’Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura), per “avvistare” così i fabbricati presenti sul territorio ma non nelle banche dati catastali.
Queste rendite catastali attribuite d’ufficio, in quanto gli immobili non sono stati accatastati volontariamente dai contribuenti alla data del 30 novembre 2012 (giorno in cui si è chiusa l’attività di accertamento sui fabbricati non dichiarati), hanno raggiunto un valore, si legge nel comunicato, di 288 milioni di euro.
L’operazione “case fantasma” condotta dall’Agenzia delle Entrate potrebbe secondo stime realizzate dal dipartimento delle Finanze, nel caso in cui le rendite presunte fossero confermate, un maggior gettito complessivo quantificabile in circa 589 milioni di euro, di cui circa 444 milioni di euro ai fini Imu, circa 137 milioni di euro ai fini delle imposte sui redditi (Irpef e “cedolare secca”) e circa 7,5 milioni di euro ai fini dell’imposta di registro sui canoni di locazione.


