Integra l’ipotesi criminosa di cui all’art. 316 ter c.p., e non quelle di truffa aggravata e di falsità ideologica del privato in atto pubblico, la condotta del consigliere regionale che, comunicando all’ente di appartenenza una falsa residenza (da intendersi in senso effettivo e non meramente anagrafico), si procura indebiti rimborsi per l’utilizzo del mezzo proprio nel raggiungimento della sede dell’ente territoriale.
Fonte: Corte di Cassazione; sezione VI penale; sentenza, 13-11-2015, n. 50255 (data deposito 22-12-2015) – Massima a cura de “Il Foro Italiano”.


