La decisione deve essere supportata dalle ragioni che hanno determinato le conclusioni della Ctr, anche se quest’ultima conferma la pronuncia del precedente grado di giudizio.
È nulla la decisione di secondo grado carente dell’illustrazione delle critiche mosse dall’appellante alla statuizione di primo grado e delle considerazioni che hanno indotto la Commissione tributaria regionale a disattenderle e che si sia limitata a motivare per relationem alla sentenza impugnata mediante la mera adesione ad essa.
È quanto precisato Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 242 del 12 gennaio 2015.
I fatti di causa
La vicenda giudiziaria riguarda l’impugnazione, da parte di una società in nome collettivo, di un avviso di accertamento con cui l’Agenzia delle Entrate rettificava il reddito d’impresa, per l’anno 2005, a seguito di una verifica fiscale da cui erano emersi maggiori ricavi rispetto a quelli dichiarati e sosteneva l’indeducibilità dell’imposta sul valore aggiunto relativa ad alcune fatture.


