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Carburanti: nei primi mesi del 2013 crollo dei consumi del 51%. FaibConfesercenti chiede lo stop all’aumento delle accise.

Saranno presentati oggi, nella sede di Confesercenti a Roma, i dati allarmanti relativi ai consumi nel settore carburante che hanno visto un importante calo nei primi 4 mesi del 2013.
Il sindacato dei gestori di carburante lancerà quindi l’allarme questa mattina, in occasione del convegno sulla rete, mostrando i preoccupanti dati che vedono un calo del 51% dei consumi, in netto aumento rispetto a quello dello scorso anno, che si era invece fermato al 10,6%, e sottolineando quanto la causa di questo, sia da riscontrarsi soprattutto negli aumenti di accise ed Iva, che hanno portato il prezzo della benzina ad aumentare addirittura del 40%, per non parlare di quello del gasolio, le cui percentuali sarebbero ancora maggiori.
Se si pensa poi che le accise e l’Iva rappresentano circa 60% del prezzo totale dei carburanti, non ci si deve meravigliare se l’Italia, a causa di questo tipo di tassazione fiscale, vada oltre la media dei paesi della zona euro, dove la stessa si aggira invece intorno al 56,6 per cento.

In una situazione di calo dei consumi e crisi delle imprese del settore, sottolinea Faib-Confesercenti, l’eventuale ulteriore aumento delle accise, non farebbe altro che aggravare ulteriormente la situazione di questo settore già duramente colpito dalla crisi e sottolinea che "non è quella delle accise la via giusta per trovare risorse che scongiurino l’aumento dell’Iva". Aggiunge poi che "il settore è in continua evoluzione e non può essere considerato solo un bancomat per coprire la mancanza di risorse".

La Faib Confesercenti auspica quindi che si affrontino le questioni legate alla Rete ed ai prezzi valutando la necessita’ della riduzione degli impianti (in modo da portarli ai livelli europei) ma con un adeguato sostegno di ammortizzatori sociali, e promuovendo una politica che miri a rinnovare e modernizzare la figura del gestore e l’organizzazione degli impianti. Una ‘ristrutturazione’ insomma che dia certezze sia agli operatori che ai consumatori.

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