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Cantieri chiusi. Niente benefici se gli operai assunti sono licenziati

Per la disciplina di incentivazione della stabile occupazione, rileva solo che il livello occupazionale raggiunto si mantenga costante nell’arco temporale di riferimento.

La sentenza n. 17431/2013 riguarda l’impugnazione di una sentenza di secondo grado della Commissione tributaria regionale dell’Abruzzo che, in riforma della sentenza della Commissione tributaria provinciale, aveva ritenuto corretta la decadenza dal credito d’imposta, riconosciuto a favore delle piccole e medie imprese che assumono nuovi dipendenti ex articolo 4 della legge n. 449 del 1997, in caso di licenziamento degli operai assunti per la semplice chiusura dei cantieri.

La Corte di cassazione, riprendendo un proprio precedente pronunciamento (vedi sentenza n. 17965 del 2012), ha infatti chiarito che “attesa l’indubbia ratio della norma, costituita dall’incentivazione alla stabile occupazione in particolari aree del territorio, ne deriva chiaramente che ciò che conta è che il livello occupazionale ossia, ovviamente, il numero dei lavoratori, a prescindere dall’identità delle persone, raggiunto in virtù delle nuove assunzioni si mantenga costante nell’intero triennio e non subisca, cioè, variazioni in diminuzione, nemmeno temporanee, a pena di decadenza dall’agevolazione, senza che assumano rilievo le ragioni di tali eventuali riduzioni”.
A fronte di questa premessa, prosegue la Corte, “nessuna rilevanza può, certamente, attribuirsi al licenziamento per "chiusura del cantiere per ultimazione del lavoro appaltato", come avvenuto nella specie, con riguardo ad un lavoratore (come dedotto dallo stesso ricorrente), ma neppure al provvedimento di sospensione dei lavori adottato dalla stazione appaltante relativamente ad altro cantiere”.

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