Non può ritenersi estraneo allo svuotamento delle casse della Srl in odore di fallimento a favore della partecipata e a sfavore dei creditori, il professionista con doppio ruolo.
Risponde di bancarotta fraudolenta per distrazione il commercialista che assume il ruolo di consulente fiscale della società fallita e, al contempo, di componente del consiglio di amministrazione della sua “partecipata” che ha beneficiato, prima della dichiarazione di fallimento, di un aumento di capitale non necessario.
Questo il principio di diritto affermato dalla Cassazione penale nella sentenza n. 40332 del 30 settembre, che ha rigettato il ricorso del contribuente
La Corte di appello di Milano, in parziale riforma della sentenza di primo grado che aveva condannato un professionista – in concorso con l’amministratore di una società dichiarata fallita – per il reato di bancarotta fraudolenta per distrazione (articolo 216, primo comma, numero 1), della “legge fallimentare” n. 267/1942), dichiarava di non doversi procedere, nei confronti dello stesso, per la fattispecie delittuosa della bancarotta preferenziale (estinta per prescrizione) e rideterminava al ribasso la pena inflitta in primo grado agli imputati.


