Anche il Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro chiede una proroga dello spesometro; e chiede anche una “rivisitazione della procedura” con il fine sia di chiarire tutti i dubbi sollevati in questo periodo da tutti gli operatori del settore, sia allo stesso tempo rendere la procedura stessa snella ed efficace, per lo scopo per cui tale misura è stata introdotta: la possibilità reale di incrociare i dati trasmessi al fine di far emergere l’evasione fiscale.
“Non basta, infatti, assicurare la mano morbida sulle sanzioni se poi i dati che giungono sono inservibili.
Meglio un ripensamento, un rinvio, per ottenere dati utilizzabili ed una migliore gestione di un adempimento che non è legato ad esigenze di gettito”.
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