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ANCE: serve un Piano Marshall per la ripresa

Si è svolta l’11 luglio 2013 l’assemblea annuale ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili).

Nel suo intervento il Presidente ANCE Paolo Buzzetti ha messo in luce i risultati della politicà di "austerità a tutti i costi" che i nostri Governi hanno seguito, al contrario di Stati Uniti (grande piano di investimenti a sostegno dei mutui per le famiglie che vogliono comprare casa e grandi investimenti in opere pubbliche), Giappone (con la Abeconomics è uscito dalla stagnazione ventennale nel quale era caduto puntando su grandissimi interventi infrastrutturali) ma anche Gran Bretagna, Francia e Germania.

L’Italia è stata, secondo Buzzetti, l’unica ad aver attuato una politica di rigore assoluto senza alcun sostegno al mercato interno. E i risultati sono drammatici.

Le imprese sono ridotte allo stremo: sono andati persi 690mila posti di lavoro considerando tutta la filiera delle costruzioni e si stima che 50.000-80.000 persone, oggi in Cassa integrazione guadagni, potrebbero non essere reintegrate. 11.200 imprese edili sono fallite, il 28-30% delle aziende non sono in condizioni di reggere un altro anno per mancanza di liquidità. Rispetto al 2007 il credito a sostegno delle imprese del settore è diminuito di 77 miliardi. Il mercato della casa è praticamente fermo e i lavori pubblici si sono dimezzati. 

Il Presidente Buzzetti ha quindi riconosciuto che il Governo attuale ha ben iniziato. Il decreto sull’ecobonus e la prima tranche di pagamenti della Pa vanno nella direzione giusta.

Ma non basta. E’ necessaria una terapia shock: serve un Piano Marshall per la ripresa:

Pagare tutte le imprese subito – è necessaria la garanzia che le imprese vengano pagate sallo Stato anche nel 2014. Mancano ancora all’appello 12 miliardi per il settore.

Emergenza Casa – E’ necessario ridare credito a imprese e famiglie. Le banche non credono più nel mercato immobiliare: ci sono tassi di interesse di due punti superiori a quelli degli altri paesi, nonostante una domanda ancora elevata e una percentuale di insolvenza delle famiglie tra le più basse d’Europa. E poi far ripartire il grande Piano dell’housing sociale e delle case popolari, come fu il Piano Fanfani, che potrebbe creare migliaia di posti di lavoro e soddisfare le esigenze delle fasce più deboli della popolazione.

Allentare il Patto di stabilità per scuole, manutenzione e sicurezza – In Italia ci sono 30mila scuole a rischio, migliaia di edifici pubblici, a partire dagli ospedali, da mettere in sicurezza. C’è il più grande patrimonio storico-artistico del mondo da tutelare e valorizzare: un esempio per tutti Pompei, che versa in condizioni disastrose. 

Liberare il mercato dalla tassa occulta della burocrazia – Secondo la recente indagineDoing Business 2013 della Banca Mondiale, l’Italia è al 73° posto su 185 paesi analizzati. In Europa siamo penultimi (solo la Grecia è sotto di noi).

Avviare un grande Piano di investimenti pubblici – Serve una grande manovra di rilancio delle infrastrutture, dell’ordine di 70 miliardi, capace di sostenere la ripresa dell’economia e far aumentare l’occupazione senza sforare il limite del 3% di deficit fissato dalla Ue.

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