La Corte dei conti va all’attacco dell’amministrazione finanziaria e riconduce ai concessionari della riscossione dei tributi e all’Agenzia delle entrate buona parte delle
cause che alimentano l’evasione fiscale e i deludenti risultati conseguiti in termini di recupero dell’imponibile.
Si va dalla corruzione dei funzionari, spesso responsabili
anche di concussione, alla latitanza di adeguati controlli
sui requisiti per la concessione di rimborsi d’imposta e per la fruizione di agevolazioni fiscali; da irregolarità di vario tipo nell’accertamento dei presupposti
d’imposta all’effettuazione di accertamenti che poi il fisco non è in grado di sostenere in sede di contenzioso
tributario.
E’ quanto emerge dalla relazione tenuta nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2006 dal procuratore generale della Corte dei conti.


