L’amministratore di sostegno è una figura istituita per quelle persone che, per effetto di un’infermità o di una menomazione fisica o psichica, si trovano nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi.
Gli anziani e i disabili, ma anche gli alcolisti, i tossicodipendenti, le persone detenute, i malati terminali possono ottenere, anche in previsione di una propria eventuale futura incapacità, che il giudice tutelare nomini una persona che abbia cura della loro persona e del loro patrimonio.
Per richiedere l’amministrazione di sostegno si deve presentare un ricorso ma non è necessaria l’assistenza di un avvocato. L’amministratore di sostegno viene nominato con un decreto del giudice tutelare.
Il decreto di nomina dell’amministratore di sostegno deve contenere l’indicazione:
- delle generalità della persona beneficiaria e dell’amministratore di sostegno
- della durata dell’incarico, che può essere anche a tempo indeterminato
- dell’oggetto dell’incarico e degli atti che l’amministratore di sostegno ha il potere di compiere in nome e per conto del beneficiario
- degli atti che il beneficiario può compiere solo con l’assistenza dell’amministratore di sostegno
- dei limiti, anche periodici, delle spese che l’amministratore di sostegno può sostenere con utilizzo
- delle somme di cui il beneficiario ha o può avere la disponibilità
- della periodicità con cui l’amministratore di sostegno deve riferire al giudice circa l’attività svolta e le condizioni di vita personale e sociale del beneficiario.
Per approfondimenti clicca qui, e qui per accedere ad alcune Faq sul tema.


