Un’analisi realizzata dall’Ufficio studi della CGIA di Mestre, che ha confrontato le possibilità dei lavoratori dipendenti e lavoratori con partita Iva di accedere alla platea degli ammortizzatori sociali attualmente previsti dal nostro stato sociale, ha rilevato che, nella maggioranza dei casi, ai dipendenti è consentito accedere alternativamente a tutte e cinque le principali misure di sostegno al reddito messe a disposizione dal nostro welfare (cassa integrazione in deroga, cassa integrazione ordinaria, cassa integrazione straordinaria, mobilità e Aspi), mentre agli autonomi, questa possibilità è sempre preclusa.
Il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi ha affermato che, in base ai dati forniti, e’ evidente quanto “la precarietà nel mondo del lavoro si annida soprattutto tra il popolo delle partite Iva”. Il segretario ha aggiunto che “la questione non va affrontata mettendo gli uni contro gli altri, ipotizzando di togliere alcune garanzie ai lavoratori dipendenti per darle agli autonomi, ma allargando l’impiego di alcuni ammortizzatori sociali anche a questi ultimi che, almeno in parte, dovranno pagarseli”.


