Giovedì 6 ottobre 2016

Per le operazioni "simulate" non è applicabile l'abuso del diritto; resta reato

a cura di: AteneoWeb S.r.l.
La Corte di cassazione, sezione terza penale, con la sentenza n. 41755 depositata il 5 ottobre 2016, ha fornito una nuova interpretazione sull'abuso del diritto.

Ricordando che le operazioni abusive non danno luogo a fatti punibili dalle leggi tributarie, si definisce elusiva, e quindi penalmente irrilevante, solo un'operazione che, seppur mirata ad ottenere un vantaggio tributario, è caratterizzata da una reale funzione economica sociale meritevole di tutela per l'ordinamento.

Nel caso invece di un'operazione meramente simulata, come quella analizzata dalla sentenza n. 41755, non si è in presenza di un abuso del diritto ma di una vera e propria macchinazione, priva di sostanza economica con lo scopo di raggiungere un indebito vantaggio fiscale anche per mezzo di strumenti negoziali collegati fra loro.

Pertanto, non trovando applicazione il nuovo art. 10 bis della legge 212/2000 (abuso del diritto) nelle condotte illecite fraudolente o simulatorie, il fenomeno abusivo si deve iscrivere solo nelle condotte lecite, con il rischio quindi che vengano considerate abusive condotte che hanno delle giustificazioni e pertanto lecite anche sotto il profilo fiscale, e che vengano ritenute simulate operazioni che in passato venivano considerate abusive od elusive.

Fonte: sentenza della Corte di cassazione n. 41755/2016 sezione terza penale del 5 ottobre 2016.
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