Ricerca: ricorso del notaio l atto di scioglimento della comunione ha natura traslativa e non dichiarativa

Calcolo degli oneri per la cancellazione dei gravami nelle esecuzioni immobiliari: versione Cloud

| ID 234069 | pub. 19/09/2017 | 41 Kb

Dopo che il professionista delegato ha provveduto al versamento delle imposte e alla registrazione del decreto di trasferimento, dovrà espletare le formalità di richiesta di...

cancellazione delle formalità pregiudizievoli (cosiddetti gravami), in base a quanto ordinato dal G.E., presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari.

La normativa di riferimento non è particolarmente semplice e deve essere applicata attentamente in ogni fase della tassazione, compresa la corretta indicazione dei codici relativi all'annotazione, per evitare una imposizione superiore al dovuto.

Il programma calcola l'ammontare delle imposte da corrispondere per la cancellazione degli eventuali gravami sugli immmobili oggetto di esecuzione immobiliare.

Cessione quote SRL - versione 4.021 - Software (scaricare e installare gratuitamente)

EXE | ID 234056 | pub. 08/09/2017 | 20.840 Kb

La soluzione integrata per la gestione di una pratica di trasferimento quote di srl. Con trasmissione telematica verso l'Agenzia delle Entrate e predisposizione pratica per Fedra...

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Prova questa versione DEMO gratuita.

Rottamazione liti fiscali: foglio di calcolo

XLS | ID 234046 | pub. 04/09/2017 | 1.971 Kb

L'art. 11 del D.L. 24 aprile 2017, n. 50 (cosiddetta “manovrina”), prevede la “rottamazione” delle liti fiscali pendenti (Definizione agevolata delle controversie tributarie)...

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Usura scoperti di c/c analitico 2017: con i tassi soglia al III trimestre 2017

XLS | ID 233985 | pub. 05/07/2017 | 572 Kb

Il programma consente: - di determinare i tassi effettivi degli scoperti di c/c applicati dalle banche, - di confrontare i tassi effettivi con i tassi soglia usurari - di determinare...

gli interessi eventualmente non dovuti per superamento dei tassi soglia.

Esecuzioni immobiliari. Potere del G.E. di sospendere la vendita ex art. 586 c.p.c. dopo l'aggiudicazione perché il prezzo offerto è notevolmente inferiore a quello giusto. Condizioni.

PDF | ID 233961 | pub. 09/06/2017 | 172 Kb

Corte di Cassazione Civile Terza Sezione: sentenza n. 268 del 10 gennaio 2017. La Corte di Cassazione ha enunciato il seguente principio di diritto:   “il potere di sospendere...

la vendita, attribuito dall'art. 586 c.p.c. (nel testo nove/lato dall'art. 19 bis della legge n. 203 del 1991) al giudice dell'esecuzione dopo l'aggiudicazione perché il prezzo offerto è notevolmente inferiore a quello giusto, può essere esercitato allorquando: a) si verifichino fatti nuovi successivi alla aggiudicazione; b) emerga che nel procedimento di vendita si siano verificate interferenze illecite di natura criminale che abbiano influenzato il procedimento, ivi compresa la stima stessa; c) il prezzo fissato nella stima posta a base della vendita sia stato frutto di dolo scoperto dopo l'aggiudicazione; d) vengano prospettati, da una parte del processo esecutivo, fatti o elementi che essa sola conosceva anteriormente all'aggiudicazione, non conosciuti né conoscibili dalle altre parti prima di essa, purché costoro li facciano propri, adducendo tale tardiva acquisizione di conoscenza come sola ragione giustificativa per l'esercizio del potere del giudice dell'esecuzione”

RATING DI AUTOVALUTAZIONE PMI 2017 (analisi bilanci 2016/2015)

XLS | ID 233860 | pub. 16/05/2017 | 1.504 Kb

È sempre più percepita, anche nelle micro imprese, l’esigenza di “autovalutare” i propri dati di bilancio per affrontare al meglio il rapporto con il sistema bancario. Le...

PMI italiane sono contraddistinte da livelli di indebitamento elevati e da bassi livelli di reddittività aziendale rispetto al rapporto fonti impieghi. L’accesso al credito è pertanto di vitale importanza.
D’altro canto, le stesse PMI non sono quasi mai dotate di una struttura organizzativa adeguata per valutare al meglio la propria situazione e il rapporto con il sistema creditizio è spesso gestito “alla cieca”.

Esecuzioni immobiliari: l'opposizione al provvedimento di estinzione è impugnabile con l'opposizione ex art. 617 cod. proc. civ.

PDF | ID 233823 | pub. 11/05/2017 | 277 Kb

Corte di Cassazione Civile Terza Sezione: sentenza n. 9362 del 12 aprile 2017. La Corte di Cassazione ha basato la propria decisione sul seguente principi di diritto: in tema...

di espropriazione forzata, il provvedimento con il quale il giudice dell'esecuzione dichiara l'estinzione del processo esecutivo per cause diverse da quelle tipiche non è impugnabile con ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 111 Cost., ma con l'opposizione ex art. 617 cod. proc. civ., che è rimedio tipico avverso gli atti viziati del processo esecutivo.

Esecuzioni immobiliari: revoca dell'aggiudicazione dell'immobile pignorato solo in casi molto particolari

PDF | ID 233813 | pub. 09/05/2017 | 271 Kb

Corte di Cassazione Civile Terza Sezione: sentenza n. 3791 del 14 febbraio 2017. La Corte di Cassazione ha ribadito (1) che i presupposti per la sospensione della vendita e...

la revoca dell’aggiudicazione da parte del Giudice dell’Esecuzione (ex art. 586 c.p.c.), allo scopo di contrastare tutte le possibili interferenze illegittime nel procedimento di fissazione del prezzo, sono i seguenti:
a) si verifichino fatti nuovi successivi all'aggiudicazione;
b) emerga che nel procedimento di vendita si siano verificate interferenze illecite di natura criminale che abbiano influenzato il procedimento, ivi compresa la stima stessa;
c) il prezzo fissato nella stima posta a base della vendita sia stato frutto di dolo scoperto dopo l'aggiudicazione; d) vengano prospettati, da una parte del processo esecutivo, fatti o elementi che essa sola conosceva
anteriormente all'aggiudicazione, non conosciuti né conoscibili dalle altre parti prima di
essa, purché costoro li facciano propri, adducendo tale tardiva acquisizione di
conoscenza come sola ragione giustificativa per l'esercizio del potere del giudice dell'esecuzione
Il giudice non può sospendere la vendita soltanto se c’è notevole sproporzione del prezzo di aggiudicazione rispetto al prezzo “giusto”.

(1) come già stabilito con la sentenza Cass. n. 18451 del 2015

Verbale CdA per rinvio convocazione assemblea di approvazione bilancio 2016

DOC | ID 233590 | pub. 17/03/2017 | 292 Kb

L’art. 2364 del codice civile (richiamato anche dall’art. 2478-bis per quanto compete alla SRL) prevede che “L’assemblea ordinaria deve essere convocata almeno una volta...

l’anno, entro il termine stabilito dallo statuto e comunque non superiore a centoventi giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale. Lo statuto può prevedere un maggior termine, comunque non superiore a centottanta giorni, nel caso di società tenute alla redazione del bilancio consolidato e quando lo richiedono particolari esigenze relative alla struttura ed all’oggetto della società; in questi casi gli amministratori segnalano nella relazione prevista dall’articolo 2428 (ndr Relazione sulla Gestione) le ragioni della dilazione.

Verbale di assemblea di S.r.l. per la copertura di perdite mediante rinuncia a crediti da parte dei soci

DOC | ID 233588 | pub. 16/03/2017 | 294 Kb

Il principio contabile OIC n. 28 sulle poste del Patrimonio Netto prevede che la rinuncia di un qualunque credito da parte del socio, che si concretizza con un atto formale da...

parte del socio stesso e volto al rafforzamento patrimoniale della società, deve essere trattato, contabilmente, alla stregua di un apporto di patrimonio. Non rileva la natura del credito, commerciale o finanziario che sia, ma la motivazione della rinuncia, che deve essere orientata a un rafforzamento patrimoniale della società; se la rinuncia fosse dettata da motivazioni esclusivamente commerciali, costituirebbe invece per la società un minor costo (o sopravvenienza).

Ricorso avverso avviso di accertamento depositario scritture contabili

DOC | ID 233582 | pub. 06/03/2017 | 38 Kb

Il numero dei clienti e dei dichiarativi trasmessi costituiscono alcuni degli elementi da cui il Fisco può induttivamente accertare il reddito dichiarato dai depositari delle...

scritture contabili, anche in presenza di scritture formalmente regolari. In giurisprudenza è stato ritenuto legittimo l’accertamento induttivo quando il volume d’affari dichiarato appare incongruo rispetto alle dichiarazioni presentate ed alle contabilità gestite dallo studio.

Ricorso con mediazione cartella Equitalia per decadenza

DOC | ID 233577 | pub. 02/03/2017 | 45 Kb

Il ricorso con mediazione avverso cartella di pagamento (a seguito di controllo ex art. 36-bis, D.P.R. n. 600/1973) - Decadenza dell'attività di riscossione - Accoglimento integrale...

in fase di mediazione tributaria.

In materia di controlli automatizzati ex art. 36-bis, D.P.R. n. 600/73, come noto, l’Agenzia delle Entrate, dopo aver notificato l’avviso bonario, procede ad effettuare l’iscrizione a ruolo affidando le somme per la riscossione ad Equitalia, che a sua volta emette una cartella di pagamento.
Le modalità sopra indicate sono specificate dalla legge, soprattutto in relazione ai termini perentori per il legittimo esercizio dell’attività accertativa (entro l'inizio del periodo di presentazione delle dichiarazioni relative all'anno successivo, art. 36-bis, D.P.R. n. 600/1973) e riscossiva (del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, art. 25, D.P.R. n. 602/1973 ); nel caso in esame tali termini non erano stati rispettati, né dall’Agenzia delle Entrate, né dall’ente di Riscossione, motivo per cui l’azione doveva dirsi viziata dalla decadenza. A seguito della proposizione del ricorso con mediazione (obbligatorio per le liti sotto i €.20.000,00) Equitalia ha provveduto all’annullamento della propria cartella di pagamento.

Per agevolare il lavoro del professionista l’avv. De Falco ha predisposto un modello di ricorso con mediazione tributaria in Commissione Tributaria Provinciale, che ha avuto esito positivo con annullamento della cartella di pagamento in via di autotutela, prima del deposito del ricorso nei termini di legge.

Comunicazione cessazione utenze

DOC | ID 233476 | pub. 01/02/2017 | 47 Kb

L'art. 72 della Legge Fallimentare che disciplina i rapporti pendenti prevede che se un contratto è ancora ineseguito o non compiutamente eseguito da entrambe le parti quando,...

nei confronti di una di esse, è dichiarato il fallimento, l'esecuzione del contratto, fatte salve le diverse disposizioni della presente Sezione, rimane sospesa fino a quando il curatore, con l'autorizzazione del comitato dei creditori, dichiara di subentrare nel contratto in luogo del fallito, assumendo tutti i relativi obblighi, ovvero di sciogliersi dal medesimo, salvo che, nei contratti ad effetti reali, sia già avvenuto il trasferimento del diritto.
Il contraente può mettere in mora il curatore, facendogli assegnare dal giudice delegato un termine non superiore a sessanta giorni, decorso il quale il contratto si intende sciolto.
La disposizione di cui al primo comma si applica anche al contratto preliminare salvo quanto previsto nell'art. 72-bis.
In caso di scioglimento, il contraente ha diritto di far valere nel passivo il credito conseguente al mancato adempimento, senza che gli sia dovuto risarcimento del danno.
L'azione di risoluzione del contratto promossa prima del fallimento nei confronti della parte inadempiente spiega i suoi effetti nei confronti del curatore, fatta salva, nei casi previsti, l'efficacia della trascrizione della domanda; se il contraente intende ottenere con la pronuncia di risoluzione la restituzione di una somma o di un bene, ovvero il risarcimento del danno, deve proporre la domanda secondo le disposizioni di cui al Capo V.
Sono inefficaci le clausole negoziali che fanno dipendere la risoluzione del contratto dal fallimento.
In caso di scioglimento del contratto preliminare di vendita immobiliare trascritto ai sensi dell'art. 2645-bis del codice civile, l'acquirente ha diritto di far valere il proprio credito nel passivo, senza che gli sia dovuto il risarcimento del danno e gode del privilegio di cui all'art. 2775-bis del codice civile a condizione che gli effetti della trascrizione del contratto preliminare non siano cessati anteriormente alla data della dichiarazione di fallimento.
Le disposizioni di cui al primo comma non si applicano al contratto preliminare di vendita trascritto ai sensi dell'art. 2645-bis del codice civile avente ad oggetto un immobile ad uso abitativo destinato a costituire l'abitazione principale dell'acquirente o di suoi parenti ed affini entro il terzo grado ovvero un immobile ad uso non abitativo destinato a costituire la sede principale dell'attività d'impresa dell'acquirente.

L'art. 74 invece disciplina invece i contratti ad esecuzione continuata o periodica e prevede che se il curatore subentra in un contratto ad esecuzione continuata o periodica deve pagare integralmente il prezzo anche delle consegne già avvenute o dei servizi già erogati

Istanza per autorizzazione alla cessione a trattativa privata dei crediti di natura fiscale

DOC | ID 233442 | pub. 31/01/2017 | 51 Kb

Modello di istanza per autorizzazione alla cessione a trattativa privata dei crediti di natura fiscale.

nei confronti di una di esse, è dichiarato il fallimento, l'esecuzione del contratto, fatte salve le diverse disposizioni della presente Sezione, rimane sospesa fino a quando il curatore, con l'autorizzazione del comitato dei creditori, dichiara di subentrare nel contratto in luogo del fallito, assumendo tutti i relativi obblighi, ovvero di sciogliersi dal medesimo, salvo che, nei contratti ad effetti reali, sia già avvenuto il trasferimento del diritto.
Il contraente può mettere in mora il curatore, facendogli assegnare dal giudice delegato un termine non superiore a sessanta giorni, decorso il quale il contratto si intende sciolto.
La disposizione di cui al primo comma si applica anche al contratto preliminare salvo quanto previsto nell'art. 72-bis.
In caso di scioglimento, il contraente ha diritto di far valere nel passivo il credito conseguente al mancato adempimento, senza che gli sia dovuto risarcimento del danno.
L'azione di risoluzione del contratto promossa prima del fallimento nei confronti della parte inadempiente spiega i suoi effetti nei confronti del curatore, fatta salva, nei casi previsti, l'efficacia della trascrizione della domanda; se il contraente intende ottenere con la pronuncia di risoluzione la restituzione di una somma o di un bene, ovvero il risarcimento del danno, deve proporre la domanda secondo le disposizioni di cui al Capo V.
Sono inefficaci le clausole negoziali che fanno dipendere la risoluzione del contratto dal fallimento.
In caso di scioglimento del contratto preliminare di vendita immobiliare trascritto ai sensi dell'art. 2645-bis del codice civile, l'acquirente ha diritto di far valere il proprio credito nel passivo, senza che gli sia dovuto il risarcimento del danno e gode del privilegio di cui all'art. 2775-bis del codice civile a condizione che gli effetti della trascrizione del contratto preliminare non siano cessati anteriormente alla data della dichiarazione di fallimento.
Le disposizioni di cui al primo comma non si applicano al contratto preliminare di vendita trascritto ai sensi dell'art. 2645-bis del codice civile avente ad oggetto un immobile ad uso abitativo destinato a costituire l'abitazione principale dell'acquirente o di suoi parenti ed affini entro il terzo grado ovvero un immobile ad uso non abitativo destinato a costituire la sede principale dell'attività d'impresa dell'acquirente.

L'art. 74 invece disciplina invece i contratti ad esecuzione continuata o periodica e prevede che se il curatore subentra in un contratto ad esecuzione continuata o periodica deve pagare integralmente il prezzo anche delle consegne già avvenute o dei servizi già erogati

Assegnazione agevolata immobili. Tassazione soci 2017

XLS | ID 233427 | pub. 27/01/2017 | 556 Kb

La legge di stabilità 2016 (articolo 1, commi da 115 a 120, della legge 28 dicembre 2015, n. 208) ha previsto la possibilità, per le società, di assegnare e/o cedere ai soci...

gli immobili non strumentali per destinazione.
I termini per procedere alla assegnazione/cessione agevolata sono stati riaperti dalla legge di bilancio 2017 (articolo 1, commi 565 e 566, della legge Legge 11 dicembre 2016, n. 232).
L’ASSEGNAZIONE dei beni produce sempre effetti fiscali in capo ai soci.
Tali effetti possono consistere, a seconda delle ipotesi, nella riduzione del costo della partecipazione posseduta dal socio a cui siano stati assegnati beni e/o nell’attribuzione di un utile in natura da tassare in capo al socio in base alle ordinarie regole dei redditi di capitale.

Modello di memorie illustrative (adattabili anche in sede di ricorso introduttivo) riferite al tema “Professionista/IRAP” in presenza di società che amministra e che asseritamente svolge la stessa attività

DOC | ID 233296 | pub. 27/12/2016 | 393 Kb

Modello di memorie illustrative (adattabili anche in sede di ricorso introduttivo) riferite Questo modello di memorie illustrative (adattabili anche in sede di ricorso introduttivo)...

si riferisce ad un caso concreto e concerne la questione della debenza IRAP da parte del professionista, in ipotesi di presenza di società che amministra e che asseritamente svolge la stessa attività.
Aggiornato con la più recente giurisprudenza 2016.

Ricorso avverso avviso di accertamento TA.RI. (Tassa rifiuti)

DOC | ID 233280 | pub. 16/12/2016 | 45 Kb

La procedura di accertamento della TARI deve essere ancorata, in primis, a criteri fattuali, che presuppongono non solo verifiche in loco tramite mere misurazioni della superficie...

calpestabile ove viene esercitata l’attività.

Modello di ricorso (redatto da avvocato) per l'impugnazione in sede civilistica dell'avviso di addebito INPS

DOC | ID 233241 | pub. 02/12/2016 | 403 Kb

Modello di ricorso riferito ad un caso concreto e inerente l’impugnazione in sede civilistica (Tribunale ordinario – sezione lavoro – difesa che può svolgere un avvocato)...

dell’avviso di addebito INPS emesso nei confronti di lavoratori autonomi/imprenditori e liberi professionisti iscritti alla gestione separata a seguito di accertamento fiscale ed in pendenza di impugnazione dell’avviso di accertamento in sede tributaria.
Le principali censure affrontate nel ricorso (ricco della più recente giurisprudenza di merito e di legittimità), riguardano l’illegittimità della notifica dell’avviso di addebito in pendenza di ricorso tributario, il vizio di motivazione dell’avviso di addebito e l’applicazione dei principi di soccombenza e responsabilità ai fini della liquidazione delle spese di lite ai danni dell’Istituto previdenziale.

Modello di ricorso tributario contro avviso di accertamento da ABUSO del diritto

DOC | ID 233227 | pub. 25/11/2016 | 454 Kb

Modello di ricorso tributario riferito ad un caso concreto in materia di di accertamento da ABUSO del diritto con la nuova normativa (art. 10 bis L. 212/2000). Il modello è...

ricco di importanti difese procedurali e nel merito.
Aggiornato anche alla luce delle recenti Risoluzioni n. 93/E del 17.10.2016 (assegnazione dei beni con successiva cessione effettuata direttamente dai soci a terzi) e n. 101/E del 03.11.2016 (scissione della società con attribuzione alla società scissa delle partecipazioni finanziarie e attribuzione alla società beneficiaria di tutti i beni immobili con contestuale trasformazione agevolata in società semplice di quest’ultima).

Verbale per distruzione beni (ex DPR 441/1997 e circolare Ministero Finanze 193/E 1998)

DOC | ID 233207 | pub. 14/11/2016 | 53 Kb

Durante la vita dell’impresa può essere necessario procedere alla distruzione di beni strumentali o merce a causa, ad esempio, dell’obsolescenza dei beni stessi. L’utilizzo...

di determinate procedure consente di poter superare la presunzione per cui si considerano ceduti i beni acquistati, importati o prodotti che non si trovano nei luoghi in cui l’imprenditore e/o il professionista svolgono la propria attività.

Ricorso avverso cartella di pagamento – Illegittimo addebito degli oneri di riscossione

DOC | ID 233199 | pub. 09/11/2016 | 40 Kb

Gli oneri di riscossione che l'Esattore richiede ai contribuenti rappresentano aiuti di stato illegittimi, incompatibili con le norme comunitarie. Numerose sentenze delle Commissioni...

Tributarie che hanno contestato il criterio di calcolo dell'aggio e l'eccessività dell'onere posto a carico del debitore rispetto al costo effettivo del servizio, nonché l'assenza di una connessione tra aggio e capacità contributiva.

Contratto di convivenza ai sensi della L. 75 2016

DOC | ID 233142 | pub. 07/11/2016 | 56 Kb

Ai sensi della legge n. 76/2016 la convivenza è giuridicamente rilevante laddove essa si instauri • tra due persone maggiorenni (dello stesso sesso o di sesso diverso); •...

unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale;
• coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune (ai sensi dell’art. 4 d.p.r. 223/1989);
• tra loro non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile.

La legge n. 76/2016 consente ai conviventi di disciplinare i loro rapporti patrimoniali mediante la stipula di un contratto definito “contratto di convivenza”.
Il contratto di convivenza deve essere redatto in forma scritta, a pena di nullità, con atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un notaio o da un avvocato che ne attestano la conformità alle norme imperative e all’ordine pubblico. Per garantirne l’opponibilità a terzi il professionista che autentica le firme, entro 10 giorni, a trasmettere copia del contratto al comune di residenza dei conviventi per l’iscrizione all’anagrafe.
Il contratto di convivenza è affetto da nullità insanabile se concluso in presenza di vincolo matrimoniale, tra soggetti non conviventi, da persona minore d’età, da persona interdetta giudizialmente e in caso di condanna per omicidio consumato o tentato sul coniuge dell'altra (Art. 88 del Codice Civile).

Corso breve sulle notifiche a mezzo PEC degli avvocati con compendio giurisprudenziale

PDF | ID 233144 | pub. 07/11/2016 | 2.843 Kb

Il presente vademecum riprende precedenti lavori del curatore, aggiornandoli alle recenti normative in tema di poteri e modalità di autentica degli avvocati, ed inserendo in calce...

una sezione sulla giurisprudenza in materia di notifiche a mezzo PEC.

Modello di memorie illustrative (indirizzate alla CTP) in materia di raddoppio termini

DOC | ID 233160 | pub. 07/11/2016 | 451 Kb

Modello di memorie illustrative (indirizzate alla CTP) riferito ad un caso concreto in materia di raddoppio termini sulla base della c.d. "strumentalità" dello stesso raddoppio...

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Le memorie sono ben utilizzabili anche ai fini della redazione di un ricorso e/o appello si presentano ricche di difese procedurali, anche attraverso collegamenti sistematici con la Cassazione e la più recente giurisprudenza.
Questi i principali temi difensivi:
1. In merito alla dedotta decadenza dal potere accertativo per violazione dell’art. 43 DPR 600/1973: l’utilizzo strumentale da parte dell’Ufficio della presentazione della denuncia ex art. 331 c.p.p. (notitia criminis mai allegata/documentata) per usufruire del raddoppio dei termini per l’accertamento;
2. L’innalzamento delle soglie di punibilità di cui al D.Lgs. n. 158/2015 ha ridisegnato il sistema delle sanzioni penali-tributarie: la sopravvenuta decadenza dal potere accertativo da parte dell’Agenzia delle Entrate
3. L’illegittimità dell’avviso di accertamento per violazione dell’art. 42 del DPR 600/73 e 12 della legge 212/00, motivazione per relationem contraddittoria.
4. La violazione del contraddittorio endoprocedimentale, così come statuito dalla sentenza di prime cure, determina l’illegittimità dell’avviso di accertamento impugnato
5. Il contribuente ha dimostrato che le asserite somme prelevate dalle casse della ditta sono state volontariamente riversate (anche in somme maggiori) nella casse della ditta all’interno del medesimo anno d’imposta (2008): tutto ciò determina l’esonero da tassazione, come da constante insegnamento della Suprema Corte di Cassazione e la conseguente illegittimità/infondatezza dell’avviso di accertamento in oggetto.
6. Nullità dell’avviso di accertamento per violazione dell’art. 42, commi 1 e 2 dpr 600/1973.


Modello di ricorso contro accertamento in tema riqualificazione come ente commerciale di una associazione sportiva dilettantistica

DOC | ID 233117 | pub. 04/11/2016 | 485 Kb

Modello di ricorso riferito ad un caso concreto e riguardante un avviso di accertamento in tema ri-qualificazione come ente commerciale di una associazione sportiva dilettantistica...

(nell’ipotesi classica di asserita non corretta compilazione verbali assemblee, ecc.).
Il modello (sviluppato in una cinquantina di pagine) è ricco di pregiudiziali in legittimità, “forte” nel merito e, soprattutto, dimostra perché l’IVA reale ed esistente debba essere detratta.
Il modello richiama inoltre la più recente giurisprudenza e prassi (si cita anche la Circ. n. 16/E/2016) e approfondisce la richiesta di non applicazione delle sanzioni.

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