Martedì 21 febbraio 2017

Iscrizione albo gestori ambientali - Dal Comitato Nazionale chiarimenti su imprese in concordato con continuità aziendale

a cura di: TuttoCamere.it

Per quanto riguarda le imprese sottoposte alla procedura di concordato con continuità aziendale, l'art. 10, comma 2, lettera g), del D.M. n. 120/2014, relativo ai requisiti per l'iscrizione all'Albo, va applicato secondo la dizione letterale laddove la procedura concorsuale abbia finalità liquidatorie o prevalentemente liquidatorie e non può, invece, trovare applicazione laddove dette finalità vengano subordinate alla continuazione dell'impresa, "purché la proposta concordataria sia stata omologata dal Tribunale e non più soggetta ad opposizione".

A stabilirlo è il Comitato Nazionale Albo Gestori Ambientali con la circolare n. 172 del 8 febbraio 2017, emanata con l'intento di fornire, alle Sezioni regionali, i chiarimenti sulla corretta applicazione dell'articolo 10, comma 2, lettera g) del D.M. n. 120/2014, nel caso in cui l'azienda di trovi in stato di concordato con continuità aziendale.

Il citato art. 10 del regolamento approvato con D.M. 120/2014, fissa i requisiti e le condizioni per l'iscrizione all'Albo e, in particolare, al comma 2, lett. g), stabilisce che le imprese non devono trovarsi, in sede di prima iscrizione, in stato di liquidazione o essere, comunque, soggette ad una procedura concorsuale o a qualsiasi altra situazione equivalente secondo la legislazione straniera.

La procedura di concordato con continuità aziendale, prevista dall'art. 186-bis della legge fallimentare, differisce - come spiega il Comitato nazionale - dalle procedure concorsuali "tradizionali" volte prevalentemente a finalità liquidatorie dell'attivo del soggetto debitore e al soddisfacimento della massa creditoria. Con il concordato con continuità aziendale, soprattutto a seguito delle modifiche apportate all'istituto con la riforma del 2015 (D.L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito dalla Legge 6 agosto 2015, n. 132), si è scelto di privilegiare la conservazione dell'impresa, sottoponendo anche i creditori al rischio d'impresa, e relegando gli aspetti liquidatori a semplice supporto della continuazione dell'attività aziendale.

Del resto, come ricorda lo stesso Comitato, anche il D.Lgs. n. 50 del 2018 (nuovo Codice degli appalti pubblici), all'art. 110 ha regolamentato la partecipazione agli appalti dei soggetti ammessi al concordato con continuità aziendale stabilendo, al comma 3, che "il curatore del fallimento, autorizzato all'esercizio provvisorio, ovvero l'impresa ammessa al concordato con continuità aziendale, su autorizzazione del giudice delegato, sentita l'ANAC, possono:

a) partecipare a procedure di affidamento di concessioni e appalti di lavori, forniture e servizi ovvero essere affidatario di subappalto;
b) eseguire i contratti già stipulati dall'impresa fallita o ammessa al concordato con continuità aziendale"
.

Per scaricare il testo della circolare clicca qui.


Fonte: http://www.tuttocamere.it
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