Venerdì 2 marzo 2018

Terzo Settore - Dal Ministero chiarimenti sulle strutture e autorizzazioni per manifestazioni temporanee pubbliche

a cura di: TuttoCamere.it

Con la risoluzione n. 398528 del 26 settembre 2017, il Ministero dello Sviluppo Economico reca chiarimenti in merito al comma 2 dell'articolo 70 (rubricato Strutture e autorizzazioni temporanee per manifestazioni pubbliche), del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 (c.d. "Codice del Terzo settore"), nel quale si prevede che "Gli enti del Terzo settore, in occasione di particolari eventi o manifestazioni, possono, soltanto per il periodo di svolgimento delle predette manifestazioni e per i locali o gli spazi cui si riferiscono, somministrare alimenti e bevande, previa segnalazione certificata di inizio di attività e comunicazione, ai sensi dell'articolo 6 del Regolamento (CE) n. 852/2004, in deroga al possesso dei requisiti di cui all'articolo 71 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59".

Nel quesito si chiede se la deroga disposta dalla norma in questione sia applicabile solo alla casistica della somministrazione di alimenti e bevande in occasione di manifestazioni temporanee o se torni anche ed ancora applicabile alla somministrazione svolta nei confronti di una cerchia determinata di persone e quindi anche dai circoli privati.

Il Ministero chiarisce, innanzitutto, che la disposizione in questione va applicata ai soggetti espressamente richiamati nella medesima, ossia a tutti quegli enti che vengono elencati all'art. 4, comma 1 del D.Lgs. n. 117/2017, e precisamente: le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, gli enti filantropici, le imprese sociali, incluse le cooperative sociali, le reti associative, le società di mutuo soccorso, le associazioni, riconosciute o non riconosciute, le fondazioni e gli altri enti di carattere privato diversi dalle società costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento di una o più attività di interesse generale in forma di azione volontaria o di erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, o di mutualità o di produzione o scambio di beni o servizi.

Tuttavia, detta previsione - precisa poi il Ministero - "non può comportare conseguenze sulle restanti modalità di esercizio dell'attività di somministrazione". Ciò significa che:

1) resta fermo quanto sancito dall'articolo 71, comma 6, del decreto legislativo n. 59 del 2010, a seguito dell'avvenuta modifica di quest'ultimo apportata dall'articolo 8, comma 1, lettera e) del decreto legislativo 6 agosto 2012, n. 147, ossia la soppressione dell'obbligo del possesso dei requisiti professionali:

  • sia nel caso di attività di somministrazione di alimenti e bevande nei circoli privati
  • che nel caso di attività di vendita di prodotti alimentari e di somministrazione di alimenti e bevande, effettuate non al pubblico ma nei confronti di una cerchia determinata di soggetti , ossia in spazi nei quali l'accesso non è consentito liberamente.

2) Il generico richiamo all'articolo 71, fatto dall'art. 70, comma 2, del D.Lgs. n. 117/2017, comporta la non assoggettabilità anche ai requisiti di onorabilità di cui ai commi 1 e 2 del medesimo articolo 71, contrariamente a quanto previsto, indistintamente per tutte le tipologie di associazioni e circoli, per tutti coloro che intendano esercitare l'attività di vendita e di somministrazione, senza fare alcuna distinzione tra le attività rivolte al pubblico e quelle riservate a determinate categorie di soggetti (Nota n. 152888 del 5 luglio 2012).

Ricordiamo, per completezza di informazione, che rimane l'obbligatorietà del possesso dei requisiti professionali solo nel caso di commercio al dettaglio dei prodotti alimentari, con conseguente soppressione di tale obbligo nel caso di commercio all'ingrosso.

Ai fini dell'avvio dell'attività di vendita nel settore merceologico alimentare e/o di somministrazione di alimenti e bevande, è inoltre prevista la possibilità che il requisito professionale richiesto possa essere posseduto dal soggetto preposto, in alternativa al titolare (nel caso di impresa individuale) o dal rappresentante legale (nel caso di società).

E' bene, infine, ricordare che l'eliminazione dell'obbligo del possesso del requisito professionale per il soggetto titolare delle attività per le quali vige tale semplificazione "non esime tale soggetto" - come scrive il Ministero al punto 2.1.1 della circolare n. 3656/C del 12 settembre 2012 - "dalla necessità di rispettare tutte le disposizioni vigenti in materia igienico sanitaria, sia in relazione ai luoghi e agli ambiti spaziali utilizzati, che alle risorse umane impiegate, né impedisce ai soggetti cui eventualmente spetta regolare l'accesso delle persone nei relativi spazi e concedere l'uso degli stessi al predetto soggetto titolare, di individuare nell'ambito dei relativi rapporti di diritto privato le modalità più idonee per garantire la massima tutela e qualità dei servizi ai propri associati, ospiti o utenti".

Per scaricare il testo della risoluzione n. 398528/2017 clicca qui.
Per scaricare il testo della Legge n. 117/2017 clicca qui.
Per scaricare il testo della circolare n. 3656/C/2012 clicca qui.


Fonte: https://www.tuttocamere.it
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