Mercoledì 16 novembre 2016

Lavoratori stagionali extracomunitari - Cambiano le regole per l'ingresso e il soggiorno

a cura di: TuttoCamere.it

E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 262 del 9 novembre 2016, il Decreto legislativo 29 ottobre 2016, n. 203, recante "Attuazione della direttiva 2014/36/UE sulle condizioni di ingresso e di soggiorno dei cittadini di Paesi terzi per motivi di impiego in qualità di lavoratori stagionali".

La direttiva 2014/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 febbraio 2014 è dedicata alle "Condizioni di ingresso e di soggiorno dei cittadini di Paesi terzi per motivi di impiego in qualità di lavoratori stagionali".

Il decreto - in vigore dal prossimo 24 novembre -, nel recepire la citata direttiva, apporta due sostanziali modifiche agli articoli 5 e 24 del D.Lgs. n. 286/1998 introducendo alcune rilevanti novità che di seguito riassumiamo brevemente.

  1. Con la nuova versione del comma 3-ter, dell'art. 5, del D.Lgs. n. 286/1998, viene semplificata la procedura per il rilascio di permessi pluriennali all'ingresso, che slegano l'arrivo dei lavoratori dai decreti flussi: basterà dimostrare di essere già stati in Italia almeno una volta negli ultimi cinque anni per prestare lavoro stagionale e, quindi, non per due anni consecutivi come attualmente.
    Si tratta del rilascio di un permesso pluriennale a tale titolo, fino a tre annualità, con indicazione del periodo di validità per ciascun anno. Tale permesso di soggiorno verrà revocato se lo straniero non si presenterà all'ufficio di frontiera esterna al termine della validità annuale e alla data prevista dal visto di ingresso per il rientro nel territorio nazionale.
  2. Con la sostituzione dell'art. 24, del D.Lgs. n. 286/1998 si stabilisce, innanzitutto, che gli stagionali stranieri potranno essere impiegati solo nei settori "agricolo e turistico-alberghiero".
    2.1. La richiesta nominativa dovrà essere presentata allo sportello unico per l'immigrazione della Provincia di residenza, il quale rilascerà il nulla osta al lavoro stagionale, anche pluriennale, per la durata corrispondente a quella del lavoro stagionale richiesto, non oltre venti giorni dalla data di ricezione della richiesta del datore di lavoro (commi 1 e 2). Decorsi i venti giorni senza che pervenga alcuna comunicazione di diniego, la richiesta si intende accolta, ma solo nel caso in cui ricorrono congiuntamente le seguenti due condizioni:
    a) che la richiesta riguardi uno straniero già autorizzato almeno una volta nei cinque anni precedenti a prestare lavoro stagionale presso lo stesso datore di lavoro richiedente;
    b) che il lavoratore sia stato regolarmente assunto dal datore di lavoro e abbia rispettato le condizioni indicate nel precedente permesso di soggiorno (comma 6).
    2.2. La disponibilità dell'alloggio dovrà essere dimostrata dal datore di lavoro. Il decreto specifica che l'eventuale canone di locazione non potrà essere eccessivo rispetto alla qualità dell'alloggio e alla retribuzione del lavoratore straniero e, in ogni caso, non potrà essere superiore ad un terzo di tale retribuzione. Il medesimo cacone non potrà essere decurtato automaticamente dalla retribuzione del lavoratore (comma 3).
    2.3. Il nulla osta al lavoro stagionale autorizza lo svolgimento di attività lavorativa sul territorio nazionale fino ad un massimo di nove mesi in un periodo di dodici mesi (comma 7).
    2.4. Diventa più semplice convertire il permesso di soggiorno da stagionale a non stagionale: il lavoratore stagionale, che ha svolto regolare attività lavorativa sul territorio nazionale per almeno tre mesi e al quale sia stato offerto un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato, potrà chiedere allo sportello unico per l'immigrazione la conversione del permesso di soggiorno in lavoro subordinato, nei limiti delle quote (comma 10).
    2.5. Vengono, infine, disposte più tutele per chi viene chiamato in Italia da aziende che non hanno le carte in regola per portare a termine l'assunzione.
    Nel caso il rifiuto o la revoca del nulla osta o del permesso di soggiorno saranno dovuti a cause attribuibili al datore di lavoro, questi dovrà comunque versare al lavoratore una indennità per la cui determinazione si dovrà tener conto delle retribuzioni dovute ai sensi del contratto collettivo nazionale e non corrisposte (commi 12. 13 e 14).
    2.6. Il permesso di soggiorno rilasciato ai sensi del presente articolo deve recare un riferimento che ne indica il rilascio per motivi di lavoro stagionale (comma 17).

Per scaricare il testo del decreto legislativo clicca qui.
Per scaricare il testo della direttiva 2014/36/UE clicca qui.


Fonte: http://www.tuttocamere.it
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