Venerdì 19 maggio 2017

Imprenditore agricolo - Corretta individuazione dei prodotti provenienti dall'azienda rispetto a quelli acquistati presso terzi

a cura di: AteneoWeb S.r.l.

Può essere considerata legittima l'attività svolta da un soggetto, iscritto come piccolo imprenditore agricolo nella sezione speciale in Camera di commercio, che opera su area pubblica, il quale vende soprattutto prodotti acquistati presso terzi, nello specifico presso il mercato ortofrutticolo, per poi rivenderli in forma itinerante o presso i posteggi dei mercati settimanali, rappresentando, pertanto, i propri prodotti la minor parte delle vendite sotto il profilo quantitativo?

A questo quesito posto da un Comune risponde negativamente il Ministero dello Sviluppo economico con la risoluzione n. 169670 dell'8 maggio 2017.

In particolare il Ministero rileva che dalla normativa attualmente in vigore (articolo 4, commi 1, 5 e 8, del D.Lgs. n. 228 del 18 maggio 2001), risulta espressamente che i produttori agricoli sono legittimati a vendere, anche prodotti non provenienti dai propri fondi (ivi compresi i prodotti trasformati presso altre aziende agricole, ma anche quelli che risultano oggetto di un ciclo industriale di trasformazione), purché in misura non prevalente e comunque entro i limiti fissati dalle suddette disposizioni.

Al fine dell'individuazione dei limiti di detta attività aggiuntiva occorre fare riferimento alla disposizione contenuta nel citato comma 8 dell'art. 4 del D.Lgs. n. 228/2001, che dispone: "Qualora l'ammontare dei ricavi derivanti dalla vendita dei prodotti non provenienti dalle rispettive aziende nell'anno solare precedente sia superiore a 160.000 euro per gli imprenditori individuali ovvero a 4 milioni di euro per le società, si applicano le disposizioni del citato decreto legislativo n. 114 del 1998".

Dunque, il superamento dell'ammontare dei ricavi derivanti dalla vendita dei prodotti non ottenuti nella propria azienda su quelli derivanti dalla vendita dei propri prodotti, comporta il passaggio dell'attività di imprenditore agricolo a quella di esercente al dettaglio, nelle differenti forme di vendita e con i relativi adempimenti previsti per lo svolgimento dell'attività commerciale, con la conseguente applicabilità delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114.

Con riferimento allo specifico quesito posto relativamente ai prodotti venduti dai produttori agricoli, con particolare riferimento a quelli non provenienti dai propri fondi e pertanto acquistati da terzi, il Ministero, richiamando anche quanto già espresso in una precedente nota del 2 novembre 2016, n. 343306, precisa quanto segue:
a) che non esistono norme della disciplina commerciale che impongano agli imprenditori agricoli di adottare modalità di esposizione o di etichettatura che consentano con evidenza all'acquirente di distinguere tra i prodotti provenienti o meno dal proprio fondo, fermo restando che per gli organi di controllo esistono certamente altre modalità ed altri strumenti idonei ad accertare l'effettiva provenienza dei prodotti ed a verificare il rispetto dei limiti di vendita di quelli non provenienti dal proprio fondo;
b) che, tuttavia, è necessario che ai consumatori sia fornita un'informazione chiara e trasparente anche in merito alla effettiva provenienza dei prodotti in questione, e che tale esigenza risponda non solo all'interesse alla tutela dei consumatori, ma anche ad un'esigenza di tutela della reputazione e di mantenimento della fiducia nell'interesse degli stessi produttori agricoli;
c) che tali esigenze non possono essere perseguite con interpretazioni delle norme vigenti che ne desumano obblighi che in molti casi potrebbero risultare eccessivamente rigidi e sproporzionati rispetto alle stesse esigenze da salvaguardare;
d) che è opportuno incoraggiare e sensibilizzare gli stessi produttori agricoli, sia da parte delle loro associazioni di categoria che da parte dei consumatori e delle loro associazioni, all'adozione, in nome della trasparenza e alla luce della necessità del rispetto del rapporto fiduciario che va mantenuto tra acquirente e venditore, della buona prassi di garantire all'acquirente informazione adeguata alla consapevolezza di quali dei prodotti venduti siano effettivamente provenienti dal proprio fondo.

Per scaricare il testo della risoluzione n. 169679/2017 clicca qui.
Per scaricare il testo della risoluzione n. 343306/2016 clicca qui.


Fonte: http://www.tuttocamere.it
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