Lunedì 24 aprile 2017

Home restaurant - Le osservazioni dell'Antitrust sul disegno di legge AS 2647

a cura di: TuttoCamere.it

L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), nella sua adunanza del 22 marzo 2017, ha ritenuto opportuno svolgere delle considerazioni in merito ad alcune previsioni restrittive della concorrenza presenti nel disegno di legge A.S. n. 2647, recante "Disciplina dell'attività di home restaurant", considerazioni che sono state pubblicate nel bollettino della stessa Autorità del 10 aprile 2017, n. 13.

Il disegno di legge in questione intende disciplinare l'attività di Home Restaurant da parte di persone fisiche che vogliono offrire il servizio di ristorazione all'interno di abitazioni private, al fine tra l'altro di garantire "la leale concorrenza" tra gli operatori del settore e di "valorizzare e favorire la cultura del cibo tradizionale e di qualità" (art. 1).

L'Autorità ritiene, però, che tale disciplina introduca delle ingiustificate limitazioni all'esercizio di detta attività, anche con riguardo all'invito che la Commissione UE ha fatto agli Stati membri di favorire lo sviluppo della c.d. sharing economy o economia della condivisione.

In particolare, il fatto di prevedere come unica modalità di svolgimento dell'home restaurant l'utilizzo delle piattaforme digitali, esclude ogni possibilità di rapporto diretto tra utente cuoco e utente fruitore. Ciò, infatti, potrà allontanare i clienti meno predisposti all'uso di sistemi digitali.

Questo è un esempio di una fra le diverse limitazioni che l'Autorità ritiene ingiustificate e contrastanti con il tracciato dei principi europei della concorrenza e del documento relativo alla sharing economy emanato dalla Commissione UE.

L'Autorità, poi, non riviene alcun legame tra le misure imposte e i caratteri di necessarietà e proporzionalità delle stesse nella qualificazione dell'attività in termini di sola occasionalità. In tal modo, l'operatore viene privato della libertà di definire autonomamente come e in che misura organizzare la propria attività economica, considerato, peraltro, che già per l'attività di social eating (per frequenza di eventi organizzati e numero massimo di coperti che sono astrattamente definiti dal legislatore, in maniera lineare, a prescindere dalla diversa capienza delle abitazioni private utilizzate o dal profilo dell'Utente cuoco) è previsto un regime di obblighi "attenuato".

Del tutto ingiustificata appare la conseguente quantificazione normativa del numero massimo di coperti che possono essere allestiti e del reddito annuo che l'attività in esame può generare.
Tali previsioni si pongono piuttosto in palese contrasto, oltre che con i principi di liberalizzazione previsti dal D.Lgs. n. 59/2010, che recepisce la Direttiva Servizi, e dai successivi decreti di liberalizzazione, anche con il dettato costituzionale di libera iniziativa economica e di tutela della concorrenza.

Infine, appare ugualmente priva di motivazioni e ingiustificatamente restrittiva l'esclusione delle attività di B&B e Case Vacanza in forma non imprenditoriale e della locazione dalla possibilità di ampliare l'offerta di servizi extralberghieri con quella del servizio di home restaurant.
L'insieme dei vincoli e delle limitazioni all'attività di home restaurant sopra descritto - scrive ancora l'Antitrust - si pone, dunque, fuori dal quadro tracciato dai principi europei della concorrenza e dal citato documento della Commissione sulla sharing economy.

In conclusione, il disegno di legge che disciplina l'attività di home restaurant - scrive l'Autorità - "appare nel suo complesso idoneo a limitare indebitamente una modalità emergente di offerta alternativa del servizio di ristorazione e, nella misura in cui prevede obblighi che normalmente non sono posti a carico degli operatori tradizionali, risulta discriminare gli operatori di home restaurant, a favore dei primi, senza rispettare il test di proporzionalità, necessarietà delle misure restrittive rispetto al perseguimento di specifici obiettivi imperativi di interesse generale, come invece richiesto a livello europeo".

L'Autorità auspica che, al fine di superare i profili discriminatori e restrittivi sopra evidenziati, i rilievi sopra svolti siano tenuti in adeguata considerazione in occasione del prosieguo dell'iter legislativo sul disegno di legge in questione nonché in occasione dell'emanazione del Decreto ministeriale che dovrà definire le modalità di controllo dell'attività degli operatori.

Per scaricare il testo del bollettino n. 13/2017 clicca qui.
Per scaricare il testo del disegno di legge AS 2647 clicca qui.


Fonte: http://www.tuttocamere.it
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