Venerdì 29 giugno 2018

Dal 1 luglio 2018 scatta il divieto di corrispondere la retribuzione in contanti?

a cura di: TuttoCamere.it

Dal prossimo 1° luglio 2018 è fatto divieto ai datori di lavoro o committenti di corrispondere la retribuzione per mezzo di denaro contante direttamente al lavoratore, qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro instaurato.

A stabilirlo è la legge n. 205/2017 (legge di bilancio 2018) all'art. 1, commi 910 - 914.

Secondo quanto stabilito al comma 910, i datori di lavoro o committenti dovranno corrispondere ai lavoratori la retribuzione, nonché ogni anticipo di essa, attraverso una banca o un ufficio postale con uno dei seguenti mezzi:

  1. bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
  2. strumenti di pagamento elettronico;
  3. pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
  4. emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, ad un suo delegato. L'impedimento s'intende comprovato quando il delegato a ricevere il pagamento è il coniuge, il convivente o un familiare, in linea retta o collaterale, del lavoratore, purché di età non inferiore a sedici anni.

Dunque, la possibilità di corrispondere lo stipendio in contanti resta possibile esclusivamente se il pagamento avviene presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro è titolare di un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento.

Per rapporto di lavoro, secondo quanto stabilito al comma 912, si intende "ogni rapporto di lavoro subordinato di cui all'articolo 2094 del codice civile, indipendentemente dalle modalità di svolgimento della prestazione e dalla durata del rapporto, nonchè ogni rapporto di lavoro originato da contratti di collaborazione coordinata e continuativa e dai contratti di lavoro instaurati in qualsiasi forma dalle cooperative con i propri soci ai sensi della legge 3 aprile 2001, n. 142. ...".

In tale ambito rientrano: i contratti a tempo indeterminato; i contratti a tempo determinato; i contratti parziali, part time e di apprendistato; i contratti di lavoro instaurati in qualsiasi forma dalle cooperative in base alla legge n. 142/2001; i contratti di collaborazione coordinata e continuativa.

Secondo quanto stabilito al comma 913, restano esclusi dall'ambito di applicazione del divieto di pagamento in contanti: i rapporti di lavoro instaurati con le pubbliche amministrazioni; il lavoro domestico; i rapporti rientranti nell'ambito di applicazione dei CCNL per gli addetti a servizi familiari e domestici.

L'obbligo di utilizzare solo mezzi di pagamento tracciabili non dovrebbe riguardare il pagamento di altre forme di reddito che non derivano da rapporti di lavoro quali, ad esempio: borse di studio, attività di amministratore di società, compensi per lavoro autonomo occasionale (contratto d'opera) e neppure i rimborsi spese per trasferte e/o trasferimenti e gli anticipi di spese per conto del datore di lavoro o del committente, in quanto sono somme che non rappresentano una retribuzione sia a livello fiscale che previdenziale.

Secondo quanto stabilito nell'ultimo periodo del comma 913, al datore di lavoro o committente che viola il divieto di pagamento in contanti si applica una sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma da 1.00,00 euro a 5.000,00 euro.

L'accertamento dell'illecito amministrativo spetta agli ufficiali e agli agenti di polizia giudiziaria, agli ispettori del lavoro e, dato che la violazione costituisce illecito economico-finanziario, rientrano tra i soggetti controllori anche la Guardia di finanza e i funzionari dell'Agenzia delle Entrate.

Segnaliamo che con la circolare n. 2 del 25 gennaio 2018, l'Ispettorato Nazionale del Lavoro ha illustrato le varie disposizioni dettate dalla legge di bilancio 23018 in materia di lavoro e legislazione sociale.

Per scaricare il testo della legge n. 205/2017 clicca qui.
Per scaricare il testo della circolare INL n. 2/2018 clicca qui.


Fonte: https://www.tuttocamere.it
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