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Lunedì 20 febbraio 2017

Societa' a partecipazione pubblica - La Cassazione conferma la fallibilità, anche per quelle cd. "in house providing"

a cura di: TuttoCamere.it

La Corte di Cassazione Civile, Prima Sezione, con la Sentenza n. 3196 del 7 febbraio 2017, in continuità con un precedente orientamento, ha confermato che le società pubbliche, comprese le società cosiddette in house providing, sono assoggettabili a fallimento.

La Cassazione ha infatti confermato quanto stabilito nella precedente sentenza n. 22209 del 2013, secondo cui "In tema di società partecipate dagli enti locali, la scelta del legislatore di consentire l'esercizio di determinate attività a società di capitali, e dunque di perseguire l'interesse pubblico attraverso lo strumento privatistico, comporta che queste assumano i rischi connessi alla loro insolvenza, pena la violazione dei principi di uguaglianza e di affidamento dei soggetti che con esse entrano in rapporto ed attesa la necessità del rispetto delle regole della concorrenza, che impone parità di trattamento tra quanti operano all'interno di uno stesso mercato con identiche forma e medesime modalità".

Nonostante lo stesso art. 1 della L.F. disegni l'area di esenzione dalle procedure concorsuali attorno agli "enti pubblici" e non alle "società pubbliche", lo stesso legislatore ha avuto modo di chiarire, all'art. 4, comma 13, ultimo periodo, della legge 7 agosto 2012, n. 135, di conversione del D.L. 6 luglio 2012, n. 95 (cd. "Spending review"), la sussistenza di una norma generale di rinvio alla disciplina codicistica, secondo cui "Le disposizioni del presente articolo e le altre disposizioni, anche di carattere speciale, in materia di società a totale o parziale partecipazione pubblica si interpretano nel senso che, per quanto non diversamente stabilito e salvo deroghe espresse, si applica comunque la disciplina dettata dal codice civile in materia di società di capitali".

Tale norma - richiamata dalla Corte come ulteriore conferma dell'indirizzo qui applicato - è stata poi ripresa dal nuovo art. 1, comma 3, del D.Lgs. 19 agosto 2016, n. 175 (Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica), secondo cui "Per tutto quanto non derogato dalle disposizioni del presente decreto, si applicano alle società a partecipazione pubblica le norme sulle società contenute nel codice civile e le norme generali di diritto privato".

L'art.14 dello stesso decreto, infine, con disposizione che prende atto di un indirizzo maturato nella giurisprudenza concorsuale, ha a sua volta precisato che "Le società a partecipazione pubblica sono soggette alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo, nonché ove ne ricorrano i presupposti, a quelle in materia di amministrazione straordinaria delle grandi imprese insolventi di cui al decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270, e al decreto-legge 23 dicembre 2003, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004, n. 39".

Per scaricare il testo della sentenza n. 3196/2017 clicca qui.


Fonte: http://www.tuttocamere.it
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