Mercoledì 22 febbraio 2017

Magazzini generali - Emanate dal Ministero due lettere-circolari recanti chiarimenti e alcune rettifiche in merito all'applicazione della circolare n. 3693 del 2016

a cura di: TuttoCamere.it

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha emanato due lettere-circolari, rispettivamente, del 6 febbraio 2017, Prot. 40503 e del 10 febbraio 2017, Prot. 47668, riguardanti l'attività di gestione di magazzini generali, fornendo chiarimenti in merito all'applicazione della circolare n. 3693 del 20 settembre 2016, concernente i criteri per la determinazione dell'ammontare dell'importo della cauzione dovuta in relazione allo svolgimento dell'attività di magazzino generale.

A. I chiarimenti forniti dalla lettera-circolare n. 40503 sono i seguenti:

A1) In sede di determinazione della cauzione o della fideiussione per l'esercizio dell'attività di magazzini generali, ai sensi del comma 7, dell'art. 80-quinquies del D.Lgs. n. 59/2010, l'unico requisito richiesto ai fini dell'applicazione del bonus capitale è che il capitale stesso sia sottoscritto e versato.
Occorre, cioè, che la somma sia di certa determinazione nell'ammontare e che sia riferibile solo ed esclusivamente al soggetto società, titolare dell'attività di magazzino generale. Non è quindi rilevante, a questi fini, la forma della società, né che la stessa sia o meno dotata di personalità giuridica. Pertanto si ritiene, conseguentemente, che l'opzione del calcolo del bonus relativo al capitale sociale sia utilizzabile anche dalle società di persone, sempre che il capitale stesso sia stato versato.

A2) Nel caso il gestore del magazzino sia una società cooperativa, considerato che il capitale è di consistenza variabile e che tale dato non è oggetto di pubblicità attraverso il Registro delle imprese, l'ammontare del capitale di cui tenere conto per il calcolo della cauzione e da dichiarare sul modulo per la presentazione della Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), è quello risultante, al momento in cui si procede al calcolo stesso, dai documenti della cooperativa ( ad es. libro soci ).
Il Ministero ricorda, inoltre, che, nel caso in cui i parametri varino in modo tale da far scorrere la fascia di ammontare, è sempre possibile, in ogni momento, procedere al ricalcolo dell'ammontare della cauzione.
Nel caso delle cooperative, nel caso si verifichino variazioni consistenti nel capitale, anche in periodi riavvicinati, dovrà essere ripresentata una nuova SCIA per stabilire il nuovo ammontare della cauzione.

A3) Premesso che la determinazione dell'ammontare della cauzione deve essere sempre fondata su parametri certi ed aggiornati, cioè corrispondenti alla situazione attuale della gestione, i bilanci, di cui occorre tener conto per il calcolo, sono gli ultimi tre regolarmente approvati e depositati. Conseguentemente se è disponibile il bilancio 2016, il triennio sarà 2014-2015-2016, ma se, in caso contrario, ad oggi l'ultimo bilancio approvato e depositato è del 2015, il triennio di riferimento sarà 2013-2014-2015.

A4) Per quanto riguarda l'importo del "massimale assicurativo", premesso che, anche in questo caso, è sempre necessario prendere in considerazione parametri certi ed aggiornati, l'importo del "massimale assicurativo" è quello risultante dalla polizza vigente al momento del calcolo.

B. I chiarimenti forniti dalla lettera-circolare 47668 sono i seguenti:

B1) viene apportata una rettifica all'Allegato B alla citata circolare n. 3693, nel punto in cui si individua le fasce dei nuovi ammontari cauzionali: nella stringa corrispondente al punteggio "da 5,1 a 7" è stato erroneamente indicato un valore di cauzione pari ad euro 25.883,00, mentre la cifra corretta è pari ad euro 25.822,44 ( o ad euro 25.823,00 a seguito di arrotondamento).

B2) Coloro che, a seguito dell'effettuazione del calcolo per individuare la fascia di appartenenza, si collocano nella fascia in questione, che prevede un ammontare di cauzione pari a 25.822,44 o arrotondato pari a 25.823,00, cioè pari a quello attualmente versato, non sono tenuti a presentare il modello SCIA. In questo caso sarà sufficiente trasmettere alla Camera di Commercio di appartenenza apposita comunicazione, resa sotto la responsabilità del legale rappresentante, nella quale dovranno essere specificati i valori corrispondenti a tutti i parametri utilizzati per la determinazione dell'ammontare.
Le Camere di Commercio dovranno, successivamente, provvedere ad inoltrare al Ministero dello Sviluppo Economico le predette comunicazioni al fine di consentire la verifica della correttezza del calcolo.

Per un approfondimento sull'argomento e per scaricare il testo delle due lettere-circolari clicca qui.


Fonte: http://www.tuttocamere.it
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