Giovedì 25 ottobre 2018

Contrasto all'evasione fiscale: nel 2017 solo il 5% dei Comuni si sono attivati. La denuncia della CGIA di Mestre

a cura di: AteneoWeb S.r.l.

Sono pochi, molto pochi i Comuni italiani che lo scorso anno si sono attivati per contrastare l'evasione fiscale segnalando all'Amministrazione finanziaria o alla Guardia di Finanza situazioni di presunta violazione delle normative fiscali e previdenziali compiute dai propri concittadini e che, successivamente, hanno dato luogo a un effettivo recupero di imposta.
Lo segnala l'Ufficio Studi della CGIA di Mestre che, in approfondimento recentemente pubblicato, ha fornito dati allarmanti relativi agli accertamenti dei tributi erariali (Irpef, Irap, Iva, contributi previdenziali, etc.) realizzati dai Comuni italiani.

Su 7.978 Comuni presenti l'anno scorso in Italia, denuncia la CGIA, solo 435 (5,4% del totale) si sono attivati per contrastare l'evasione attraverso segnalazioni all'Amministrazione finanziaria o alla Guardia di Finanza e nel 2016 (ultimo dato disponibile), in termini di gettito i Comuni hanno incassato poco più di 13 milioni di euro.

Il coordinatore dell'Ufficio Studi, Paolo Zabeo, in proposito ha dichiarato: "Il 70 per cento dei Comuni italiani ha meno di 5.000 abitanti, per cui è comprensibile che non abbia le risorse economiche e le professionalità sufficienti per attivare queste misure di contrasto all'evasione. Difficile, invece, trovare una giustificazione per i Sindaci delle grandi aree urbane, in particolar modo del Sud, che, ad eccezione del primo cittadino di Reggio Calabria, l'anno scorso hanno recuperato, quando è andata bene, solo poche migliaia di euro. Con tanti abusivi e un livello di lavoro nero allarmante come è possibile, ad esempio, che il Comune di Napoli abbia contribuito a incassare solo 150 euro?".

Clicca qui per accedere all'approfondimento.


Fonte: http://www.cgiamestre.com
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