Note: 1 Cfr., in particolare, l'art. 35, commi 12 e 12-bis, del D.L. n. 223/2006.
2 Cfr. l'art. 19, comma 3, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600. La circolare 4 agosto 2006, n. 28/E, in Boll. Trib., 2006, 1285, ha al riguardo opportunamente precisato che «i conti correnti bancari o postali, da tenere obbligatoriamente sia per il prelievo di somme finalizzate al pagamento delle spese sostenute sia per il versamento dei compensi riscossi, non necessariamente devono essere "dedicati" esclusivamente all'attività professionale, ma possono eventualmente essere utilizzati anche per operazioni non afferenti l'esercizio dell'arte o della professione».
3 In Boll. Trib., 2006, 1267.
4 Cfr. l'art. 19, comma 4, del D.P.R. n. 600/1973. Tuttavia, con norma transitoria, introdotta dapprima dalla legge n. 248/2006, in sede di conversione del D.L. n. 223/2006, e poi modificata dalla legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), l'art. 35, comma 12-bis, del D.L. n. 223/2006, stabilisce che «il limite di 100 euro di cui al quarto comma dell'articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, introdotto dal comma 12 del presente articolo, si applica a decorrere dal 1° luglio 2009. Dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e sino al 30 giugno 2008 il limite è stabilito in 1.000 euro. Dal 1° luglio 2008 al 30 giugno 2009 il limite è stabilito in 500 euro. Entro il 31 gennaio 2008 il Ministro dell'economia e delle finanze presenta al Parlamento una relazione sull'applicazione del presente comma. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad emanare apposito decreto che individua le condizioni impeditive del soggetto tenuto al pagamento, che consentono di derogare ai limiti indicati nel presente comma». Con D.M. 3 ottobre 2007 sono poi state previste alcune specifiche cause di esclusione soggettiva dall'onere in parola: in base a tale provvedimento, infatti, coloro che vivono dell'assegno sociale, i residenti all'estero e i diversamente abili non sono comunque obbligati a saldare, con strumenti di pagamento tracciabili, i loro debiti verso lavoratori autonomi in relazione a prestazioni professionali.
5 L'art. 1, comma 1, del D.L. n. 143/1991, nella formulazione attualmente in vigore, sancisce che «è vietato il trasferimento di denaro contante o di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore in lire o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, quando il valore da trasferire è complessivamente superiore a lire venti milioni. Il trasferimento può tuttavia essere eseguito per il tramite degli intermediari abilitati [...]». A norma dell'art. 1, D.M. 17 ottobre 2002, il limite di importo di lire 20.000.000 è oggi determinato in euro 12.500.
6 In particolare, l'art. 6, comma 1, del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, stabilisce che «Chi viola gli obblighi inerenti alla documentazione e alla registrazione di operazioni imponibili ai fini dell'imposta sul valore aggiunto ovvero all'individuazione di prodotti determinati è punito con la sanzione amministrativa compresa fra il cento e il duecento per cento dell'imposta relativa all'imponibile non correttamente documentato o registrato nel corso dell'esercizio. Alla stessa sanzione, commisurata all'imposta, è soggetto chi indica, nella documentazione o nei registri, una imposta inferiore a quella dovuta».
7 Violazione punita con una sanzione ordinaria pari al 30% dell'importo tardivamente versato (fatta salva la possibilità di avvalersi dell'istituto del ravvedimento operoso) e che si somma a quella per tardiva fatturazione.
8 L'effettiva emissione della fattura, inoltre, si ha nel momento di sua consegna o spedizione al cliente, cosicché non basta la semplice compilazione del documento da parte del fornitore.
9 Ai sensi dell'art. 6, comma 5, del D.P.R. n. 633/1972 «L'imposta relativa alle cessioni di beni ed alle prestazioni di servizi diviene esigibile nel momento in cui le operazioni si considerano effettuate secondo le disposizioni dei commi precedenti e l'imposta è versata con le modalità e nei termini stabiliti nel titolo secondo. Tuttavia per le cessioni dei prodotti farmaceutici indicati nel numero 114) della terza parte dell'allegata tabella A effettuate dai farmacisti, per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi ai soci, associati o partecipanti, di cui al quarto comma dell'articolo 4, nonché per quelle fatte allo Stato, agli organi dello Stato ancorché dotati di personalità giuridica, agli enti pubblici territoriali e ai consorzi tra essi costituiti ai sensi dell'articolo 25 della legge 8 giugno 1990, n. 142, alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, agli istituti universitari, alle unità sanitarie locali, agli enti ospedalieri, agli enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico, agli enti pubblici di assistenza e beneficenza e a quelli di previdenza, l'imposta diviene esigibile all'atto del pagamento dei relativi corrispettivi, salva la facoltà di applicare le disposizioni del primo periodo. Per le cessioni di beni di cui all'articolo 21, quarto comma, quarto periodo, l'imposta diviene esigibile nel mese successivo a quello della loro effettuazione».
10 La dicitura è richiesta dalla circolare 24 dicembre 1997, n. 328/E, par. 2.2.3, in Boll. Trib., 1998, 106: anche in assenza di tale specifica, comunque, vale il principio dell'esigibilità differita come criterio generale, tenuto conto della natura del cliente, cosicché solo una diversa volontà del fornitore deve invece essere manifestata espressamente.
11 Ai sensi dell'art. 1559 c.c. «La somministrazione è il contratto con il quale una parte si obbliga, verso corrispettivo di un prezzo, a eseguire, a favore dell'altra, prestazioni periodiche o continuative di cose».
12 Cfr. artt. 1188 ss. c.c.
13 Rispett. in Boll. Trib., 1978, 459, e 1990, 136.
14 In Boll. Trib., 1994, 1269.
15 In Boll. Trib., 1981, 520.
16 Cfr., in particolare, Comm. trib. centr. 6 maggio 1997, n. 2115, in Foro it., 1998, III, 590.
17 Cfr. Comm. trib. centr. 13 maggio 2002, n. 3932, in Rep. Foro it., 2002, Valore aggiunto (imposta) [6980], n. 325.
18 Cfr. Cass., sez. trib., 13 maggio 2003, n. 7348, in Boll. Trib., 2003, 1111.
19 In Boll. Trib., 1983, 851.
20 Posizione al riguardo coincidente con quella espressa dall'Amministrazione finanziaria nella citata ris. 14 marzo 1981, n. 330541.
21 In ogni caso, occorre ricordare quanto sostenuto dalla giurisprudenza di merito, trovatasi a decidere su cambiali "particolari": così, ad esempio, è stato precisato che «il rilascio della cambiale costituisce, in via di massima, titolo di pagamento, a meno che il rilascio non sia avvenuto a semplice titolo di garanzia»; in questo senso, cfr. Comm. trib. 1° di Udine, sez. V, 18 novembre 1980, n. 811, in Boll. Trib., 1981, 305.
22 Cfr. Comm. trib. 1° di Belluno, sez. I, 17 novembre 1988, n. 2331, in Rep. Foro it., 1989, Valore aggiunto (imposta) [6980], n. 80.
23 Cfr. Comm. trib. centr. 18 gennaio 1996, n. 106, in Boll. Trib. On-line.
24 Cfr. ris. 23 aprile 2007, n. 77/E, in Boll. Trib., 2007, 1881.
25 Cfr. Principio contabile OIC n. 15.
26 Così Comm. trib. 1° grado di Livorno, sez. V, 4 ottobre 1990, n. 2393, in Boll. Trib. On-line.

Bollettino Tributario