NOTE


1.Prescindendo quindi da un'analisi dei vari concetti usati dalla nuova norma (definizione di interessi passivi e oneri assimilati, definizione di interessi attivi e proventi assimilati, definizione dell'EBITDA ecc.)
2.Meno male che (salvo che, a certe condizioni, per le fusioni e scissioni) la norma non prevede, come invece avviene in Germania, che il riporto vada comunque perso per effetto di certe operazioni straordinarie.
3.Il punto non è chiaro né aiuta il tenore di una risposta dell'Agenzia delle entrate ai quesiti di Telefisco 2008 (cfr. Il Sole 24 Ore del 1° febbraio 2008): «... sebbene la legge finanziaria 2008 abbia modificato l'art. 122 del TUIR, eliminando le rettifiche di consolidamento ..., le menzionate disposizioni ... hanno l'effetto di consentire alla fiscal unit di godere di un beneficio fiscale (in termini di abbattimento del "reddito complessivo di gruppo") assimilabile a quello generato, in passato dalle predette rettifiche di consolidamento».
4.In tal senso cfr. Agenzia delle entrate, risposta ai quesiti di Telefisco 2008 su Il Sole 24 Ore del 1° febbraio 2008.
5.La norma presuppone l'esistenza di un consolidato fiscale nazionale. Conseguirebbe da ciò che una Holding italiana con sole partecipate estere (quindi, in assenza di consolidato nazionale) non potrebbe "attivare" il comma 8 per sterilizzare le proprie eccedenze di interessi. Secondo r. michelutti (in Corr. trib., 2008, 283-284) ciò comporta una chiara discriminazione (soprattutto se le partecipate sono residenti nella UE e nello SEE).

Bollettino Tributario