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Verbale di assemblea dei soci.

a cura di: Studio Meli S.r.l.

DOC | ID 232984 | pub. 14/10/2016 | 293 Kb
Modello redatto in MSWord (e quindi modificabile e personalizzabile) per la stesura di verbali di assemblea conformi alle nuove norme del diritto societario.
(consulta le scheda per ulteriori dettagli)

Il verbale proposto è generico ed adattabile a tutte le deliberazioni dell’assemblea ordinaria della S.p.A. e dell’assemblea della S.r.l.. Il verbale è conforme alle nuove norme del diritto societario in vigore dal 1.1.2004 ed è adattabile sia alle S.p.A. per le quali la decisione sociale rimane vincolata alla sola delibera dell’assemblea che alla S.r.l. qualora la decisione sia presa con il metodo assembleare. La proposta di verbale è predisposta in particolare per le S.p.A. che adotteranno il sistema tradizionale di amministrazione e controllo.

Rispetto alla normativa precedente gli articoli novellati del Codice Civile prevedono espressamente:
• che il presidente dell’assemblea accerti l’identità e la legittimazione degli intervenuti (artt. 2372 e 2479-bis) e ne dia conto nel verbale;
• che il verbale indichi oltre alla data di svolgimento dell’assemblea, anche l’identità dei partecipanti ed il capitale da essi rappresentato; la norma specifica che tali indicazioni possono risultare anche per allegato; si ritiene però che tale allegato costituendo parte integrante e sostanziale del verbale debba essere iscritto nel libro dei verbali delle assemblee (art. 2375);
• che il verbale indichi le modalità e il risultato delle votazioni e consenta l’identificazione (anche per allegato) dei soci favorevoli, astenuti e dissenzienti (art. 2375);
• che il verbale riporti, su loro richiesta, gli interventi dei soci pertinenti rispetto all’ordine del giorno (art. 2375).
L’articolo 2375 è espressamente riferito ai verbali di assemblea delle S.p.A. ma si ritiene ovviamente applicabile per analogia anche ai verbali di assemblea delle S.r.l.

Una notevole modifica riguarda la disciplina delle assemblee cosiddette totalitarie che, a determinate condizioni, sono atte a deliberare pur in assenza di regolare convocazione.
Nella normativa in vigore fino al 31 dicembre 2003 le assemblee erano considerate totalitarie se constava la presenza di soci rappresentanti l’intero Capitale sociale e tutti gli amministratori e i componenti del Collegio sindacale.
Con la riforma le assemblee delle S.p.A. sono considerate totalitarie quando ad esse partecipano soci rappresentanti l’intero capitale sociale e la maggioranza dei membri degli organi amministrativi e di controllo (art. 2366 comma 4).
Per le S.r.l. l’assemblea è da considerarsi totalitaria quando ad essa partecipano soci rappresentanti l’intero capitale sociale e sono presenti o informati gli organi amministrativi e di controllo (art. 2479-bis, comma 5).
In entrambi i casi, analogamente a quanto previsto dalla disciplina previgente) si ricorda che l’assemblea totalitaria è atta a deliberare pur in assenza di regolare convocazione qualora nessun intervenuto si opponga alla trattazione degli argomenti.
Quanto appena detto in merito alla costituzione delle assemblee totalitarie si riferisce ai casi in cui lo statuto (atto costitutivo) nulla disponga in merito alle assemblee totalitarie oppure richiami le norme di legge. Viceversa dovrà farsi riferimento a quanto previsto dalla disciplina statutaria.

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