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Pacchetto "Energia pulita per tutti gli europei": intesa sulla quota di energie rinnovabili al 2030
 
 
  Lunedì 09/07/2018, a cura di TuttoCamere.it
 
 
 

Dopo mesi di trattative, si è raggiunta una intesa sulla quota di energie rinnovabili al 2030 nei consumi finali di energia.

La Commissione UE, nell'ambito delle misure previste nel Pacchetto "Energia pulita per tutti gli europei", aveva adottato una proposta di rifusione della Direttiva Rinnovabili che prevedeva il raggiungimento al 2030 del 27% di energie rinnovabili nei consumi finali.

Su questo target non è stato d'accordo il Parlamento europeo che, con una risoluzione legislativa, aveva affermato che la quota di rinnovabili al 2030 avrebbe dovuto essere pari al 35% del consumo energetico dell'UE.

Nettamente contrario ad aumentare l'obiettivo si era dimostrato il Consiglio UE, ovvero i Governi dei Paesi membri, nonostante i vari rapporti scientifici internazionali avessero confermato che con tali percentuali difficilmente si riuscirebbe a perseguire gli obiettivi dell'Accordo di Parigi.

La Commissione UE, viceversa, aveva lasciato intravedere la disponibilità ad un rialzo al 30%, tant'è che aveva incaricato l'Agenzia Internazionale delle Energie Rinnovabili (IRENA) a redigere un Rapporto sulle potenzialità e gli impatti della Strategia comunitaria post 2020, dal quale era emerso che l'UE potrebbe raggiungere senza grossi sacrifici una quota pari al 34% di energia rinnovabile consumata sul mix energetico.

Ora, dopo la estenuante trattativa che ha coinvolto la Presidenza bulgara di turno del Consiglio, si è raggiunto un compromesso che ha portato al 32% l'energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2030, con una clausola di revisione al 2023.

L'accordo è stato raggiunto anche grazie alle posizioni di Italia e Spagna, dal momento che i due nuovi Governi hanno appoggiato la linea del Parlamento europeo. Peraltro, proprio la clausola di revisione lascia aperta la possibilità che la percentuale possa essere aumentata in quella occasione.

Con l'accordo viene riconosciuto ai cittadini, alle autorità locali, ai piccoli imprenditori e alle cooperative il diritto di produrre, consumare, immagazzinare e vendere l'energia rinnovabile autoprodotta, senza essere per questo soggetti a sanzioni fiscali o oneri burocratici eccessivi.

Gli impianti per l'autoconsumo fino a 25 kW di potenza saranno esenti dagli oneri di rete, una misura che certamente favorirà l'installazione di sistemi fotovoltaici sui tetti di edifici residenziali e commerciali.

Sempre nell'ambito delle rinnovabili si è raggiunto un accordo per coprire entro il 2030 con il 14% di energie rinnovabili il settore dei trasporti, eliminando entro la stessa data l'utilizzo dell'olio di palma.

Un altro elemento-chiave della prossima direttiva è la quota di fonti rinnovabili nei trasporti, alla fine fissata al 14% con l'accordo per eliminare l'utilizzo di olio di palma entro il 2030.

Inoltre, si è stabilito un obiettivo del 3,5% per i biocarburanti "di seconda generazione", derivati da colture non alimentari, in modo da ridurre progressivamente l'impiego di etanolo e altri carburanti, ritenuti ecologici, ma che determinano il cambio d'uso dei suoli con conseguenti emissioni inquinanti (la direttiva (UE) 2015/1513 del 9 settembre 2015 che modifica la direttiva 98/70/CE, relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel, e la direttiva 2009/28/CE, sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili- c.d. "Direttiva ILUC") .
 
 

  Fonte:
https://www.tuttocamere.it
 
 
 
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