Risoluzione Agenzia Entrate n.7 del 14.01.2014

 

Consulenza giuridica Imposta di registro - Tassazione degli atti ricognitivi di avveramento della condizione sospensiva o dellevento che d luogo ad ulteriore liquidazione

 

Con la richiesta di consulenza giuridica specificata in oggetto, concernente l'interpretazione dell'art. 19 del DPR n. 131 del 1986 , stato esposto il seguente


 

 

 

QUESITO

LUfficio Gestione Tributi di questa Agenzia rappresenta che lUfficio territoriale di Milano 1 ha segnalato che alcuni notai presentano degli atti per la registrazione agli Uffici territorialmente competenti in luogo delle denunce di cui allarticolo 19 del testo unico delle disposizioni concernenti limposta di registro di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131 (TUR).
Trattasi, in particolare, dei cosiddetti atti "ricognitivi con i quali si porta lUfficio a conoscenza di determinati eventi che danno luogo alla liquidazione di unimposta ulteriore rispetto a quella corrisposta al momento della registrazione.
Al riguardo, rispetto allo schema ordinariamente previsto dal citato articolo 19 del TUR, i notai registrano un primo atto pubblico, sul quale viene applicata limposta di registro in misura fissa (eventualmente proporzionale, ma luogo ad un'ulteriore liquidazione), un secondo atto pubblico in relazione al quale corrispondono le imposte di registro dovute in misura proporzionale.
LUfficio, a fronte di tale procedura, applica, in relazione allatto ricognitivo, limposta di registro in misura fissa (e ci genera una compensazione sulle imposte pagate dal notaio), richiede una denuncia di avveramento della condizione e, a seguito della sua presentazione da parte del notaio, notifica alle parti lavviso di liquidazione dell'imposta proporzionale dovuta (e gi riscossa).
Tuttavia, alla luce delle considerazioni svolte dal Consiglio Nazionale del Notariato nello Studio n. 102-2008/T (che contrasterebbero con la tassazione applicata dagli Uffici) ed in assenza di specifici chiarimenti ministeriali sull'argomento, lUfficio istante, anche al fine di garantire agli Uffici preposti alla registrazione di tali atti ununiforme e condivisa attivit di indirizzo, chiede conferma circa le corrette modalit di tassazione dei cosiddetti atti "ricognitivi.

 

 

SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA

 

LUfficio istante non prospetta alcuna soluzione interpretativa.

 

 

PARERE DELLA DIREZIONE CENTRALE NORMATIVA
Larticolo 19 del Decreto del Presidente della Repubblica n.131 del 26 aprile 1986 (di seguito Tur) prevede una particolare procedura volta a disciplinare le ipotesi in cui successivamente alla registrazione di un atto si verificano eventi che richiedono una nuova liquidazione dellimposta rispetto a quella gi corrisposta.
Le ipotesi considerate dalla norma riguardano lavveramento della condizione sospensiva, lesecuzione dellatto prima dellavveramento della stessa o il verificarsi di eventi idonei a modificare gli effetti giuridici che impongono una "ulteriore liquidazione di imposta.
Questi eventi devono essere denunciati, dalle parti contraenti o i loro aventi causa o da coloro nel cui interesse stata richiesta la registrazione, allUfficio che ha registrato latto al quale si riferiscono entro venti giorni dal loro verificarsi.
A seguito della presentazione della denuncia, lUfficio liquider lulteriore imposta dovuta.
La ratio della denuncia di cui al citato articolo 19 , infatti, quella di consentire allAmministrazione di essere informata in ordine al verificarsi di eventi che danno luogo ad una modifica delloriginaria tassazione.
Una volta delineato lambito di applicazione della disposizione in commento occorre altres stabilire se il predetto obbligo di denuncia possa essere espletato anche mediante una "diversa formalit, vale a dire mediante la registrazione di un secondo atto giuridico (c.d. atto ricognitivo) la cui funzione esclusivamente quella di accertare lavveramento della condizione sospensiva o dellevento sopravvenuto da comunicare allUfficio.
Per quanto sopra esposto si ritiene che la presentazione dell "atto ricognitivo per la registrazione pu costituire una forma alternativa di adempimento dellobbligo di denuncia previsto dallarticolo 19 del Tur tutte le volte in cui lo stesso, al pari della denuncia, sia in grado di garantire linteresse dellErario al corretto esercizio del potere impositivo permettendo una tassazione adeguata al verificarsi della condizione sospensiva o di fatti ulteriori.
Pertanto, latto ricognitivo assolver anche al predetto obbligo di denuncia, sostituendosi alla stessa, quando dallo stesso risulti esplicitamente il suo collegamento al primo atto e siano rispettate le condizioni e i termini previsti dal citato articolo 19.
In particolare lo stesso:
dovr essere presentato per la registrazione entro 20 giorni dallavveramento della condizione sospensiva o dal verificarsi dell evento ulteriore;
la registrazione dovr avvenire presso l Ufficio dove stato registrato il primo atto.
Si precisa che il termine di 20 giorni dovr essere rispettato anche nel caso di registrazione telematica per la quale larticolo 3-bis, comma 1, del Decreto Legislativo 18 dicembre 1997 n. 463, modificato dal decreto legislativo 18 gennaio 2000, n. 9 e dal Decreto del Presidente della Repubblica 18 agosto 2000 n. 308, prevede il termine di 30 giorni.
Nellipotesi di registrazione tardiva (oltre i 20 giorni) troveranno applicazione le regole generali relative al ravvedimento operoso cos come chiarito con la Circolare 23 luglio 1998, n. 192, par. 3.
Latto ricognitivo sar soggetto a registrazione con applicazione dellimposta principale in misura fissa in quanto atto privo di contenuto patrimoniale.
Sulla base dellatto ricognitivo, lUfficio provveder a liquidare limposta complementare dovuta in base allatto originario e in conseguenza degli eventi sopravvenuti e notificher alle parti apposito avviso di liquidazione, cos come avrebbe fatto se avesse ricevuto il modello per la denuncia di cui allarticolo 19.

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