Risoluzione Agenzia Entrate n.44 del 04.07.2013

 

Rapporti tra lIMU e le imposte sui redditi - Deducibilit contributi ai consorzi obbligatori - Articolo 10, comma 1, lett. a), del TUIR


Sono pervenuti numerosi quesiti diretti a conoscere se, alla luce dell'introduzione, con decorrenza dal 1 gennaio 2012, dell'IMU che sostituisce l'IRPEF per gli immobili non locati e non affittati, il cui reddito in precedenza concorreva al reddito complessivo, i contributi versati a consorzi obbligatori per legge, la cui deducibilit prevista dallart. 10, comma 1, lett. a), del TUIR, possano ancora essere portati in deduzione dal reddito complessivo del contribuente.
Larticolo 10, comma 1, lett. a), del TUIR prevede che "Dal reddito complessivo si deducono, se non sono deducibili nella determinazione dei singoli redditi che concorrono a formarlo, i seguenti oneri sostenuti dal contribuente: a) i canoni, livelli, censi ed altri oneri gravanti sui redditi degli immobili che concorrono a formare il reddito complessivo, compresi i contributi ai consorzi obbligatori per legge o in dipendenza di provvedimenti della pubblica amministrazione; sono in ogni caso esclusi i contributi agricoli unificati.

Gli effetti sulle imposte sui redditi derivanti dallintroduzione dellIMU, in particolare per quanto concerne leffetto di sostituzione disposto dallart. 8 del d.lgs. n. 23 del 2011, sono stati trattati con Circolare n. 5/E del 2013 a cui si rinvia per gli opportuni approfondimenti. Per quanto di interesse in questa sede, in detta Circolare n. 5/E del 2013 stato affermato che, sebbene lIMU non abbia natura di imposta sul reddito, leffetto di sostituzione dellIRPEF si concretizza nellambito del TUIR mediante lesclusione, dalla base imponibile dellIRPEF, del reddito fondiario prodotto dagli immobili non affittati o non locati, soggetti alla sola IMU.
Nei casi rappresentati, la non concorrenza al reddito complessivo non deriva direttamente da norme "interne allIRPEF che rendono limmobile non produttivo di reddito, ma da una norma "esterna che ha decorrenza dal 2012,
introduttiva delleffetto di sostituzione sopra richiamato.
Infatti, sotto il profilo sostanziale, limmobile non locato o non affittato comunque produttivo di reddito e la non concorrenza al reddito complessivo IRPEF deriva dallassoggettamento obbligatorio dellimmobile allIMU, sostitutiva dellIRPEF, la cui base imponibile:
− deriva dalla rendita catastale, analogamente al reddito fondiario;
− non d rilevanza (nella forma di deduzioni, detrazioni, o aliquote agevolate) al contributo obbligatorio.
Inoltre, lIMU non deducibile dallIRPEF e, quindi, non ipotizzabile una deduzione "indiretta del contributo al consorzio obbligatorio per legge.
Ci considerato, si ritiene che la deducibilit dei contributi obbligatori dal reddito complessivo sia possibile nei casi in cui, in assenza dellIMU, i redditi degli immobili su cui gravano i contributi stessi avrebbero concorso al reddito complessivo e sempreché il contributo obbligatorio non sia stato gi considerato nella determinazione della rendita catastale.
A diverse conclusioni, invece, si perviene nellipotesi in cui la non concorrenza al reddito complessivo derivi dallassoggettamento del reddito derivante dallimmobile locato al regime della cedolare secca, di cui allart. 3 del d.lgs. n. 23 del 2011.
Infatti, per effetto del comma 1 del citato art. 3 del d.lgs. n. 23 del 2011, il regime della cedolare secca, pur essendo sostitutivo dellIRPEF, comunque un regime di tassazione non obbligatorio, bens meramente opzionale, e consente, quindi, al contribuente di comparare la convenienza del regime sostitutivo in parola rispetto a quello ordinario, che permette di fruire della citata deduzione.
Conseguentemente, lopzione per il regime della cedolare secca preclude la fruizione della deduzione in commento, prevista dallart. 10, comma 1, lett. a), del TUIR.
Non rileva in senso contrario la previsione di cui allart. 3, comma 7, del citato d.lgs. n. 23 del 2011, secondo cui si deve tenere conto del reddito assoggettato a cedolare secca al fine di verificare la spettanza di benefici fiscali o assistenziali, poiché tale disposizione diretta ad evitare che dallassoggettamento del reddito alla cedolare secca in luogo del concorso alla formazione del reddito complessivo, derivino indebiti vantaggi per i contribuenti in termini di condizione di familiare fiscalmente a carico, detrazioni per carichi di famiglia, altre detrazioni d'imposta rapportate al reddito previste dall'articolo 13 del TUIR, detrazioni per canoni di locazioni di cui allarticolo 16 del TUIR (cfr. Circolare n. 26/E del 2011).

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