Risoluzione Agenzia Entrate n.40 del 27.06.2013

 

Art. 33, comma 3, della legge n. 388 del 2000 - Mancata richiesta dellagevolazione allatto di acquisto - Orientamento della Corte di Cassazione


Con risoluzione del 2 ottobre 2006, n. 110/E, sono stati forniti chiarimenti in merito allambito applicativo del regime fiscale previsto per i trasferimenti di beni immobili in aree soggette a piani urbanistici particolareggiati di cui allart. 331, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, con particolare riferimento allipotesi in cui lagevolazione non venga richiesta nellatto di acquisto.
Con la citata risoluzione stato precisato che " possibile procedere alla redazione di un atto integrativo, nella stessa forma dellatto precedente, al fine di fruire delle agevolazioni. Tale soluzione in linea con la ratio della normativa di favore; infatti se ricorrono i requisiti soggettivi e oggettivi previsti dalla legge, non si possono negare le agevolazioni, per il solo fatto della non contestualit della dichiarazione.
Con il medesimo documento di prassi stato inoltre chiarito che "latto integrativo successivamente redatto costituisce, pertanto, negozio collegato rispetto allatto di trasferimento; la differenziazione tra latto di trasferimento e latto integrativo da rinvenire unicamente sul piano documentale e su quello cronologico. Né le norme agevolative affermano l'onere della dichiarazione nellatto di acquisizione a pena di decadenza..

Sulla base del citato documento di prassi, quindi, la possibilit di rimediare alla mancata richiesta dellagevolazione in sede di stipula dellatto di trasferimento era subordinata allassolvimento dellonere formale di integrazione dello stesso con successivo atto redatto nella stessa forma, contenente la dichiarazione di voler beneficiare del regime fiscale in argomento.
In assenza dellatto integrativo, pertanto, gli Uffici rigettano le istanze dei contribuenti volte ad ottenere la restituzione delle maggiori imposte versate in sede di stipula dellatto originario, pur in presenza di tutti i requisiti normativamente richiesti per laccoglimento dellistanza.
Sulle controversie instaurate dai contribuenti avverso i dinieghi, espressi o taciti, delle suddette istanze di rimborso si registrano sul territorio esiti costantemente sfavorevoli nella giurisprudenza di merito e di legittimit.
La Suprema Corte, con sentenza 11 giugno 2010, n. 14117, ha al riguardo statuito che "in ordine ai benefici, questa Corte ha ritenuto gi, in materia di agevolazioni per ledilizia popolare, che non dato rinvenire nellordinamento alcun principio generale immanente nel sistema secondo il quale unagevolazione non richiesta al momento dellimposizione sarebbe irrevocabilmente perduta, potendosi anzi dedurre il principio contrario secondo il quale, sia pure con ovvi limiti temporali, possibile rimediare allerronea imposizione (DPR n. 131 del 1986, art. 77)..
La Corte di Cassazione, con la medesima pronuncia ha altres affermato che "si pu pertanto ritenere che la richiesta sia necessaria, oltre che nella ipotesi in cui la stessa sia esplicitamente prevista dalla legge, anche in quella in cui sia necessaria la partecipazione o collaborazione del contribuente che debba manifestare determinate intenzioni (quale quella di destinare limmobile a propria abitazione); cui la legge ricolleghi determinati benefici fiscali, o debba indicare analoghe proprie qualit o caratteristiche del bene non conosciute in generale dallAmministrazione..
Tra le suddette ipotesi non riconducibile, come espressamente affermato dai giudici di legittimit, lagevolazione prevista dal comma 3 dellarticolo 33 della legge n. 388 del 2000 che si applica "a condizione che lutilizzazione edificatoria avvenga entro cinque anni dal trasferimento, e, pertanto con agevolazione disposta con norma di carattere generale che non necessita di particolari accertamenti e, tanto meno di atti concessori o analoghi.
In sostanza, secondo lorientamento giurisprudenziale sopra ricordato, pi volte successivamente confermato2 , quando il legislatore ha voluto subordinare laccesso ad un trattamento agevolato a particolari formalit da eseguirsi a pena di decadenza lo ha espressamente stabilito.
Non rientrando, invero, tra le suddette ipotesi quella prevista dallart. 33, comma 3, della legge n. 388 del 2000, si deve ritenere che il beneficio fiscale di cui alla citata norma spetta, in presenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi previsti, anche in assenza di un atto integrativo avente la stessa forma dellatto originario.
In conclusione, si ritiene che, alla luce dei principi affermati dalla giurisprudenza, le istanze di rimborso volte ad ottenere la restituzione delle maggiori imposte assolte in sede di stipula di atti nei quali, pur sussistendo i presupposti di legge, non stata invocata lapplicazione del beneficio previsto dalla citata disposizione, debbano essere accolte anche in sede contenziosa.
In particolare, occorre verificare, in concreto, se sussistano tutti i requisiti soggettivi e oggettivi richiesti dalla normativa ai fini della fruizione del beneficio fiscale e che non sia intervenuto il termine di decadenza per la presentazione
dellistanza di rimborso.
In ogni caso, il mantenimento dellagevolazione subordinato allutilizzazione edificatoria dellarea entro i termini di legge; circostanza questa che dovr essere puntualmente appurata dagli uffici, che abbiano disposto il rimborso a seguito di riconoscimento dellagevolazione, secondo modalit che verranno indicate con separata comunicazione dalle competenti Direzioni Centrali.

1 Ai sensi dellarticolo 33, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, "i trasferimenti di beni immobili in aree soggette a piani urbanistici particolareggiati, comunque denominati, regolarmente approvati ai sensi della normativa statale o regionale, sono soggetti allimposta di registro dell1 per cento e alle imposte ipotecaria e catastali in misura fissa, a condizione che lutilizzazione edificatoria dellarea avvenga entro 5 anni dal trasferimento.

 

2 (Cfr. Cassazione, sentenze n. 19612 del 2011, n. 23588 del 2011, n. 22268 del 2011, n. 20015 del 2011, n. 16112 del 2011; n. 12892 del 2011; 10384 del 2011; 14117 del 2010)

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