Risoluzione Agenzia Entrate n.20 del 28.03.2013

 

Contratti di finanziamento bancario a medio e lungo termine stipulati allestero profili elusivi e ipotesi di applicabilit del regime impositivo di cui agli artt. 15 e seguenti del D.P.R. 601/1973


 

PREMESSA

E pervenuto un quesito, con il quale si chiede di conoscere il corretto trattamento da riservare, ai fini dellapplicazione dellimposta sostitutiva sui finanziamenti, ai contratti relativi ad operazioni di finanziamento a medio e lungo termine stipulati allestero e destinati a produrre effetti giuridici principalmente in Italia.
In particolare, stata rappresentata la fattispecie della stipula allestero di operazioni di finanziamento nelle quali:
- le parti contraenti sono entrambe residenti in Italia;
- i finanziamenti sono concessi per finalit operative sul territorio nazionale;
- i contratti sono formati per atto pubblico firmato allestero e sottoposti alla giurisdizione italiana.
E stato richiesto se il comportamento posto in essere dalle parti pu essere censurato alla luce del principio del divieto di abuso del diritto, in quanto la circostanza che la mera sottoscrizione dei contratti avvenga al di fuori dei confini dello Stato pu apparire finalizzata ad ottenere un indebito vantaggio fiscale, anche in considerazione del fatto che detti contratti di finanziamento, sebbene formalmente sottoscritti allestero, sono di fatto formati nel territorio dello Stato.
E stato rilevato, infatti, che le principali fasi del processo di erogazione del finanziamento sono normalmente effettuate da articolazioni interne di istituti di credito, aventi sede in Italia, e terminano con lassunzione da parte del consiglio di amministrazione degli istituti stessi della delibera, per effetto della quale i fidi sono immediatamente erogabili. Generalmente, quindi, tutti gli atti necessari per lerogazione del finanziamento sono predisposti in Italia e vengono trasmessi allestero solo successivamente, esclusivamente per la stampa e la sottoscrizione dellatto.
Sulla base di tali elementi, si potrebbe ritenere che la conclusione del contratto, inteso come luogo in cui viene raggiunto il consenso negoziale, avviene sul territorio nazionale, mentre allestero viene meramente sottoscritto il contratto di fatto gi concluso in Italia.

 

ABUSO DEL DIRITTO
Per quanto concerne il richiamo al principio dellabuso del diritto, si rappresenta che lo stesso, secondo costante giurisprudenza, si sostanzia nel divieto di "trarre indebiti vantaggi fiscali dall'utilizzo distorto, pur se non contrastante con alcuna specifica disposizione, di strumenti giuridici idonei ad ottenere un risparmio fiscale, in difetto di ragioni economicamente apprezzabili che giustifichino l'operazione, diverse dalla mera aspettativa di quel risparmio fiscale (Cassazione, sezioni unite, nn 30055, 30056 e 30057 del 2008).
Labuso del diritto sembra, pertanto, essere stato individuato dalla giurisprudenza nellutilizzo distorto di strumenti giuridici senza alcuna valida ragione economica diversa dal risparmio dimposta cui la stessa operazione posta in essere finalizzata.
In linea generale, dunque, il luogo di sottoscrizione del contratto, di per sé considerato ed in assenza di ulteriori elementi, non sembra rientrare nella definizione di abuso del diritto finora elaborata dalla giurisprudenza, per la configurazione della quale appare necessario un quid pluris idoneo a realizzare "lutilizzo distorto di strumenti giuridici finalizzato allottenimento di un risparmio fiscale.

 

FORMAZIONE DELLATTO

Diversa questione, riguarda, invece, lindividuazione del momento di formazione dellatto, al fine di stabilire se tale momento si realizzi in Italia o allestero.
In linea generale, per lindividuazione degli atti soggetti allimposta sostitutiva si applicano i criteri dettati per limposta di registro che, in particolare, allarticolo 2 del DPR 26 aprile 1986, n. 131 (di seguito TUR) dispone che "Sono soggetti a registrazione,( ):
a) gli atti indicati nella tariffa, se formati per iscritto nel territorio dello Stato;(...);.
Ai sensi dellarticolo 1326 del codice civile (Conclusione del contratto) "Il contratto concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell'accettazione dell'altra parte.
Pertanto, in linea di principio, il contratto si considera concluso al momento della contestuale sottoscrizione ad opera delle parti oppure quando chi ha fatto la proposta ha conoscenza dellaccettazione dellaltra parte.
E possibile ritenere, quindi, che la "formazione dellatto si verifichi alla conclusione del contratto realizzata secondo le modalit appena evidenziate (sottoscrizione contestuale oppure momento di conoscenza dellaccettazione da parte del proponente qualora proposta ed accettazione non siano contestuali).
Con specifico riferimento al tema in esame, va considerato che la forma pubblica non prevista ad substantiam per la conclusione del contratto di finanziamento.
Infatti, come si rileva dallarticolo 117 del Decreto Legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (Testo Unico Bancario), secondo cui "I contratti sono redatti per iscritto e un esemplare consegnato ai clienti, per tali contratti richiesta la forma scritta ma non necessario latto pubblico o la scrittura privata autenticata. Pertanto, essi possono essere conclusi in forma di scrittura privata semplice.
Conseguentemente, qualora con riferimento a fattispecie del tipo rappresentato, il consenso negoziale in ordine agli elementi essenziali del contratto di finanziamento risulti gi da scrittura privata semplice, prima che da atto pubblico o da scrittura privata autenticata sottoscritta allestero, si pu ritenere che latto formato per iscritto nel territorio dello Stato e, quindi, ricade nellambito applicativo dellimposta sostitutiva.
In tal caso, infatti, latto pubblico o la scrittura privata autenticata sottoscritta allestero concretizza una mera riproposizione dellaccordo gi raggiunto con la scrittura privata semplice e non assume rilevanza ai fini del presupposto di territorialit di cui al citato articolo 2 del TUR.
Tale fattispecie potrebbe ricorrere, ad esempio, laddove venga reperito in sede di controllo un "term sheet o altra documentazione da cui risulti gi avvenuta la formazione del consenso in ordine agli elementi essenziali del contratto di finanziamento riproposti con latto pubblico o la scrittura privata autenticata sottoscritta allestero.

 

ADEMPIMENTI E SANZIONI

Si ritiene utile rammentare che gli enti che effettuano le operazioni rilevanti ai fini dellimposta sostitutiva devono dichiarare, ai sensi dellarticolo 20 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 601, le somme sulle quali si commisura limposta dovuta.
In particolare, devono essere presentate due dichiarazioni, di cui la prima relativa alle operazioni effettuate nel primo semestre dellesercizio e la seconda relativa alle operazioni effettuate nel secondo periodo dellesercizio stesso. Le dichiarazioni devono essere presentate entro tre mesi, rispettivamente, dalla scadenza del primo semestre e dalla chiusura dellesercizio (articolo 8, comma 4, decreto-legge 27 aprile 1990, n. 90, convertito dalla legge 26 giugno 1990, n. 165).
Inoltre, larticolo 20, quinto comma, del d.P.R. n. 601 del 1973 rinvia alle norme in materia di imposta di registro per quanto concerne:
- la rettifica dellimponibile e laccertamento;
- le sanzioni per lomissione o linfedelt della dichiarazione;
- la riscossione del tributo;
- il contenzioso;
- e per quanto altro riguarda lapplicazione dellimposta sostitutiva.
Sullo specifico tema delle sanzioni, larticolo 3 del decreto del Ministero delle Finanze del 28 febbraio 1975, n. 2456, richiama le norme dellimposta di registro dettate dal DPR 26 ottobre 1972, n. 634 (attualmente sostituito dal TUR).
In particolare, in caso di omessa o tardiva presentazione della dichiarazione si applicano le sanzioni di cui allarticolo 69 del TUR (articolo 67 del DPR n. 634 del 1972), previste nella misura dal centoventi al duecentoquaranta per cento dellimposta dovuta.
In tale circostanza, limposta deve essere richiesta, a pena di decadenza, entro il termine di cinque anni dalla data entro la quale la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata, ai sensi dellarticolo 76, comma 1, del TUR.
Qualora la dichiarazione sia stata presentata ma risulti infedele, si applicano le sanzioni stabilite per loccultazione di corrispettivo dallarticolo 72 del TUR (articolo 70 del DPR n. 634 del 1972), stabilite nella misura dal duecento al quattrocento per cento della differenza tra limposta dovuta e quella gi applicata.
In tale circostanza, limposta deve essere richiesta, a pena di decadenza, entro il termine di tre anni decorrenti dalla data di presentazione della dichiarazione, ai sensi dellarticolo 76, comma 2, lettera b), del TUR.

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