Risoluzione Agenzia Entrate n.2 del 24.01.2013

 

Consulenza giuridica Applicazione dellimposta di registro - verbale di apertura delle cassette di sicurezza (Articolo 48 del d.lgs. 31 ottobre 1990, n. 346)

 


Con listanza di consulenza specificata in oggetto, concernente lapplicazione dellimposta di registro ai verbali di apertura delle cassette di sicurezza, stato esposto il seguente
Quesito

Larticolo 48 del decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, stabilisce che, dopo la morte del concessionario o di uno dei concessionari, le cassette di sicurezza possano essere aperte solo alla presenza di un funzionario
dellamministrazione finanziaria o di un notaio che redige linventario del contenuto allo scopo di determinare esattamente lattivo ereditario. La Direzione Regionale del chiede di conoscere se il verbale di inventario redatto ai sensi della richiamata disposizione deve essere assoggettato a registrazione in termine fisso e, in caso affermativo, quali siano i soggetti obbligati a richiedere la registrazione.
Soluzione interpretativa prospettata dallistante

La Direzione Regionale ritiene che il verbale di cui allarticolo 48 del citato decreto legislativo n. 346 del 1990 debba essere assoggettato a registrazione in termine fisso, in quanto rientra tra gli atti indicati nellarticolo 11 della Tariffa, prima parte, allegata al Testo unico delle disposizioni concernenti limposta di registro approvato con il DPR 26 aprile 1986, n. 131 (di seguito TUR).
In ordine allindividuazione dei soggetti obbligati alla registrazione la Direzione Regionale, considerata la natura di atto pubblico del verbale, ritiene che ai sensi dellarticolo 10, comma 1, lett. b), del TUR, il notaio o il funzionario delegato dallamministrazione finanziaria siano i soggetti obbligati a richiedere la registrazione in termine fisso.
Parere della Direzione

Con riferimento allapertura delle cassette di sicurezza, larticolo 48, comma 6, del decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, dispone che "Le cassette di sicurezza, dopo la morte del concessionario o di uno dei concessionari, possono essere aperte solo alla presenza di un funzionario dellAmministrazione finanziaria o di un notaio, che redige linventario del contenuto, previa comunicazione da parte del concedente allufficio del registro,nella cui circoscrizione deve essere redatto linventario del giorno e dellora di apertura.
Dal dettato della predetta disposizione si evince che le operazioni inventariali debbano essere assolte da un funzionario dellAmministrazione finanziaria o da un notaio, entrambi tenuti alla redazione di un verbale di inventario.
Sotto il profilo giuridico, detto documento concretizza un atto pubblico, ovvero un " documento redatto da un notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato ad attribuirgli pubblica fede nel luogo dove latto formato (art. 2699 del codice civile). Costituiscono atti pubblici a norma dellarticolo 2699 del codice civile soltanto gli atti che i pubblici ufficiali formano nellesercizio di pubbliche funzioni certificative delle quali siano investiti dalla legge (v. Cassazione Civile, Sez. Unite, 9 aprile 1999, n. 215). Pertanto, la qualit di "pubblico documentatore del notaio (legge 16 febbraio 1913, n. 89) o del funzionario dellamministrazione finanziaria che agisce in qualit di pubblico ufficiale conferisce allinventario, redatto secondo le disposizioni dellarticolo 48 citato, la natura e lefficacia di atto pubblico capace di attribuire ai fatti documentati una presunzione di fedelt ed esattezza fino a querela di falso (articolo 2700 del codice civile). In linea generale, si ricorda che gli atti pubblici sono soggetti a registrazione in termine fisso, ai sensi dellarticolo 11 della tariffa, parte prima, allegata al TUR, in base al quale dovuta limposta in misura fissa per gli "atti pubblici e scritture private autenticate. Si ricorda, tuttavia, che, in deroga a detto principio generale, il medesimo articolo 11 della tariffa esclude dallobbligo di registrazione in termine fisso "..quelli di cui agli articoli 4, 5, 11, 11-bis, 11-ter.
In particolare, il citato articolo 5 della tabella allegata al TUR include negli "atti per i quali non vi obbligo di chiedere la registrazione quelli " formati per lapplicazione, riduzione, liquidazione, riscossione, rateazione e rimborso delle imposte e tasse a chiunque dovute.
Tali atti, pur se redatti con la forma pubblica, non soggiacciono allobbligo della registrazione, tranne, naturalmente, che nellipotesi di registrazione volontaria ai sensi dellarticolo 7 del TUR. In tal caso, detti atti scontano limposta di registro in misura fissa. Nellipotesi di specie, il verbale redatto in caso di apertura di una cassetta di sicurezza previsto da disposizioni tributarie ed ha la precipua finalit di assolvere una funzione di natura fiscale consistente nella certificazione dellesatta individuazione delle cose mobili o dei valori contenuti nella cassetta, al fine di determinare lattivo ereditario appartenente al de cuius e, quindi, lapplicazione su di esso dellimposta sulle successioni e donazioni. Di fatto, lobbligo di redazione dellinventario previsto dallarticolo 48, comma 6, del D.Lgs. n. 346 del 1990, finalizzato ad esigenze di controllo da parte dellamministrazione finanziaria, al fine di evitare che i beni appartenenti al de cuius sfuggano allimposizione.
Tenuto conto che gli effetti giuridici dellatto redatto dal notaio o dal funzionario dellamministrazione fiscale rilevano nellambito di un procedimento finalizzato alla corretta applicazione dellimposta sulle successioni e donazioni, deve ritenersi che, nel caso in esame, trova applicazione la disposizione dettata dallarticolo 5 della tabella allegata al TUR e che, quindi, per il verbale de quo non vi obbligo di chiedere la registrazione.

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