Risoluzione Agenzia Entrate n.119 del 31.12.2014

 

Interpello ordinario, art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Tassazione decreto ingiuntivo con enunciazione di fideiussione - DPR n. 131 del 1986


Con linterpello specificato in oggetto, concernente linterpretazione del DPR n. 131 del 1986, stato esposto il seguente

QUESITO


Listituto bancario Alfa Spa fa presente di aver richiesto al Tribunale di .. lemanazione di un decreto ingiuntivo, provvisoriamente esecutivo, nei confronti di una societ immobiliare a responsabilit limitata e dei suoi fideiussori, che non hanno adempiuto allobbligo di restituzione degli importi concessi con un contratto di finanziamento.
Nel giugno scorso, il Tribunale ha emesso il richiesto decreto ingiuntivo nei confronti dei suddetti soggetti, ingiungendo alla societ immobiliare di pagare alla Banca istante la somma complessiva di euro 10.849.507,39, oltre agli interessi, nonché ai fideiussori di pagare, in via solidale con la societ debitrice, per le rispettive quote, le somme stabilite.
Premesso quanto sopra, listituto istante chiede di conoscere quale sia la corretta tassazione applicabile, ai fini dellimposta di registro, allatto giudiziario in argomento emesso per crediti bancari assistiti da fideiussione.

SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE

Linterpellante ritiene che al decreto ingiuntivo recante condanna del debitore principale e dei fideiussori al pagamento delle somme relative ad operazioni di finanziamento soggette ad Iva (in regime di esenzione) sia da applicarsi limposta di registro in misura fissa, nella misura complessiva di 400 euro.
A parere dellistante, infatti, limposta di registro va applicata nella misura fissa sia allatto giudiziario che alle garanzie fideiussorie, in quanto queste sono, comunque, relative ad operazioni di finanziamento soggette ad IVA.
A supporto della propria tesi, listante richiama alcune pronunce della Corte di Cassazione. In particolare, listante fa presente che con lOrdinanza n. 3501 dell11 febbraio 2011, la Suprema Corte ha affermato che il decreto ingiuntivo che condanna "sia il debitore principale che il fideiussore al pagamento di una determinata somma non soggetto a duplice tassazione, in relazione alla duplicit delle condanne, avendo il decreto un unico effetto giuridico, consistente nella condanna di pi soggetti, in via alternativa, al pagamento della stessa somma.


PARERE DELLAGENZIA DELLE ENTRATE


Con riferimento al quesito posto con la presente istanza di interpello, si fa presente che, in linea generale, ai sensi del combinato disposto dellarticolo 37 del Testo unico dellimposta di registro, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131 (di seguito TUR) e dellarticolo 8, comma 1, lett. b), della Tariffa, Parte I, allo stesso allegata, gli atti dellautorit giudiziaria che definiscono anche parzialmente il giudizio, compresi i decreti ingiuntivi esecutivi, recanti condanna al pagamento di somme o valori, ad altre prestazioni o alla consegna di beni di qualsiasi natura, sono soggetti a registrazione in termine fisso e scontano l'imposta proporzionale con aliquota del 3 per cento, anche se al momento della registrazione siano stati impugnati o siano ancora impugnabili, salvo conguaglio o rimborso in base a successiva sentenza passata in giudicato.
In applicazione della previsione recata dalla nota II, posta in calce all'articolo 8 della Tariffa, Parte I, inoltre, "Gli atti di cui al comma 1, lettera b) () non sono soggetti allimposta proporzionale per la parte in cui dispongono il pagamento di corrispettivi o prestazioni soggetti all'imposta sul valore aggiunto ai sensi dell'articolo 40 del Testo unico.
Con la citata nota allarticolo 8, il legislatore ha, quindi, inteso regolamentare in maniera esplicita lapplicabilit del principio di alternativit IVA/Registro anche in relazione agli atti emanati dallautorit giudiziaria. In applicazione di tale principio, dunque, per la registrazione del decreto ingiuntivo esecutivo recante la condanna al pagamento di corrispettivi soggetti allimposta sul valore aggiunto si applica limposta di registro in misura fissa.
Per quanto attiene alla tassazione dei decreti ingiuntivi recanti condanna al pagamento del debitore principale e del fideiussore, questa Amministrazione ha gi avuto modo di fornire chiarimenti, tra laltro, con le circolari del Ministero delle Finanze 10 settembre 1998, n. 214 e dellAgenzia delle Entrate 30 marzo 2001, n. 34.
In particolare, con la circolare n. 214 del 1998, stato affermato il principio dellunicit della tassazione dei decreti ingiuntivi, a prescindere dalla circostanza che la prestazione sia adempiuta dal debitore in esecuzione del contratto principale o dal fideiussore, quale coobbligato in solido, in virt dellobbligazione accessoria di garanzia.
I principi affermati con la richiamata circolare trovano conferma nella giurisprudenza di legittimit, che ha pi volte ribadito che limposta di registro deve essere applicata una sola volta anche se il decreto di condanna impartito nei confronti di due o pi condebitori in solido. Il fatto rilevante ai fini impositivi, afferma, infatti, la Cassazione con la sentenza 21 gennaio 1998, n. 3572, "e il conseguimento da parte del creditore di titolo esecutivo per il soddisfacimento del proprio diritto, a prescindere dalla fonte del diritto stesso nel rapporto con l'intimato (separatamente tassabile, ove integri latto da registrare).
In ogni caso, come chiarito con la circolare del 30 marzo 2001, n. 34, la condanna al pagamento delle somme dovute deve mantenersi distinta dai rapporti sottostanti enunciati nel provvedimento del giudice la cui rilevanza, ai fini dellimposta di registro, deve essere valutata secondo i principi dettati dallarticolo 22 del TUR (Enunciazione di atti non registrati).
Si rammenta che larticolo 22 stabilisce, al comma 1, che se in un atto sono enunciate disposizioni contenute in atti scritti o contratti verbali non registrati e posti in essere fra le stesse parti intervenute nellatto che contiene lenunciazione, limposta si applica anche alle disposizioni enunciate.
Pertanto, fermo restando la tassazione con imposta fissa di registro del decreto ingiuntivo che condanna sia il debitore principale che il fideiussore al pagamento di somme in dipendenza di un finanziamento soggetto ad IVA, lenunciazione nellatto del rapporto fideiussorio pu assumere rilevo, ai fini dellimposta di registro, qualora lo stesso non sia stato a suo tempo assoggettato a registrazione.
In tema di enunciazione, la Corte di Cassazione ha, infatti, affermato con sentenza n.17237 del 12 luglio 2013, che la natura accessoria del contratto di fideiussione in campo civilistico (articoli 1939 e 1941 del codice civile) non pu essere riportata nellambito tributario e segnatamente nellambito della disciplina dellimposta di registro, per la quale "vale il principio dellautonomia dei singoli negozi, come si desume in modo inequivoco proprio dalla previsione dellarticolo 22 del DPR n. 131 del 1986. Pertanto, precisa la Corte "non pu ritenersi corretto il convincimento espresso ...laddove dalla affermata natura accessoria della fideiussione hanno desunto automaticamente e peraltro senza verifica della qualit di soggetto Iva del soggetto che ebbe a prestare la garanzia la conseguenza che la relativa disciplina tributaria deve ritenersi attratta in quella dellIVA, per essere lente creditore soggetto dIVA.

In sostanza, dunque, la tassazione della fideiussione non resta attratta nella disciplina tributaria dellIva per il solo fatto che il creditore sia un soggetto IVA (in tal senso, si veda anche la sentenza 8 settembre 2005, n. 17899).
Lenunciazione nel decreto ingiuntivo della fideiussione andr, quindi, autonomamente valutata ai fini dellimposta di registro ed assoggettata a tassazione, secondo i principi dettati dallarticolo 22 del TUR.
In particolare, se latto di fideiussione non registrato riconducibile tra gli atti da assoggettare a registrazione in termine fisso trovano applicazione anche le sanzioni previste, per omessa registrazione del contratto, dallarticolo 69 del TUR (art. 22, comma 1). Qualora latto di fideiussione enunciato non rientri, invece, tra gli atti soggetti a registrazione in termine fisso, limposta si applica solo sulla parte dellatto enunciato non ancora eseguita ( risoluzione 5 luglio 2013, n. 46).
Resta fermo che, come chiarito con la circolare n. 34 del 2001, nellipotesi in cui il negozio fideiussorio enunciato nel decreto ingiuntivo e non registrato rientri tra le operazioni soggette allimposta sul valore aggiunto, trova applicazione limposta di registro nella misura fissa, in applicazione del principio di alternativit di cui allarticolo 40 del TUR.
Le Direzioni regionali vigileranno affinché i principi enunciati e le istruzioni fornite con la presente risoluzione vengano puntualmente osservati dalle Direzioni provinciali e dagli Uffici dipendenti.



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