Circolare INPS n.107 del 27.05.2015

Decreto Interministeriale n.83473 del 1 agosto 2014 -criteri di concessione degli ammortizzatori sociali in deroga alla normativa vigente.

 

Sommario:

Premessa

1. Il quadro normativo

2. Finalit

3. Fattispecie previste

4. Cassa Integrazione Guadagni in deroga

4.1 Requisiti soggettivi

4.2 Causali di concessione del trattamento

4.3 Trattamento dintegrazione salariale in deroga sulla base di accordi regionali:

-Flusso di Gestione della Cig in deroga regionale

-Tempi e modalit di presentazione delle domande dellazienda

-Limiti di durata massima del trattamento

-Controlli da parte dellIstituto

4.4 Trattamento di integrazione salariale in deroga sulla base di accordi sottoscritti in sede governativa

5. Indennit di Mobilit in deroga

5.1 Limiti massimi di durata del trattamento

5.2 Informazioni disponibili nel SIP

5.3 Flusso dei decreti di mobilit in deroga ai fini del monitoraggio

5.4 Flusso dei decreti di mobilit in deroga ai fini della liquidazione della prestazione

6. Lavoratori destinatari degli ammortizzatori sociali in deroga

7. Monitoraggio

8. Disposizioni finali e transitorie

Premessa

Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, in data 1 agosto 2014, ha emanato il decreto n.83473, pubblicato il 4 agosto 2014 sul sito istituzionale www.lavoro.gov.it. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in data 11 settembre 2014, ha adottato la relativa circolare esplicativa n.19 e in data 24 novembre 2014 la nota n.5425, recante definizione di aspetti applicativi del D.I. n.83473 sui criteri di concessione degli ammortizzatori sociali in deroga.

Infine, in data 5 maggio 2015, il suddetto Ministero, attraverso la nota n.2241 dellUfficio legislativo, ha fornito ulteriori e puntuali indicazioni sul flusso di gestione delle domande di Cig in deroga regionale, ex art.2 commi 6, 7 e 12 del sopracitato decreto e sui relativi controlli che lIstituto dovr effettuare; tali indicazioni sono state recepite nella presente circolare.

Le disposizioni contenute nel decreto si applicano agli accordi stipulati in sede regionale per le imprese ubicate nel territorio di una singola regione ed in sede governativa per le imprese c.d. plurilocalizzate dal giorno della data di pubblicazione del decreto medesimo, ferme restando le limitazioni e le previsioni di cui allart.6.

1. Il quadro normativo

Lart.2, commi 64, 65, 66 e 67, della legge 28 giugno 2012, n.92 ha previsto anche per gli anni 2013-2016, ancorché in un quadro finanziario di progressiva riduzione delle risorse a tale scopo destinate, la possibilit di disporre la concessione o la proroga di trattamenti di integrazione salariale e di mobilit in deroga alla normativa vigente, al fine di garantire la graduale transizione verso il nuovo regime delineato dalla riforma degli ammortizzatori sociali, assicurando la gestione delle situazioni che derivano dal perdurare dello stato di debolezza dei livelli produttivi del paese.

Perdurando le conseguenze occupazionali della crisi, il legislatore successivamente intervenuto con D.L. 21 maggio 2013, n.54, convertito con modificazioni dalla legge 18 luglio 2013, n.85, ad incrementare le risorse destinate al finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga, prevedendo, nel contempo, allart.4, comma 2, la necessit di fissare i criteri per la concessione di tali prestazioni.

In attuazione della citata disposizione normativa il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, ha emanato in data 1 agosto 2014 il decreto n.83473, di cui in data 29 ottobre 2014 stata pubblicata un "errata corrige.

2. Finalit

Lart.1 del decreto enuncia le finalit generali relative alla disciplina dei criteri per la concessione di ammortizzatori sociali in deroga, in una prospettiva di superamento dellattuale sistema, secondo quanto previsto dallart.2, comma 64 della legge 28 giugno 2012, n.92.

Si stabilisce altres, che le disposizioni del decreto dovranno essere applicate a tutte le prestazioni concesse ai sensi dellart.2, commi 64 e 66 della legge 28 giugno 2012, n.92.

3. Fattispecie previste

Il decreto interministeriale disciplina i criteri di concessione dei trattamenti di integrazione salariale e di mobilit in deroga alla normativa vigente, con particolare riferimento ai criteri individuati dalla norma di cui allart.4, comma 2, del decreto legge 21 maggio 2013, n.54, convertito con modificazioni dalla legge 18 luglio 2013, n.85, le cui tipologie sono esplicate nella sopracitata circolare n.19 del Ministero del lavoro come di seguito elencate:

- termine di presentazione delle istanze, a pena di decadenza;

- causali di concessione;

- limiti di durata e reiterazione delle prestazioni anche in relazione alla continuazione rispetto ad altre prestazioni di sostegno al reddito;

- tipologie di datori di lavoro;

- lavoratori beneficiari.

4. Cassa Integrazione Guadagni in deroga

Lart.2 del decreto fissa i criteri per la concessione del trattamento di cassa integrazione guadagni in deroga. La circolare esplicativa citata in premessa ha specificato alcuni aspetti, di seguito riportati.

4.1 Requisiti soggettivi

In particolare, le disposizioni contenute allart.2 prevedono al comma 1 i requisiti soggettivi per accedere al trattamento di integrazione salariale in deroga.

Nel far riferimento ai lavoratori destinatari del trattamento il decreto stabilisce che lintegrazione salariale pu essere concessa o prorogata ai lavoratori subordinati con la qualifica di operai, impiegati e quadri, ivi compresi gli apprendisti e i lavoratori somministrati, subordinatamente al conseguimento di unanzianit lavorativa presso limpresa di almeno 12 mesi alla data di inizio del periodo di riferimento.

Nelle disposizioni finali e transitorie, lart.6, comma 1 del decreto, facendo riferimento alle prestazioni di cassa integrazione in deroga per lanno 2014 stabilisce, altres, che, in deroga allart.2, comma 1, le prestazioni possano essere concesse ai succitati lavoratori subordinati, che siano in possesso di unanzianit lavorativa presso limpresa di almeno 8 mesi alla data di inizio del periodo di intervento di cassa integrazione guadagni.

Al riguardo e considerando il carattere restrittivo del requisito rispetto a quello gi previsto dalla normativa previgente -90 giorni- la circolare esplicativa ha precisato che il requisito soggettivo dellanzianit lavorativa presso limpresa di almeno 8 mesi alla data di inizio del periodo di intervento di cassa integrazione guadagni deve essere applicato alle prestazioni concesse in base agli accordi stipulati presso le Regioni o ad esse comunque inviati, e in sede governativa per le imprese cd. plurilocalizzate a decorrere dal 4 agosto 2014, data di entrata in vigore del decreto.

Per i lavoratori in somministrazione, ai fini dellaccesso al trattamento di integrazione salariale in deroga, secondo quanto stabilito dalla citata nota ministeriale n.5425 del 24 novembre 2014, lanzianit di servizio del lavoratore viene verificata presso lagenzia di somministrazione in quanto suo datore di lavoro. In questi casi il rapporto di lavoro infatti instaurato tra agenzia di somministrazione e lavoratore somministrato presso un utilizzatore.

Quanto alle aziende destinatarie della cassa integrazione guadagni in deroga lart.2, comma 3, prevede che il trattamento pu essere richiesto soltanto dai soggetti giuridici qualificati come imprese, ex articolo 2082 del codice civile. Con la sopracitata circolare n.19, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha precisato che rientrano nellambito di applicazione del comma 3 anche i piccoli imprenditori di cui allarticolo 2083 del codice civile (coltivatori diretti del fondo, artigiani, piccoli commercianti), in quanto il piccolo imprenditore di fatto sottoposto allo statuto generale dellimprenditore, sia pure con alcune peculiarit definite dalla legge. La nota ministeriale n.5425 del 24 novembre 2014, precisa inoltre che anche le cooperative sociali, di cui alla legge dell8 novembre 1991, n.381, evidentemente con riferimento ai lavoratori che hanno instaurato con la cooperativa un rapporto di lavoro subordinato, possono richiedere il trattamento di integrazione salariale in deroga, in quanto rientranti nella nozione di impresa di cui allart.2082 c.c.

Infine, lart.2, comma 8 ha sottolineato che, allo scopo di fruire dei trattamenti di integrazione salariale in deroga, limpresa deve comunque aver preventivamente utilizzato gli strumenti ordinari di flessibilit (ferie residue e maturate, permessi, banca ore, ecc). Si ritiene che tra gli strumenti ordinari di flessibilit si inseriscono anche gli istituti di fonte contrattuale.

In particolare si sottolinea che per quanto previsto dal decreto in argomento, per "permessi si intendono i permessi a qualsiasi titolo retribuiti, mentre per "ferie residue e maturate si intendono, come da nota ministeriale prot. n.5425 del 24 novembre 2014, quelle residue dellanno precedente e quelle maturate fino alla data di inizio delle sospensioni; sono da escludersi le ferie programmate che coincidono, ad esempio, con le chiusure programmate.

4.2 Causali di concessione del trattamento

Lart.2, comma 1, elenca altres le causali di concessione del trattamento che pu essere erogato ai lavoratori che siano sospesi dal lavoro o effettuino orario ridotto per contrazione o sospensione dell'attivit produttiva.

Tali causali sono:

a) situazioni aziendali dovute ad eventi transitori e non imputabili allimprenditore o ai lavoratori;

b) situazioni aziendali determinate da situazioni temporanee di mercato;

c) crisi aziendali;

d) ristrutturazione o riorganizzazione.

Si evidenzia che, secondo quanto stabilito dallart.2, comma 2, il trattamento non pu essere in nessun caso concesso per la causale di cessazione dellattivit dellimpresa o di parte della stessa. La circolare ministeriale n.19 dell11 settembre 2014 ha chiarito inoltre che, con riferimento alla sussistenza delle causali, si applicano, ove compatibili, le norme anche secondarie relative alle prestazioni di Cassa Integrazione Ordinaria e Straordinaria.

Per quanto attiene, infine, al settore della pesca, il comma 5 dellart.2 precisa che il trattamento di integrazione salariale in deroga in favore dei lavoratori del settore in parola concesso sulla base delle causali individuate in sede di specifici accordi ministeriali.

4.3. Trattamento dintegrazione salariale in deroga sulla base di accordi regionali

Nel caso di crisi che coinvolgano unit produttive site in ununica Regione o Provincia autonoma, considerate le disposizioni contenute nel decreto interministeriale in argomento e nella nota ministeriale n.9179 del 23 aprile 2015, le Direzioni regionali dellIstituto territorialmente competenti, fatto salvo il permanere in capo alla Direzione Centrale Prestazioni a sostegno del reddito delle attivit di monitoraggio aggregato dei flussi finanziari, dovranno monitorare le spese delle Regioni e Province autonome al fine del rispetto del limite delle risorse finanziarie ad esse assegnate.

Di seguito si espone in dettaglio il nuovo flusso gestionale, considerando che le disposizioni di cui al decreto in argomento si applicano, come previsto dallart.6, comma 1, esclusivamente agli accordi stipulati presso le Regioni o ad esse comunque inviati, a far data dal 4 agosto 2014, data di entrata in vigore del suddetto decreto, ferme restando le limitazioni e le previsioni di cui allart.6, commi 2 e 3.

Flusso di Gestione della Cig in deroga regionale

In relazione alla Cig in deroga regionale si evidenzia che, da ultimo, con nota n.9179 del 23 aprile u.s., il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha apportato modifiche di natura sostanziale al flusso di gestione delle domande, cos come era previsto dallart.2, commi 6, 7 e 12 del "decreto criteri deroga.

In particolare, lart.2, comma 6, del suddetto D.I. n.83473 prevede che le Regioni e le Province autonome, allo scopo di assicurare la verifica preventiva della compatibilit finanziaria a cui tenuto lINPS, debbano comunicare prontamente allIstituto gli accordi stipulati presso le Regioni o ad esse comunque inviati, nel rispetto dei termini di presentazione delle domande di cui al comma 7 dello stesso articolo.

La verifica preventiva della compatibilit finanziaria presuppone la determinazione esatta del budget assegnato ad ogni singola regione ed utilizzabile per la gestione degli ammortizzatori in deroga, prima dellinizio della stipula degli accordi regionali. Lassegnazione delle risorse alle Regioni in un momento successivo rispetto ai periodi di intervento, ha determinato per le regioni la difficolt di comunicare prontamente allInps gli accordi stipulati e quindi di rispettare quanto previsto dal D. I. n. 83473.

Considerato che tale problematica si ripropone anche in relazione allannualit 2015, lIstituto stato esonerato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sia per lanno 2014 che per lanno 2015, dalleffettuare le verifiche ed i controlli relativi alla compatibilit finanziaria a carattere preventivo previsti dal D.I. n.83473 sugli accordi stipulati in sede istituzionale e dalla successiva verifica di coerenza della determinazione regionale con lipotesi di accordo preventivamente stimato, come previsto dal comma 12 dellart.2 del decreto.

In considerazione di quanto sopra esposto, lInps dovr pertanto effettuare solamente un monitoraggio della spesa attraverso il SIP (Sistema Informativo dei Percettori), mediante un controllo periodico successivo finalizzato alla verifica del rispetto, da parte delle Regioni e Province autonome, delle risorse loro assegnate dai decreti interministeriali di attribuzione dei fondi.

Le Regioni e le Province autonome, per trasmettere, tramite il sistema SIP, i provvedimenti concessori per periodi di competenza 2014 relativi ad accordi stipulati sia in data anteriore che posteriore allentrata in vigore del decreto in argomento dovranno utilizzare, come numero di decreto, il numero fittizio "33334. Le Direzioni regionali INPS, con il supporto delle apposite schede di rendicontazione della spesa presenti sul SIP, dovranno monitorare le spese al fine di verificare il rispetto dei limiti di finanziamento concesso ad ogni Regione e Provincia autonoma.

Le Regioni e le Province autonome per trasmettere, tramite il SIP, i provvedimenti concessori per periodi di competenza 2015 riferiti ad accordi stipulati presso le Regioni o ad esse comunque inviati a far data dal 4 agosto 2014, dovranno utilizzare, come numero di decreto, il numero fittizio "33335 e le sedi INPS, nellemettere le autorizzazioni di CIG in deroga per i sopradetti periodi di competenza, dovranno utilizzare lo stesso numero di decreto e come codice dintervento il codice "699.

Tempi e modalit per la presentazione delle domande dellazienda

Il decreto testualmente recita "lazienda presenta, in via telematica, allINPS e alla Regione, la domanda corredata dallaccordo, entro 20 giorni dalla data in cui ha avuto inizio la sospensione o riduzione dellorario di lavoro; pertanto, come chiarito anche in sede ministeriale, le aziende possono trasmettere telematicamente le domande di CIG in deroga allINPS ovvero alle Regioni, in via alternativa.

Considerato che per le domande presentate allINPS, cos come per quelle presentate alla Regione, deve essere obbligatoriamente valorizzato il campo "data sottoscrizione accordo, si precisa che tale data deve essere anteriore alla data di inizio del periodo di intervento richiesto. Lassenza della valorizzazione di tale campo inibir linvio della domanda e verr restituito un opportuno messaggio di errore.

a) Domande presentate allInps

In particolare in caso di trasmissione allINPS, la domanda di CIG in deroga (SR100) dovr essere presentata dallazienda in via telematica sulla consueta piattaforma DigiWeb, entro venti giorni dalla data in cui ha avuto inizio la sospensione o la riduzione dellorario di lavoro, come previsto dallart.2 comma 7, nel rispetto delle modalit attualmente in uso.

Nella domanda allINPS (SR100) dovr obbligatoriamente essere valorizzato il campo "data della sottoscrizione dellaccordo.

Come previsto allart.2, comma 7, in caso di presentazione tardiva della domanda, il trattamento di CIG in deroga decorre dallinizio della settimana anteriore alla data di presentazione della domanda stessa. Conseguentemente, per le domande presentate fuori termine, il cui periodo richiesto gi totalmente trascorso al momento della presentazione, la procedura DigiWeb, pur consentendone linvio, restituisce un messaggio di evidenza allutente, con il quale si comunica che la domanda non sar presa in carico.

Viceversa, per le domande presentate fuori termine, ma il cui periodo richiesto non totalmente scaduto al momento della presentazione della domanda (SR100), la procedura DigiWeb inibisce linvio e restituisce un messaggio di evidenza allutente, con il quale si invita lo stesso a rimodulare il periodo di intervento richiesto sulla base di quanto previsto dallart.2, comma 7 "presentazione tardiva della domanda.

b) Domande presentate in Regione

In caso di presentazione della domanda di CIG in deroga direttamente allEnte Regione da parte delle aziende, la Regione, unitamente alla determina di concessione, dovr trasmettere in SIP anche i modelli di domanda (SR100) ad essa riferiti. Sar cura della Regione verificare il rispetto dei termini di presentazione delle domande, come previsto dal comma 7 dellart.2 del D.I. n.83473 del 1 agosto 2014.

Limiti di durata massima del trattamento

Il decreto n.83473 in argomento prevede dei limiti di durata massima del trattamento in relazione a ciascuna unit produttiva coinvolta, considerando tutti i periodi di concessione di integrazione salariale in deroga e/o proroga, cos come individuati ai cc. 9 e 10 e nel rispetto dei dettami del successivo comma 11, distinguendo tra imprese non soggette alla disciplina in materia di cassa integrazione ordinaria o straordinaria e alla disciplina dei fondi di solidariet di cui allart.3, commi da 4 a 41, della legge 28 luglio 2012, n.92, e imprese, invece, soggette a tale disciplina.

Si riportano al riguardo sinteticamente i limiti temporali massimi di concessione del trattamento di integrazione salariale in deroga alla normativa vigente:

A) IMPRESE NON SOGGETTE ALLA DISCIPLINA IN MATERIA DI CIG E ALLA DISCIPLINA DEI FONDI DI SOLIDARIETA

Annualit di riferimento

Durata massima consentita

1 gennaio 2014 31 dicembre 2014

11 mesi nellarco di un anno

1 gennaio 2015 31 dicembre 2015

5 mesi nellarco di un anno

B) IMPRESE SOGGETTE ALLA DISCIPLINA IN MATERIA DI CIG E ALLA DISCIPLINA DEI FONDI DI SOLIDARIETA

Annualit di riferimento

Durata massima consentita

1 gennaio 2014 31 dicembre 2014

11 mesi nellarco di un anno

1 gennaio 2015 31 dicembre 2015

5 mesi nellarco di un anno

I limiti di durata massima di concessione del trattamento in relazione a ciascuna delle unit produttive coinvolte sono da computarsi con riferimento allanno solare.

Controlli da parte dellIstituto

I controlli sui decreti regionali verranno effettuati da parte dellIstituto, come di seguito specificato.

Decreti regionali per periodi di competenza 2014 relativi ad accordi successivi allentrata in vigore del decreto n.83473 del 1 agosto 2014 trasmessi con il codice fittizio "33334

LIstituto per quanto attiene i decreti regionali per periodi di competenza 2014 relativi ad accordi successivi allentrata in vigore del decreto n.83473 del 1 agosto 2014 trasmessi con il codice fittizio "33334 dovr effettuare, sulla base delle indicazioni ministeriali, un monitoraggio della spesa attraverso il SIP (Sistema Informativo dei Percettori), mediante un controllo periodico successivo finalizzato alla verifica del rispetto, da parte delle Regioni e Province autonome, delle risorse loro assegnate dai decreti interministeriali di attribuzione dei fondi.

La sede territorialmente competente alla trattazione del provvedimento, al fine di emettere le autorizzazioni relative alle domande presentate dallazienda, dovr verificare:

a) che limpresa abbia preventivamente utilizzato gli strumenti ordinari di flessibilit (art.2, comma 8);

b) che il periodo di concessione per unit produttiva non sia superiore al limite di durata massima del trattamento fissato in 11 mesi, come evidenziato nel paragrafo precedente;

c) lo "stato azienda, dallanalisi dei dati sintetici dellanagrafica aziendale.

Nel caso in cui i controlli restituiscano un esito non compatibile con la concessione dellintegrazione salariale, la sede non potr procedere ad emettere lautorizzazione e dovr segnalarlo alla competente Direzione regionale che dovr informare la Regione.

In particolare, nei casi a) e b) la Regione potr emettere un nuovo decreto compatibile con quanto previsto dalle disposizioni del decreto in argomento. A tal fine, loperatore della sede avr a disposizione, da Sistema Unico, la funzione "ripristina su DigiWeb a seguito del cui utilizzo, la Regione potr procedere a nuovo decreto mediante lutilizzo del Flusso di Rettifica disponibile sul SIP.

Successivamente allautorizzazione la sede territorialmente competente, al fine di procedere al pagamento delle prestazioni, effettuer oltre ai consueti controlli di compatibilit dei soggetti beneficiari del trattamento gi in essere anche il controllo relativo allanzianit aziendale del lavoratore presso limpresa di almeno 8 mesi.

Decreti regionali per periodi di competenza 2014 ai sensi dellart.6, comma 3, del decreto n.83473 del 1 agosto 2014 trasmessi con il codice fittizio "33336

Per quanto attiene i decreti regionali ai sensi dellart.6, comma 3, del decreto n.83473 del 1 agosto 2014 per periodi di competenza 2014 trasmessi con il codice fittizio "33336, lIstituto dovr effettuare, sulla base delle indicazioni ministeriali oltre ai consueti controlli di compatibilit dei soggetti beneficiari del trattamento gi in essere esclusivamente un monitoraggio della spesa attraverso il SIP (Sistema Informativo dei Percettori), mediante un controllo periodico successivo finalizzato alla verifica del rispetto, da parte delle Regioni e Province autonome, delle risorse loro assegnate dai decreti interministeriali di attribuzione dei fondi, per la specifica finalit prevista dal suddetto art.6, comma 3.

Decreti regionali per periodi di competenza 2015 trasmessi con il codice fittizio "33335

LIstituto per quanto attiene i decreti regionali per periodi di competenza 2015 trasmessi con il codice fittizio "33335 dovr effettuare, sulla base delle indicazioni ministeriali, un monitoraggio della spesa attraverso il SIP (Sistema Informativo dei Percettori), mediante un controllo periodico successivo finalizzato alla verifica del rispetto, da parte delle Regioni e Province autonome, delle risorse loro assegnate dai decreti interministeriali di attribuzione dei fondi.

La sede territorialmente competente alla trattazione del provvedimento, al fine di emettere le autorizzazioni relative alle domande presentate dallazienda, dovr verificare:

a) che limpresa abbia preventivamente utilizzato gli strumenti ordinari di flessibilit (art.2, comma 8);

b) che il periodo di concessione per unit produttiva non sia superiore al limite di durata massima del trattamento fissato in 5 mesi, come evidenziato nel paragrafo precedente;

c) lo "stato azienda, dallanalisi dei dati sintetici dellanagrafica aziendale.

Nel caso in cui i controlli restituiscano un esito non compatibile con la concessione dellintegrazione salariale la sede non potr procedere ad emettere lautorizzazione e dovr segnalarlo alla competente Direzione regionale che dovr informare la Regione.

In particolare, nei casi a) e b) la Regione potr emettere un nuovo decreto compatibile con quanto previsto dalle disposizioni del decreto in argomento. A tal fine, loperatore della sede avr a disposizione, da Sistema Unico, la funzione "ripristina su DigiWeb a seguito del cui utilizzo, la Regione potr procedere a nuovo decreto mediante lutilizzo del Flusso di Rettifica disponibile sul SIP.

Successivamente allautorizzazione la sede territorialmente competente, al fine di procedere al pagamento delle prestazioni, effettuer oltre ai consueti controlli di compatibilit dei soggetti beneficiari del trattamento gi in essere anche il controllo relativo allanzianit aziendale del lavoratore presso limpresa di almeno 12 mesi.

Lart.2, comma 14, del decreto in argomento prevede espressamente che le imprese devono presentare mensilmente allInps i modelli per lerogazione del trattamento entro e non oltre il venticinquesimo giorno del mese successivo a quello di fruizione del trattamento. Tale termine, come da indicazioni ministeriali, non ha carattere perentorio.

Pertanto, la sede territorialmente competente provveder allelaborazione dei trattamenti a seguito delle relative autorizzazioni emesse, previa presentazione da parte delle aziende dei modelli SR41, per lerogazione del trattamento con pagamento diretto.

4.4. Trattamento dintegrazione salariale in deroga sulla base di accordi sottoscritti in sede governativa

Nel caso di crisi che coinvolgano unit produttive site in diverse Regioni o Province autonome, laccordo viene sottoscritto in sede governativa presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali Direzione Generale della Tutela delle Condizioni di Lavoro e delle Relazioni Industriali sulla base della domanda disponibile sul sito del Ministero del lavoro per ricorrere al programma dintervento espresso.

Si considerano validamente presentate le domande di richiesta dintervento trasmesse al Ministero del lavoro e delle politiche sociali entro e non oltre 20 giorni dalla data dinizio della sospensione o riduzione dellattivit lavorativa.

Ai sensi del comma 13 dellart.2 il Ministero vigilante effettua listruttoria e, verificata la sussistenza dei presupposti, provvede alla quantificazione dellonere connesso, nel rispetto dei limiti di spesa programmati a legislazione vigente, ed invia lo schema di decreto di concessione al Ministero delleconomia e delle finanze per acquisirne il concerto entro i successivi 15 giorni.

Entro 5 giorni dalladozione del decreto di concessione il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ne trasmette copia allINPS a cui affidato il monitoraggio di cui allart.5 del D.I. n.83473.

Allemissione del decreto di concessione lazienda provveder a trasmettere allINPS la domanda (SR100) indicando il numero di tale decreto, il numero dei beneficiari e le ore effettivamente impegnate durante il periodo dellintervento previsto e comunque fino alla data di presentazione della domanda stessa.

La sede territorialmente competente proceder ad autorizzare le domande riferite al decreto interministeriale di concessione secondo le modalit attualmente in uso.

5. Indennit di Mobilit in deroga

La concessione dei trattamenti di mobilit in deroga da parte delle Regioni o Province autonome subordinata al presupposto che per i lavoratori interessati non sussistano le condizioni di accesso ad ogni altra prestazione a sostegno del reddito connessa alla cessazione del rapporto di lavoro prevista dalla normativa vigente.

Il comma 1, dellart.3 prevede, in particolare, che il trattamento di mobilit in deroga possa essere concesso soltanto ai lavoratori provenienti da soggetti giuridici qualificati come imprese, cos come individuate dallarticolo 2082 del codice civile. Al riguardo, valgono le medesime considerazioni svolte al paragrafo 4.1 con riferimento ai piccoli imprenditori, come previsto dalla circolare n.19 dell11 settembre 2014 del Ministero vigilante ed alle cooperative sociali come previsto nella nota ministeriale n.5425 del 24 novembre 2014.

Il comma 1 dellart.3 stabilisce che la mobilit in deroga pu essere concessa ai "lavoratori disoccupati che sono in possesso dei requisiti di cui allart.16, comma 1, della legge 23 luglio 1991, n.223. Pertanto, in continuit con quanto finora previsto, si intende che la mobilit in deroga pu essere concessa ai lavoratori subordinati, con riferimento a tutte le tipologie di lavoro subordinato, sia a termine che non a termine, con qualifica di operai, impiegati o quadri, ivi compresi gli apprendisti ed i lavoratori somministrati, subordinatamente al conseguimento di unanzianit aziendale di almeno dodici mesi, di cui almeno sei di lavoro effettivamente prestato.

La suddetta circolare n.19 ha chiarito che quanto previsto dallart.3, comma 1 del decreto in oggetto, cio che la mobilit in deroga rivolta a coloro che "risultano privi di altra prestazione legata alla cessazione del rapporto di lavoro, si intende che la concessione della mobilit in deroga subordinata al presupposto che per i lavoratori interessati non sussistano le condizioni di accesso ad ogni altra prestazione a sostegno del reddito connessa alla cessazione del rapporto prevista dalla normativa vigente. Pertanto, sulla base di quanto chiarito nella circolare n.19, la mobilit in deroga non pu pi essere concessa dopo il periodo di Aspi o miniAspi, mobilit ordinaria o disoccupazione agricola gi fruito, o dopo un periodo di fruizione della NASPI, né pu essere concessa se il lavoratore aveva diritto ad un ammortizzatore ordinario e non lha richiesto. Queste verifiche dovranno essere eseguite a cura delloperatore di sede.

Se nella fase di istruttoria di una pratica di mobilit in deroga loperatore di Sede dovesse constatare che la Regione ha emesso un provvedimento di concessione di mobilit in deroga per un lavoratore nelle condizioni appena descritte, verr inviata una lettera di comunicazione al lavoratore ed alla Regione che ha emesso la delibera con lindicazione dellimpossibilit per lIstituto di dare esecuzione al provvedimento perché il lavoratore interessato ha gi usufruito dellammortizzatore ordinario oppure aveva diritto allammortizzatore ordinario.

Il Ministero ha anche precisato che in caso di proroga di mobilit in deroga i lavoratori che avevano usufruito di un trattamento in deroga dopo un trattamento ordinario possono beneficiare della proroga della mobilit in deroga. A seguito dellentrata in vigore del D.I. n.83473 del 1 agosto 2014, su avviso ministeriale, non possono essere concessi trattamenti di mobilit in deroga, senza soluzione di continuit rispetto allevento del licenziamento, ovvero a trattamenti gi conclusi (nota n.7065, dell11 dicembre 2014, della Direzione Generale degli ammortizzatori sociali).

Il decreto in oggetto stabilisce che il lavoratore, ai fini della fruizione del trattamento di mobilit in deroga concesso, debba presentare unistanza allINPS, a pena di decadenza, entro 60 giorni dalla data di licenziamento o dalla scadenza della precedente prestazione fruita oppure, se posteriore, dalla data del decreto di concessione della prestazione in deroga.

Per aiutare le Regioni e Province autonome nella fase di istruttoria dei decreti di concessione verranno integrate le informazioni gi disponibili in SIP.

5.1 Limiti massimi di durata del trattamento

La circolare ministeriale n.19 dell11 settembre 2014 ha chiarito che i limiti di durata massima di concessione del trattamento di mobilit in deroga sono modulati in base alle durate delle prestazioni di mobilit in deroga di cui abbiano gi beneficiato i lavoratori. La disposizione distingue, pertanto, tra i lavoratori che alla data di decorrenza del trattamento abbiano gi beneficiato di prestazioni di mobilit in deroga per almeno tre anni, anche non continuativi, e lavoratori che abbiano complessivamente beneficiato della medesima prestazione per un periodo inferiore a tre anni.

A) LAVORATORI CHE ALLA DATA DI DECORRENZA DEL TRATTAMENTO ABBIANO GI BENEFICIATO DI PRESTAZIONI DI MOBILIT IN DEROGA PER ALMENO TRE ANNI, ANCHE NON CONTINUATIVI

Periodo di riferimento

Durata massima consentita

1 gennaio 2014 - 31 dicembre 2014

5 mesi nellarco del periodo (1)

5 + ulteriori 3 mesi nellarco del periodo per i lavoratori residenti nelle aree di cui al D.P.R. n.218 del 6 marzo 1978 (1)

1 gennaio 2015 31 dicembre 2016

Il trattamento NON pu essere erogato

Dall1 gennaio 2017

Il trattamento NON pu essere pi erogato

(1) La durata massima consentita calcolata considerando anche tutti i periodi di mobilit gi concessi nellannualit di riferimento (anno 2014) per effetto di accordi stipulati in data anteriore allentrata in vigore del decreto

I periodi massimi di concessione del trattamento non sono in nessun caso prorogabili ulteriormente.

B) LAVORATORI CHE ALLA DATA DI DECORRENZA DEL TRATTAMENTO NON ABBIANO MAI BENEFICIATO DI PRESTAZIONI DI MOBILIT IN DEROGA OPPURE ABBIANO GI BENEFICIATO DI PRESTAZIONI DI MOBILIT IN DEROGA PER UN PERIODO INFERIORE A TRE ANNI

Periodo di riferimento

Durata massima consentita

1 gennaio 2014 - 31 dicembre 2014

7 mesi nellarco del periodo (1)

7 + ulteriori 3 mesi nellarco del periodo per i lavoratori residenti nelle aree di cui al D.P.R. n. 218 del 6 marzo 1978 (1)

1 gennaio 2015 31 dicembre 2016

6 mesi nellarco del periodo

6 + 2 mesi nellarco del periodo per i lavoratori residenti nelle aree di cui al D.P.R. n. 218 del 6 marzo 1978

Dal 1 gennaio 2017

Il trattamento NON pu essere pi erogato

(1) La durata massima consentita calcolata considerando anche tutti i periodi di mobilit gi concessi nellannualit di riferimento per effetto di accordi stipulati in data anterioreallentrata in vigore del decreto

Per questi lavoratori (sub B) la durata complessiva del trattamento comprensiva dei periodi autorizzati nel 2014 - non pu in ogni caso eccedere il periodo massimo di tre anni e cinque mesi (pi ulteriori tre mesi nel caso di lavoratori residenti nelle aree di cui al D.P.R. del 6 marzo 1978 n.218) ovvero di tre anni e quattro mesi, includendo i periodi autorizzati nel biennio 2015 2016.

A far data dal 1 gennaio 2017, ai sensi dellarticolo 2, commi 70 e seguenti, della legge del 28 giugno 2012, n.92, sono abrogate le disposizioni normative che regolano listituto della mobilit, anche con riferimento a specifici settori.

Nella nota n.5425 del 24 novembre 2014 il Ministero ha precisato che, con riferimento allannualit 2014, i sette mesi di trattamento pi gli eventuali ulteriori tre mesi per i lavoratori residenti nelle aree di cui al D.P.R. del 6 marzo 1978 n.218 devono essere concessi e devono esplicare i loro effetti nellarco temporale dal 1 gennaio al 31 dicembre 2014, non essendo possibile la prosecuzione nel 2015. Per tale fattispecie, i limiti di durata per lanno 2015 sono 6 mesi ovvero 6 mesi pi 2 mesi per i lavoratori residenti nelle aree di cui al D.P.R. del 6 marzo 1978 n.218.

Ai fini del computo dei "periodi di prestazioni di mobilit in deroga gi percepiti, si intende per "mobilit in deroga, solo le mobilit concesse, dalle Regioni o dal Ministero, ai sensi dei decreti adottati con gli stanziamenti messi a disposizione dalle varie leggi finanziarie; non sono, pertanto, da considerare mobilit in deroga le prestazioni concesse dal Ministero ai sensi delle seguenti leggi:

- Vettori aerei (art.1 bis, comma 1, legge del 3 dicembre 2004, n.291 ed art.2, comma 1, legge del 27 ottobre 2008, n.166);

- Gestioni aeroportuali (art.2, comma 37, legge del 22 dicembre 2008, n.203);

- Sanit Privata (art. 41, comma 7, legge del 27 dicembre 2002, n.289);

- Petrolifero e Petrolchimico (art.1, comma 1, D.L. dell11 giugno 2002, n.108);

- Tessile (art.1, comma 2, D.L. dell11 giugno 2002, n.108);

- Trattamento equivalente alla mobilit (art.19, comma 10 bis, D.L. del 29 novembre 2008, n.185);

- Commercio (50-200), istituti di vigilanza (+15), agenzie di viaggio (+50) (art.7, comma 7, D.L. del 20 maggio 1993, n.148 e finanziarie successive di rifinanziamento fino al 2012, perché dal 2013 con la legge del 28 giugno 2012, n.92 diventa mobilit ordinaria).

5.2 Informazioni disponibili nel SIP

Con riguardo allannualit 2015, nel momento in cui un lavoratore cessato dal servizio invia allINPS una domanda di mobilit in deroga inviata telematicamente il sistema render visibile questa domanda alla Regione o Provincia autonoma dove residente il lavoratore cessato dal servizio indipendentemente da quale sia la Regione dovera ubicata lunit produttiva che lha licenziato.

Oltre ai dati gi esposti nel SIP relativamente alle domande di mobilit in deroga sono state aggiunte due nuove informazioni per consentire alla Regione di effettuare la quantificazione dei limiti di spesa che deve essere indicata nei decreti di concessione ai sensi dellart. 3, comma 2, del decreto in argomento: il numero di giornate di mobilit in deroga gi percepite dal lavoratore, al momento dellinvio della domanda inviata telematicamente, e la stima del costo giornaliero della mobilit in deroga (relativo allindennit e alla contribuzione figurativa).

5.3 Flusso dei decreti di mobilit in deroga ai fini del monitoraggio

La Regione o Provincia autonoma invia, tramite SIP, utilizzando come numero di decreto il numero fittizio "33334 per lanno 2014 oppure "33335 per lanno 2015, il decreto di concessione della mobilit in deroga contenente la lista dei lavoratori con lindicazione -per ogni lavoratore individuato per codice fiscale del periodo "dal "al di mobilit in deroga concesso. Il decreto deve inoltre contenere obbligatoriamente la data dellaccordo stipulato presso le Regioni o ad esse comunque inviati, ed una stima della spesa prevista.

5.4 Flusso dei decreti di mobilit in deroga ai fini della liquidazione della prestazione

La struttura Inps competente per residenza del lavoratore verificata la presenza in SIP del decreto di concessione regionale della mobilit in deroga, nonché il rispetto dei termini di presentazione della domanda di mobilit in deroga, presentata in via telematica dal beneficiario, proceder, effettuati i consueti controlli, alla liquidazione della prestazione.

Per liquidare la prestazione di mobilit, inoltre, la sede utilizza i codici di intervento che saranno comunicati con successivi messaggi. Nel caso di decreti regionali inviati con il numero fittizio di decreto "33334 per lanno 2014, per accordi successivi al 3 agosto 2014, dovr utilizzare uno dei codici indicati nel messaggio n.3364 del 18 maggio 2015. Tali codici consentiranno il controllo del periodo di mobilit in deroga gi percepito dal beneficiario, bloccando lerogazione della prestazione in caso di superamento dei limiti previsti dal D.I. 83473.

6. Lavoratori destinatari degli ammortizzatori sociali in deroga

Lart.4 del decreto individua i lavoratori destinatari degli ammortizzatori sociali in deroga e precisa che i trattamenti di CIG e di mobilit in deroga in nessun caso possano essere concessi in favore di lavoratori per i quali ricorrono condizioni di accesso ad analoghe prestazioni previste dalla normativa vigente.

Con riferimento agli interventi di cassa integrazione in deroga i lavoratori dipendenti di imprese soggette alla disciplina in materia di CIG e alla disciplina dei fondi di solidariet devono essere ammessi in via prioritaria ai trattamenti di integrazione salariale ordinaria e/o straordinaria, ove ne sussistano le condizioni di accesso, ovvero devono essere ammessi a beneficiare delle prestazioni ordinarie erogate dal Fondo di Solidariet di appartenenza o, in via sussidiaria, dal Fondo di Solidariet Residuale nel caso di sospensione e/o riduzione dellorario di lavoro, come previste e disciplinate dai rispettivi regolamenti.

Con riferimento alla mobilit in deroga si fa presente che la concessione subordinata al presupposto che per i lavoratori interessati non sussistano le condizioni di accesso ad ogni altra prestazione a sostegno del reddito connessa alla cessazione del rapporto prevista dalla normativa vigente. Pertanto, sulla base di quanto chiarito nella circolare ministeriale n.19 dell11 settembre 2014, la mobilit in deroga non pu pi essere concessa dopo il periodo di Aspi o miniAspi, mobilit ordinaria o disoccupazione agricola gi fruito, o dopo il periodo di fruizione della NASPI, né pu essere concessa se il lavoratore aveva diritto ad un ammortizzatore ordinario e non lha richiesto. Inoltre il Ministero vigilante ha chiarito altres che, a seguito dellentrata in vigore del D.I. n.83473 del 1 agosto 2014, non possono essere concessi trattamenti di mobilit in deroga, senza soluzione di continuit rispetto allevento del licenziamento, ovvero a trattamenti gi conclusi.

7. Monitoraggio

Lart.5 del "decreto criteri deroga pone a carico dellIstituto lobbligo di effettuare il monitoraggio mensile delle domande presentate, delle prestazioni corrisposte e dei flussi finanziari correnti e prevedibili. Tali dati saranno comunicati al Ministero del lavoro e delle politiche sociali Direzione Generale degli Ammortizzatori Sociali e degli Incentivi allOccupazione e alla Direzione Generale della Tutela delle Condizioni di Lavoro e delle Relazioni Industriali- al Ministero delleconomia e delle finanze, nonché alla Regione o Provincia autonoma limitatamente alle prestazioni riconosciute per il tramite della stessa.

8. Disposizioni finali e transitorie

Le disposizioni previste allart.6 del decreto in oggetto, prevedono lemissione di uno specifico decreto interministeriale per la proroga dei trattamenti di integrazione salariale e di mobilit concessi precedentemente alla data di entrata in vigore del presente decreto, in presenza di programmi di reindustrializzazione o riconversione di specifiche aree territoriali, anche in deroga ai criteri di cui agli articoli 2 e 3, nel rispetto dei limiti, cos come previsti dal suddetto comma, di 55 milioni di euro, nellambito delle risorse destinate a legislazione vigente per il finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga.

In ogni caso gli effetti dei provvedimenti di concessione dei suddetti trattamenti non possono prodursi oltre la data del 31 dicembre 2014.

Pertanto in questa fattispecie il flusso gestionale seguir le modalit gi previste per lerogazione dei trattamenti per le aziende plurilocalizzate (deroga interministeriale): le aziende, al momento della presentazione della domanda su DigiWeb, dovranno utilizzare come numero di decreto il numero dello specifico decreto interministeriale emanato.

Inoltre, al fine di assicurare la graduale transizione al nuovo sistema introdotto dal decreto in oggetto, il Ministero ha previsto che le Regioni e Province autonome possano concedere trattamenti di "Cig in deroga anche in deroga ai criteri previsti allart.2 del decreto in esame esclusivamente entro il limiti di spesa di 70 milioni di euro e comunque in misura non superiore al 5% delle risorse che il Ministero attribuir alle singole Regioni e Province autonome.

Per i decreti che le Regioni trasmetteranno allINPS ai sensi dellart.6, comma 3 del D.I. n.83473 sar effettuato un distinto monitoraggio. In particolare, come chiarito dalla nota ministeriale n.5425 del 24 novembre 2014, al fine di consentire allInps il suddetto monitoraggio, le Regioni e le Province autonome dovranno espressamente indicare nella determinazione concessoria limpiego delle risorse finanziarie di cui allart.6, comma 3, del decreto in argomento.

Pertanto le Regioni e le Province autonome, tramite il Sistema Informativo dei Percettori, per trasmettere i provvedimenti concessori per periodi di competenza 2014, riferiti ad accordi stipulati presso le Regioni o ad esse comunque inviati a decorrere dal 4 agosto 2014, ai sensi dellart.6, comma 3 del D.I. n.83473, dovranno utilizzare come numero di decreto il numero fittizio "33336 e le sedi INPS nellemettere le autorizzazioni di CIG in deroga per i sopradetti periodi di competenza dovranno utilizzare lo stesso numero di decreto e come codice dintervento il codice "699.

Infine si precisa che, con nota n.3090 del 29 ottobre 2014 il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha modificato il comma 3 dellart.6 del nominato decreto, stabilendo che le Regioni e le Province autonome possono disporre anche per la mobilit la concessione dei trattamenti in deroga ai criteri di cui allarticolo 3. Pertanto le Regioni e le Province autonome, tramite il Sistema Informativo dei Percettori, per trasmettere i provvedimenti concessori di mobilit in deroga per periodi di competenza 2014, riferiti ad accordi stipulati presso le Regioni o ad esse comunque inviati a decorrere dal 4 agosto 2014, ai sensi dellart.6, comma 3 del D.I. n.83473, dovranno utilizzare come numero di decreto il numero fittizio "33336 e le sedi INPS, nel liquidare le prestazioni, dovranno inserire come codice intervento per la mobilit in deroga uno dei codici indicati nel messaggio n.3244 del 12 maggio 2015; pertanto, per detti codici non seguir alcun controllo sulla data di presentazione della domanda di mobilit in deroga e sui periodi oggetto della decretazione regionale.

In seguito alla nota n.2241 del 5 maggio 2015, dellUfficio legislativo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali che ha fornito ulteriori e puntuali indicazioni sul flusso di gestione delle domande di Cig in deroga regionale, ex art.2 commi 6, 7 e 12 del decreto in argomento e sui relativi controlli che lIstituto dovr effettuare si rende noto che sono in fase di implementazione le procedure informatiche dei flussi informativi e di controllo necessarie allerogazione dei trattamenti. Pertanto, per le sedi territoriali dellIstituto non sar possibile procedere allautorizzazione e ai conseguenti pagamenti prima dellaggiornamento delle nuove procedure il cui rilascio, previsto entro la fine della prima settimana di giugno, sar comunicato con apposito messaggio.


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