Circolare INPS n. 99 del 08.08.2014

Legge 28 giugno 2012, n. 92 "Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita, e successive modifiche ed integrazioni (in particolare, legge di stabilit n. 147 del 27 dicembre 2013). Articolo 3, commi da 4 a 47. Fondi di solidariet per il sostegno del reddito.

 

Sommario:

1. Quadro normativo

2. Fondi di solidariet

2.1 I Fondi di solidariet ex articolo 3, comma 4

2.2 Adeguamento dei Fondi esistenti ex articolo 3, comma 42 e seguenti

2.3 I Fondi facoltativi ex articolo 3, comma 12

2.4 I Fondi alternativi ex articolo 3, comma 14

2.5 Il Fondo residuale ex articolo 3, comma 19

2.6 Ambito di applicazione dei Fondi di solidariet ex articolo 3

3. Prestazioni

3.1 Contribuzione correlata

4. Finanziamento

5. Comitato amministratore

6. Principio del pareggio di bilancio

1. QUADRO NORMATIVO

Larticolo 3 della legge n. 92/2012, recante norme in tema di riforma del mercato del lavoro, prevede che al fine di definire un sistema inteso ad assicurare adeguate forme di sostegno al reddito per i lavoratori dei diversi settori economici, le organizzazioni sindacali e imprenditoriali comparativamente pi rappresentative a livello nazionale stipulino accordi collettivi e contratti collettivi, anche intersettoriali, aventi ad oggetto la costituzione di Fondi di solidariet per il sostegno del reddito per i settori non coperti dalla normativa in materia di integrazione salariale.

I Fondi di solidariet, nellambito ed in connessione con processi di ristrutturazione, di situazioni di crisi, di riorganizzazione aziendale, di riduzione o trasformazione di attivit di lavoro, hanno lo scopo di assicurare ai lavoratori delle imprese di uno o pi settori, una tutela in costanza di rapporto di lavoro, nei casi di riduzione o sospensione dellattivit lavorativa per cause previste dalla normativa in materia di integrazione salariale ordinaria o straordinaria (articolo 3, comma 4).

Il comma 185 dellarticolo 1 della legge n. 147 del 27 dicembre 2013 (legge di stabilit per lanno 2014) modifica alcune previsioni dellarticolo 3 della legge n. 92/2012 precisando il quadro normativo dei Fondi di solidariet. In particolare, viene soppresso il termine del 31 ottobre 2013 connesso alle specifiche procedure di costituzione dei Fondi obbligatori, di cui al comma 4, alternativi di cui al comma 14 e residuale di cui al comma 19, nonché alle procedure di adeguamento dei Fondi esistenti di cui allarticolo 2, comma 28, legge n. 662/1996 (commi da 42 a 45 dellarticolo 3 della legge n. 92/2012).

2. FONDI DI SOLIDARIETA

2.1 FONDI DI SOLIDARIETA EX ARTICOLO 3, COMMA 4

L'istituzione dei Fondi obbligatoria per tutti i settori non coperti dalla normativa in materia di integrazione salariale, in relazione ai datori di lavoro che occupano mediamente pi di quindici dipendenti.

I Fondi di solidariet non hanno personalit giuridica e costituiscono gestioni dellINPS.

Le prestazioni e i relativi obblighi contributivi non si applicano al personale dirigente se non espressamente previsto.

Gli accordi ed i contratti collettivi possono prevedere che nel Fondo di solidariet di cui al comma 4, confluisca anche

l'eventuale Fondo interprofessionale, istituito dalle medesime parti firmatarie, ai sensi dell'articolo 118 della legge n. 388 del 23 dicembre 2000, e successive modificazioni. In tal caso affluisce al Fondo anche il gettito del contributo integrativo stabilito dallarticolo 25, quarto comma, della legge n. 845 del 21 dicembre 1978, e successive modificazioni.

2.2 ADEGUAMENTO DEI FONDI ESISTENTI EX ARTICOLO 3, COMMA 42

Con decreti non regolamentari del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, che recepiscono gli accordi e contratti collettivi stipulati tra le organizzazioni comparativamente pi rappresentative a livello nazionale, le discipline dei Fondi di solidariet istituiti ai sensi dell'articolo 2, comma 28, della legge n. 662 del 23 dicembre 1996 devono essere adeguate alle norme della legge n. 92/2012.

Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, la disciplina del Fondo di cui allarticolo 1-ter del decreto legge n. 249 del 5 ottobre 2004, convertito con modificazioni dalla legge n. 291 del 3 dicembre 2004, deve essere adeguata alle norme previste dalla legge n. 92/2012, sulla base di accordi collettivi e contratti collettivi, anche intersettoriali, stipulati dalle organizzazioni comparativamente pi rappresentative a livello nazionale nel settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale.

Con le medesime modalit adeguata alle norme previste dalla legge n. 92/2012 la disciplina del Fondo di cui all'articolo 59, comma 6, della legge n. 449 del 27 dicembre 1997. Il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, adeguer la disciplina sulla base di accordi collettivi e contratti collettivi, anche intersettoriali, stipulati dalle organizzazioni comparativamente pi rappresentative a livello nazionale nel settore del trasporto ferroviario.

Come previsto dalla norma, lentrata in vigore dei decreti di adeguamento determina labrogazione del decreto recante il regolamento del relativo Fondo preesistente.

A decorrere dal 1 gennaio 2014 sono abrogate le seguenti disposizioni:

a) articolo 2, comma 28, della legge n. 662 del 23 dicembre 1996;

b) regolamento di cui al decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale n. 477 del 27 novembre 1997 (c.d. regolamento quadro);

c) articolo 59, comma 6, quarto, quinto e sesto periodo, della legge n. 449 del 27 dicembre 1997 (settore Ferrovie dello Stato);

Il DL n. 145 del 23 dicembre 2013, convertito dalla legge n. 9 del 21 febbraio 2014, allarticolo 13, comma 22, ha abrogato il comma 47, lettera c), articolo 3, della Legge n. 92/2012, lasciando in vigore, pertanto, larticolo 1-ter del DL n. 249/2004, convertito dalla legge n. 291/2004, concernente il Fondo speciale del Trasporto Aereo.

2.3 I FONDI FACOLTATIVI EX ARTICOLO 3, COMMA 12

La legge n. 92/2012 prevede che, facoltativamente, possano essere costituiti i Fondi di solidariet di cui al comma 4, con le medesime modalit richiamate per listituzione obbligatoria, in favore di settori e classi di ampiezza gi coperti dalla normativa in materia di integrazioni salariali. Tali Fondi hanno la finalit di assicurare le medesime prestazioni che possono perseguire i Fondi di solidariet ex comma 4:

a) assicurare ai lavoratori una tutela integrativa rispetto a prestazioni connesse alla perdita del posto di lavoro o a trattamenti di integrazione salariale, previsti dalla normativa vigente;

b) prevedere assegni straordinari per il sostegno del reddito, riconosciuti nel quadro dei processi di agevolazione allesodo, ai lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato nei successivi cinque anni;

c) contribuire al finanziamento di programmi formativi di riconversione o riqualificazione professionale, anche in concorso con gli appositi fondi nazionali o dellUnione europea.

2.4 I FONDI ALTERNATIVI EX ARTICOLO 3, COMMA 14

La legge n. 92/2012 prevede che, in alternativa al modello dei Fondi di solidariet ex articolo 3 comma 4, citati sopra, e con riferimento ai settori di cui al comma 4, nei quali siano operanti, alla data di entrata in vigore della legge, consolidati sistemi di bilateralit, come nel settore dellartigianato, le organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente pi rappresentative a livello nazionale possono adeguare le fonti normative ed istitutive dei rispettivi Fondi bilaterali ovvero dei Fondi interprofessionali, di cui allarticolo 118 della legge n. 388 del 23 dicembre 2000, alle finalit perseguite dai commi da 4 a 13 dellarticolo 3 della legge n. 92/2012.

I fondi alternativi devono prevedere misure intese ad assicurare ai lavoratori una tutela reddituale in costanza di rapporto di lavoro, in caso di riduzione o sospensione dellattivit lavorativa, correlate alle caratteristiche delle attivit produttive interessate (art. 3, comma 14).

A seguito della predetta confluenza del Fondo interprofessionale nel Fondo bilaterale restano in vigore gli obblighi contributivi sanciti dallarticolo 118 della legge n. 388/2000, e le risorse sono vincolate alle finalit formative.

Gli accordi ed i contratti collettivi definiscono:

a) unaliquota di finanziamento ordinario non inferiore allo 0,20 per cento;

b) le tipologie di prestazioni in funzione delle disponibilit del Fondo di solidariet bilaterale;

c) ladeguamento dellaliquota in funzione dellandamento della gestione, ovvero la rideterminazione delle prestazioni in relazione alle erogazioni, tenendo presente in via previsionale, landamento del relativo settore;

d) la possibilit di far confluire al Fondo quota parte del contributo stabilito per leventuale Fondo interprofessionale, istituito dalle medesime parti firmatarie, ai sensi dell'articolo 118 della legge n. 388 del 23 dicembre 2000;

e) criteri e requisiti per la gestione dei Fondi.

In considerazione delle suddette finalit dei Fondi alternativi, con decreto di natura non regolamentare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Ministero delleconomia e delle finanze, sentite le parti sociali istitutive dei rispettivi Fondi bilaterali, vengono dettati i criteri per determinare i requisiti di professionalit ed onorabilit dei soggetti preposti alla loro gestione, per la contabilit e con la finalit di rafforzare la funzione di controllo sulla gestione.

2.5 IL FONDO RESIDUALE EX ARTICOLO 3, COMMA 19

Al fine di assicurare adeguate forme di sostegno ai lavoratori interessati, previsto altres che dalla data del 1 gennaio 2014 si provveda allattivazione di un Fondo di solidariet residuale, disciplinato al comma 19. In particolare, la norma ha stabilito lobbligo per i settori, tipologie di datori di lavoro e classi dimensionali superiori ai 15 dipendenti, non coperti dalla normativa in materia di integrazione salariale, di istituire un Fondo di solidariet residuale nel caso in cui, per i settori e soggetti richiamati, non siano stati stipulati accordi o contratti collettivi volti allattivazione di Fondi di solidariet di settore.

Il Fondo residuale garantisce la prestazione di un assegno ordinario di importo almeno pari all'integrazione salariale, per una durata non inferiore a un ottavo delle ore complessivamente lavorabili da computare in un biennio mobile, in relazione alle causali di riduzione o sospensione dell'attivit lavorativa previste dalla normativa in materia di cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria.

Con larticolo 1, comma 185, della legge n. 147/2013 (legge di stabilit) stato, inoltre, previsto che qualora vengano sottoscritti nuovi accordi al fine di costituire Fondi di solidariet di cui al comma 4, riguardanti settori, tipologie di datori di lavoro e classi dimensionali gi coperti dal Fondo residuale, tali datori di lavoro non sono pi soggetti alla disciplina del Fondo residuale, dalla data di decorrenza del nuovo Fondo di appartenenza.

Rimane ferma, altres, la gestione a stralcio delle prestazioni gi deliberate dal Fondo residuale ed i contributi eventualmente gi versati o dovuti in base al decreto istitutivo del Fondo residuale, restano acquisiti al medesimo Fondo. A tal fine, il Comitato amministratore del Fondo residuale pu proporre, sulla base delle stime effettuate dalla tecnostruttura dell'INPS, che i datori di lavoro del relativo settore restino obbligati alla corresponsione della contribuzione necessaria al finanziamento delle prestazioni gi deliberate.

E stata, infine, prevista la sospensione dell'obbligo di contribuzione al Fondo di solidariet residuale di cui al comma 19, qualora alla data del 1 gennaio 2014 risultino in corso procedure finalizzate alla costituzione ed alladeguamento di Fondi di solidariet bilaterali di cui al comma 4.

La sospensione disposta con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, ed opera fino al completamento delle medesime procedure e, comunque, non oltre la data del 31 marzo 2014.

In caso di mancata costituzione del Fondo di solidariet entro il 31 marzo 2014, l'obbligo contributivo a favore del Fondo residuale comunque ripristinato anche in relazione alle mensilit di sospensione.

Si evidenzia, inoltre, che non sono riconosciute le prestazioni previste dal Fondo residuale con riferimento al periodo di sospensione dellobbligo contributivo.

2.6 AMBITO DI APPLICAZIONE DEI FONDI DI SOLIDARIETA EX ARTICOLO 3

Sulla base degli accordi collettivi o dei contratti collettivi, i decreti interministeriali determinano lambito di applicazione dei Fondi con riferimento al settore di attivit, alla natura giuridica dei datori di lavoro ed alla classe di ampiezza dei datori di lavoro.

Il superamento dell'eventuale soglia dimensionale fissata per la partecipazione al Fondo si verifica mensilmente con riferimento alla media del semestre precedente.

Nella determinazione del numero dei dipendenti occupati devono essere ricompresi i lavoratori di qualunque qualifica (lavoranti a domicilio, dirigenti, ecc.), con esclusione degli apprendisti, gli assunti con contratto di inserimento e di reinserimento lavorativo. Il lavoratore assente ancorché non retribuito (es. per servizio militare, gravidanza e puerperio) escluso dal computo dei dipendenti solo nel caso in cui in sua sostituzione sia stato assunto altro lavoratore; ovviamente in tal caso sar computato il sostituto.

Nel determinare la media occupazionale, devono essere ricompresi nel semestre anche i periodi di sosta di attivit e di sospensioni stagionali; per le aziende di nuova costituzione il requisito, analogamente ai casi di trasferimento di azienda, si determiner in relazione ai mesi di attivit, se inferiori al semestre.

3. PRESTAZIONI

I Fondi di solidariet di cui al comma 4 assicurano, in relazione alle causali previste dalla normativa in materia di cassa integrazione ordinaria o straordinaria, la prestazione di un assegno ordinario di importo almeno pari all'integrazione salariale, la cui durata massima sia non inferiore a un ottavo delle ore complessivamente lavorabili da computare in un biennio mobile, e comunque non superiore alle durate massime previste dall'articolo 6, commi primo, terzo e quarto, della legge n. 164 del 20 maggio 1975, anche con riferimento ai limiti all'utilizzo in via continuativa dell'istituto dell'integrazione salariale.

I suddetti Fondi possono, altres, erogare le seguenti tipologie di prestazioni:

a) prestazioni integrative, in termini di importi o durate, rispetto alle prestazioni pubbliche previste in caso di cessazione dal rapporto di lavoro ovvero prestazioni integrative, in termini di importo, in relazione alle integrazioni salariali;

b) assegni straordinari per il sostegno al reddito, riconosciuti nel quadro dei processi di agevolazione all'esodo, a lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato nei successivi cinque anni;

c) contributi al finanziamento di programmi formativi di riconversione o riqualificazione professionale, anche in concorso con gli appositi fondi nazionali o dell'Unione europea.

Riguardo alle prestazioni erogate dai Fondi facoltativi ex articolo 3, comma 12, si rimanda al paragrafo relativo ai suddetti Fondi.

In via sperimentale riconosciuta per gli anni dal 2013 al 2015 lindennit di cui allarticolo 2, comma 1, della legge n. 92/2012 ai lavoratori sospesi per crisi aziendale od occupazionale, purché in possesso dei requisiti di cui allarticolo 2, comma 4. La condizione per usufruire di tale indennit che vi sia un intervento integrativo, pari almeno alla misura del 20 per cento dellindennit stessa, a carico dei Fondi di solidariet ex comma 4 ed ex comma 14 (art. 3, comma 17). La durata massima del trattamento non pu superare novanta giornate da computare in un biennio mobile. Tali disposizioni non trovano applicazione nei confronti di lavoratori dipendenti da aziende destinatarie di trattamenti di cassa integrazione guadagni e nei casi di lavoratori con contratto di lavoro a tempo indeterminato, con previsione di sospensioni lavorative programmate ed a tempo parziale verticale.

3.1 CONTRIBUZIONE CORRELATA

Durante il periodo di erogazione della prestazione di cui al comma 31 (assegno ordinario di importo almeno pari all'integrazione salariale, la cui durata massima sia non inferiore a un ottavo delle ore complessivamente lavorabili da computare in un biennio mobile, e comunque non superiore alle durate massime previste dall'articolo 6, commi primo, terzo e quarto, della legge n. 164 del 20 maggio 1975, anche con riferimento ai limiti all'utilizzo in via continuativa dell'istituto dell'integrazione salariale), i Fondi di cui ai commi 4 e 19 provvedono a versare alla Gestione previdenziale obbligatoria di iscrizione del lavoratore interessato la contribuzione correlata alla prestazione.

La contribuzione correlata pu altres essere prevista, dai decreti istitutivi, in relazione alle prestazioni di cui al comma 32:

- prestazioni integrative, in termini di importi o durate, rispetto alle prestazioni pubbliche previste in caso di cessazione dal rapporto di lavoro;

- prestazioni integrative, in termini di importo, in relazione alle integrazioni salariali;

- assegni straordinari per il sostegno al reddito, riconosciuti nel quadro dei processi di agevolazione all'esodo, a lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato nei successivi cinque anni.

La contribuzione dovuta computata, conformemente a quanto previsto dall'articolo 40 della legge n. 183 del 4 novembre 2010, attribuendo per ciascuna settimana un valore retributivo "pari all'importo della normale retribuzione che sarebbe spettata al lavoratore, in caso di prestazione lavorativa, nel mese in cui si colloca l'evento. Il predetto importo deve essere determinato dal datore di lavoro sulla base degli elementi retributivi ricorrenti e continuativi.

4. FINANZIAMENTO

La legge n. 92/2012, e successive modifiche ed integrazioni, stabilisce che i decreti istitutivi dei Fondi di solidariet prevedano tre tipologie di finanziamento delle prestazioni, cui si applicano le disposizioni vigenti in materia di contribuzione previdenziale obbligatoria, ad eccezione di quelle relative agli sgravi contributivi.

a) Contributo ordinario.

I nuovi Fondi sono finanziati da un contributo ordinario, ripartito tra datore di lavoro e lavoratore nella misura, rispettivamente, di due terzi e di un terzo, la cui misura determinata dai decreti interministeriali in modo da garantire la precostituzione di risorse continuative adeguate allavvio dellattivit del Fondo e del suo svolgimento, da verificare anche sulla base dei bilanci di previsione di cui al comma 28.

Nei Fondi istituiti per settori e classi di ampiezza coperti dalla normativa in materia di integrazioni salariali, gli accordi e contratti collettivi possono prevedere che il Fondo sia finanziato, a decorrere dal 1 gennaio 2017, con un'aliquota contributiva pari allo 0,30 per cento delle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali, a carico delle imprese cui si applicano le norme in materia di indennit di mobilit di cui alla legge n. 223 del 23 luglio 1991.

b) Contributo addizionale.

Il datore di lavoro che ricorre alla prestazione dellassegno ordinario ex comma 31, per riduzione o sospensione dellattivit lavorativa, tenuto a versare un contributo addizionale, calcolato in rapporto alle retribuzioni perse, nella misura prevista dai decreti istitutivi e comunque non inferiore all1,5 per cento.

c) Contributo straordinario.

Per la prestazione straordinaria di cui al comma 32, lett. b), dovuto, da parte del datore di lavoro, un contributo straordinario di importo corrispondente al fabbisogno di copertura degli assegni straordinari erogabili e della contribuzione correlata.

5. COMITATO AMMINISTRATORE

Alla gestione di ciascun Fondo istituito ai sensi dellarticolo 3, comma 4, provvede un Comitato amministratore composto da esperti designati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori stipulanti l'accordo o il contratto collettivo, in numero complessivamente non superiore a dieci, nonché da due funzionari, con qualifica di dirigente, in rappresentanza, rispettivamente, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Ministero dell'economia e delle finanze.

Le funzioni di membro del Comitato sono incompatibili con quelle connesse a cariche nell'ambito delle organizzazioni sindacali. Ai componenti del Comitato non spetta alcun emolumento, indennit o rimborso spese.

Il Comitato amministratore nominato con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e rimane in carica per quattro anni o per la diversa durata prevista dal decreto istitutivo.

Il Presidente del Comitato amministratore eletto dal Comitato stesso tra i propri membri.

Sono compiti del Comitato:

a) predisporre, sulla base dei criteri stabiliti dal Consiglio di indirizzo e vigilanza dell'INPS, i bilanci annuali, preventivo e consuntivo, della gestione, corredati da una propria relazione, e deliberare sui bilanci tecnici relativi alla gestione stessa;

b) deliberare in ordine alla concessione degli interventi e dei trattamenti e compiere ogni altro atto richiesto per la gestione degli istituti previsti dal regolamento;

c) fare proposte in materia di contributi, interventi e trattamenti;

d) vigilare sull'affluenza dei contributi, sull'ammissione agli interventi e sull'erogazione dei trattamenti, nonché sull'andamento della gestione;

e) decidere in unica istanza sui ricorsi in ordine alle materie di competenza;

f) assolvere ogni altro compito ad esso demandato da leggi o regolamenti.

Le deliberazioni del Comitato amministratore sono assunte a maggioranza e, in caso di parit nelle votazioni, prevale il voto del Presidente.

Partecipa alle riunioni del Comitato amministratore del Fondo il Collegio sindacale dell'INPS, nonché il Direttore generale del medesimo Istituto o un suo delegato, con voto consultivo.

Qualora si evidenzino profili di illegittimit inerenti le delibere adottate dal Comitato amministratore, previsto che il Direttore generale dellINPS possa sospenderne lesecuzione.

Il provvedimento di sospensione deve essere adottato nel termine di cinque giorni ed essere sottoposto, con l'indicazione della norma che si ritiene violata, al Presidente dell'INPS nell'ambito delle funzioni di cui all'articolo 3, comma 5, del decreto legislativo n. 479 del 30 giugno 1994, e successive modificazioni; entro i tre mesi successivi, il Presidente stabilisce se dare ulteriore corso alla decisione o se annullarla. Trascorso tale termine la decisione diviene esecutiva.

6. PRINCIPIO DEL PAREGGIO DI BILANCIO

I Fondi istituiti ai sensi dei commi 4, 14 e 19 hanno lobbligo di bilancio in pareggio e non possono erogare prestazioni in carenza di disponibilit.

Gli interventi a carico dei Fondi di cui ai commi 4, 14 e 19 dellarticolo 3, sono concessi previa costituzione di specifiche riserve finanziarie ed entro i limiti delle risorse gi acquisite (art. 3, comma 27).

I Fondi istituiti ai sensi dellarticolo 3, commi 4 e 19, hanno obbligo di presentazione, sin dalla loro costituzione, di bilanci di previsione a otto anni basati sullo scenario macroeconomico coerente con il pi recente documento di economia e finanza, e relativa nota di aggiornamento.

Sulla base del bilancio di previsione, il Comitato amministratore ha facolt di proporre modifiche in relazione all'importo delle prestazioni o alla misura dell'aliquota di contribuzione. Le modifiche sono adottate, anche in corso d'anno, con decreto direttoriale dei Ministeri del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze, verificate le compatibilit finanziarie interne al Fondo, sulla base della proposta del Comitato amministratore.

In caso di necessit di assicurare il pareggio di bilancio ovvero di far fronte a prestazioni gi deliberate o da deliberare, ovvero di inadempienza del Comitato amministratore in relazione all'attivit di cui al comma 29, l'aliquota contributiva pu essere modificata con decreto direttoriale dei Ministeri del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze, anche in mancanza di proposta del Comitato amministratore.

In ogni caso, in assenza dell'adeguamento contributivo di cui al comma 29, l'INPS tenuto a non erogare le prestazioni in eccedenza.

Gli oneri di amministrazione di ciascun Fondo sono determinati secondo i criteri definiti dal regolamento di contabilit dell'INPS.

All. 1

Articolo 3 LEGGE 28 giugno 2012, n. 92

All. 2

Articolo 1 comma 185 LEGGE 27 dicembre 2013, n. 147


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