Circolare INPS n. 57 del 06.05.2014

 

Art. 9, comma 5, decreto legge 28 giugno 2013, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla Legge 9 agosto 2013 n. 99 - Validit delle comunicazioni obbligatorie dei datori di lavoro anche ai fini degli obblighi di comunicazione della rioccupazione del lavoratore titolare di prestazioni di integrazione salariale (ordinaria, straordinaria e in deroga), mobilit ordinaria e in deroga, trattamenti speciali di disoccupazione per ledilizia, disoccupazione ASpI e miniASpI.

 

 

Sommario:

  1. Premessa.
  2. Quadro generale di riferimento precedente al decreto legge n. 76 del 2013 convertito con modificazioni dalla legge n. 99 del 2013: a) integrazioni salariali ordinarie, straordinarie e in deroga; b) mobilit ordinaria e in deroga, corresponsione anticipata dellindennit di mobilit e trattamenti speciali di disoccupazione per ledilizia; c) disoccupazione ASpI e miniASpI.
  3. Nuova disciplina delle comunicazioni di rioccupazione con riferimento alle integrazioni salariali ordinarie, straordinarie e in deroga.
  4. Nuova disciplina delle comunicazioni di rioccupazione con riferimento allindennit di mobilit anche in deroga, alla corresponsione anticipata dellindennit di mobilit ed ai trattamenti speciali di disoccupazione per ledilizia.
  5. Disciplina della comunicazione nelle ipotesi di rioccupazione in forma parasubordinata con riferimento alla disoccupazione ASpI e miniASpI.
  6. Aspetti applicativi.

1. Premessa

Lart. 9, comma 5, del decreto legge 28 giugno 2013, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla Legge 9 agosto 2013 n. 99,attraverso linterpretazione autentica dellart. 4-bis, comma 6, del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, ha disposto che le comunicazioni di assunzione, cessazione, trasformazione e proroga dei rapporti di lavoro autonomo, subordinato, associato, dei tirocini e di altre esperienze professionali, previste dalla normativa vigente a carico del datore di lavoro ed inviate dallo stesso datore di lavoro al Servizio competente nel cui ambito territoriale ubicata la sede di lavoro "sono valide ai fini dell'assolvimento di tutti gli obblighi di comunicazione che, a qualsiasi fine, sono posti anche a carico dei lavoratori nei confronti delle Direzioni regionali e territoriali del lavoro, dell'INPS, dell'INAIL o di altre forme previdenziali sostitutive o esclusive, nonché nei confronti della Prefettura-Ufficio territoriale del Governo e delle Province.

La nuova disposizione, di dichiarata natura interpretativa estensiva, influisce sugli effetti delle predette comunicazioni e deve essere necessariamente coordinata con quanto disposto dallart. 8, comma 5 del Decreto Legge 21 marzo 1988 n. 86 convertito con modificazioni dalla Legge 20 maggio 1988 n. 160, in materia di integrazioni salariali ordinarie, straordinarie, in deroga, dall art. 9, comma 1, lett. d), della Legge 23 luglio 1991 n. 223 relativamente allindennit di mobilit, anche in deroga, dallart. 3 del D.M. 17 febbraio 1993 n. 142, di applicazione dellart. 7, comma 5, della legge 23 luglio 1991 n. 223, relativo ai trattamenti speciali di disoccupazione per ledilizia, nonch dallart. 2 della Legge 28 giugno 2012 n. 92 in materia di disoccupazione ASpI e miniASpI.

2. Quadro generale di riferimento precedente al decreto legge n. 76 del 2013 convertito con modificazioni dalla Legge n. 99 del 2013: a) integrazioni salariali ordinarie, straordinarie e in deroga; b) mobilit ordinaria e in deroga, corresponsione anticipata dellindennit di mobilit e trattamenti speciali di disoccupazione per ledilizia; c) disoccupazione ASpI e miniASpI

a) Integrazione salariali ordinarie, straordinarie e in deroga

Lart. 8 del decreto legge 21 marzo 1988, n. 86, convertito con modificazioni dalla legge 20 maggio 1988, n. 160, al comma 4, prevede: "Il lavoratore che svolga attivit di lavoro autonomo o subordinato durante il periodo di integrazione salariale non ha diritto al trattamento per le giornate di lavoro effettuate.

Il successivo comma 5 specificamente dispone: "il lavoratore decade dal diritto al trattamento di integrazione salariale nel caso in cui non abbia provveduto a dare preventiva comunicazione alla sede provinciale dell'istituto nazionale della previdenza sociale dello svolgimento della predetta attivit.

Lelaborazione giurisprudenziale della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione, consolidatasi in un costante indirizzo, ha puntualizzato che, nel caso in cui il lavoratore non adempia allobbligo della comunicazione preventiva allIstituto, decade dallintero periodo di concessione del trattamento di integrazione salariale.

Quindi, prima della novella legislativa in argomento, il lavoratore che riprendeva a svolgere attivit lavorativa remunerata in costanza del trattamento di integrazione salariale, doveva in ogni caso comunicare preventivamente la rioccupazione per evitare di incorrere nella sanzione decadenziale comportante la perdita del diritto al trattamento fin dallinizio della sua concessione.

b) Mobilit ordinaria e in deroga, corresponsione anticipata dellindennit di mobilit e trattamenti speciali di disoccupazione per ledilizia.

In costanza del trattamento dellindennit di mobilit, i lavoratori hanno facolt di svolgere attivit di lavoro subordinato remunerato, a tempo parziale o a tempo determinato, mantenendo liscrizione nella lista di mobilit (art. 8, commi 6 e 7 della Legge n. 223 del 1991), con la sospensione della relativa indennit. In tali ipotesi i lavoratori beneficiari del trattamento di mobilit, anche in deroga, devono darne comunicazione alla competente struttura territoriale dellINPS entro 5 giorni dallavvenuta rioccupazione.

Si evidenzia, inoltre che, a seguito della corresponsione anticipata dellindennit di mobilit di cui allart. 7 comma 5 della Legge 23 luglio 1991 n. 223, lart. 3. del D.M. 17 febbraio 1993 n. 142, di applicazione del predetto articolo 7, comma 5, dispone lobbligo in capo al lavoratore di comunicare, entro 10 giorni, leventuale rioccupazione intervenuta nei 24 mesi successivi alla data della corresponsione dellanticipazione, che determina la restituzione di quanto percepito.

Quindi, prima della novella legislativa in argomento, lomissione di dette comunicazioni entro il termine di legge, determinava, in ogni caso nellipotesi di cui allart. 9, comma 1, lett. d, Legge n. 223 del 1991, come modificato dallart. 4, comma 38, della Legge n. 608 del 1996 la cancellazione dalle liste di mobilit e la decadenza dal diritto al trattamento con decorrenza dallinizio della rioccupazione, mentre nel caso di cui allart 3, del D.M. 17 febbraio 1993 n. 142, la restituzione di quanto corrisposto, maggiorato degli interessi.

La suddetta disciplina inerente allindennit di mobilit di cui sopra, ordinaria e in deroga, si applica anche ai trattamenti speciali di disoccupazione per ledilizia di cui allart. 11, comma 2, Legge n. 223 del 1991 e di cui allart. 3, comma 3, decreto legge n. 299 del 1994 convertito dalla Legge n. 451 del 1994.

c) Disoccupazione ASpI e miniASpI

Lart. 2, commi 15 e 23, della legge 28 giugno 2012 n. 92, dispone che in caso di nuova occupazione del soggetto assicurato con contratto di lavoro subordinato, le indennit di disoccupazione ASpI e MiniASpI sono sospese d'ufficio, sulla base delle comunicazioni obbligatorie di cui all'articolo 9-bis, comma 2, del decreto-legge 1 ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla Legge 28 novembre 1996, n. 608, e successive modificazioni, rispettivamente fino ad un massimo di sei mesi e fino ad un massimo di cinque giorni al termine dei quali l'indennit riprende a decorrere dal momento in cui era rimasta sospesa.

3. Nuova disciplina delle comunicazioni di rioccupazione con riferimento alle integrazioni salariali ordinarie, straordinarie e in deroga.

La norma di cui allart. 8, 5 comma, della legge n. 160 del 1988 stata emanata in un periodo in cui non vigeva lobbligo per il datore di lavoro di presentare la comunicazione preventiva di assunzione, introdotto dallart. 1, comma 1180, della Legge n. 296 del 2006 che ha novellato lart. 9 bis del decreto legge n. 510 del 1996, convertito dalla Legge n. 608 del 1996.

Con la Legge 27 dicembre 2006, n. 296, si introdotto lobbligo di comunicazione preventiva, entro le ore 24 del giorno antecedente a quello di effettiva instaurazione del rapporto di lavoro, per i datori di lavoro privati, ivi compresi quelli agricoli, gli enti pubblici economici e le pubbliche amministrazioni, per le tipologie di rapporto di lavoro subordinato e alcune tipologie di lavoro autonomo (in forma coordinata e continuativa), anche nella modalit a progetto, di socio lavoratore di cooperativa e di associato in partecipazione con apporto lavorativo, nonché nei casi di tirocini di formazione e di orientamento e di ogni altro tipo di esperienza lavorativa ad essi assimilata (art. 9 bis della Legge n. 608 del 1996 come modificato dallart. 1, comma 1180, della Legge n. 296 del 2006).

Le predette comunicazioni preventive obbligatorie dei datori di lavoro sono gestite dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali tramite il sistema informatico per le comunicazioni obbligatorie (mod. "UNILAV) e acquisite nelle procedure INPS.

Con lintroduzione dellart. 9, comma 5, del decreto legge n. 76 del 2013 si , in sostanza, attribuito alla previsione normativa di cui all'articolo 4-bis, comma 6, del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, la funzione di assolvere a qualsiasi obbligo informativo ulteriore eventualmente connesso, anche indirettamente, al rapporto di lavoro, in omaggio al principio della "pluriefficacia della comunicazione.

In merito alla decadenza dal diritto di cui allart. 8, comma 5, Legge n. 160 del 1988, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con risposta all interpello n. 19 del 1 agosto 2012 aveva gi ritenuto che "non trovi pi applicazione, almeno con riferimento alle tipologie lavorative oggetto della comunicazione preventiva di instaurazione del rapporto, lobbligo imposto al prestatore di lavoro di comunicare allIstituto lo svolgimento di attivit di lavoro autonomo o subordinato durante il periodo di integrazione salariale ex art. 8, comma 4, L. n. 160/1988.

Per effetto dellintervento della predetta norma interpretativa, le comunicazioni preventive del datore di lavoro sono ora valide anche ai fini dell'assolvimento degli obblighi di comunicazione posti a carico del lavoratore dallart. 8, comma 5, Legge n. 160 del 1988,per le integrazioni salarialiordinarie, straordinarie e in deroga.

4. Nuova disciplina delle comunicazioni di rioccupazione con riferimento allindennit di mobilit anche in deroga, alla corresponsione anticipata dellindennit di mobilit ed ai trattamenti speciali di disoccupazione per ledilizia.

Lampia formulazione della norma in esame, stabilendo che le comunicazioni obbligatorie a carico del datore di lavoro sono valide ai fini dellassolvimento di tutti gli obblighi di comunicazione a qualsiasi titolo posti anche a carico dei lavoratori nei confronti dellINPS, applicabile anche alle comunicazioni previste dallart. 9, comma 1, lett. d, Legge n. 223 del 1991 e dallart. 3, del D.M. 17 febbraio 1993 n. 142, riguardanti linizio della rioccupazione durante la fruizione dellindennit di mobilit, compresa quella in deroga, nei 24 mesi successivi alla corresponsione anticipata della mobilit e dei trattamenti speciali di disoccupazione per ledilizia.

Pertanto, anche in tali casi, la comunicazione preventiva obbligatoria del datore di lavoro equipollente alla comunicazione obbligatoria gravante sul lavoratore beneficiario delle prestazioni in argomento.

5. Disciplina della comunicazione nelle ipotesi di rioccupazione in forma parasubordinata con riferimento alla disoccupazione ASpI e miniASpI.

Come innanzi accennato, in caso di rioccupazione con un rapporto di lavoro subordinato la riforma introdotta con la legge 92 del 2012 ha gi previsto e disciplinato che la comunicazione obbligatoria effettuata dal datore di lavoro sia sufficiente a determinare la sospensione dellindennit di disoccupazione ASpI e miniASpI (art. 2, commi 15 e 23 L. n. 92/2012). Relativamente, invece, alla ripresa del lavoro con un rapporto di collaborazione in forma coordinata e continuativa, anche nella modalit a progetto, lart. 2, commi 17 e 40, della citata legge 92 del 2012 dispone, a pena di decadenza, lobbligo del lavoratore di informare lINPS, entro un mese dallinizio dellattivit, dichiarando il reddito annuo che si prevede di trarre dallattivit medesima.

La norma oggetto della presente circolare introdotta dal decreto legge n. 76/2013, mentre considera valide, ai fini dellassolvimento di tutti gli obblighi di comunicazione posti anche a carico del lavoratore, le comunicazioni obbligatorie effettuate dal committente (mod.UNILAV), non esonera il lavoratore percettore di indennit di disoccupazione dallobbligo di rendere detta dichiarazione reddituale.

Pertanto, come gi illustrato nella circolare dellIstituto n. 142 del 2012, si verifica la decadenza dalla prestazione nel caso in cui, nel termine di un mese dalla rioccupazione in forma parasubordinata, il lavoratore non provveda a comunicare il reddito annuo che prevede di trarre da tale attivit. Ci al fine di consentire allINPS di verificare che il reddito sia inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione e di ridurre conseguentemente il pagamento dell'indennit di un importo pari all'80 per cento dei proventi preventivati. In questa ipotesi, acquisite le informazioni relative al reddito presunto, lINPS provveder tempestivamente a riattivare il pagamento della prestazione rimasto sospeso al momento della comunicazione obbligatoria di rioccupazione, nella misura percentuale ridotta cumulabile con lattivit di lavoro in forma parasubordinata.

6. Aspetti applicativi

A) Disciplina generale

In presenza della preventiva comunicazione obbligatoria del datore di lavoro di inizio attivit lavorativa, acquisita dal sistema informatico per le comunicazioni obbligatorie (mod. "UNILAV), lIstituto deve sospendere il trattamento di integrazione salariale ordinaria, straordinaria, in deroga, lindennit di mobilit ordinaria o in deroga, i trattamenti speciali di disoccupazione per ledilizia, lindennit di disoccupazione ASpI e miniASpI, senza procedere alla dichiarazione di decadenza dal diritto anche qualora il lavoratore abbia omesso le comunicazioni poste per legge a suo carico.

Nel caso di corresponsione anticipata dellindennit di mobilit, lIstituto non dovr procedere alla richiesta degli interessi sulla somma da restituire.

Lart. 9, comma 5 del decreto legge 28 giugno 2013 n. 76, quale norma di interpretazione autentica, si applica anche ai rapporti ancora pendenti tra lassicurato e lINPS in tutte le ipotesi in cui il datore di lavoro abbia regolarmente effettuato la preventiva comunicazione obbligatoria acquisita nel sistema informatico per le comunicazioni obbligatorie (mod. "UNILAV).

Al contrario, la novella legislativa non produce alcun effetto sui rapporti ormai irreversibilmente esauriti in conseguenza di intervenuto giudicato, oppure a causa della loro consolidata intangibilit ascrivibile allavveramento della prescrizione estintiva.

Resta fermo che i predetti trattamenti di integrazione salariale, ordinaria, straordinaria, in deroga, di indennit di mobilit ordinaria e in deroga, corresponsione anticipata dellindennit di mobilit, dei trattamenti speciali di disoccupazione per ledilizia, cos come le indennit di disoccupazione ASpI e miniASpI eventualmente erogati dopo la data della comunicazione obbligatoria del datore di lavoro risultante nel sistema informatico per le comunicazioni obbligatorie (mod. "UNILAV) coincidenti con il periodo di rioccupazione, devono essere comunque recuperati dallIstituto.

B) Limiti

Lart. 9 bis del decreto legge n. 510 del 1996, convertito dalla Legge. n. 608 del 1996, come modificato dallart. 1, comma 1180, della Legge n. 296 del 2006, precisa che costituiscono oggetto delle comunicazioni obbligatorie i rapporti di lavoro subordinato e di lavoro autonomo in forma coordinata e continuativa (c.d. parasubordinati), anche nella modalit a progetto, di socio lavoratore di cooperativa e di associato in partecipazione con apporto lavorativo.

Con note del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, relative agli adempimenti connessi alla instaurazione, trasformazione e cessazione dei rapporti di lavoro, sono state individuate, alla stregua della legislazione vigente, le tipologie di lavoro riconducibili allobbligo della preventiva comunicazione obbligatoria posta a carico del datore di lavoro e quelle per le quali detto obbligo non sussiste.

Alla luce di tali criteri applicativi, a cui si fa specifico riferimento, devono ritenersi esclusi dallobbligo della comunicazione preventiva obbligatoria a carico del datore di lavoro:

a) le categorie del pubblico impiego per le quali il rapporto di lavoro non ha natura contrattuale ma regolato dalla legge (personale in regime di diritto pubblico ex art. 3 decreto legislativo n. 165 del 2001);

b) tutti i rapporti di lavoro autonomo la cui attivit non sia resa in forma coordinata e continuativa.

Considerato, inoltre, che lart. 4-bis del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, al comma 6 dispone che le comunicazioni obbligatorie sono dirette al Servizio competente nel cui ambito territoriale ubicata la sede di lavoro, nel caso in cui il rapporto di lavoro sia costituito sul territorio di uno Stato estero e, quindi, fuori dellambito di competenza territoriale dei Centri per limpiego, non previsto alcun obbligo di comunicazione del datore di lavoro nei confronti di tali servizi competenti (cfr. Interpello n. 47 del 2009 Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali).

Pertanto, devono ritenersi esclusi dallobbligo della comunicazione obbligatoria UNILAV anche tutti i rapporti di lavoro instaurati con datori di lavoro esteri sul territorio di Paesi stranieri.

Si deve, inoltre, ricordare che in virt del disposto di cui al secondo comma del medesimo art. 4 bis del decreto legislativo n. 181/2000 il lavoratore ha il diritto/dovere di ricevere dal datore di lavoro "allatto dellinstaurazione del rapporto di lavoro, prima dellinizio della attivit di lavoro(omissis)una copia della comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro di cui allarticolo 9-bis, comma 2, del decreto-legge 1 ottobre 1996, n. 510.. Ci pu consentire al lavoratore medesimo di verificare tempestivamente ladempimento dellobbligo datoriale di comunicazione preventiva. Infatti, in caso di mancata comunicazione preventiva da parte del nuovo datore di lavoro, per effetto del combinato disposto della normativa richiamata in premessa rimarrebbe, pena la decadenza della prestazione a sostegno del reddito in corso di erogazione, comunque lobbligo in capo al lavoratore di comunicare allIstituto lavvenuta rioccupazione.

Il disposto dellart. 9, comma 5, del decreto legge n. 76 del 2013, , quindi, applicabile limitatamente ai casi di rioccupazione comunicati dal datore di lavoro tramite il citato sistema informatico per le comunicazioni obbligatorie, (mod. "UNILAV), verificabili dallIstituto, con la conseguenza che i lavoratori potranno essere ancora assoggettati alla sanzione di cui allart. 8, comma 5, Legge n. 160 del 1988, allart. 9, comma 1, lett. d, Legge n. 223 del 1991, allart 3, del D.M. 17 febbraio 1993 n. 142 e art. 2, comma 40 lettera b) Legge n. 92 del 2012, nelle seguenti ipotesi:

1) in tutti i casi in cui la nuova attivit lavorativa intrapresa dal lavoratore beneficiario di trattamento di integrazione salariale ordinaria, straordinaria, in deroga, indennit di mobilit ordinaria o in deroga, trattamento speciale di disoccupazione per ledilizia, disoccupazione ASpI e miniASpI, per la tipologia del rapporto non assoggettata allobbligo della preventiva comunicazione dellassunzione da parte del datore di lavoro, cos come sopra gi indicato per il pubblico impiego non privatizzato e le attivit di lavoro autonomo rese in forma non coordinata e continuativa ;

2) in tutti i casi in cui la nuova attivit lavorativa intrapresa dal lavoratore beneficiario di trattamento di integrazione salariale ordinaria, straordinaria, in deroga, indennit di mobilit ordinaria o in deroga, corresponsione anticipata dellindennit di mobilit, trattamento speciale di disoccupazione per ledilizia, disoccupazione ASpI e miniASpI, sia relativa a rapporto di lavoro instaurato con datori di lavoro stranieri sul territorio di uno Stato estero;

3) nei casi previsti negli ultimi due periodi del comma 2 dellart. 9-bis, del decreto legge n. 510 del 1996, convertito in legge n. 608 del 1996, in relazione ai quali si prevede che le Agenzie di somministrazione sono tenute a comunicare lassunzione dei lavoratori temporanei entro il ventesimo giorno del mese successivo alla data di assunzione (modello UNIFICATO SOMM). Lo stesso termine di comunicazione deve essere rispettato dalle pubbliche amministrazioni.

In entrambe le suddette ipotesi, la comunicazione del datore di lavoro, non essendo preventiva, non pu esonerare il lavoratore percettore di integrazione salariale ordinaria, straordinaria, in deroga, di indennit di mobilit ordinaria o in deroga, di corresponsione anticipata dellindennit di mobilit, di trattamento speciale di disoccupazione per ledilizia, dagli obblighi di cui allart. 8, comma 5, Legge n. 160 del 1988 e allart. 9, comma 1, lett. d, Legge n. 223 del 1991.

Pertanto, nei sopraelencati casi, qualora il lavoratore, beneficiario di integrazioni salariali (ordinaria, straordinaria, in deroga), indennit di mobilit ordinaria o in deroga, corresponsione anticipata dellindennit di mobilit, trattamenti speciali di disoccupazione per ledilizia e indennit di disoccupazione ASpI e miniASpI, si sia rioccupato senza ottemperare ai doveri di comunicazione sanciti dallart. 8, comma 5, Legge n. 160 del 1988 e dallart. 9, comma 1, lett. d, Legge n. 223 del 1991 e dell art. 2, comma 40 lettera b) Legge n. 92 del 2012, e dallart 3, del D.M. 17 febbraio 1993 n. 142, dovr essere irrogata la prevista sanzione della decadenza o della richiesta degli interessi.

Si rammenta, inoltre, che per il personale pilota dei vettori aerei in CIGS o mobilit, non ricorre lobbligo della comunicazione preventiva nel caso in cui sia dimostrata unattivit lavorativa remunerata, finalizzata esclusivamente al mantenimento delle abilitazioni di volo (Circolare n. 94/2011, paragrafo C).

Infine, anche per i datori di lavoro agricolo sussiste lobbligo di comunicazione di assunzione, cessazione, trasformazione e proroga dei rapporti di lavoro subordinato. Tuttavia la particolarit dello svolgimento del rapporto di lavoro agricolo, a tempo determinato, comporta che la comunicazione obbligatoria tramite UNILAV fornisce il dato di inizio e fine del contratto di lavoro, ma non il dato delle giornate effettivamente lavorate che possono determinare la sospensione delle integrazioni salariali, dellindennit di mobilit ordinaria o in deroga, e la sospensione o la decadenza dellindennit ASpI o miniASpI.

Ne consegue che, nel caso di beneficiario delle sopra richiamate prestazioni che si rioccupi con contratto di lavoro subordinato agricolo, si rende necessaria lintegrazione delle informazioni contenute in UNILAV con una dichiarazione del lavoratore, tramite il modello ASpI-com o miniASpI-com per le indennit ASpI e miniASpI e tramite le consuete modalit per le altre prestazioni, relativamente alle giornate effettivamente lavorate e alla loro articolazione nel periodo di contratto di lavoro considerato.

Le presenti istruzioni integrano e sostituiscono, ove non compatibili, quelle precedenti diramate dallIstituto in materia di decadenza ex art. 8 comma 5, Legge n. 160 del 1988, ex art. 9 comma 1 lett. d, Legge n. 223 del 1991, ex art. 2, comma 40, Legge n. 92 del 2012.


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