Circolare INPS n. 33 del 20.03.2014

Art. 36, c. 7, D.Lgs. 10/9/2003, n. 276 - versamenti volontari integrativi della contribuzione obbligatoria dovuta in corrispondenza di periodi regolati da contratto di lavoro intermittente.

 

 

Sommario:

Premessa - 1. Anzianit contributiva del lavoro intermittente - 2. Retribuzione convenzionale - 3. Requisiti per lesercizio della facolt prevista dallart. 36, c. 7, del D.Lgs. n. 276/2003 - 4. Termini di presentazione della domanda - 5. Importo del contributo integrativo dovuto - 6. Modalit e termini di versamento - 7. Lavoratori intermittenti gi autorizzati alla prosecuzione volontaria.

Premessa

Come illustrato con circolare n.17 dell8 febbraio 2006, il contratto di lavoro intermittente una fattispecie contrattuale caratterizzata dalla flessibilit del rapporto di lavoro ed in cui il lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro, che ne pu utilizzare la prestazione lavorativa secondo le modalit ed i limiti fissati dagli articoli da 33 a 40 del D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276 (s.m.i.).

A tale tipologia di contratto si applica il complesso delle norme che disciplinano il rapporto di lavoro subordinato, fatta eccezione per la disciplina del contratto di lavoro a tempo parziale.

Peraltro, come precisato con msg. n.3981 del 16 febbraio 2011, sono interessati dalla forma contrattuale di lavoro intermittente anche i soci, lavoratori subordinati, di cooperativa esercente attivit di cui al DPR n. 602/1970, sempre che ricorrano le condizioni previste dallart. 34 del D.Lgs. n.276/2003.

La prestazione lavorativa pu essere resa a tempo indeterminato o determinato e pu coesistere con altri rapporti di lavoro intermittente e/o con altre tipologie contrattuali, purché compatibili.

I periodi di lavoro intermittente svolto da lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato o determinato sono rispettivamente identificati dai codici "tipo contribuzione G0 e H0.

Le prestazioni lavorative rese dai sopra indicati lavoratori subordinati, soci di cooperativa, con contratto di lavoro intermittente a tempo indeterminato o determinato sono, rispettivamente identificate dai codici "tipo contribuzione G1 e H1.

Lo schema negoziale del lavoro intermittente prevede sia lespresso obbligo di disponibilit, sia lassenza di tale obbligo:

- nella prima ipotesi il lavoratore si impegna ad accettare la chiamata del datore di lavoro ad effettuare prestazioni lavorative ed ha diritto ad unindennit per tutto il periodo di disponibilit nei casi in cui la prestazione di lavoro non venga richiesta;

- nella seconda ipotesi il lavoratore non ha lobbligo contrattuale di accettare la chiamata del datore di lavoro ed ha diritto alla sola retribuzione per lattivit effettivamente prestata.

Come indicato nella circolare ministeriale n. 4 del 3 febbraio 2005 (in G.U. Serie Generale n. 33 del 10.2.2005), ai periodi lavorativi svolti dal lavoratore intermittente si applica il principio di non discriminazione rispetto a quelli prestati dal lavoratore ordinario. Consegue che, limitatamente ai periodi di effettiva prestazione lavorativa ed a parit di orario di lavoro svolto, si applicano al lavoro intermittente anche le disposizioni in materia di minimale contrattuale e giornaliero di cui allart. 7, comma 1, primo periodo del D.L. 12.9.1983, n. 463, convertito nella legge 11.11.1983, n. 638, come modificato dallart. 1, comma 2, primo periodo, del D.L. 9.10.1989, n. 338, convertito nella legge 7.12.1989, n. 389, e successive modificazioni.

Al contrario, lindennit di disponibilit, che pure ha natura di reddito da lavoro dipendente, soggetta allobbligo contributivo con riferimento allimporto effettivamente corrisposto, senza il rispetto delle ordinarie disposizioni in materia di minimale di retribuzione imponibile ai fini previdenziali.

1. Anzianit contributiva del lavoro intermittente

Nelle ipotesi in cui il lavoratore intermittente presti attivit lavorativa per un numero di ore inferiore a quello contrattualmente previsto per i soggetti occupati a tempo pieno presso la stessa azienda, il numero delle settimane da considerare coperte da contribuzione deve essere determinato in proporzione alla durata effettiva della prestazione lavorativa, con un procedimento analogo a quello previsto per i periodi di lavoro a tempo parziale, ferma lesclusione dalla disciplina prevista per tale forma di prestazione lavorativa.

In corrispondenza dei periodi di lavoro intermittente contrassegnati dai codici "tipo contribuzione G0 e H0 vengono perci indicate le "settimane utili ai fini del calcolo della pensione, in numero pari al rapporto ottenuto dividendo il totale delle ore retribuite nel periodo lavorato per lorario contrattuale settimanale del tempo pieno.

Laddove il lavoratore sia interessato dallobbligo della disponibilit, il numero delle "settimane utili ai fini del calcolo della pensione sar presente anche in corrispondenza dei relativi periodi.

2. Retribuzione convenzionale

Larticolo 36, comma 7, del D.Lgs. n. 276 del 2003 ha demandato ad un decreto ministeriale la definizione di una retribuzione convenzionale da prendere a riferimento per determinare leventuale differenza contributiva da versare nei casi in cui la retribuzione percepita per i periodi di lavoro prestato o lindennit fruita per i periodi di disponibilit sia di importo inferiore a detto valore convenzionale.

Il D.M. 30 dicembre 2004 (cfr. G.U. Serie Generale del 18.2.2005, n. 40), emanato in attuazione dellart. 36, comma 7, del sopraccitato D.Lgs. n.276/2003, ha definito il parametro retributivo di riferimento, identificandolo con quello disciplinato dallart. 7, comma 1, primo periodo della legge n. 638/1983 (limite minimo settimanale per laccredito dei contributi obbligatori e figurativi), richiamato nella premessa.

3. Requisiti per lesercizio della facolt prevista dallart. 36, c. 7, del D.Lgs. n. 276/2003

I lavoratori intermittenti che nei periodi coperti da contribuzione obbligatoria abbiano percepito una retribuzione e/o fruito di unindennit di disponibilit di ammontare inferiore al valore della retribuzione convenzionale fissata dal DM 30 dicembre 2004, possono avvalersi dellart. 36, comma 7, del D.Lgs. n. 276/2003 per integrare la contribuzione obbligatoria versata in loro favore.

Tale facolt, esercitabile a domanda, consente agli interessati di versare, in forma volontaria, una contribuzione calcolata sulla differenza fra la retribuzione convenzionale ed il valore degli emolumenti percepiti, fino a concorrenza del predetto parametro minimo.

Per lautorizzazione al versamento integrativo non richiesto alcun requisito contributivo. La facolt in esame perci riconosciuta a tutti i soggetti che abbiano prestato lavoro intermittente, fermo restando che tale possibilit riguarda esclusivamente i periodi interessati da un valore imponibile inferiore a quello della retribuzione convenzionale individuata ai sensi del D.M. 30.12.2004.

Posto che il decreto ministeriale sopra richiamato ha rimesso allEnte impositore la determinazione delle regole del versamento integrativo, tale facolt potr essere esercitata mediante versamento di contribuzione volontaria, secondo i criteri di seguito specificati.

4. Termini di presentazione della domanda

Il lavoratore intermittente potr chiedere lautorizzazione ai versamenti volontari integrativi in tutti i casi in cui i valori retributivi dei periodi di attivit prestata e/o dei periodi di disponibilit fruita risultino inferiori a quello del minimale introdotto dall'art.7 della legge n. 638/1983, modificato dall'art. 1, della legge n. 389/1989, che garantisce di considerare utile ai fini pensionistici la relativa anzianit contributiva.

Per consentire agli interessati di valutare se e per quali periodi non sia stato raggiunto il valore retributivo minimo necessario allaccredito dellintera anzianit contributiva, lautorizzazione di cui sopra dovr essere richiesta annualmente, pena la decadenza, entro il 31 luglio dellanno successivo a quello in cui si collocano i periodi per i quali sono consentiti i versamenti delle differenze contributive in esame. Tale autorizzazione, infatti, ha unefficacia circoscritta alla sola integrazione di periodi pregressi e dovr essere richiesta, come precisato con circ. 111/2011, avvalendosi esclusivamente dei seguenti canali:

- per via telematica, accedendo direttamente, tramite PIN, ai Servizi telematici disponibili sul sito INTERNET dellIstituto (www.inps.it), nella sezione "Servizi Online Per tipologia di utente Cittadino Versamenti Volontari;

- mediante comunicazione telefonica al Contact Center Multicanale, identificandosi tramite PIN e codice fiscale.

- attraverso intermediari abilitati.

Le istanze confluiscono direttamente nella procedura automatizzata dei versamenti volontari e possono essere richiamate dagli operatori di sede abilitati attivando lopzione "gestione domanda e selezionando il "tipo ricezione:

- "Cittadino OnLine;

- "Contact Center;

- "Patronato.

Nella domanda dovranno essere espressamente indicati i periodi di lavoro e/o di disponibilit per i quali linteressato intende effettuare il versamento integrativo.

Le richieste finalizzate alla copertura volontaria dei periodi di lavoro intermittente e di disponibilit, relativi agli anni per i quali sia gi decorso il predetto termine, dovranno essere presentate entro sei mesi dalla data di pubblicazione della presente circolare, a pena di decadenza.

5. Importo del contributo integrativo dovuto

Come detto, il D.M. 30.12.2004 ha stabilito che il parametro retributivo convenzionale da prendere a riferimento ai fini del calcolo della differenza contributiva integrativa corrisponde al limite minimo di retribuzione settimanale previsto per laccredito dei contributi obbligatori e figurativi, aggiornato annualmente in applicazione dellart. 7, comma 1, della legge n.638/1983 e successive modifiche.

Lammontare del contributo volontario deve essere determinato distintamente per i periodi di lavoro intermittente e di disponibilit, come rilevabili dagli estratti conto.

Per ciascun periodo da integrare si dovr prioritariamente quantificare la retribuzione convenzionale di riferimento moltiplicando limporto del minimale settimanale vigente nellanno interessato dal versamento per il numero delle settimane utili per il diritto, relative al periodo di attivit lavorativa e/o di disponibilit considerato.

Dal predetto valore retributivo dovr essere poi sottratto lammontare della retribuzione da lavoro intermittente ovvero lindennit di disponibilit percepita.

Il risultato cos ottenuto rappresenter la base di calcolo del contributo volontario integrativo. Laliquota contributiva IVS da applicare quella vigente nellanno oggetto dellintegrazione.

Nella tabella sotto riportata sono riepilogati - per anno solare dal 2014 al 2003 - i minimali di retribuzione settimanale, gli importi minimi di retribuzione annua e le aliquote contributive IVS in vigore nel FPLD nei rispettivi anni.

Anno

Retribuzione

minima

settimanale

Minimale di

retribuzione

annua

Aliquota

IVS

2014

€ 200,35

€ 10.418,20

32,37%

2013

€ 198,17

€ 10.304,84

32,37%

2012

€ 192,40

€ 10.004,80

31,87%

2011

€ 187,34

€ 9.741,68

31,87%

2010

€ 184,39

€ 9.588,28

31,37%

2009

€ 183,10

€ 9.521,20

31,37%

2008

€ 177,42

€ 9.225,84

30,87%

2007

€ 174,46

€ 9.071,92

30,87%

2006

€ 171,03

€ 8.893,56

30,07%

2005

€ 168,17

€ 8.744,84

30,07%

2004

€ 164,87

€ 8.573,24

29,57%

2003

€ 160,85

€ 8.364,20

29,57%

6. Modalit e termini di versamento

Il provvedimento di autorizzazione ed il bollettino MAV predisposto per il versamento volontario integrativo dovranno essere inviati al richiedente mediante raccomandata con avviso di ricevimento.

Il versamento autorizzato dovr essere eseguito dallinteressato per lintero ammontare, entro la fine del trimestre successivo a quello di notifica della relativa autorizzazione, pena la decadenza.

I versamenti effettuati in ritardo saranno considerati inefficaci e verranno rimborsati, senza maggiorazione per interessi.

7. Lavoratori intermittenti gi autorizzati alla prosecuzione volontaria

Il lavoratore intermittente che sia stato gi autorizzato alla prosecuzione volontaria potr utilizzare tale autorizzazione solo per la copertura degli eventuali periodi intercorrenti fra un periodo lavorativo e laltro, non interessato dallobbligo della disponibilit.

Come detto, per i periodi di disponibilit indennizzati dovuta la contribuzione obbligatoria e per gli stessi possibile unicamente leventuale integrazione del relativo valore retributivo, qualora inferiore allimporto della retribuzione convenzionale.

Nellipotesi in cui la precedente autorizzazione sia stata utilizzata per la copertura di periodi di lavoro intermittente e/o di disponibilit, la contribuzione volontaria versata dovr essere annullata ed utilizzata per lintegrazione di detti periodi. Leventuale somma eccedente dovr essere restituita allinteressato.

appena il caso di ricordare che i versamenti volontari eseguiti sulla base della precedente autorizzazione, a copertura di periodi completamente privi di contribuzione obbligatoria, dovranno avvenire nel rispetto dei termini trimestrali normalmente previsti per la prosecuzione volontaria (31 marzo, 30 giugno, 30 settembre e 31 dicembre).


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