Circolare INPS n. 159 del 15.11.2013

Sentenza della Corte costituzionale n. 203 del 3 luglio 2013 - Estensione del diritto al congedo di cui all art. 42, comma 5, decreto legislativo n. 151 del 26 marzo 2001 a parente o affine entro il terzo grado convivente con la persona in situazione di disabilit grave.

Sommario:

1. Premessa

2. Soggetti aventi diritto

3. Requisiti soggettivi per il riconoscimento del congedo straordinario

4. Modulistica

5. Ambito di applicazione

6. Istruzioni procedurali.

1. PREMESSA

La Corte costituzionale con la sentenza n. 203 del 3 luglio 2013 ha dichiarato lillegittimit costituzionale dellart. 42, comma 5, del d.lgs. n. 151 del 26 marzo 2001 (Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternit e della paternit) nella parte in cui, in assenza di altri soggetti idonei a prendersi cura della persona disabile in situazione di gravit, non include nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo straordinario il parente o laffine entro il terzo grado convivente della persona in situazione di disabilit grave, in violazione degli artt. 2,3,4,29,32,35 e 118, 4 comma, della Costituzione.

Con le pronunce additive contenute nelle precedenti sentenze n. 233 dell8 giugno 2005, n. 158 del 18 aprile 2007 e n. 19 del 26 gennaio 2009, la Corte aveva gi progressivamente esteso il novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo straordinario di cui al citato art. 42, comma 5, del d.lgs. 26 marzo 2001, n. 151, sottolineando che la ratio del beneficio in esame consiste essenzialmente nel favorire lassistenza del disabile grave in ambito familiare e nellassicurargli continuit nelle cure.

Il rispetto dei predetti principi costituzionalmente espressi ed una prospettiva di sussidiariet hanno indotto la Consulta a valorizzare la famiglia anche come strumento di attuazione di interessi generali, quali il benessere della persona e lassistenza sociale in unottica di solidariet interpersonale.

La Corte costituzionale afferma, nella pronuncia in argomento, che il testo attualmente in vigore dellart. 42 sopracitato, come modificato dal decreto legislativo n. 119 del 18 luglio 2011 ha, da un lato, ampliato la platea dei soggetti a cui riconosciuto il diritto alla fruizione del beneficio, e, dallaltro, ha individuato, tra i soggetti medesimi, un rigido ordine gerarchico.

Alla luce dellevoluzione legislativa sopra esposta ed in linea con lorientamento giurisprudenziale gi consolidato, la Corte ha individuato nella limitazione della sfera soggettiva attualmente vigente un fattore di pregiudizio dellassistenza del disabile grave nei casi in cui i soggetti legittimati dalla norma a prestare assistenza si trovino impossibilitati a svolgere tale funzione.

La Consulta ha considerato, inoltre, che il legislatore ha gi riconosciuto il ruolo dei parenti e degli affini entro il terzo grado nellassistenza ai disabili in condizione di gravit, attribuendo loro il diritto ai tre giorni mensili di permessi retribuiti ai sensi dellart. 33, comma 3, della legge n. 104 del 5 febbraio 1992 nellipotesi di mancanza, decesso o patologie invalidanti degli altri soggetti.

La Corte, quindi, evidenzia che tale discrasia normativa costituisce ulteriore argomento a sostegno della dichiarazione di illegittimit costituzionale dellart. 42, comma 5, del citato d.l.gs. 26 marzo 2001, n. 151 nella parte in cui non include nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo ivi previsto, e alle condizioni ivi stabilite, il parente o laffine entro il terzo grado convivente, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti degli altri soggetti idonei a prendersi cura della persona in situazione di disabilit grave.

2. SOGGETTI AVENTI DIRITTO

Facendo seguito a quanto indicato nella circolare n. 32 del 6 marzo 2012 e alla luce della sentenza in oggetto, il congedo di cui trattasi pu essere riconosciuto al familiare o affine entro il terzo grado convivente del disabile in situazione di gravit, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti degli altri soggetti individuati dalla norma, secondo il seguente ordine di priorit:

1. il coniuge convivente della persona disabile in situazione di gravit;

2. il padre o la madre, anche adottivi o affidatari, della persona disabile in situazione di gravit, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente;

3. uno dei figli conviventi della persona disabile in situazione di gravit, nel caso in cui il coniuge convivente ed entrambi i genitori del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;

4. uno dei fratelli o sorelle conviventi della persona disabile in situazione di gravit nel caso in cui il coniuge convivente, entrambi i genitori ed i figli conviventi del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;

5. un parente o affine di terzo grado convivente della persona disabile in situazione di gravit nel caso in cui il coniuge convivente, entrambi i genitori, i figli conviventi e i fratelli o sorelle conviventi siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.

Per maggior chiarezza si allegano le disposizioni normative relative ai gradi di parentela ed affinit (allegato n.1).

3. REQUISITI SOGGETTIVI PER IL RICONOSCIMENTO DEL CONGEDO STRAORDINARIO

Con riferimento ai requisiti di "mancanza, di affezione da "patologie invalidanti e di "convivenza, si conferma il contenuto dei paragrafi 3 e 6 della citata circolare n. 32 del 6/03/2012 che di seguito si riporta.

Per quanto concerne la "mancanza, deve essere intesa non solo come situazione di assenza naturale e giuridica (celibato o stato di figlio naturale non riconosciuto), ma deve ricomprendere anche ogni altra condizione ad essa giuridicamente assimilabile, continuativa e debitamente certificata dallautorit giudiziaria o da altra pubblica autorit, quale: divorzio, separazione legale o abbandono.

Ai fini dellindividuazione delle "patologie invalidanti, in assenza di unesplicita definizione di legge, sentito il Ministero della Salute, si ritiene corretto prendere a riferimento soltanto quelle, a carattere permanente, indicate dallart. 2, comma 1, lettera d), numeri 1, 2 e 3 del Decreto Interministeriale n. 278 del 21 luglio 2000 (Regolamento recante disposizioni di attuazione dell'articolo 4 della L. 8 marzo 2000, n. 53, concernente congedi per eventi e cause particolari), che individua le ipotesi in cui possibile accordare il congedo per gravi motivi di cui allart. 4, comma 2, della legge n. 53 del 2000.

Infine si ribadisce che il requisito della "convivenza sar accertato dufficio previa indicazione da parte dellinteressato degli elementi indispensabili per il reperimento dei dati inerenti la residenza anagrafica, ovvero leventuale dimora temporanea (vedi iscrizione nello schedario della popolazione temporanea di cui allart.32 D.P.R. n. 223/89), ove diversa dalla dimora abituale (residenza) del dipendente o del disabile.

4. MODULISTICA

Come noto, la presentazione delle domande di congedo straordinario deve essere effettuata esclusivamente in modalit telematica, attraverso uno dei seguenti tre canali:

  • WEB servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dellIstituto - servizio di "Invio OnLine di Domande di Prestazioni a Sostegno del Reddito;
  • Patronati attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi;
  • Contact Center Multicanale attraverso il numero verde 803164.

5. AMBITO DI APPLICAZIONE

Le Strutture territoriali dovranno riesaminare le richieste gi pervenute relativamente ai rapporti non esauriti. Si ricorda che il diritto allindennit economica connessa alla fruizione del beneficio si prescrive nel termine di un anno (art. 2963 c.c.) decorrente dal giorno successivo alla fine del periodo indennizzabile a titolo di congedo.

6. ISTRUZIONI PROCEDURALI

Sono in corso di aggiornamento le procedure informatiche che terranno conto delle innovazioni introdotte dalla sentenza della Corte costituzionale n. 203/2013 e le specifiche istruzioni per gli operatori sul territorio saranno comunicate tramite gli usuali canali di messaggistica interna allIstituto.

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