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Circolare INPS n. 15 del 23.01.2004

Convenzione di sicurezza sociale tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Croazia firmata a Roma il 27 giugno 1997, ratificata con legge del 27 maggio 1999 n. 167 e relativo Accordo amministrativo firmato a New York in data 12 settembre 2002, entrambi in vigore dal 1° novembre 2003
Circolare INPS n. 15 del 23.01.2004

SOMMARIO: Dal 1 novembre 2003 sono in vigore la Convenzione di sicurezza sociale con la Croazia ed il relativo Accordo amministrativo di applicazione. La convenzione italo-croata sostituisce integralmente la convenzione con la Repubblica Federativa Popolare di Jugoslavia del 14 novembre1957, già applicata alla Croazia. Disposizioni in materia di determinazione della legislazione assicurativa applicabile, di prestazioni pensionistiche, familiari, di disoccupazione , di malattia e maternità

1 - Premessa.
La Convenzione tra la Repubblica Italiana e la Repubblica di Croazia firmata a Roma il 27 giugno 1997, ratificata con legge 27 maggio 1999, n. 167, pubblicata nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 138 del 15 giugno 1999, è entrata in vigore il 1° novembre 2003. Da tale data è in vigore anche il relativo Accordo amministrativo di applicazione.
La Convenzione con la Croazia sostituisce integralmente, a decorrere dal 1° novembre 2003, la Convenzione con la Repubblica Popolare Federativa di Jugoslavia del 14 novembre 1957, in vigore dal 1° gennaio 1961.
Considerata l'entrata in vigore della nuova Convenzione tra Repubblica italiana e Repubblica slovena (vedi circolare n. 25 del 4 febbraio 2003), la Convenzione con la Repubblica Federativa Popolare di Jugoslavia continua ad essere in vigore tra la Repubblica italiana ed i seguenti Stati:
- Repubblica di Bosnia-Erzegovina;
- Repubblica Federale di Jugoslavia;
- Repubblica di Macedonia.

PARTE PRIMA: CAMPO DI APPLICAZIONE E LEGISLAZIONE APPLICABILE

2 - Campo di applicazione soggettivo ed oggettivo.
Secondo quanto previsto dall'articolo 3, comma 1, la Convenzione con la Croazia si applica:
- ai cittadini italiani ed ai cittadini croati, assicurati in uno o in entrambi gli Stati contraenti;
- ai profughi - ai sensi di quanto previsto dalla Convenzione del 28 luglio 1951, concernente lo status di profugo e dal relativo Protocollo del 31 gennaio 1967 - residenti in Italia o in Croazia, che siano o siano stati assicurati in uno o in entrambi gli Stati contraenti;
- agli apolidi - ai sensi della Convenzione del 28 settembre 1954 relativa allo status di apolide - residenti sul territorio di uno dei due Stati contraenti e che siano o siano stati assicurati in uno di essi o in entrambi;
- ai familiari ed ai superstiti delle persone indicate alle lettere a, b, c, a prescindere dalla cittadinanza.
In ambito oggettivo, come previsto dall'articolo 2, la Convenzione si applica, per l'Italia, alle legislazioni concernenti:
- l'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti e le gestioni speciali dei lavoratori autonomi;
- i regimi speciali di assicurazione sostitutivi dell'assicurazione generale obbligatoria, previsti per determinate categorie di lavoratori;
- l'assicurazione per malattia, maternità e tubercolosi;
- l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali;
- l'assicurazione contro la disoccupazione involontaria;
- le prestazioni familiari.
Sono espressamente escluse dal campo di applicazione le legislazioni concernenti la pensione sociale, le altre prestazioni non contributive a carico dei fondi pubblici e l'integrazione al trattamento minimo, salvo quanto previsto dall'articolo 20 della Convenzione in ordine all'integrazione al trattamento minimo per coloro che sono residenti in Italia.
La Convenzione si applica, in ambito oggettivo, per la Croazia, alle legislazioni concernenti:
- l'assicurazione per le pensioni e l'invalidità (compresa l'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti, gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali);
- l'assicurazione sanitaria e le cure mediche; gli assegni per i figli; l’assicurazione per la disoccupazione.
La Convenzione si applicherà alle legislazioni che completeranno o modificheranno le legislazioni sopra identificate, che estenderanno i regimi stessi ad altre categorie di lavoratori o che istituiranno nuovi regimi di sicurezza sociale, salva opposizione del Governo dell'altro Stato contraente.

3 - Determinazione della legislazione applicabile.
Alcune disposizioni della Convenzione italo-croata e del relativo Accordo amministrativo concernenti la determinazione della legislazione applicabile nei confronti dei lavoratori distaccati, nel confermare il principio generale della territorialità (secondo il quale il lavoratore, cittadino di uno dei due Stati contraenti, è soggetto alla legislazione dello Stato in cui svolge l'attività lavorativa) modificano, a decorrere dal 1° novembre 2003, quanto disposto dalla precedente Convenzione con la Jugoslavia.

3.1 - Lavoratori dipendenti ed autonomi.
L'articolo 6, lettera a, della Convenzione prevede che il lavoratore, cittadino italiano o croato, dipendente da un'azienda con sede in uno dei due Stati contraenti temporaneamente distaccato nell'altro Stato, può continuare ad essere soggetto alla legislazione dello Stato in cui ha sede l'azienda per un periodo massimo di 48 mesi. Al lavoratore viene rilasciato un formulario dal quale risulta fino a quale data il lavoratore stesso resta soggetto alla legislazione dello Stato in cui ha sede l'azienda. Il formulario è rilasciato, in Italia, dalle Sedi di questo Istituto al lavoratore che sia distaccato temporaneamente in Croazia e, in Croazia, dall'Istituto croato per l'Assicurazione Sanitaria - Ufficio Regionale competente al lavoratore che sia distaccato temporaneamente in Italia.
Se il distacco si protrae eccezionalmente oltre i 48 mesi, prima della scadenza di questo periodo, il datore di lavoro, col consenso del lavoratore, presenta una domanda di proroga del distacco per ulteriori 48 mesi all'Autorità dello Stato in cui svolge temporaneamente la sua attività che è:
- in Italia: il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali - Direzione Generale della Previdenza ed Assistenza Sociale - Divisione II - ROMA;
- in Croazia: il Ministero della Sanità - ZAGABRIA.
L'autorizzazione viene rilasciata in quattro copie: due sono inviate al datore di lavoro e due all'Autorità dell'altro Stato che ne informa l'Istituzione competente.
Secondo le disposizioni dell'articolo 6, lettera b, anche il lavoratore autonomo che esercita abitualmente la sua attività in uno Stato contraente e che temporaneamente va ad esercitarla sul territorio dell'altro Stato, continua ad essere soggetto alla legislazione dello Stato di provenienza per un periodo massimo di 12 mesi, prorogabile per ulteriori 12. In questo caso, il lavoratore autonomo deve chiedere l'autorizzazione alla proroga con le medesime modalità precisate per il lavoratore dipendente.
Rispetto alla precedente Convenzione con la Jugoslavia la durata massima del distacco del lavoratore dipendente è passata da 12 a 48 mesi, mentre la durata della proroga, prima non determinata, è ora prevista in ulteriori 48 mesi. Per il lavoratore autonomo, invece, la durata del distacco e della proroga è rimasta invariata.
I periodi di distacco e le proroghe che hanno data iniziale precedente al 1° novembre 2003 continuano ad essere disciplinati in base a quanto previsto al punto 4 della circolare 1501 del 31 agosto 1970.

3.2 - Lavoratori dipendenti da imprese di telecomunicazioni e di trasporto.
L'articolo 6, lettera d, prevede che i lavoratori dipendenti da imprese di interesse nazionale esercenti servizi di telecomunicazioni e da imprese di trasporto per ferrovia, strada, via aerea o marittima, aventi la loro sede in uno Stato contraente, che siano inviati a lavorare temporaneamente in una succursale o rappresentanza permanente sul territorio dell'altro Stato, rimangano soggetti alla legislazione dello Stato in cui l'impresa ha la Sede principale.
Le disposizioni dell'articolo 6, lettera d, derogano dai principi generali della normativa internazionale in materia di distacchi in quanto non prevedono alcun limite massimo di assoggettamento alla legislazione dello Stato in cui ha sede l'azienda. Le stesse disposizioni potranno inoltre essere applicate ad altre tipologie di imprese individuate con scambio di note tra i due Stati contraenti.

3.3 - Personale viaggiante delle imprese di trasporto aereo, su strada e per ferrovia.
Il personale viaggiante delle imprese di trasporto è soggetto alla legislazione dello Stato in cui ha sede l'impresa (articolo 6, lettera c).

3.4 - Personale delle Rappresentanze diplomatiche e degli Uffici consolari, amministrativi e tecnici, nonché funzionari e rappresentanti ufficiali degli Stati contraenti.
Gli agenti diplomatici ed i consoli di carriera, il personale amministrativo e tecnico appartenente ai ruoli delle Rappresentanze diplomatiche e degli Uffici consolari inviati nel territorio dell'altro Stato contraente, rimangono assoggettati, unitamente ai loro familiari, alla legislazione dello Stato contraente al quale appartiene l'Amministrazione dalla quale dipendono (art. 6, lettera f).
I funzionari ed i rappresentanti di uno Stato contraente, che, nell'esercizio delle loro funzioni, vengono inviati sul territorio dell'altro Stato, restano assoggettati, insieme ai loro familiari, alla legislazione dello Stato contraente cui appartiene l'Amministrazione da cui dipendono (articolo 6, lettera g ).
Secondo quanto disposto dall'articolo 7 della Convenzione, invece, coloro che prestano attività lavorativa alle dipendenze delle Rappresentanze diplomatiche e degli Uffici consolari non appartenenti ai ruoli ed il personale domestico al servizio dei membri delle predette Rappresentanze ed uffici, soggetti alla legislazione dello Stato in cui si trova la Rappresentanza o l'Ufficio consolare, possono optare per la legislazione dello Stato d'invio, se cittadini di tale Stato. Il diritto d'opzione va esercitato entro 3 mesi dalla data di inizio dell'attività lavorativa ovvero dalla data di entrata in vigore della Convenzione dandone comunicazione tramite la Rappresentanza diplomatica o l'Ufficio consolare alle Istituzioni competenti dei due Stati contraenti

3.5 - Altre categorie di lavoratori.
Restano invariate rispetto alla precedente Convenzione con la Jugoslavia le disposizioni relative:
- ai membri dell'equipaggio di navi battenti bandiera di uno dei due Stati contraenti, soggetti alla legislazione dello Stato di bandiera (art. 6 lettera e);
- al personale occupato nelle operazioni di verifica, carico e scarico della nave in porto, soggetto alla legislazione dello Stato nel quale si trova il porto (art. 6 lettera e).

3.6 Accordi in deroga al principio di territorialità.
L'articolo 8 della Convenzione con la Croazia conferma la possibilità, già prevista dalla convenzione italo-jugoslava, che le Autorità italiane e croate si accordino sulla deroga al principio della territorialità in favore di alcuni lavoratori, in presenza di particolari condizioni (frequenza o eccezionalità dei trasferimenti, età dei lavoratori).

3.7 - Prestazioni per malattia, maternità e tubercolosi.
Il diritto alle prestazioni in denaro per malattia, maternità e tubercolosi nei confronti del personale distaccato di cui agli artt. 6 e 7 della Convenzione, è accertato in base alla legislazione dello Stato di provenienza alla quale il lavoratore continua ad essere assoggettato, applicando, ove occorra, la totalizzazione dei periodi assicurativi italiani e croati. Le prestazioni in questione sono corrisposte direttamente dall'Istituzione dello Stato di provenienza come se il lavoratore svolgesse la sua attività sul territorio di questo Stato (articolo 12, primo comma).

4 - Parità di trattamento.
All'articolo 4 della Convenzione viene confermato il principio della parità di trattamento secondo il quale i lavoratori italiani in Croazia ed i lavoratori croati in Italia, come pure i loro familiari, hanno pari diritti e obblighi dei cittadini dell'altro Stato contraente.

5 - Esportabilità delle prestazioni.
L'articolo 9 prevede che le prestazioni in denaro spettanti al lavoratore a carico di uno Stato siano esportabili nell'altro Stato contraente o in uno Stato terzo e non possono diversificarsi, salvo quanto espressamente disposto dalla Convenzione, da quelle percepite dai cittadini dello Stato erogante, richiamando così il principio della parità di trattamento

6 - Prosecuzione volontaria.
Ai fini del raggiungimento del periodo minimo di contribuzione per l'ammissione alla prosecuzione volontaria prevista dagli Stati contraenti, si possono cumulare i periodi di assicurazione compiuti in virtù della legislazione di entrambi gli Stati, purché tali periodi non si sovrappongano (articolo 10.1).
Per potersi avvalere di quanto disposto dal comma precedente, ai sensi della legislazione italiana l'interessato deve poter far valere almeno 52 settimane di contribuzione nella predetta legislazione. Da parte croata, invece, le condizioni per l'ammissione alla prosecuzione volontaria potranno essere raggiunte anche con la sola contribuzione italiana.
Per quanto riguarda l'iscrizione simultanea all'assicurazione obbligatoria di uno Stato contraente ed a quella volontaria dell'altro Stato, l'art. 10 punto 4 della Convenzione non esclude la possibilità, condizionandola all'assenza di norme nazionali che, al contrario, non la consentano.
Sull'argomento della simultaneità si precisa che il Consiglio di Amministrazione, a seguito della sentenza n. 34 della Corte Costituzionale del 12 febbraio 1981, con delibera n. 143 del 26 giugno 1981, ha ritenuto che la contemporanea iscrizione ad un regime assicurativo di uno Stato convenzionato non debba precludere l'ammissione alla prosecuzione volontaria in Italia. Le conseguenti disposizioni operative, sono state fornite con circolare n. 61 C.I. 1068 del 15 marzo 1982.

PARTE SECONDA: PENSIONI

7 - Totalizzazione dei periodi assicurativi per il diritto a pensione.

7.1 - Condizioni generali di totalizzazione per il raggiungimento del diritto a pensione.
I periodi assicurativi italiani, insufficienti al raggiungimento del diritto a pensione, possono essere a tal fine totalizzati con quelli croati non sovrapposti. Il periodo di contribuzione minimo per poter procedere alla totalizzazione è pari a 52 settimane.
Pertanto, rispetto alla precedente Convenzione italo-jugoslava, il periodo di contribuzione minimo viene modificato da 1 a 52 settimane.
I periodi assicurativi italiani complessivamente inferiori a 52 settimane vengono presi in considerazione nell'assicurazione croata sia per il raggiungimento del diritto sia per la misura della pensione.
Anche i periodi assicurativi croati pari o superiori a 52 settimane possono essere totalizzati con quelli italiani non sovrapposti per il raggiungimento del diritto a pensione. I periodi assicurativi croati complessivamente inferiori a 52 settimane vengono presi in considerazione nell'assicurazione italiana sia per il raggiungimento del diritto sia per la misura della pensione. (articoli 11 e 18.5).
Il limite di 52 settimane previsto dalla nuova Convenzione non comporta variazioni sulle pensioni aventi decorrenza anteriore al 1° novembre 2003. A queste pensioni continuano ad applicarsi le norme della Convenzione italo-jugoslava.
In relazione a quanto previsto dall'art. 18, comma 2, in presenza dei requisiti assicurativi per il diritto a pensione nell’ambito del solo regime nazionale, non si procede alla totalizzazione.

7.2 - Totalizzazione dei periodi assicurativi compiuti nei regimi speciali.
Conformemente a quanto già previsto dalla Convenzione italo – jugoslava, l’articolo 18, lettera b, della Convenzione con la Croazia stabilisce che, al fine del raggiungimento del diritto a pensione a carico di un regime speciale italiano rientrante nel campo di applicazione , i periodi assicurativi del regime speciale sono totalizzati, se necessario, con i periodi assicurativi del corrispondente regime speciale croato.
Se in Croazia non esiste il corrispondente regime speciale, i periodi assicurativi italiani sono totalizzati con periodi assicurativi croati relativi ad attività analoga a quella prevista dal regime speciale italiano.
Qualora con la totalizzazione dei periodi suindicati non sia raggiunto il diritto a pensione a carico del regime speciale italiano, i periodi croati potranno essere utilizzati per determinare il diritto a prestazioni nel regime generale.

7.3 - Totalizzazione di periodi assicurativi di Stati terzi.
Nei casi in cui non sia raggiunto il diritto a pensione con la totalizzazione dei periodi assicurativi italiani e croati, in applicazione dell'articolo 18.1 lettera c, è possibile totalizzare tali periodi con quelli compiuti in Stati terzi legati sia all'Italia sia alla Croazia da Convenzioni di sicurezza sociale che prevedano la totalizzazione dei periodi assicurativi.
In relazione a quanto comunicato dall'Istituzione croata, gli Stati in questione sono: Austria, Belgio, Bosnia - Erzegovina, Canada e Quebec, Danimarca, Francia, Germania, Lussemburgo, Macedonia, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito e Irlanda del Nord, Slovenia, Svezia, Svizzera, Repubblica Federale di Jugoslavia.
Al fine di consentire la predetta totalizzazione multipla, l'Istituzione che riceve la domanda di pensione è tenuta a trasmettere all'Istituzione dell'altro Stato il prospetto dei periodi assicurativi risultanti nello Stato terzo.

7.4 - Totalizzazione dei periodi assicurativi non collocabili temporalmente.
Secondo quanto previsto dall'articolo 15 c) dell'Accordo amministrativo, i periodi assicurativi relativi ad uno Stato contraente non collocabili temporalmente si considerano non sovrapposti ai periodi assicurativi compiuti secondo la legislazione dell'altro Stato.
Pertanto le Sedi potranno procedere alla totalizzazione dei periodi in questione a condizione che si tratti di periodi assicurativi croati utili ed equiparabili a quelli italiani ai fini pensionistici.

7.5 - Totalizzazione dei periodi assicurativi per lavoro svolto fino al 4 ottobre 1956 nei territori dell'ex Zona B .
I periodi di assicurazione obbligatoria compiuti fino al 4 ottobre 1956 sono totalizzabili per il diritto a pensione, con effetto dal 1° novembre 2003, secondo quanto disposto dall’articolo 44, comma 3 della Convenzione italo-croata.
I periodi in questione non erano totalizzabili in base alla precedente Convenzione italo – jugoslava.

8 - Periodi di assicurazione obbligatoria effettuati fino al 4.10.56 indicati al punto 1 del Protocollo Generale di cui alla Convenzione con la Repubblica Federativa Popolare di Jugoslavia (articolo 44, comma 3° della Convenzione).
Coloro che hanno svolto attività lavorativa nei territori ai quali fu estesa definitivamente l'amministrazione jugoslava ai sensi del Memorandum di intesa firmato a Londra il 5 ottobre 1954 (ex Zona B del Territorio Libero di Trieste), che fanno parte attualmente della Repubblica di Croazia, sono stati soggetti alla legislazione italiana fino al 1° maggio 1945 e, successivamente, a quella jugoslava.
I periodi assicurativi per attività svolta nella predetta Zona B fino al 4 ottobre 1956 non potevano essere totalizzati con periodi di assicurazione italiani ai fini del diritto a pensione, in applicazione a quanto disposto al punto 1 del Protocollo Generale, parte integrante della precedente Convenzione con la Repubblica Popolare Federativa di Jugoslavia.
Al riguardo la Convenzione italo - croata prevede che tali periodi assicurativi per lavoro svolto nei territori dell'ex Zona B appartenenti alla Repubblica di Croazia sono riconosciuti ed accreditati dallo Stato di cui il lavoratore aveva la cittadinanza alla data del 3 aprile 1978. Il riconoscimento ha affetto dal 1° novembre 2003.
Il riconoscimento dei periodi assicurativi in questione può essere inquadrato nelle fattispecie che seguono.

8.1 - Accreditamento dei periodi assicurativi non considerati per la pensione.
I periodi assicurativi in oggetto che ancora non siano stati considerati per il diritto o la determinazione dell'importo di una prestazione pensionistica possono essere accreditati, su specifica domanda dell'interessato, nell'assicurazione italiana in favore del lavoratore che era cittadino italiano alla data del 3 aprile 1978 e nell'assicurazione croata in favore del lavoratore che era cittadino jugoslavo alla stessa data.
Le Sedi dell’Istituto, dopo aver esaminato le domande di accreditamento nell’assicurazione italiana dei periodi assicurativi croati in oggetto e dopo aver accertato il requisito della cittadinanza italiana al 3 aprile 1978, devono chiedere all'Istituzione croata:
- il prospetto dei periodi assicurativi;
- l’indicazione delle corrispondenti località di lavoro;
- la dichiarazione dell'Istituzione croata attestante che i periodi assicurativi in questione non siano stati utilizzati per il raggiungimento del diritto o per la determinazione della misura della pensione croata.
Se pervengono da parte dell’Istituzione croata domande di accreditamento nell’assicurazione croata dei periodi italiani precedenti al 1° maggio 1945, le Sedi dell’Istituto trasmettono all’Istituzione croata i dati richiesti e, accertato l’avvenuto accreditamento nell’assicurazione croata, provvedono a cancellare dalla posizione assicurativa i periodi italiani.

8.2 - Periodi assicurativi considerati ai fini pensionistici, coperti da versamenti volontari o che abbiano formato oggetto di riscatto.
La contribuzione relativa a periodi assicurativi che abbiano già dato luogo alla liquidazione di una pensione ovvero abbiano formato oggetto di riscatto o derivino da versamenti volontari resta acquisita nell'assicurazione nella quale è stata liquidata la pensione o nella quale sono stati versati i contributi volontari o da riscatto. Pertanto tale contribuzione non può essere riconosciuta nell'assicurazione dell'altro Stato contraente.

8.3 - Periodi assicurativi riconosciuti al pensionato deceduto
I periodi assicurativi in questione che siano stati considerati per il diritto o per la determinazione dell'importo di una prestazione pensionistica diretta a carico di uno Stato in favore di un pensionato deceduto possono essere riconosciuti nell'assicurazione dell'altro Stato di cui il lavoratore deceduto era cittadino alla data del 3 aprile 1978 con effetto dal 1° novembre 2003 o da data successiva, su specifica domanda del superstite.
Pertanto le Sedi possono, su domanda del superstite, accreditare i periodi assicurativi croati per lavoro svolto nell'ex Zona B del Territorio libero di Trieste compresi tra il 1° maggio 1945 ed il 4 ottobre 1956 sulla posizione del pensionato deceduto che era cittadino italiano al 3 aprile 1978.
Il riconoscimento di tali contributi opera esclusivamente sulle pensioni di reversibilità che hanno decorrenza dal 1° novembre 2003 o da data successiva.
Anche in questo caso le Sedi, dopo aver accertato la cittadinanza italiana al 3 aprile 1978 del pensionato deceduto, devono chiedere all'Istituzione croata:
il prospetto dei periodi assicurativi;
l’indicazione delle corrispondenti località di lavoro
la dichiarazione che i periodi di cui è il superstite ha chiesto il riconoscimento nell’assicurazione italiana non hanno dato luogo a pensione di reversibilità croata.
Se pervengono da parte dell’Istituzione croata domande di accreditamento nell’assicurazione croata dei periodi italiani precedenti al 1° maggio 1945, le Sedi dell’Istituto trasmettono all’Istituzione croata i dati da essa richiesti e, accertato l’avvenuto accreditamento nell’assicurazione croata, provvedono a cancellare dalla posizione assicurativa del pensionato deceduto i periodi italiani.
I periodi di assicurazione di cui trattasi non possono essere considerati in favore di superstiti di persone che alla data del 3 aprile 1978 erano decedute oppure avevano acquisito cittadinanza diversa da quella italiana o jugoslava.
Per l'applicazione delle disposizioni del presente paragrafo, l'articolo 34 dell'Accordo amministrativo impegna le Istituzioni competenti allo scambio delle necessarie informazioni.

9 - Determinazione della prestazione.
L'art. 18, punto 3, lettere a e b, confermano i criteri di determinazione dell'importo teorico e di quello effettivo della prestazione, già previsti dall'art. 19 della precedente Convenzione.
Contrariamente a quanto previsto dalla Convenzione con la Repubblica Popolare Federativa di Jugoslavia, la totalizzazione può includere, oltre ai periodi assicurativi italiani e croati, anche quelli relativi a Stati terzi indicati al punto 7.3, secondo comma della presente circolare.
I periodi totalizzati non possono superare l'eventuale durata massima prevista dalla legislazione di ciascuno Stato contraente (art. 18, punto 3, lettera d). Inoltre, nel calcolo della prestazione ogni Stato contraente prende in considerazione salari e contributi percepiti o versati in conformità alla legislazione che esso applica (art. 18 punto 4).

10 - Integrazione al trattamento minimo.
In base all'articolo 20, comma 1 della Convenzione italo - croata la pensione il cui diritto sia stato raggiunto con la totalizzazione dei contributi è integrabile al trattamento minimo dallo Stato di residenza, a condizione che siano soddisfatti i requisiti previsti dalla sua legislazione.
Pertanto le pensioni spettanti al beneficiario residente in Italia sono integrabili al trattamento minimo se risultino soddisfatti i requisiti reddituali e contributivi previsti dalla legislazione italiana.
L'integrazione al trattamento minimo, diversamente da quanto stabiliva la precedente Convenzione con la Jugoslavia, è totalmente a carico dello Stato di residenza ( articolo 20, comma 2 ), non può essere esportata, né corrisposta a coloro che risiedono in un altro Stato.

11 - Pensioni liquidate con decorrenza anteriore al 1° novembre 2003.
Alle pensioni liquidate con decorrenza anteriore al 1° novembre 2003 devono applicarsi le norme della Convenzione del 14 novembre 1957.

12 - Trattazione delle domande di pensione.
Secondo quanto previsto dall'articolo 18 della Convenzione e dall'articolo 16 dell'Accordo amministrativo, le domande di pensione possono essere presentate indifferentemente all'Istituzione competente dello Stato di residenza oppure all'Istituzione dell'altro Stato contraente.
La data di presentazione della domanda presso l'Istituzione di uno dei due Stati contraenti è considerata tale anche dalla Istituzione competente dell'altro Stato. Tuttavia per quest'ultima Istituzione il termine del procedimento relativo al riconoscimento del diritto ed alla erogazione delle prestazioni decorre dalla data di ricevimento del formulario di collegamento.
Le attestazioni rilasciate dalle Autorità, dalle Istituzioni assicurative e pensionistiche e dagli Organismi di collegamento di uno Stato concernenti l'autenticità di un certificato o di un documento debbono essere considerate valide dalle Istituzioni, Autorità ed Organismi corrispondenti dell'altro Stato. Inoltre gli atti, i documenti e le scritture da presentare in allegato alle domande sono esenti dal visto di legalizzazione da parte delle Rappresentanze diplomatiche e degli uffici consolari (articolo 38 della Convenzione).
Le domande di pensione presentate dal 1° novembre 2003, alle quali debba attribuirsi decorrenza originaria non anteriore a tale data, vanno esaminate applicando le norme della nuova convenzione italo - croata.
Le domande di pensione presentate dal 1° novembre 2003, alle quali debba attribuirsi decorrenza originaria anteriore a tale data, vanno esaminate continuando ad applicare le norme della convenzione italo - jugoslava e non subiscono alcuna variazione alla data del 1° novembre 2003.
Alle pensioni in trattazione in base alla convenzione italo – croata deve essere attribuito nella procedura ……………………. il codice convenzione …………

PARTE TERZA: PRESTAZIONI TEMPORANEE

13 - Prestazioni per disoccupazione.

13.1 - Stato debitore, totalizzazione dei periodi assicurativi, durata dell'erogazione.
Le prestazioni per disoccupazione sono a carico dell'assicurazione dello Stato nella quale il lavoratore è stato iscritto da ultimo, a condizione che risultino soddisfatti i requisiti previsti dalla legislazione di questo Stato. Per l'accertamento dei requisiti si totalizzano, se necessario, i periodi assicurativi italiani e croati. L'applicazione della predetta normativa è condizionata all'assoggettamento del lavoratore alla legislazione dell'ultimo Stato in cui ha lavorato per un periodo minimo di sei mesi.
L'Istituzione che eroga l'indennità di disoccupazione determina il periodo di erogazione della prestazione in base alla legislazione che essa applica, tenendo conto anche del periodo durante il quale l'indennità è stata già erogata dall'Istituzione dell'altro Stato nel corso dell'anno precedente la data della domanda

13.2 - Esportabilità delle prestazioni di disoccupazione.
Nel caso in cui il lavoratore, che ha diritto all'indennità di disoccupazione a carico dell'assicurazione dello Stato di ultima occupazione, si trasferisca sul territorio dell'altro Stato contraente, l'indennità continua ad essere erogata per un periodo non superiore a sei mesi, ridotto del periodo in cui il lavoratore ha già goduto della stessa prestazione in tale Stato.

13.3 - Regolazione finanziaria tra le Istituzioni.
Le prestazioni sono corrisposte al lavoratore dall'Istituzione dello Stato in cui il lavoratore si è trasferito e vengono rimborsate dall'Istituzione dell'altro Stato contraente.
La regolazione finanziaria relativa ai rimborsi di quanto ciascuna Istituzione ha corrisposto per conto dell'altra segue il medesimo iter procedurale previsto dai Regolamenti comunitari.
Pertanto gli adempimenti delle Sedi sono riportati:
- nella circolare n. 36 del 18 febbraio 1999, che dispone il trasferimento degli adempimenti stessi dalla Direzione Generale alla Sede Regionale per il Lazio
- nella circolare n. 151 del 29 agosto 2000, che riepiloga le modalità di compilazione dei formulari e l'iter delle operazioni di rendicontazione

14 - Prestazioni familiari.

14.1 Prestazioni familiari per i lavoratori
Se la legislazione di uno Stato contraente subordina l'acquisizione del diritto alle prestazioni familiari al compimento di periodi di assicurazione ed equivalenti, l'Istituzione competente può totalizzare i periodi di assicurazione o equivalenti, secondo le disposizioni dell'art.11.
I lavoratori percepiscono le prestazioni familiari anche per familiari che risiedano nell'altro Stato, con esclusione dei disoccupati e dei pensionati (articolo 32 della Convenzione).
La domanda di prestazioni familiari viene presentata all'Istituzione competente allegando un certificato relativo ai familiari residenti nell'altro Stato. I lavoratori sono tenuti, altresì, a presentare tale certificato ogni anno e ad informare l'Istituzione in merito alle successive variazioni della loro situazione familiare che possano influire sul diritto alle prestazioni (art. 28 dell'Accordo amministrativo).
E' sospeso il diritto alle prestazioni per i familiari residenti nell'altro Stato contraente qualora sorga il diritto a prestazioni familiari in relazione ad altra attività lavorativa dello stesso lavoratore o di altro familiare, in applicazione della legislazione dello Stato di residenza dei familiari (art. 33 della Convenzione).
Pertanto l'Istituzione dello Stato di residenza dei familiari è tenuta a comunicare all'Istituzione dell'altro Stato le informazioni relative alle prestazioni familiari che essa eroga (art. 33 della Convenzione e art. 29 dell'Accordo amministrativo).

14.2 Prestazioni familiari ai pensionati
In assenza di norme convenzionali specifiche, il diritto alle prestazioni familiari in favore del beneficiario di pensione in convenzione italo – croata che risiede in Italia, viene riconosciuto secondo la normativa nazionale.
Il diritto, comunque, non sussiste qualora il pensionato ovvero i soli familiari risiedano in Croazia (v. art. 32 della Convenzione).

15 - Formulari di collegamento.
Poiché i formulari necessari all'applicazione delle disposizioni della presente circolare sono in corso di definizione di concerto con l'Istituzione croata, in attesa di definizione, le Sedi continueranno ad utilizzare quelli relativi alla precedente Convenzione.

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