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Circolare INPS n. 146 del 21.11.2014

Avvio del processo di programmazione e budget delle strutture territoriali per lanno 2015

Sommario:

Premessa

1. Gli obiettivi del Piano per lanno 2015

1.1 Gli obiettivi di qualit

1.2 Gli obiettivi del valore economico finanziario

1.3 Gli obiettivi di smaltimento delle giacenze

1.3.1 Ricongiunzioni

1.3.2 Consolidamento della banca dati delle posizioni assicurative degli iscritti alle gestioni pubbliche

1.3.3 Accertamenti contributi in fase amministrativa

1.3.4 Pensioni provvisorie

1.3.5 Pensioni in Convenzione internazionale

1.3.6 Controllo prestazioni

1.3.7 Gestione prestazioni indebite

1.3.8 Contenzioso amministrativo

1.3.9 Contenzioso giudiziario

1.3.10 Verifiche sulla permanenza dei requisi sanitari in materia di invalidit civile

1.4 Gli obiettivi di efficienza

1.5 Valorizzazione dellattivit di informazione e consulenza delle strutture provinciali

1.6 Il fabbisogno di risorse umane e la programmazione delle leve gestionali

1.7 Piani delle attivit delle strutture regionali

1.8 Piano della logistica

1.9 Piano di gestione degli archivi cartacei

1.10 I costi di funzionamento delle strutture regionali

1.11 Economicit della gestione

2. Il processo di programmazione e budget per le Strutture territoriali

3. Il calendario delle attivit di programmazione

Premessa

Con la presente circolare si d avvio al processo di programmazione e budget delle Strutture territoriali, per la definizione del Piano delle attivit per il 2015.

Tale programmazione tiene conto di una serie di fattori che hanno condizionato il dimensionamento degli obiettivi quali-quantitativi per lanno 2015.

Innanzitutto si prende atto che il 2014 ha visto realizzato lobiettivo del pieno completamento del percorso di integrazione degli enti soppressi, Inpdap e Enpals, anche con riferimento alle Direzioni provinciali ad elevate dimensioni, in coerenza con quanto previsto dal Piano Industriale 2014 2016, adottato con la determinazione commissariale 38/2014 e predisposto a seguito del trasferimento delle risorse strumentali umane e finanziarie, che rappresenta un quadro organico di azioni di sviluppo in seguito al quale stato adottato il nuovo ordinamento dei servizi.

La Relazione Programmatica per gli anni 2015 2017 approvata dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza pone come obiettivo principale dellIstituto, per il prossimo triennio, quello di garantire - a fronte di una annunciata considerevole riduzione del personale e degli effetti prodotti dalle norme sulla spending review un miglioramento del livello dei servizi per tutti gli utenti.

Inoltre, a seguito della sperimentazione della Direzione provinciale integrata avviata con la circolare 36/2014, sono estese a tutte le strutture le relative modifiche organizzative riguardanti listituzione dellAgenzia Flussi Contributivi nella quale sono confluite le competenze relative alla linea di servizio Soggetto contribuente, allarea Entrate e Posizione Assicurativa della gestione pubblica e al Polo lavoratori dello sport e dello spettacolo.

La programmazione delle strutture territoriali per lanno 2015 dovr essere improntata ad una logica che privilegia gli aspetti qualitativi della produzione che, in unottica di continuo miglioramento dei servizi allutenza saranno oggetto di analisi costante anche con riferimento alle indagini sul grado di soddisfazione degli utenti e sul valore della produzione intesa come la quota parte che genera valore economico finanziario per lIstituto in termini di maggiori entrate o minori uscite.

Al fine di predisporre le proposte di piano 2015 le Direzioni Regionali elaboreranno il fabbisogno di risorse umane ed economiche con riferimento ai seguenti aspetti:

- valutazione dellimpatto degli obiettivi di qualit ed efficacia del servizio sui carichi di lavoro, con particolare riferimento allo smaltimento degli arretrati che dovranno attestarsi su valori fisiologici;

- valutazione dellimpatto degli obiettivi collegati alla generazione del valore economico finanziario sui carichi di lavoro, anche con riferimento allattivazione di specifiche leve gestionali, tra le quali quelle di tipo organizzativo;

- mantenimento della produttivit e dei parametri di congruit di impiego delle risorse;

- realizzazione del piano di integrazione logistica e rilevazione del fabbisogno di risorse strumentali, finanziariamente compatibili ed economicamente congrue rispetto a quanto previsto nella determinazione 105/2014.

La rilevazione dei fabbisogni finalizzata, tra laltro, alla definizione del budget economico dei centri di responsabilit che sar il costante punto di riferimento per lesercizio 2015 per il controllo dei costi di gestione e per il controllo della spesa.

Peraltro, lesercizio 2015 sar caratterizzato da puntuali verifiche trimestrali che avranno a riferimento, oltre allandamento della produzione, anche valutazioni sulla congruit economica della gestione dei singoli centri di responsabilit.

Le valutazioni trimestrali di congruit economica della spesa saranno, tra laltro, il riferimento per eventuali fasi di riprogrammazione dei fabbisogni (forecast).

Le attivit di programmazione sono condotte e coordinate dalle Direzioni regionali per tutte le strutture di propria competenza.

Il processo avr una fase di negoziazione che vedr il coinvolgimento delle Direzioni centrali responsabili dei capitoli di spesa e della Direzione centrale pianificazione e controllo di gestione.

A conclusione del processo di programmazione e budget il Direttore Generale assegner alle Direzioni regionali gli obiettivi di risultato relativi al Piano di attivit 2015 che confluiranno nel Piano della Performance 2015-2017. A loro volta i responsabili delle strutture, con propri provvedimenti, assegneranno il budget ai dirigenti responsabili delle strutture/aree di competenza.

I risultati raggiunti dal personale dirigenziale, in linea con le disposizioni del D.lgs 150/2009, formeranno oggetto di specifica valutazione della performance organizzativa.

1. Gli obiettivi del Piano per lanno 2015

Il Piano di produzione per lanno 2015 dovr essere caratterizzato dal forte orientamento alla generazione di valore, sia per gli utenti, attraverso il miglioramento della qualit del servizio, che per il Bilancio dellIstituto, in termini di incremento delle attivit collegate allaccertamento dei contributi ed al controllo delle prestazioni, contribuendo alla riduzione del fabbisogno di trasferimenti da parte dello Stato.

Sotto il profilo dellefficienza il Piano dovr confermare i livelli di produttivit raggiunti dalle strutture di produzione, migliorando la distribuzione e la copertura dei carichi di lavoro, anche in relazione al completato processo di integrazione organizzativa delle strutture degli enti soppressi INPDAP ed ENPALS.

1.1 Gli obiettivi di qualit

Il valore della produzione misurato, tra laltro, attraverso la qualit e lefficacia delloutput generato dai processi produttivi. Lanalisi della qualit indica in che modo e in che misura sono erogati i servizi, in termini di risposte pronte, coerenti ed esaurienti alle richieste degli utenti.

Il sistema di rilevazione della qualit strutturato in modo da misurare tutte le aree di attivit e linee di servizio in cui si articola la produzione dellIstituto.

La necessit di un continuo miglioramento della qualit del servizio reso dettata dallesigenza di aumentare il grado di soddisfazione degli utenti dellIstituto, pertanto gli indicatori su cui si basa il sistema sono rappresentative:

- dellaccessibilit, sia fisica che virtuale ai servizi dellIstituto;

- della tempestivit, cio il tempo intercorrente tra la domanda e lerogazione del servizio;

- della correttezza, cio la rispondenza della prestazione rispetto al diritto;

- della conformit, cio la corrispondenza del servizio rispetto alla specifiche standard previste dal processo;

- dellaffidabilit e della compiutezza, cio coerenza ed esaustivit del servizio rispetto alle specifiche definite.

Il miglioramento della qualit attraverso le leve sopra descritte consentir di ridurre la giacenza, intervenendo sulle aree di sofferenza, con conseguente aumento dei volumi di produzione.

Gli incrementi attesi in termini di efficacia e qualit del servizio, calcolati sulla base degli indicatori utilizzati nellambito del Cruscotto direzionale per la misurazione della qualit, sono i seguenti:

Incremento dellefficacia e qualit del servizio (var % vs 2014)

Prestazioni e servizi individuali

Flussi contributivi

Altre aree (controllo prestazioni e gestione ricorsi)

PIEMONTE

3,40%

3,20%

4,60%

0,80%

VALLE D'AOSTA

2,10%

1,90%

2,80%

1,30%

LOMBARDIA

1,20%

0,90%

2,10%

0,70%

LIGURIA

3,40%

2,30%

6,60%

0,60%

TRENTINO ALTO ADIGE

1,50%

1,20%

2,30%

0,60%

VENETO

3,20%

2,30%

6,70%

0,50%

FRIULI VENEZIA GIULIA

3,40%

3,60%

3,90%

0,80%

EMILIA ROMAGNA

0,70%

0,50%

1,20%

1,20%

TOSCANA

2,00%

2,40%

1,50%

0,60%

UMBRIA

7,60%

9,20%

5,50%

0,30%

MARCHE

2,30%

0,80%

6,70%

0,60%

LAZIO

6,90%

6,30%

9,50%

1,90%

ABRUZZO

4,70%

3,60%

7,80%

2,60%

MOLISE

5,70%

5,10%

8,10%

1,40%

CAMPANIA

6,90%

8,00%

6,80%

1,70%

PUGLIA

3,30%

2,20%

7,30%

1,30%

BASILICATA

2,80%

0,80%

6,00%

4,00%

CALABRIA

3,40%

3,40%

3,60%

2,60%

SICILIA

6,20%

7,10%

4,10%

7,00%

SARDEGNA

6,30%

6,80%

7,30%

0,70%

NAZIONALE

3,60%

1,90%

8,10%

1,50%

Gli obiettivi, in termini di incremento, sono differenziati a livello regionale e provinciale in relazione ai livelli di qualit raggiunti nellanno 2014.

Infatti, la qualit del servizio misurata attraverso lindicatore sintetico di qualit delle aree di produzione. I valori obiettivo per lanno 2015 vengono determinati su ciascun indicatore elementare e su ciascuna Direzione provinciale/Filiale di coordinamento sulla base del seguente criterio: se il valore consuntivato nellanno 2014 migliore rispetto alla media nazionale viene confermato come valore obiettivo 2015, viceversa, se il valore consuntivato nellanno 2014 peggiore rispetto alla media nazionale questa viene assunta come valore obiettivo per lanno 2015.

1.2 Gli obiettivi del valore economico finanziario

Il valore economico finanziario della produzione comprende quei valori collegati al Bilancio istituzionale generati direttamente dalle attivit produttive delle strutture di produzione. In sostanza si tratta di leve gestionali attivate su iniziativa dellIstituto il cui risultato varia in relazione allintensit esercitata nellazione amministrativa.

Gli elementi che compongono il valore finanziario sono riconducibili al Bilancio istituzionale di competenza dellINPS, sia per le entrate che per le uscite.

Per le entrate, le attivit produttive direttamente collegabili al valore finanziario generato sono riconducibili ai seguenti gruppi:

  • lattivit di accertamento contributivo, in fase di gestione delle denunce del soggetto contribuente, sia per gli errori formali che sostanziali, e in fase di accertamento ispettivo;
  • lattivit di gestione dei riscatti e delle ricongiunzioni;
  • lattivit di difesa dellIstituto per il contenzioso in materia contributiva, quantificando il valore della controversia, sia con esito favorevole che sfavorevole, in questo secondo caso il valore negativo.

Per le uscite, le grandezze prese in esame fanno riferimento ai seguenti gruppi:

  • lattivit di liquidazione delle prestazioni (prestazioni pensionistiche, prestazioni a sostegno del reddito, prestazioni assistenziali), rappresentata in termini di liquidazione di interessi legali per ritardata erogazione delle prestazioni ed ha valore negativo;
  • lattivit di accertamento delle prestazioni indebitamente erogate ed il recupero delle relative somme;
  • lazione surrogatoria nei confronti di terzi per le prestazioni di invalidit e malattia;
  • lazione di difesa dellIstituto in materia previdenziale e assistenziale, quantificando il valore della sorte, sia per gli esiti favorevoli che sfavorevoli, in questo secondo caso il valore negativo;
  • lattivit di controllo sanitario delle indennit di malattia ed invalidit ed il relativo recupero delle prestazioni.

Per lesercizio 2015, sulla base del consuntivo al 30 settembre 2014, si prevede di raggiungere un valore di circa 15,7 miliardi di euro, di cui 11,2 miliardi di euro di maggiori entrate e 4,5 miliardi di euro di minori uscite.

Nella tabella seguente sono riportati i valori finanziari delle attivit sopra descritte, analizzati nel triennio 2013-2015, ovvero consuntivo 2013, preconsuntivo 2014 ed obiettivo 2015.

MAGGIORI ENTRATE

Dicembre 2013

Preconsuntivo 2014

Obiettivo 2015

% VAR.

Accertamento contributi in fase di gestione flussi

7.440.527.809,03

8.772.003.625,81

9.368.499.872,37

6,8%

Accertamento contributi da vigilanza ispettiva

949.809.088,16

961.638.972,29

990.488.141,46

3,0%

Accertamento benefici in sede di pensione/TFS

123.060.607,54

77.076.509,13

44.020.242,96

-42,9%

Riscatti e ricongiunzioni

526.367.279,69

533.568.500,00

560.246.925,00

5,0%

Saldo sentenze favorevoli/sfavorevoli contributi

386.573.137,93

277.038.568,72

268.727.411,66

-3,0%

TOTALE ENTRATE

9.426.337.922,35

10.621.326.175,96

11.231.982.593,45

5,7%

MINORI USCITE

Dicembre 2013

Preconsuntivo 2014

Obiettivo 2015

% VAR.

Interessi legali (-)

81.242.709,61

64.033.814,03

60.832.123,33

-5,0%

Accertamento prestazioni indebite

2.530.839.363,00

2.600.254.735,80

2.678.262.377,87

3,0%

Annullamento prestazioni da Vigilanza ispettiva

299.070.000,00

254.308.000,00

261.937.240,00

3,0%

Azioni surrogatorie

49.816.008,20

44.582.222,60

44.582.222,60

0,0%

VMC - Annullamento prestazioni dirette malattia

22.757.398,09

18.057.704,00

18.057.704,00

0,0%

Revoche prestazioni Invalidit civile

89.568.080,00

46.203.733,00

44.692.693,00

-3,3%

Saldo sentenze favorevoli/sfavorevoli prestazioni

1.419.252.668,10

1.471.822.952,02

1.471.822.952,02

0,0%

TOTALE USCITE

4.330.060.807,77

4.371.195.533,39

4.458.523.066,17

2,0%

TOTALE COMPETENZA

Dicembre 2013

Preconsuntivo 2014

Obiettivo 2015

% VAR.

TOTALE ENTRATE + TOTALE USCITE

13.756.398.730,12

14.992.521.709,35

15.690.505.659,61

4,7%

Per lanno 2015 si prevede quindi un incremento complessivo del 4,7% rispetto al 2014, corrispondente a circa 700 milioni di euro.

Per quanto riguarda le entrate lincremento atteso rispetto al 2014 del 5,7%, cos distribuito:

- Accertamento dei contributi in fase amministrativa di gestione dei flussi: incremento del 6,8% determinato dalla gestione delle inadempienze delle aziende con dipendenti e dalla verifica amministrativa con riferimento allattivazione di specifici controlli incrociati, anche attraverso lutilizzo di un apposito data mining.

- Accertamenti dei contributi da vigilanza ispettiva: incremento del 3% che tiene conto del trend degli ultimi tre anni e del volume di ispezioni attivabile con gli ispettori di vigilanza disponibili.

- Accertamento dei benefici in sede di pensione e TFS per la gestione pubblica: riduzione del 42,9% per effetto della sensibile riduzione dei valori collegati ai benefici rispetto al precedente esercizio finanziario.

Incide, in modo prevalente, su questa riduzione, la previsione di incasso sui benefici in sede di TFS.

Su questa linea, infatti, le precedenti previsioni, legate alla messa in esercizio per la prima volta dellapplicativo dedicato, avevano risentito dellinvio massivo di note di debito riferite ad esercizi pregressi.

Per lanno 2015, invece, sono state valutate sia le note di debito generate ma non ancora inviate dagli operatori, e, in parte, quelle per le quali risultato non andato a buon fine linvio precedente, sia lammontare medio dei benefici lavorati ogni anno.

Quanto, invece, ai benefici pensionistici, sono stati conteggiati sia gli importi per benefici con rate e uniche soluzioni in scadenza nel 2015, sia una parte di importi valutati in base ad una statistica sulla modalit media di accettazione - per i quali, allo stato attuale, non si conosce ancora la modalit di versamento da parte degli enti (se unica soluzione o con piano di ammortamento), in quanto generati ma non ancora notificati.

- Riscatti e ricongiunzioni: incremento del 5% da realizzarsi attraverso una forte riduzione dei tempi di definizione e il parziale smaltimento delle domande giacenti in attesa di istruttoria da parte delle amministrazioni pubbliche di competenza; tale obiettivo richieder unazione convergente tra le direzioni centrali competenti e le direzioni regionali e provinciali al fine di accelerare i tempi di risposta delle amministrazioni.

- Contenzioso in materia contributiva: si prevede una riduzione pari al 3% determinata dallandamento del contenzioso che negli ultimi tre anni ha mostrato un trend in decisa diminuzione, mentre viene confermata la percentuale delle cause favorevoli allIstituto rispetto al totale della cause definite.

Per quanto riguarda le uscite lincremento atteso pari al 2%, cos distribuito:

- Interessi legali da prestazioni: riduzione pari al 5% a conferma del trend degli ultimi tre anni e della progressiva riduzione dei tempi di liquidazione delle pensioni, in particolare nellarea dellinvalidit civile.

- Accertamento delle prestazioni indebite: incremento del 3% determinato dallo sviluppo di sistemi di gestione e di controllo per la verifica della sussistenza del diritto alla prestazione.

- Annullamento delle prestazioni di vigilanza ispettiva: lincremento previsto in linea con lincremento dellattivit ispettiva.

- Azioni surrogatorie in materia di malattia ed invalidit: si prevede di mantenere i volumi di attivit previsti per lanno 2014.

- Annullamento delle prestazioni dirette di malattia: si prevede di mantenere lo stesso livello di visite mediche di controllo previsto per il 2014.

- Revoche prestazioni di invalidit civile: lanno 2015 sar caratterizzato dallapplicazione delle disposizioni normative previste dallart. 25 della L.114 dell11/8/2014 che amplia lambito degli accertamenti della permanenza della minorazione civile o della disabilit anche alle prestazioni non economiche precedentemente escluse. Tuttavia, relativamente agli accertamenti sulle prestazioni economiche si prevede una contrazione del 3,3% rispetto allanno 2014.

- Contenzioso in materia previdenziale e assistenziale si prevede il mantenimento dei valori del 2014 determinato dalla riduzione del contenzioso e dall incremento dellefficacia dellazione legale.

Nellallegato 1 vengono riportati i valori disaggregati a livello di singola Direzione regionale.

1.3 Gli obiettivi di smaltimento delle giacenze

Per tutte le strutture di produzione dellIstituto i volumi di produzione saranno programmati assicurando, per tutti i prodotti, ad eccezione di quelli compresi nei paragrafi seguenti, il mantenimento fisiologico degli indici di giacenza 2014 se questi sono non superiori a 30 giorni per lAgenzia Prestazioni e Servizi individuali, a 45 giorni per lAgenzia Flussi Contributivi e a 85 giorni per Altre Aree. Lindice di deflusso confermato uguale o superiore a 1.

Tale obiettivo riguarda anche i prodotti relativi al Soggetto Contribuente, ora confluiti nellAgenzia Flussi contributivi, la cui correntezza potr realizzarsi grazie al completo rilascio delle procedure Gestione Contributiva e Nuovo Recupero Crediti.

Ad integrazione degli obiettivi di correntezza rappresentati dagli indici di giacenza suddetti, sono state individuate specifiche aree che richiederanno nel corso del 2015 una speciale focalizzazione delle attivit finalizzata alla realizzazione di obiettivi di smaltimento.

Si riportano di seguito le principali aree dove potr essere richiesta anche lattivazione di leve organizzative di tipo straordinario.

1.3.1 Ricongiunzioni

Lalto indice di giacenza registrato su tali prodotti rende necessaria una significativa riduzione, pari ad almeno il 50% della giacenza di riscatti e ricongiunzioni, sia della gestione pubblica sia privata, e lazzeramento della giacenza dei relativi movimenti finanziari (codice 0203MF).

Al fine di realizzare questo importante ed impegnativo obiettivo dovr essere realizzata la piena integrazione organizzativa delle aree di produzione dove attualmente risiedono le competenze in materia di gestione della posizione assicurativa.

Pertanto, a parziale modifica della circolare 36/2014, dovranno essere integrate nellarea Anagrafica e flussi le funzioni relative alla gestione di tutte le domande di riscatto e ricongiunzione sia della gestione pubblica che privata, unitamente ai relativi movimenti finanziari.

1.3.2 Consolidamento della banca dati delle posizioni assicurative degli Iscritti alle gestioni pubbliche

Loperazione Estratto Conto dipendenti pubblici costituisce un importante momento di interazione dellIstituto con gli iscritti alle Gestioni pubbliche, attraverso il quale oltre a fornire un servizio per conoscere la propria situazione previdenziale, linteressato nel contempo sollecitato a partecipare attraverso le Richieste di Variazione alla Posizione Assicurativa (RVPA) al perfezionamento della stessa.

La Circolare n. 49 del 4 aprile 2014 e le "Istruzioni Operative per la sistemazione delle Posizioni Assicurative degli Iscritti alla Gestione Pubblica, disponibili sulla Intranet nella sezione della scrivente D.C. Posizione Assicurativa, costituiscono i documenti di riferimento per le attivit di Sistemazione della P.A.

Le attivit di lavorazione preventiva sulle posizioni assicurative, che precedono linvio agli iscritti della comunicazione personale, interesseranno lintera platea degli iscritti alle Gestioni pubbliche (circa 3,4 milioni), secondo un calendario di estrazioni progressive di lotti di posizioni individuate con i criteri di cui alla predetta Circolare 49/2014.

Nel corso dellintero anno 2015 dovranno essere lavorati n. 3 lotti di circa 500.000 posizioni ciascuno riferite al personale degli enti locali e dello stato.

Al fine di garantire una corretta valutazione del carico di lavoro sono stati inseriti appositi indicatori per la misurazione del carico di lavoro e per la valutazione della correntezza dei tempi di risposta e delle singole attivit sotto il profilo qualitativo, in particolare:

-- attivit di memorizzazione del fascicolo che prevede di inserire nella banca dati delle Posizioni Assicurative le informazioni di tipo previdenziale presenti nella documentazione conservata nei fascicoli "pensionistico ed eventualmente "TFS/TFR. Tale attivit propedeutica ad ogni successivo intervento sulla Posizione Assicurativa, da non posporre in nessun caso ai successivi interventi di seguito descritti;

-- correzione e sistemazione della posizione assicurativa: piena rimozione delle anomalie contenute nella work area, esame di merito degli "errori potenziali e valutazione di congruit generale dellestratto (posizione con zero segnalazioni);

-- trattazione della RVPA ovvero le richieste di variazione della posizione assicurativa inoltrate direttamente o tramite patronato.

Al fine della valutazione dellimpatto delloperazione Estratto Conto sui carichi di lavoro delle strutture, le Direzioni regionali possono prendere a riferimento i volumi delle sistemazioni in corso sul primo lotto.

Sul piano della qualit, il valore delloperazione riconosciuto prioritariamente alla capacit di pervenire alla piena sistemazione delle posizioni entro la data di pubblicazione della lista successiva.

Pertanto, nellambito del Cruscotto Direzionale (sezione di Agenzia per il Soggetto Contribuente, area "Anagrafica e flussi) sar attivato uno specifico indicatore di efficacia collegato alla quota di posizioni sistemate entro i termini, in rapporto al totale dei nominativi contenuti nella lista corrispondente:

numero di posizioni sistemate

------------------------------------------------------------------------------------------- %

totale dei nominativi presenti nella lista corrispondente

1.3.3 Accertamenti contributi in fase amministrativa

-- Gestione privata: la normalizzazione delle attivit nellarea della gestione aziende con dipendenti deve garantire i livelli di accertato conseguiti nellanno 2012, cio nel periodo precedente allavvio dello sviluppo delle nuove procedure, tale obiettivo richieder il raggiungimento dei livelli di correntezza sui prodotti della Gestione Contributive e della Gestione dei Crediti;

-- Gestione pubblica - benefici in sede pensione e TFS: raggiungimento degli obiettivi assegnati, a ciascuna Regione, in relazione alla quota di Incassato sul Dovuto;

1.3.4 Pensioni provvisorie

Deve proseguire lattivit di smaltimento delle giacenze relative alle pensioni provvisorie per le quali sar attivato un indicatore che misurer la stratificazione della giacenza, individuando le pensioni giacenti da pi tempo.

Pertanto, ai fini della valutazione del carico di lavoro, le strutture debbono fare riferimento ai seguenti obiettivi di giacenza:

-- Pensioni provvisorie lavoratori dipendenti: IG = 180 gg;

-- Pensioni provvisorie lavoratori autonomi: IG = 420 gg.

1.3.5 Pensioni in convenzione internazionale

Ai soli fini della misurazione il flusso di lavorazione delle pensioni in convenzione internazionale viene suddiviso in due segmenti: il primo relativo alla fase di istruttoria, con un tempo soglia non superiore a 30 giorni; il secondo relativo alla fase di liquidazione, che si avvia con larrivo del relativo formulario, con un tempo soglia di ulteriori 30 giorni.

1.3.6 Controllo prestazioni

In considerazione della valenza strategica di questarea nellambito del piano di produzione 2015 ed in particolare con riferimento agli obiettivi di crescita del valore economico finanziario generato, sar introdotto uno specifico monitoraggio sullattivit di controllo delle liste "pensioni da verificare con i seguenti obiettivi di tempo soglia per la definizione:

Liste pensioni da verificare (codici)

Obiettivo tempo soglia

(in gg)

ANAG0003, ANAG0008, PENS0031, PENS0033, PENS0038

30

ANAG0001, ANAG0004, ANAG0005, ANAG0006, ANAG0007, INESP001, PENS0001, PENS0002, PENS0003, PENS0004, PENS0008, PENS0012, PENS0016, PENS0020, PENS0021, PENS0023, PENS0024, PENS0025, PENS0026, PENS0029, PENS0030, PENS0034

60

ANAG0002, PENS0011, PENS0013, PENS0014, PENS0015, PENS0017, PENS0018, PENS0022, PENS0027, PENS0032, PENS0037

90

PENS0005, PENS0006, PENS0007, RESID0001, RESID0002, RICUF001, RICUF002, RICUF003, RICUF004, RICUF005

180

1.3.7 Gestione prestazioni indebite

Anche questarea di attivit, strettamente collegata con lincremento di valore economico finanziario generato, deve essere oggetto di particolare attenzione e potenziamento nellambito del piano 2015.

In particolare, in presenza di significative giacenze si rende opportuno differenziare la gestione corrente rispetto allo smaltimento dellarretrato, introducendo anche attivando specifiche leve gestionali.

Pertanto, a partire da gennaio del 2015, saranno istituiti nuovi codici per la rilevazione delle attivit di definizione relative alle prestazioni indebite generate da gennaio 2015. Sullattivit corrente dovr essere previsto un indice di giacenza pari a 85 gg, mentre per larretrato dovr essere portata avanti il completamento dello smaltimento delle giacenze presenti al 31 dicembre 2014, entro il 30 aprile 2015.

1.3.8 Contenzioso amministrativo

Al fine di normalizzare il flusso operativo del contenzioso amministrativo si richiamano le disposizioni fornite con la circolare n. 29 del 2013 che stabilisce i segunti tempi soglia:

-- Presa in carico dei ricorsi tramite RIOL nelle procedure di gestione: 48 ore;

-- Istruttoria e trasmissione al Comitato competente: 30 giorni; sia per i ricorsi di competenza delle Direzioni provinciali che per quelli delle Direzioni regionali.

1.3.9 Contenzioso giudiziario

Con riguardo allattivit degli uffici legali il piano 2015 dovr tendere al miglioramento dellefficacia e delleconomicit dellazione di difesa dellIstituto.

A tal fine, anche in considerazione dei recenti sviluppi in tema di processo telematico, le Direzioni regionali, dintesa con il Coordinatore legale con funzioni di coordinamento regionale, dovranno elaborare proposte per avviare iniziative di sussidiariet, regionale ed interregionale, volte ad uniformare i carichi di lavoro relativi al contenzioso ordinario, di primo e secondo grado, e del recupero crediti.

Lobiettivo assicurare un livello minimo di carichi di lavoro/mese pro capite (per avvocato).

Tale livello sar oggetto di specifica valutazione da parte della Direzione centrale controllo di gestione e del Coordinamento generale legale.

Al fine di consentire una prima elaborazione delle proposte di Piano 2015 e del relativo impiego delle risorse umane possono essere utilizzati i seguenti parametri, ovvero anche altri in grado di valorizzare le iniziative di sussidiariet:

-- limite massimo: Direzioni provinciali con carico di lavoro (giacenza iniziale pi pervenuto) superiore a 600 punti omogeneizzati/mese procapite (per avvocato). Per tali sedi dovranno essere attivati specifici progetti di sussidiariet;

-- limite minimo: Direzioni provinciali con carico di lavoro (giacenza iniziale pi pervenuto) inferiore a 300 punti omogeneizzati/mese procapite (per avvocato). Per le sedi che sono al di sotto di tale volume dovr essere prevista la partecipazione ai progetti di sussidiariet, anche di livello interregionale.

1.3.10 Verifiche sulla permanenza dei requisiti sanitari in materia di invalidit civile

Anche per lanno 2015 l'Istituto effettuer, in via aggiuntiva alla ordinaria attivit di accertamento della permanenza dei requisiti sanitari e reddituali, un programma di verifica campionaria nei confronti dei soggetti con invalidit, per i quali sono confermati i livelli di attivit del 2014.

Per quanto concerne lattivit ordinaria di accertamento, le innovazioni introdotte dallart. 25 della Legge 114/2014 estendono le verifiche anche ai benefici di natura non economica.

Tale attivit sar svolta avvalendosi di risorse interne ed esterne (i cd medici convenzionati) e, rivolta, almeno in una prima fase, prioritariamente alle prestazioni di natura economica, per le altre si proceder con criteri di gradualit e sostenibilit dei carichi di lavoro.

In seguito a tale attivit di verifica la non conferma del requisito sanitario e/o reddituale comporta la revoca del beneficio goduto, in termini economici, da tale attivit si attende per il 2015 un recupero di 44,7 milioni di euro, di cui 3,8 per motivi reddituali.

1.4 Gli obiettivi di efficienza

Relativamente alla produttivit il Piano 2015 dovr confermare i livelli di efficienza definiti nel Piano della performance 2014-2016. Tuttavia, al fine di garantire lottimizzazione dellimpiego delle risorse dovranno essere attivati percorsi graduali per lomogenea distribuzione dei carichi di lavoro tra le strutture di produzione e, allinterno delle stesse, tra le diverse aree di attivit e linee di servizio.

Inoltre, al fine di fronteggiare adeguatamente i carichi di lavoro sul fronte produttivo si dovr prevedere un ulteriore incremento delle percentuali di impiego nelle aree di produzione, recuperando risorse dalle aree di staff.

Pertanto, i parametri di congruit di impiego del personale per le strutture territoriali per lanno 2015, sono i seguenti:

Parametri di congruit di impiego delle risorse umane

Valore in %

Preconsuntivo 2014

Piano 2015

Impiego risorse ABC nelle aree di produzione e nelle aree professionali rispetto al totale risorse ABC delle direzioni provinciali

di cui nelle sole aree di produzione

90,2%

84,0%

92,2%

85,5%

Impiego risorse ABC nelle sedi regionali rispetto al totale risorse ABC delle direzioni regionali

7,1%

7,0%

Entrambi i parametri sono differenziati in relazione alla variabile dimensionale applicata sia alle direzioni regionali che a quelle provinciali.

- Percentuale impiego nelle aree di produzione = 85,5% (personale ABC presente nelle aree di produzione/Totale personale ABC presente della direzione provinciali); lattivit di produzione sar interessata, tra laltro, dalloperazione di aggiornamento degli archivi (massimario di scarto, selezione dellarchivio corrente), propedeutica alla fase di delocalizzazione, nei tempi e nei modi che saranno comunicati con apposita circolare.

- Percentuale impiego nelle aree di supporto: la percentuale di impiego cos suddivisa nei quattro cluster:

  1. Cluster 1 = 6,5%
  2. Cluster 2 = 7,0%
  3. Cluster 3 = 8,0%
  4. Cluster 4 = 9,0%

I Cluster sono cos composti:

Cluster 1: Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Caserta, Catania, Cosenza, Firenze, Foggia, Genova, Lecce, Messina, Padova, Palermo, Perugia, Reggio Calabria, Salerno, Venezia, e Direzioni metropolitane.

Cluster 2: Agrigento, Ancona, Avellino, Bolzano, Brindisi, Catanzaro, Chieti, Cuneo, Ferrara, Frosinone, L'Aquila, Latina, Modena, Monza, Potenza, Reggio Emilia, Sassari, Taranto, Trento, Treviso, Udine, Varese, Verona, Vicenza.

Cluster 3: Alessandria, Ascoli Piceno, Barletta-Andria-Trani, Benevento, Como, Forl, Livorno, Lucca, Macerata, Mantova, Novara, Nuoro, Parma, Pavia, Pesaro, Pescara, Pisa, Ragusa, Ravenna, Rimini, Savona, Siracusa, Teramo, Terni, Trapani, Viterbo.

Cluster 4: Aosta, Arezzo, Asti, Belluno, Biella, Caltanissetta, Campobasso, Cremona, Crotone, Enna, Fermo, Gorizia, Grosseto, Imperia, Isernia, La Spezia, Lecco, Lodi, Massa Carrara, Matera, Oristano, Piacenza, Pistoia, Pordenone, Prato, Rieti, Rovigo, Siena, Sondrio, Trieste, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Vibo Valentia, e Filiali di coordinamento.

- Percentuale di impiego di risorse umane nelle sedi regionali rispetto al totale delle Direzioni Regionali, espresso sempre in termini di presenza del personale appartenente alle aree ABC, il cui valore differenziato per Cluster regionale

% di impiego delle risorse umane (ABC) nelle sedi regionali rispetto a totale DR

TOTALE CLUSTER 1

di cui Valle dAosta

di cui Trentino Alto Adige

11,0%

18,0%

7,0%

TOTALE CLUSTER 2

8,0%

TOTALE CLUSTER 3

6,0%

TOTALE CLUSTER 4

6,0%

Nazionale

7,0%

Cluster regionale 1: Valle dAosta, Trentino Alto Adige, Umbria, Molise, Basilicata;

Cluster regionale 2: Liguria, Friuli Venezia Giulia, Marche, Abruzzo, Sardegna;

Cluster regionale 3: Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia;

Cluster regionale 4: Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana.

- Percentuale presenza (al netto della formazione ordinaria e straordinaria, comprendendo le ore di maggiore presenza retribuite)/forza FTE (full time equivalent) = 81%

1.5 Valorizzazione dellattivit di informazione e consulenza delle strutture provinciali

Come previsto dalla circolare 66/2012, al fine di valutare limpatto del carico di lavoro generato dallattivit di informazione e consulenza sono stati individuati 16 Cluster che raggruppano in modo omogeneo le strutture provinciali, le agenzie complesse e le agenzie territoriali.

I Cluster sono stati ottenuti incrociando due variabili: il volume della domanda e la complessit del contesto ambientale (variabili socio-economiche).

Il volume della domanda su base annua stato segmentato in otto gruppi:

  1. Aree metropolitane
  2. Direzioni Provinciali e Filiali di Coordinamento con Pervenuto annuo >= 180.000 punti omogeneizzati
  3. Direzioni Provinciali e Filiali di Coordinamento Pervenuto annuo compreso tra 120.000 e 180.000 punti omogeneizzati
  4. Direzioni Provinciali e Filiali di Coordinamento Pervenuto annuo < 120.000 punti omogeneizzati
  5. Agenzie complesse
  6. Agenzie territoriali con FTE >= 19 unit
  7. Agenzie territoriali con FTE >=12 e < 19 unit
  8. Agenzie territoriali con FTE < 12 unit

La complessit ambientale stata classificata in:

A- Alta con indice di complessit superiore a 100

B- Media con indice di complessit inferiore a 100

Lindice di complessit ottenuto attraverso la ponderazione dei seguenti indicatori:

  • Elementi socio demografici e strutturali generali
    • la distribuzione della popolazione, che viene considerata ottimale, dal punto di vista della erogazione dei servizi quando risulta concentrata in poli di media dimensione (in particolare capoluoghi di provincia di media dimensione); risultano quindi penalizzate le situazione con una notevole dispersione in piccoli centri o fortemente concentrate in aree metropolitane congestionate;
    • il livello di scolarit della popolazione che, tanto pi elevato, favorisce il rapporto con lIstituto in generale e in particolare per le attivit di consulenza e informazione;
    • la dotazione e diffusione di strutture che consentono laccesso alle informazioni e ai servizi per via telematica;
    • il livello di criminalit, che incide negativamente sul contesto socio-ambientale e, quindi, anche sulloperativit delle strutture di produzione dellIstituto.

  • Struttura della popolazione che interagisce con lIstituto
    • Occupati dipendenti
    • Occupati autonomi
    • Occupati in agricoltura
    • Lavoratori parasubordinati
    • Pensioni di invalidit civile
    • Permessi di soggiorno per lavoro
    • Strutture di patronato
    • Tasso di disoccupazione
    • Imprese con meno di 10 addetti
    • Tasso di natalit + tasso di mortalit delle imprese

  • Ulteriori elementi strutturali specifici di ogni processo
    • Indice di dipendenza degli anziani
    • Indice di qualit della vita
    • Sofferenze bancarie /Impieghi clientela ordinaria

I Cluster individuati sono pertanto sedici cos composti:

Cluster 1A: Milano, Roma, Napoli e agenzie complesse collegate

Cluster 1B: Torino e agenzie complesse collegate

Cluster 2A: Monza, Caserta, Salerno, Bari, Foggia, Lecce, Taranto, Cosenza, Reggio Calabria, Catania, Messina, Palermo, Cagliari e agenzie complesse collegate

Cluster 2B: Bergamo, Brescia, Varese, Genova, Padova, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza, Bologna, Modena, Firenze, Perugia e agenzie complesse collegate

Cluster 3A: Cuneo, Bolzano, Frosinone, Latina, Chieti, LAquila, Avellino, Benevento, Brindisi, Catanzaro, Agrigento, Siracusa, Trapani, Sassari e agenzie complesse collegate

Cluster 3B: Alessandria, Como, Mantova, Pavia, Trento, Udine, Ferrara, Forl, Rimini, Parma, Ravenna, Reggio Emilia, Ancona, Pesaro, Teramo e agenzie complesse collegate

Cluster 4A: Asti, Aosta, Sondrio, Imperia, Savona, Grosseto, Rieti, Viterbo, Campobasso, Isernia, Barletta-Andria-Trani, Matera, Potenza, Vibo Valentia, Crotone, Caltanissetta, Enna, Ragusa, Nuoro, Oristano e agenzie complesse collegate

Cluster 4B: Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Biella, Lecco, Cremona, Lodi, La Spezia, Belluno, Rovigo, Gorizia, Trieste, Pordenone, Piacenza, Arezzo, Prato, Livorno, Lucca, Massa-Carrara, Pisa, Pistoia, Siena, Terni, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pescara e agenzie complesse collegate

Cluster 5A: Agenzie complesse con capoluogo di provincia in complessit A

Cluster 5B: Agenzie complesse con capoluogo di provincia in complessit B

Per i cluster da 6A a 8B vedere allegato 2.

Cluster

% risorse disponibili per attivit di sportello e informazione su totale delle risorse disponibili nelle aree di produzione

Cluster 1A

5,1

Cluster 1B

4,5

Cluster 2A

5,6

Cluster 2B

4,9

Cluster 3A

6,1

Cluster 3B

5,4

Cluster 4A

6,7

Cluster 4B

5,9

Cluster 5A

7,5

Cluster 5B

6,5

Cluster 6A

8,3

Cluster 6B

7,2

Cluster 7A

8,9

Cluster 7B

7,8

Cluster 8A

5,9

Cluster 8B

9,5

In considerazione della graduale istituzione di nuovi codici prodotto sulle attivit collegate ai servizi consulenziali ed in previsione di prossimi rilasci anche con riferimento alla valorizzazione delle attivit collegate a Linea Inps, per la fase di programmazione 2015 viene confermato il meccanismo di neutralizzazione della presenza per le aree di produzione delle Direzioni provinciali, delle Agenzie complesse e delle Agenzie territoriali.

1.6 Il fabbisogno di risorse umane e la programmazione delle leve gestionali

Una delle finalit principali del processo di programmazione e budget quella di definire il fabbisogno di risorse umane collegato al piano di produzione. Il processo che deve portare alla definizione del fabbisogno deve essere articolato nelle seguenti fasi:

- Dimensionamento del carico di lavoro, attraverso lapplicazione degli obiettivi di qualit e di indice di giacenza, nonché degli obiettivi collegati al valore economico finanziario della produzione sui volumi complessivi determinati dalla stima del pervenuto (domande di servizio e gestione flussi) e dalla ricognizione delle giacenze (relative sia alle pratiche gi inserite nelle procedure di gestione che quelle ancora da inserire);

- Determinazione del fabbisogno di risorse umane, la copertura del carico di lavoro per linea di servizio/area di attivit deve essere tale da garantire la congruit a livello di direzione provinciale, attraverso lapplicazione degli appositi parametri di impiego delle risorse umane;

- Programmazione delle leve gestionali, dalla comparazione del fabbisogno di risorse umane con la previsione di consistenza media annua del personale per linea di servizio/area di attivit, deve scaturire la programmazione delle leve gestionali, in particolare:

  • mobilit interna alla Direzione provinciale, anche attraverso la programmazione di appositi percorsi formativi per lallineamento delle competenze;
  • impiego di lavoro straordinario, con particolare riferimento alle aree di produzione;
  • sussidiariet interna, attraverso il ricorso alla potenzialit produttiva delle agenzie territoriali e/o alle altre strutture di Direzione provinciale;
  • sussidiariet interprovinciale, da programmare nellambito della Direzione regionale;
  • progetti regionali di miglioramento, da programmare per il recupero della correntezza nelle aree critiche, applicando i criteri previsti dalla circolare 89/2014;
  • sussidiariet interregionale, da programmare di concerto con la Direzione centrale pianificazione e controllo di gestione;
  • poli specialistici regionali, dove concentrare alcune lavorazioni in sussidiariet che richiedono specifiche competenze.

1.7 Piani delle attivit delle strutture regionali

Oltre ai piani di produzione, le Direzioni regionali predisporranno appositi piani relativi alla programmazione delle attivit in coerenza con le funzioni assegnate dallOrdinamento dei servizi, attraverso le quali saranno individuate responsabilit, valori obiettivo e risorse impiegate.

I piani di attivit dovranno indicare larea dirigenziale responsabile, lobiettivo assegnato allarea dirigenziale espresso attraverso un apposito indicatore ed un valore obiettivo nonché le risorse umane ed economiche previste per il raggiungimento dellobiettivo.

La realizzazione del piano delle attivit delle strutture regionali viene verificata attraverso indicatori di efficienza e di impiego delle risorse, o di output; solo eccezionalmente, in considerazione della tipologia di attivit, si applicano indicatori di efficacia.

Inoltre, poiché i piani regionali delle attivit si caratterizzano per la loro continuit, lindicatore utilizzato pu essere espresso anche in termini di scostamento rispetto a quanto conseguito nellesercizio precedente.

1.8 Piano della logistica

Il processo di razionalizzazione degli immobili strumentali stato avviato nel 2009 con la Determinazione Commissariale n. 221/09 avente ad oggetto "Razionalizzazione logistica delle Direzioni Regionali e Provinciali dellIstituto".

Tale determinazione, oltre a definire le "linee guida operative" per la definizione degli interventi di razionalizzazione logistica delle strutture territoriali dell'Istituto (DR, DP e Aree Metropolitane), ha fissato il parametro unico di 25 mq netti per unit lavorativa, da valutarsi a seconda della singola struttura. Con la Determinazione presidenziale n. 99 del 1 giugno 2012 stato previsto, in considerazione della soppressione dellINPDAP e dellENPALS di cui allart. 21 del D.L. n. 201/2011, lavvio di iniziative finalizzate alla razionalizzazione logistica del patrimonio strumentale, attraverso la predisposizione di specifici Piani operativi, approvati con Determinazione presidenziale n 205 del 26 ottobre 2012.

Successivamente, nel corso del 2014, le Direzioni regionali, in accordo con le strutture centrali competenti, hanno presentato una rimodulazione dei piani operativi. I nuovi Piani Operativi sono stati approvati con Determinazione n 105 del 2014 che ha integrato, o qualora incompatibile, sostituito i piani di razionalizzazione precedentemente approvati.

In attuazione dei Piani elaborati dalle Direzioni Regionali, sono stati definiti gli obiettivi per il 2015, riepilogati nelle tabella seguente, ove vengono evidenziati, per singola regione, il numero degli interventi da realizzare, anche con riferimento agli interventi di ottimizzazione degli spazi (definiti come "interventi di integrazione logistica), i mq da rilasciare (nel caso di intero stabile) o la riduzione degli spazi.

Sulla base dei Piani operativi di razionalizzazione approvati, prevista per il 2015 la realizzazione di n 32 interventi.

Riepilogo interventi di razionalizzazione logistica2015

Numero interventi da realizzare nel 2015

Rilascio stabile (totale superfici)

Riduzione MQ

Interventi di integrazione logistica

ABRUZZO

-

-

-

-

BASILICATA

1

3.476

-

-

CALABRIA

2

2.358

798

-

CAMPANIA

4

19.827

-

1

EMILIA ROMAGNA

-

-

-

-

FRIULI V.G.

3

2.350

1.694

-

LAZIO

-

-

-

-

LIGURIA

-

-

-

-

LOMBARDIA

4

5.740

-

1

MARCHE

-

-

-

-

MOLISE

1

1.115

-

-

PIEMONTE

1

1.712

-

-

PUGLIA

3

6.673

1.927

-

SARDEGNA

3

976

-

1

SICILIA

2

4.402

-

-

TOSCANA

4

2.135

1.036

1

TRENTINO AA

-

-

-

-

UMBRIA

2

4.059

-

-

VALLE D'AOSTA

1

747

-

-

VENETO

1

11.685

-

-

Nazionale

32

67.255

5.455

4

Nellallegato 3 sono specificati, nel dettaglio, gli interventi da realizzare per lanno 2015.

Si evidenzia inoltre, sempre con riguardo ai Piani di razionalizzazione approvati con la citata Determinazione 105/2014, che, alla data del 1/10/2014, risultano da realizzare alcuni interventi la cui conclusione prevista per il 2014. Detti interventi, qualora non si concludessero entro il 31/12/2014, integreranno gli obiettivi fissati per il 2015.

1.9 Piano di gestione degli archivi cartacei

Con la determinazione n 96 del 16 giugno 2014 stata approvata la strategia di gara diretta alla realizzazione del polo unico per larchiviazione del materiale cartaceo degli archivi "non correnti presso il complesso edilizio in Lacchiarella (MI).

Proprio in relazione alle necessaria attivit propedeutica al trasferimento del materiale cartaceo presso il polo unico, appare indispensabile avviare, gi dal 2015, lattivit finalizzata allesame degli archivi "non correnti al fine di effettuare leliminazione della documentazione che, secondo i vigenti massimari di scarto, dovr essere inviata al macero. A tal proposito si ricorda che larticolo n. 3 comma 9 della Legge n. 155 del 7 agosto 2012 di conversione del D.L. n. 95 del 6 luglio 2012, ha introdotto lobbligo per le Amministrazioni Statali di effettuare "lo scarto degli atti darchivio entro il 31 dicembre di ogni anno.Pertanto, tale attivit finalizzata anche a ridurre situazioni di criticit degli archivi, di conseguire risparmi nella spesa per la gestione e la manutenzione degli stessi.

Tale obiettivo, peraltro, in linea anche con le indicazioni contenute nel Piano industriale 2014-2016, che identificano come prioritario il recupero di superfici, anche attraverso la corretta conservazione degli atti e la loro puntuale eliminazione, nonché lutilizzo del servizio di archiviazione, custodia e gestione dei fascicoli e dei documenti relativi allattivit dellIstituto.

Lattivit di esame della documentazione deve essere necessarimente diretta anche ad una valutazione degli archivi "correnti per esaminare possibili ipotesi di riduzione degli spazi. Per archivio corrente si intende lo spazio utilizzato per il deposito delle pratiche riferite alle attivit in corso (giacenza e pervenuto) nonch alle pratiche definite nel corso degli ultimi 5 anni.

Nella tabella viene rappresentata la situazione dei metri lineari esistenti presso gli archivi delle regioni (c.d. "archivi di deposito), distinti in sedi di produzione e strutture sociali, sulla base dei dati risultanti a seguito dellultimo scarto effettuato.

Metri lineari occupati dai fascicoli archiviati

Metri lineari regionali complessivi

Metri lineari relativi alle sedi di produzione

Metri lineari relativi alle strutture sociali

TRENTINO AA

21.333

21.064

-

UMBRIA

15.957

8.384

164

MOLISE

8.774

8.624

-

BASILICATA

23.589

21.839

-

VALLE D'AOSTA

3.937

3.937

-

TOTALE CLUSTER 1

73.590

63.848

164

ABRUZZO

36.611

34.179

4

LIGURIA

47.333

47.169

-

FRIULI V.G.

43.272

40.782

-

MARCHE

34.075

33.855

-

SARDEGNA

18.801

18.741

-

TOTALE CLUSTER 2

180.092

174.726

4

LAZIO

119.877

117.471

318

CAMPANIA

96.911

85.820

-

PUGLIA

131.573

129.611

-

SICILIA

65.478

65.283

195

CALABRIA

47.754

47.075

-

TOTALE CLUSTER 3

461.593

445.260

513

PIEMONTE

107.211

87.292

-

LOMBARDIA

190.047

188.570

-

VENETO

94.810

89.959

-

EMILIA ROMAGNA

99.610

95.212

-

TOSCANA

90.762

89.637

388

TOTALE CLUSTER 4

582.440

550.670

388

Nazionale

1.297.715

1.234.504

1.069

Dati desunti dall'ultimo monitoraggio effettuato dalla Direzione Centrale Organizzazione

Al fine di valutare il carico di lavoro necessario per la gestione degli archivi (sia quelli di "deposito che quelli "correnti) si riportano i seguenti parametri di riferimento:

- conclusione delle attivit entro il 31/12/2016;

- valore omogenizzato per metro lineare gestito: 1,5;

Pertanto applicando i parametri suddetti dovr essere programmato limpiego di un numero di risorse congrue allo svolgimento della suddetta attivit di verifica degli archivi e di scarto della documentazione.

Resta inteso, che la programmazione delle risorse ai fini della gestione degli archivi dovr comunque assicurare il rispetto degli obiettivi della produzione fissati per il 2015, incluso quelli collegati a progetti di sussidiariet regionale ed interregionale, nonché dei progetti regionali di miglioramento. La Direzione centrale pianificazione e controllo di gestione effettuer, successivamente alla programmazione, una valutazione di congruit del piano di gestione degli archivi, fissando puntuali massimali di impiego.

Tale attivit, opportunamente omogenizzata, sar valutata ai fini della produzione complessiva delle strutture. Le risorse umane impiegate dovranno essere programmate e consuntivate nelle aree di produzione. A tal fine limpiego della risorsa dovr essere attestata utilizzando Timesheet "causale archivi.

In fase di programmazione, nel Piano Budget 2015, sar possibile verificare nel dettaglio le quantit esposte, procedendo allaggiornamento ed integrazione dei dati relativi agli archivi.

Landamento dello gestione degli archivi intesa sia come scarto sia come separazione logistica dellarchivio corrente, sar oggetto di rilevazione mensile, in occasione della quale dovranno essere esposti, per singola sede, i dati relativi allattivit effettuata, evidenziando i volumi catacei eliminati a seguito delloperazione di scarto documentale.

1.10 I costi di funzionamento delle strutture regionali

Relativamente alla programmazione dei costi di funzionamento, le Direzioni regionali elaboreranno la proposta di fabbisogno, quale insieme consolidato delle risorse economiche necessarie alla realizzazione delle attivit da intraprendere per il raggiungimento degli obiettivi di produzione.

La riduzione dei costi differenziata a livello regionale al fine di avviare percorsi di convergenza verso standard di costo medio di prodotto ed articolata attraverso specifici parametri di congruit economica, come di seguito rappresentati.

Tali parametri sono costruiti sulla base della consistenza attesa delle risorse umane assegnate alle singole strutture e sulla previsione 2015 dei carichi di lavoro omogeneizzati sviluppati applicando i parametri di impiego e produttivit delle risorse umane indicati nella presente circolare.

Lindicatore costo medio totale per unit di prodotto, espresso in euro, preso a riferimento per misurare lefficacia economica della struttura e viene calcolato come rapporto tra:

totale costi diretti di produzione

(vincolati, discrezionali e parametrici)

al netto dei costi della gestione patrimoniale da reddito

Costo medio per unit di prodotto =---------------------------------------------------------------------

produzione omogeneizzata lorda

Accanto a tale parametro, stato elaborato anche lindicatore costo medio netto per unit di prodotto, dove il totale costi di produzione sono dati dalla somma dei costi vincolati e dei costi discrezionali al netto dei costi legati alla gestione patrimoniale da reddito e delle spese legali.

totale costi diretti di produzione

(vincolati, discrezionali)

al netto dei costi della gestione patrimoniale da reddito e spese legali

Costo medio netto per unit di prodotto = --------------------------------------------------------

produzione omogeneizzata lorda

Il valore dellindicatore atteso per lanno 2015 prevede una riduzione, rispetto al Preconsuntivo (terzo forecast) dellesercizio 2014, pari al -2,6% per il costo medio totale per unit di prodotto e del -3% per il costo medio netto per unit di prodotto, con i seguenti andamenti a livello di cluster/regione.

Indicatore costo medio totale per unit di prodotto

Costo medio totale per unit di prodotto 2014

Costo medio totale per unit di prodotto 2015

Var. % costi 2015/2014

TRENTINO AA

127,53

127,53

0,0%

UMBRIA

146,32

146,32

0,0%

MOLISE

152,03

147,48

-3,0%

BASILICATA

175,45

147,48

-15,9%

VALLE D'AOSTA

151,98

147,48

-3,0%

TOTALE CLUSTER 1

147,48

141,08

-4,3%

ABRUZZO

154,47

149,76

-3,1%

LIGURIA

152,59

149,76

-1,9%

FRIULI V.G.

139,33

139,33

0,0%

MARCHE

131,96

131,96

0,0%

SARDEGNA

170,18

149,76

-12,0%

TOTALE CLUSTER 2

149,76

144,01

-3,8%

LAZIO

185,61

172,78

-6,9%

CAMPANIA

175,76

172,78

-1,7%

PUGLIA

179,30

172,78

-3,6%

SICILIA

155,30

155,30

0,0%

CALABRIA

161,95

161,95

0,0%

TOTALE CLUSTER 3

172,78

167,68

-3,0%

PIEMONTE

132,19

123,54

-6,5%

LOMBARDIA

123,60

123,54

0,0%

VENETO

117,51

117,51

0,0%

EMILIA ROMAGNA

119,93

119,93

0,0%

TOSCANA

125,91

123,54

-1,9%

TOTALE CLUSTER 4

123,54

121,81

-1,4%

Nazionale

146,72

142,94

-2,6%

Indicatore costo medio netto per unit di prodotto (legali, Parametriche Gestione patrimoniale da reddito)

Costo medio totale netto per unit di prodotto 2014

Costo medio totale netto per unit di prodotto 2015

Var. % costi 2015/2014

TRENTINO AA

103,33

103,33

0,0%

UMBRIA

116,77

116,05

-0,6%

MOLISE

122,41

116,05

-5,2%

BASILICATA

127,36

116,05

-8,9%

VALLE D'AOSTA

125,94

116,05

-7,8%

TOTALE CLUSTER 1

116,05

112,20

-3,3%

ABRUZZO

120,10

117,06

-2,5%

LIGURIA

120,58

117,06

-2,9%

FRIULI V.G.

113,43

113,43

0,0%

MARCHE

101,95

101,95

0,0%

SARDEGNA

130,17

117,06

-10,1%

TOTALE CLUSTER 2

117,06

113,02

-3,5%

LAZIO

137,49

122,25

-11,1%

CAMPANIA

125,39

122,25

-2,5%

PUGLIA

112,34

112,34

0,0%

SICILIA

112,80

112,80

0,0%

CALABRIA

116,03

116,03

0,0%

TOTALE CLUSTER 3

122,25

117,66

-3,7%

PIEMONTE

105,65

95,58

-9,5%

LOMBARDIA

95,50

95,50

0,0%

VENETO

89,56

89,56

0,0%

EMILIA ROMAGNA

90,68

90,68

0,0%

TOSCANA

98,33

95,58

-2,8%

TOTALE CLUSTER 4

95,58

93,59

-2,1%

Nazionale

109,52

106,19

-3,0%

Tale obiettivo potr essere realizzato oltre che con una riduzione dei costi anche attraverso un incremento della produzione omogeneizzata lorda e/o dallutilizzo di sussidiariet/timesheet. A tal proposito si deve considerare il valore della sussidiariet per punto omogeneizzato, che nella previsione dellesercizio 2015 pari ad euro 52, quale insieme dei costi marginali di natura vincolata, rispetto ai costi diretti totali di Sede.

Inoltre, al fine di consentire di valutare la congruit della rilevazione dei "fabbisogni di risorse economiche (costi discrezionali), si riportano di seguito i parametri di congruit economica che devono essere utilizzati nella fase di programmazione e budget 2015.

Di seguito, si forniscono il due parametri principali, che hanno valore di obiettivo per lesercizio 2015.

  • lindicatore costo medio discrezionale netto per unit di prodotto
  • lindicatore costo medio discrezionale netto procapite

I due parametri di riferimento non sono alternativi, ma devono essere utilizzati congiuntamente come valore massimo di riferimento.

Lindicatore costo medio discrezionale netto per unit di prodotto espresso in termini di variazione percentuale rispetto al preconsuntivo 2014 (terzo Forecast "ZC3). La riduzione stata calcolata in rapporto allandamento del cluster di riferimento. Qualora lindicatore superiore a quello Nazionale, stato preso a riferimento questultimo.

Lindicatore calcolato attraverso la seguente formula:

costi discrezionali netti

(netto spese legali e VdC secondarie)

Costo medio discrezionale netto per unit di prodotto = ----------------------------------------------------------------

produzione omogeneizzata lorda

dove i costi discrezionali netti sono da considerarsi al netto delle spese legali e delle voci di costo secondarie (sussidiariet e timesheet).

Il valore atteso per lanno 2015, a livello nazionale, inferiore del -11,7%, rispetto ai valori del 2014, passando da euro 25,17 ad euro 22,23.Tale obiettivo frutto della convergenza parziale dei costi medi a livello regionale e di cluster verso lo standard nazionale.

Lindicatore costo medio discrezionale netto procapite, espresso in termini di variazione rispetto al preconsuntivo 2014 (terzo Forecast "ZC3), calcolato attraverso la seguente formula:

costi discrezionali netti

(netto spese legali e VdC secondarie)

Costo medio discrezionale procapite = ----------------------------------------------------------------

numero persone assegnate alle strutture (FTE)

Il valore atteso, a livello nazionale, per lanno 2015 pari a euro 14.091 contro il valore dellesercizio 2014 pari a euro 15.954.

Di seguito si riportano gli andamenti degli indicatori a livello di cluster/regione.

Indicatore costo medio discrezionale netto per unit di prodotto (legali, Voci di Costo Secodarie Timesheet e sussidiariet)

Unit di prodotto 2014

Unit di prodotto 2015

Var. % costi 2015/2014

Procapite 2014

Procapite 2015

TRENTINO AA

18,41

18,41

0,0%

11.835

11.835

UMBRIA

22,89

22,89

0,0%

13.071

13.071

MOLISE

27,78

23,51

-15,4%

15.286

12.935

BASILICATA

27,96

23,51

-15,9%

15.090

12.686

VALLE D'AOSTA

28,57

23,51

-17,7%

16.661

13.709

TOTALE CLUSTER 1

23,51

21,77

-7,4%

13.673

12.664

ABRUZZO

20,85

20,85

0,0%

11.331

11.331

LIGURIA

30,95

24,01

-22,4%

18.641

14.464

FRIULI V.G.

22,19

22,19

0,0%

13.413

13.413

MARCHE

17,73

17,73

0,0%

11.358

11.358

SARDEGNA

28,66

24,01

-16,2%

15.051

12.608

TOTALE CLUSTER 2

24,01

21,64

-9,9%

13.934

12.561

LAZIO

40,81

25,17

-38,3%

21.635

13.344

CAMPANIA

29,86

25,17

-15,7%

16.904

14.250

PUGLIA

26,03

25,17

-3,3%

16.120

15.588

SICILIA

24,41

24,41

0,0%

14.858

14.858

CALABRIA

20,90

20,90

0,0%

11.898

11.898

TOTALE CLUSTER 3

29,69

24,50

-17,5%

17.047

14.066

PIEMONTE

24,13

21,90

-9,2%

16.089

14.601

LOMBARDIA

24,91

21,90

-12,1%

18.432

16.205

VENETO

19,09

19,09

0,0%

14.554

14.554

EMILIA ROMAGNA

17,75

17,75

0,0%

13.275

13.275

TOSCANA

21,23

21,23

0,0%

14.891

14.891

TOTALE CLUSTER 4

21,90

20,55

-6,2%

15.915

14.931

Nazionale

25,17

22,23

-11,7%

15.954

14.091

Al fine di supportare ulteriormente le valutazioni di congruit economica, dei costi di funzionamento di natura discrezionale a livello regionale, oltre ai parametri di riferimento suddetti, si dovr tenere conto anche del seguente indicatore economico.

Indicatore economico costi per edificio:

  • percentuale di riduzione costi per immobile (costo per fitti, compresi quelli figurativi, e costi per utenze e conduzione).

Con riferimento ai costi discrezionali per edificio si prevede, per lesercizio 2015, una contrazione complessiva dei costi, a livello nazionale, pari al -1,9%.

Tale contrazione determinata da:

1) riduzione dei costi discrezionali per utenze e conduzione, differenziati a livello regionale al fine di avviare percorsi di convergenza verso standard di costo medio per mq.

2) raggiungimento degli obiettivi di razionalizzazione riportati al paragrafo "Piano della logistica.

Costi di edificio

Costo Immobili 2014

Var. % costi 2015/2014

TRENTINO AA

3.982.501

0,0%

UMBRIA

4.372.690

-3,9%

MOLISE

2.740.468

-1,0%

BASILICATA

3.792.507

0,0%

VALLE D'AOSTA

1.094.593

-5,3%

TOTALE CLUSTER 1

15.982.759

-1,6%

ABRUZZO

6.407.152

-0,2%

LIGURIA

10.881.886

0,0%

FRIULI V.G.

5.499.427

-0,6%

MARCHE

6.021.335

-2,7%

SARDEGNA

8.802.196

-1,0%

TOTALE CLUSTER 2

37.611.997

-0,8%

LAZIO

41.450.196

-0,2%

CAMPANIA

27.904.965

-2,3%

PUGLIA

16.496.261

-3,8%

SICILIA

19.829.374

-3,1%

CALABRIA

10.187.146

-3,4%

TOTALE CLUSTER 3

115.867.943

-2,0%

PIEMONTE

22.053.741

-2,7%

LOMBARDIA

47.790.678

-0,9%

VENETO

17.857.040

-2,8%

EMILIA ROMAGNA

17.818.762

-1,1%

TOSCANA

18.900.709

-6,1%

TOTALE CLUSTER 4

124.420.930

-2,3%

Nazionale

293.883.629

-1,9%

Indicatore economico costo medio discrezionale procapite per materiale di consumo: lindicatore costo medio discrezionale procapite per materiale di consumo, espresso in euro, viene calcolato come rapporto tra:

costi per materiali di consumo

Costo medio discrezionale procapite materiale di consumo =--------------------------------------------------

numero persone assegnate alle strutture (FTE)

La tabella seguente riporta, per singola regione, il costo medio procapite per materiale di consumo, che a livello nazionale passa dagli attuali 98,12 euro procapite ai 83,84 euro procapite previsti per lesercizio 2015, con una riduzione pari al -14,5%. Tale obiettivo frutto della convergenza parziale dei costi medi a livello regionale e di cluster verso lo standard nazionale:

costo medio procapite per materiale di consumo

Costo medio procapite per materiale di consumo 2014

Costo medio procapite per materiale di consumo 2015

Var. % costi 2015/2014

TRENTINO AA

95,47

74,99

-21,4%

UMBRIA

49,26

49,26

0,0%

MOLISE

104,04

74,99

-27,9%

BASILICATA

71,15

71,15

0,0%

VALLE D'AOSTA

59,00

59,00

0,0%

TOTALE CLUSTER 1

74,99

65,26

-13,0%

ABRUZZO

91,57

89,93

-1,8%

LIGURIA

116,19

89,93

-22,6%

FRIULI V.G.

116,71

89,93

-22,9%

MARCHE

74,77

74,77

0,0%

SARDEGNA

61,66

61,66

0,0%

TOTALE CLUSTER 2

89,93

80,29

-10,7%

LAZIO

79,53

79,53

0,0%

CAMPANIA

78,62

78,62

0,0%

PUGLIA

78,50

78,50

0,0%

SICILIA

120,77

94,04

-22,1%

CALABRIA

132,74

94,04

-29,2%

TOTALE CLUSTER 3

94,04

83,87

-10,8%

PIEMONTE

66,68

66,68

0,0%

LOMBARDIA

89,69

89,69

0,0%

VENETO

211,16

98,12

-53,5%

EMILIA ROMAGNA

87,33

87,33

0,0%

TOSCANA

111,76

98,12

-12,2%

TOTALE CLUSTER 4

109,30

88,14

-19,4%

Nazionale

98,12

83,84

-14,5%

Indicatore economico costo medio procapite per straordinario: relativamente ai compensi per le ore eccedenti lorario ordinario lindicatore di riferimento dato dal costo medio procapite per straordinario, espresso in euro, che viene calcolato come rapporto tra:

costi per le ore eccedenti lorario ordinario

Costo medio procapite per straordinario =--------------------------------------------------------------

numero persone assegnate alle strutture (FTE)

La tabella seguente riporta, a livello regionale, il costo medio procapite per straordinario, che a livello nazionale conferma il valore di euro 487,19 procapite anche per lanno 2015.

costo medio procapite per straordinario

Costo medio procapite per Straordinario 2014

Costo medio procapite per Straordinario 2015

Var. % costi 2015/2014

TRENTINO AA

512,54

496,79

-3,1%

UMBRIA

378,14

411,65

8,9%

MOLISE

581,46

496,79

-14,6%

BASILICATA

474,08

496,79

4,8%

VALLE D'AOSTA

222,65

242,39

8,9%

TOTALE CLUSTER 1

456,35

456,35

0,0%

ABRUZZO

323,02

351,57

8,8%

LIGURIA

526,05

505,65

-3,9%

FRIULI V.G.

631,08

505,65

-19,9%

MARCHE

447,86

487,44

8,8%

SARDEGNA

447,61

487,16

8,8%

TOTALE CLUSTER 2

464,59

464,59

0,0%

LAZIO

476,84

498,32

4,5%

CAMPANIA

471,51

492,75

4,5%

PUGLIA

601,20

499,23

-17,0%

SICILIA

466,25

487,25

4,5%

CALABRIA

340,27

355,60

4,5%

TOTALE CLUSTER 3

477,71

477,71

0,0%

PIEMONTE

607,93

525,61

-13,5%

LOMBARDIA

485,05

523,31

7,9%

VENETO

444,75

479,82

7,9%

EMILIA ROMAGNA

582,47

525,61

-9,8%

TOSCANA

450,25

485,76

7,9%

TOTALE CLUSTER 4

510,91

510,91

0,0%

Nazionale

487,19

487,19

0,0%

Inoltre le allocazioni dei costi per straordinario dovranno tener conto di un livello di utilizzo nelle aree di produzione pari ad almeno l85,5%.

Indicatore economico costo medio procapite per missione:

Relativamente ai compensi per le missioni lindicatore di riferimento dato dal costo medio procapite per missione (capitolo 4U1102005 voce di spesa 01- 07 e 10) che viene calcolato come rapporto tra:

costi per missioni (voce di spesa 4U1102005/01-07-10)

Costo medio procapite per missione =--------------------------------------------------------------

numero persone assegnate alle strutture (FTE)

La tabella seguente riporta, a livello regionale, il costo medio procapite per missione, che a livello nazionale passa dagli attuali euro 36,13 procapite ai previsti euro 28,78 procapite, con una riduzione pari a -20,3%. Tale obiettivo frutto della convergenza parziale dei costi medi a livello regionale e di cluster verso lo standard nazionale

costo medio procapite per missioni (voci 01/07/10)

Costo medio procapite per missioni 2014

Costo medio procapite per missioni 2015

Var. % costi 2015/2014

TRENTINO AA

29,32

29,32

0,0%

UMBRIA

41,60

32,65

-21,5%

MOLISE

49,84

32,65

-34,5%

BASILICATA

15,62

15,62

0,0%

VALLE D'AOSTA

18,93

18,93

0,0%

TOTALE CLUSTER 1

32,65

27,37

-16,2%

ABRUZZO

34,12

34,12

0,0%

LIGURIA

74,67

36,13

-51,6%

FRIULI V.G.

67,84

36,13

-46,7%

MARCHE

34,18

34,18

0,0%

SARDEGNA

45,29

36,13

-20,2%

TOTALE CLUSTER 2

49,81

35,29

-29,1%

LAZIO

11,76

11,76

0,0%

CAMPANIA

41,18

28,58

-30,6%

PUGLIA

26,58

26,58

0,0%

SICILIA

29,63

28,58

-3,6%

CALABRIA

43,44

28,58

-34,2%

TOTALE CLUSTER 3

28,58

23,61

-17,4%

PIEMONTE

46,98

36,13

-23,1%

LOMBARDIA

41,37

36,13

-12,7%

VENETO

59,21

36,13

-39,0%

EMILIA ROMAGNA

20,33

20,33

0,0%

TOSCANA

28,14

28,14

0,0%

TOTALE CLUSTER 4

39,54

32,09

-18,8%

Nazionale

36,13

28,78

-20,3%

Infine, le previsioni dei costi discrezionali per lanno 2015 devono tener conto anche degli andamenti dei Costi per Timesheet: i costi per limpiego del personale di altre strutture, dovr riflettere le effettive esigenze delle attivit di produzione, compatibilmente ai limiti dei costi discrezionali totali ed in particolare a quelli per missioni.

1.11 Economicit della gestione

Lobiettivo di economicit la risultante dellapplicazione dei parametri di congruit economica e di risultato ed calcolato attraverso il seguente rapporto:

% variazione risultati vs anno precedente

(ottenuta attraverso la media tra efficienza ed efficacia)

Indicatore di economicit = ---------------------------------------------------------------------------

% variazione costi totali discrezionali vs anno precedente

Lobiettivo per lanno 2015 sar, pertanto, definito a conclusione del processo di programmazione e budget come elemento di sintesi e congruit dellintero piano.

2. Il processo di programmazione e budget per le Strutture territoriali

Il processo di programmazione e budget delle Strutture territoriali riguarda tutte le sedi Inps ed relativo agli ambiti di seguito descritti.

Programmazione dellimpiego delle risorse umane nel piano di produzione (Piano Budget).

La corretta definizione del Piano Budget richiede che ciascuna struttura di produzione in raccordo con la propria Direzione regionale, effettui la rilevazione del fabbisogno e la programmazione delle risorse umane per lanno 2015, sulla base degli obiettivi di smaltimento del carico di lavoro (indice di giacenza), di produttivit e di impiego delle risorse. La programmazione dellimpiego delle risorse umane deve essere consolidata a livello regionale, anche in considerazione delleventuale ricorso alla sussidiariet tra le sedi, al fine di equilibrare la distribuzione dei carichi di lavoro, e, successivamente, a livello nazionale per eventuali progetti di sussidiariet interregionale.

Programmazione dellimpiego delle risorse economiche (Rilevazione dei fabbisogni - Budget economico)

Il budget economico si ottiene per aggregazione delle rilevazioni dei fabbisogni di risorse economiche (lavoro, beni e servizi) effettuate dalla Direzione regionale, per le strutture territoriali di competenza.

Pertanto, la rilevazione dei fabbisogni per lanno 2015 si sviluppa attraverso un percorso coordinato dalle Direzioni Regionali e finalizzato al consolidamento delle richieste di lavori, beni e servizi.

In particolare la programmazione dellimpiego delle risorse economiche dovr tener conto delle seguenti indicazioni:

  • macro obiettivi economici indicati nel paragrafo "I costi di funzionamento delle strutture regionali:

- costo medio totale netto per unit di prodotto;

- costo medio discrezionale netto per unit di prodotto;

- costo medio discrezionale netto procapite;

- costo medio procapite per materiale di consumo;

- costo medio procapite per straordinario e missioni;

  • macro obiettivi economici indicati nel paragrafo "Piano della logistica:

- percentuale di riduzione dei costi per edificio;

- obiettivi di realizzazione degli interventi di razionalizzazione logistica.

Con riferimento al Piano della logistica, le Direzioni regionali dovranno programmare, nellapposita scheda di budget (in SAP CO), limpiego delle risorse necessarie alla realizzazione del "Piano della razionalizzazione degli immobili, secondo i macro obiettivi indicati nel paragrafo "Piano della logistica.

La rilevazione dei fabbisogni elaborata dalle Direzioni regionali ed consolidata a livello nazionale dalle Direzioni Centrali responsabili dei budget di spesa, per le verifiche di compatibilit finanziaria, e dalla Direzione Centrale Pianificazione e Controllo di Gestione per le verifiche di congruit economica.

La rilevazione dei fabbisogni delle Direzioni Regionali avverr mediante apposite schede di pianificazione presenti in ambiente SAP CO.

A supporto delle attivit di omogeneizzazione dei fabbisogni, ciascuna Direzione Regionale disporr di una scheda di budget regionale con lindicazione dei fabbisogni delle singole Strutture territoriali declinati per capitoli/voci di costo/prodotti.

Gli importi individuati in dette schede costituiscono, in via presuntiva, lo stanziamento economico individuabile per lesercizio finanziario 2015 e non devono, pertanto, intendersi quale formale attribuzione di risorse finanziarie alla Direzione Regionale interessata.

Si precisa che i suddetti importi ricomprendono anche le somme finanziarie utilizzate a livello centrale per lacquisizione di beni e servizi mediante lespletamento di gare "aggregate a livello nazionale, ma di competenza economica delle strutture territoriali.

Programmazione delle attivit di autofunzionamento della sede regionale (BW SEM scheda autofunzionamento)

La formalizzazione delle proposte di impiego delle risorse umane ed economiche in relazione alle attivit di autofunzionamento viene effettuata attraverso il sistema SAP-BWSEM. Nelle schede per lautofunzionamento delle sedi regionali sono individuate le attivit da svolgere per adempiere a tutte le funzioni di gestione caratteristiche della struttura regionale e devono essere programmati, per ciascuna attivit, i costi discrezionali relativi a timesheet, missioni e straordinario e larea dirigenziale responsabile dellattivit.

La programmazione delle risorse umane deve essere effettuata indicando le risorse relative alla forza media annua equivalente a preventivo, cio il numero delle risorse umane che si prevede di impiegare per singola attivit, distinto nelle due seguenti sezioni:

  • il numero "risorse ABC che indica la previsione di impiego delle risorse umane appartenenti alle aree "A,B,C, ivi comprese le ex qualifiche del ruolo ad esaurimento.
  • il numero risorse "ALTRE che indica la previsione di impiego delle risorse umane non appartenenti alle aree A,B,C (aree dirigenziali, prima e seconda fascia, aree professionali).

Tutte le risorse umane devono essere espresse in termini di forza media annua equivalente (FTE = Full Time Equivalent) che rappresenta il "peso associato a ciascuna risorsa proporzionato alla percentuale di orario di lavoro (tempo pieno, part time).

3. Il calendario delle attivit di programmazione

Il processo di programmazione e budget per il 2015 si svolger con la seguente tempistica:

Attribuzione degli obiettivi

  • Il Direttore generale, a seguito delle risultanze del confronto tra la Direzione centrale pianificazione e controllo di gestione e le Direzioni regionali, attribuisce gli obiettivi di risultato collegati al Piano delle attivit 2015.

Proposte di piano budget

(piano di produzione e impiego risorse umane)

Entro il 12 dicembre 2014

  • Direzioni regionali: elaborazione dei piani con il coinvolgimento delle direzioni provinciali per la programmazione della produzione e dellimpiego delle risorse umane
  • Direzioni regionali e Direzioni provinciali: negoziazione e consolidamento delle proposte dei piani di produzione a livello di Direzione regionale
  • Direzioni regionali: proposta piani di produzione (piano budget 2015)

Proposte di budget economico

(rilevazione dei fabbisogni)

Entro il 12 dicembre 2014

  • Rilevazione dei fabbisogni e consolidamento delle proposte di budget economico a livello di Direzione regionale

Negoziazione piano budget

Dal 15 dicembre al 22 dicembre 2014

  • La Direzione centrale Pianificazione e controllo di gestione, effettua le verifiche di congruit rispetto agli obiettivi programmati al fine di avviare, con ciascuna Direzione regionale, la fase di negoziazione.
  • La fase di negoziazione vedr anche il coinvolgimento della Direzione Centrale Risorse Umane

Negoziazione budget economico

Dal 15 dicembre al 22 dicembre 2014

  • Le Direzioni centrali responsabili dei capitoli di spesa, di concerto con la Direzione centrale Pianificazione e controllo di gestione, effettuano le verifiche di congruit rispetto agli obiettivi programmati al fine di avviare, con ciascuna Direzione regionale, la fase di negoziazione

Consolidamento proposte di budget

  • Il Direttore Generale approva le proposte di budget ai fini del Piano della Performance e, con propri provvedimenti, proceder allassegnazione degli obiettivi alle Direzioni regionali.

La Direzione centrale pianificazione e controllo di gestione, con appositi messaggi, comunicher le date di apertura e chiusura dei sistemi e le modalit per la formalizzazione delle proposte di budget.


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