Circolare Agenzia Entrate n. 9 del 14.05.2014

 

Art. 1 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66 - Riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti e assimilati - Ulteriori chiarimenti

 


 

INDICE

 

PREMESSA
1. SOGGETTI BENEFICIARI
1.1. Soggetti non residenti
1.2. Computo del periodo di lavoro
1.3. Prestazioni a sostegno del reddito
1.4. Eredi del lavoratore
1.5. Interessi su crediti da lavoro
2. CALCOLO DEL CREDITO
2.1. Calcolo del credito da erogare nel periodo di paga
2.2. Calcolo del credito e precedenti rapporti di lavoro
2.3. Rapporti di lavoro contestuali
2.4. Ricalcolo delle condizioni di spettanza del credito
2.5. Redditi assoggettati a cedolare secca
3. COORDINAMENTO CON ALTRE MISURE AGEVOLATIVE
3.1 Imposta sostitutiva per gli incrementi di produttivit
3.2 Retribuzioni convenzionali e altre disposizioni di favore
4. ALTRE QUESTIONI
4.1. Credito dimposta per le imprese marittime
4.2. Modalit di recupero delle somme erogate dai sostituti

 

PREMESSA
Con la circolare n. 8/E del 28 aprile 2014 sono stati dati i primi chiarimenti sullapplicazione del credito (di seguito, "credito) previsto per lanno 2014 dallarticolo 1 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66 (di seguito, "decreto), concernente la "Riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti e assimilati, a favore dei titolari di reddito di lavoro dipendente e di taluni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, la cui imposta lorda, determinata su detti redditi, sia di ammontare superiore alle detrazioni da lavoro loro spettanti.
Con la presente circolare si forniscono ulteriori chiarimenti su varie questioni poste allattenzione della scrivente, concernenti i soggetti beneficiari, lapplicazione del credito da parte dei sostituti dimposta, il recupero del credito erogato e il coordinamento con altre misure agevolative.

 

1. SOGGETTI BENEFICIARI

 

1.1. Soggetti non residenti

 

D. Il credito deve essere erogato anche a lavoratori non residenti fiscalmente in Italia? In caso affermativo come si calcola il reddito complessivo?

 

R. Lart. 24 del TUIR riconosce ai soggetti fiscalmente non residenti nel territorio dello Stato, titolari di redditi di lavoro imponibili in Italia, le detrazioni previste dallart. 13 del TUIR. Si ritiene che, al ricorrere dei presupposti stabiliti dal comma 1-bis dellart. 13 del TUIR, spetti il credito ivi previsto. Il credito non spetta, comunque, nellipotesi in cui il reddito di lavoro non sia imponibile in Italia per effetto dellapplicazione di convenzioni contro le doppie imposizioni o di altri accordi internazionali.
Il reddito complessivo dei non residenti si calcola in base alle ordinarie regole previste dallart. 3 del TUIR, secondo cui per i soggetti non residenti il reddito complessivo formato dai redditi prodotti nel territorio dello Stato.

 

1.2. Computo del periodo di lavoro

 

D. Si chiede di conoscere se spetti il credito nelle particolari ipotesi di aspettativa non retribuita, part time ed erogazione di premi dopo la cessazione del rapporto di lavoro.

 

R. In base al comma 1-bis dellart. 13 del TUIR il credito spetta se limposta lorda sui redditi di lavoro superiore alle detrazioni per lavoro. In linea generale, si ritiene che nella verifica della spettanza del credito, il disposto del comma 2 dellart. 1 del decreto, secondo cui il credito rapportato al periodo di lavoro nell'anno, debba essere inteso facendo riferimento ai giorni che danno diritto alle detrazioni per lavoro.
Nei casi prospettati, quindi, vale quanto gi precisato con la circolare del Ministero delle finanze n. 3/E del 1998 secondo cui dai giorni per cui spettano le detrazioni vanno sottratti i giorni per i quali non spetta alcun reddito, come in caso di assenza per aspettativa senza corresponsione di assegni, mentre nessuna riduzione delle detrazioni va effettuata in caso di particolari modalit di articolazione dell'orario di lavoro, quali il part time verticale o orizzontale.
Per quanto concerne i premi di risultato erogati in anni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro, si ricorda che nel calcolo del numero dei giorni, per i quali spetta il diritto alle detrazioni, non vanno considerati quelli compresi in periodi di lavoro per i quali si gi fruito in precedenza delle detrazioni. Nel caso prospettato, presumibile che le detrazioni per lavoro dipendente siano state gi fruite in precedenza durante il periodo di lavoro che ha dato diritto al premio e, quindi, che il credito non spetti.

 

1.3. Prestazioni a sostegno del reddito

 

D. Gli importi percepiti dai lavoratori a titolo di cassa integrazione guadagni, indennit di mobilit e indennit di disoccupazione danno diritto al credito? Chi lo riconosce?

 

R. Le somme percepite dai lavoratori a titolo di cassa integrazione guadagni, indennit di mobilit e indennit di disoccupazione costituiscono proventi conseguiti in sostituzione di redditi di lavoro dipendente e, in base al comma 2 dellart. 6 del TUIR, costituiscono redditi della stessa categoria di quelli sostituiti.
I percettori di dette somme hanno diritto alle detrazioni per lavoro dipendente previste dal comma 1 dellart. 13 del TUIR. A tal riguardo il Ministero delle finanze ha specificato che le detrazioni competono nell'anno in cui i redditi per i quali sono concesse sono assoggettati a tassazione, ci anche con riferimento ai redditi sostitutivi di quelli di lavoro dipendente, quali, ad esempio, le indennit e somme erogate dall'INPS o da altri Enti, per le quali le detrazioni spettano in relazione ai giorni che danno diritto all'indennit (ad esempio, per l'indennit di disoccupazione, con riferimento ai giorni di disoccupazione che hanno dato diritto alla corresponsione dell'indennit) e alle borse di studio (circolare n. 3/E del 1998).
Ci premesso, si evidenzia che per espressa previsione dellarticolo 1 del decreto, il credito " rapportato al periodo di lavoro nellanno (comma 2) e che le disposizioni "si applicano per il solo periodo d'imposta 2014 (comma 3).
Considerato che le indennit in esame costituiscono reddito di lavoro dipendente e danno diritto alle relative detrazioni, si ritiene che il credito vada calcolato per le erogazioni effettuate nel 2014, tenendo conto dei giorni che danno diritto alle indennit.
Lente erogatore, in qualit di sostituto dimposta, tenuto a riconoscere il credito "in via automatica, determinando la spettanza del credito e il relativo importo sulla base dei dati reddituali a sua disposizione (cfr. circolare n. 8/ del 2014, par. 3). Lente che corrisponde i redditi che danno diritto al credito, quindi, nel calcolarne la spettanza e limporto da erogare, dovr avvalersi dei dati a propria disposizione riguardanti i redditi percepiti dal lavoratore (ad esempio, i dati desunti dal casellario delle pensioni o quelli relativi a prestazioni previdenziali direttamente erogate ai medesimi lavoratori).
Resta fermo che i contribuenti che non hanno i presupposti per il riconoscimento del beneficio, sono tenuti a darne comunicazione al sostituto dimposta il quale potr recuperare il credito eventualmente erogato dagli emolumenti da corrispondere nei periodi di paga successivi a quello nel quale resa la comunicazione e, comunque, entro i termini di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno o di fine rapporto (cfr. circolare n. 8/E del 2014, par. 6).

 

1.4. Eredi del lavoratore

 

D. Per un lavoratore deceduto ad aprile, per i primi mesi dellanno spetta il credito agli eredi? Come lo devono considerare gli eredi?

 

R. In base al comma 2 dellarticolo 1 del decreto, il credito " rapportato al periodo di lavoro nellanno. Con la circolare 8/E del 2014, par. 5, stato specificato che la possibilit di richiedere il credito nella dichiarazione dei redditi si applica anche ai contribuenti per i quali il credito in commento, spettante per lanno dimposta 2014, non sia stato riconosciuto, in tutto o in parte, dai sostituti d'imposta, ad esempio perché relativo a un rapporto di lavoro cessato prima del mese di maggio. Il credito spetta, quindi, anche ai lavoratori deceduti in relazione al loro periodo di lavoro nel 2014 e sar calcolato nella dichiarazione dei redditi del lavoratore deceduto presentata da uno degli eredi, secondo modalit che saranno specificate nel relativo modello.
Nel caso in cui il lavoratore sia deceduto dopo linizio dellerogazione del credito da parte sostituto dimposta, la parte di credito eventualmente maturata nel periodo di paga in cui avvenuto il decesso, e materialmente percepita dagli eredi, continua a mantenere la sua qualificazione fiscale e, quindi, non costituisce reddito per gli stessi.

 

1.5. Interessi su crediti da lavoro

 

D. Come devono essere considerate le somme di cui allart. 429, ultimo comma, del c.p.c., considerate equiparate al reddito di lavoro dipendente in base allart. 49, comma 2, lett. b), del TUIR?

 

R. Lart. 429, ultimo comma, del c.p.c. prevede che il giudice, quando pronuncia sentenza di condanna al pagamento di somme di denaro per crediti di lavoro, deve determinare, oltre gli interessi nella misura legale, il maggior danno subito dal lavoratore per la diminuzione di valore del suo credito, condannando al pagamento della somma relativa con decorrenza dal giorno della maturazione del diritto. Si tratta, in sostanza, degli interessi su crediti di lavoro e della rivalutazione, che rientrano nei redditi di lavoro dipendente. Anche per queste somme necessario verificare se spettino le detrazioni per lavoro, come specificato nei paragrafi precedenti.

 

 

2. CALCOLO DEL CREDITO

 

2.1. Calcolo del credito da erogare nel periodo di paga

 

D. Si chiede di conoscere le modalit di calcolo del credito da erogare in ciascun periodo di paga che devono seguire i sostituti dimposta.

 

R. In base alle disposizioni introdotte dal decreto occorre calcolare il credito spettante al lavoratore su base annua e successivamente determinare
limporto che il sostituto deve erogare in ciascun periodo di paga. In particolare, i sostituti dimposta che erogano i redditi che danno diritto al credito devono:
- verificare la "capienza dellimposta lorda sui redditi da lavoro rispetto alle detrazioni per lavoro (comma 1-bis dellart. 13);
- calcolare limporto del credito spettante in relazione al reddito complessivo (comma 1-bis dellart. 13), tenendo conto che il credito va rapportato al periodo di lavoro nell'anno (comma 3 dellart. 1 del decreto);
- determinare limporto da erogare in ciascun periodo di paga (commi 3 e 4 dellart. 1 del decreto).
Per quanto concerne il primo punto (verifica della "capienza), si precisa che i termini di confronto devono essere omogenei e, quindi, occorre calcolare le detrazioni spettanti in base ai soli redditi che danno potenzialmente diritto al credito. In sostanza, limposta lorda sui redditi di lavoro dipendente e assimilati deve essere di importo superiore alle detrazioni calcolate su un reddito complessivo formato dai medesimi redditi che hanno determinato limposta lorda stessa.
In relazione al secondo punto (calcolo del credito spettante), il comma 1-bis dellart. 13 del TUIR prevede che se il reddito complessivo:
- non superiore a 24.000 euro, il credito di importo pari a 640 euro;
- superiore a 24.000 euro ma non a 26.000 euro, il credito di 640 euro spetta per la parte corrispondente al rapporto tra limporto di 26.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e limporto di 2.000 euro.
Ad esempio, per un lavoratore impiegato per lintero 2014 il cui reddito complessivo di 24.800 euro, limporto del credito spettante pari a:
credito = 640 x [(26.000 24.800)/2.000] = 640 x 1.200/2000 = 640 x 0,6 = 384.
Per un lavoratore impiegato per lintero 2014 il cui reddito complessivo
di 25.200 euro, limporto del credito spettante pari a:
credito = 640 x [(26.000 25.200)/2.000] = 640 x 800/2000 = 640 x 0,4 = 256
Limporto del credito si azzera al raggiungimento di un livello di reddito complessivo pari a 26.000 euro.
Se il periodo di lavoro nellanno 2014 inferiore a 365 giorni, limporto del credito spettante, come precedentemente determinato, deve essere parametrato al numero dei giorni di lavoro dellanno, calcolati tenendo conto delle regole ordinariamente applicabili per lapplicazione delle detrazioni previste dallart. 13 del TUIR.
Ad esempio, un lavoratore il cui reddito complessivo di euro 22.000 e che:
- ha cessato il rapporto di lavoro il 30 aprile 2014 (120 giorni di lavoro nel 2014) avr diritto soltanto a parte del credito, pari a euro 640/365 x 120 = euro 210,41;
- ha iniziato un rapporto di lavoro a tempo indeterminato il 3 giugno 2014 (212 giorni di lavoro del 2014) avr diritto soltanto a parte del credito, in quanto euro 640/365 x 212 = euro 371,73.
In relazione al terzo punto (erogazione del credito da parte dei sostituti dimposta), il comma 4 dellart. 1 del decreto prevede che i sostituti dimposta riconoscono il credito "ripartendolo fra le retribuzioni erogate successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto, a partire dal primo periodo di paga utile, mentre il successivo comma 5 prevede che il credito " attribuito sugli emolumenti corrisposti in ciascun periodo di paga rapportandolo al periodo stesso.

Con la circolare n. 8/E del 2014, considerata la data di entrata in vigore del decreto, stato specificato che i sostituti dimposta riconosceranno il credito spettante ai beneficiari a partire dalle retribuzioni erogate nel mese di maggio.
Solo nella particolare ipotesi in cui ci non sia possibile per ragioni esclusivamente tecniche legate alle procedure di pagamento delle retribuzioni, i sostituti riconosceranno il credito a partire dalle retribuzioni erogate nel successivo mese di giugno, ferma restando la ripartizione dellintero importo del credito spettante tra le retribuzioni dellanno 2014.
Per la ripartizione del credito spettante, come in precedenza determinato, tra i periodi di paga che vanno da maggio a dicembre (o da giugno a dicembre), o comunque tra i periodi di paga interessati in relazione alleventuale durata infrannuale del rapporto di lavoro, occorre considerare che il credito deve essere parametrato al numero di giorni lavorati nell'anno.
Ne consegue che la ripartizione del credito spettante tra i periodi di paga potr avvenire tenendo conto del numero di giorni lavorati in ciascun periodo di paga.
Ad esempio, per le erogazioni da maggio a dicembre 2014 (245 giorni), per trovare limporto da erogare nel mese il credito complessivamente spettante dovrebbe essere diviso per 245 e poi moltiplicato per i giorni di ciascun mese.
Supponendo un importo del credito spettante complessivamente pari a 640 euro, limporto del credito erogato in ciascun periodo di paga sar pari a euro 640/245 x 31 = 80,98 per i mesi di maggio, luglio, agosto, ottobre e dicembre, e pari a euro 640/245 x 30 = 78,37 per i mesi di giugno, settembre e novembre. Per le erogazioni da giugno a dicembre 2014 (214 giorni), limporto del credito erogato in ciascun periodo di paga sar pari a euro 640/214 x 31 = 92,71 per i mesi di luglio, agosto, ottobre e dicembre, e pari a euro 640/214 x 30 = 89,72 a giugno, settembre e novembre.
Il medesimo criterio di calcolo vale anche per i periodi di lavoro infrannuali. Ad esempio, per un rapporto di lavoro che inizia il 15 maggio 2014 e termina il 15 settembre 2014, per un totale di 124 giorni di lavoro, supponendoun reddito complessivo fino a 24.000 euro, il credito spettante parametrato al numero di giorni lavorati pari a euro 640/365 x 124 = 217,42, da ripartire in base ai giorni di lavoro in ciascun mese: 29,81 euro per i 17 giorni di maggio;
52,60 euro per i 30 giorni di giugno; 54,36 euro per i 31 giorni di luglio e agosto;
26,30 euro per i 15 giorni di settembre.
Per semplicit di applicazione, comunque possibile utilizzare anche altri criteri, purché oggettivi e costanti, ferma restando la ripartizione dellintero importo del credito spettante tra le retribuzioni dellanno 2014.
Ad esempio, possibile ripartire limporto del credito spettante considerando il numero dei periodi di paga in cui il credito stesso erogato.
Per i rapporti di lavoro che si protraggono per lintero anno 2014, in cui non appare rilevante ai fini in esame la considerazione dellesatto numero dei giorni di ciascun mese, limporto del credito di 640 euro su base annua potr essere erogato per un importo pari a 80 euro al mese per ciascuno degli 8 mesi che vanno da maggio a dicembre 2014. Ovviamente, se lerogazione avvenisse per motivi tecnici nei 7 mesi da giugno a dicembre 2014 limporto sarebbe di 91,43 euro al mese.
Non consentito, invece, dividere limporto del credito di 640 euro su base annua per le 12 mensilit, ed erogare euro 53,33 per ciascuno degli 8 mesi che vanno da maggio a dicembre 2014 (totale euro 426,67), erogando solo a conguaglio la differenza (euro 213, 33).

 

2.2. Calcolo del credito e precedenti rapporti di lavoro

 

D. Si chiede di conoscere come si debba comportare un sostituto dimposta in caso di assunzione nel corso del 2014 di un lavoratore che abbia intrattenuto un precedente rapporto di lavoro nel medesimo anno.

 

R. Si premette che in base allart. 4 del DPR n. 322 del 1998, i sostituti dimposta sono tenuti al rilascio del CUD entro dodici giorni dalla richiesta degli interessati in caso di interruzione del rapporto di lavoro. Fino alla data di pubblicazione del modello CUD 2015 per il periodo dimposta 2014, limporto
del credito erogato al lavoratore, nonché quello maturato e non erogato, dovranno essere indicati nelle annotazioni del CUD 2014 con codice ZZ.
Se linteressato consegna il CUD al nuovo datore di lavoro, questultimo dovr tenere conto dei dati ivi esposti per calcolare la spettanza del credito e il relativo importo.
In questo caso, la verifica della "capienza dellimposta lorda rispetto alle detrazioni per lavoro dipendente e assimilato andr effettuata tenendo conto anche dellimporto del reddito e dei giorni per cui spettano le detrazioni per lavoro, indicati nel CUD relativo al precedente rapporto di lavoro, cos come la determinazione dellimporto del credito spettante in relazione al reddito complessivo andr effettuata tenendo conto anche del reddito indicato nel medesimo CUD.
Dallimporto del credito spettante dovr essere detratto quanto eventualmente riconosciuto dal precedente sostituto dimposta. Limporto del credito residuo da erogare dovr essere ripartito tra i periodi di paga, tenendo conto del numero di giorni lavorati in ciascun periodo di paga, secondo le modalit indicate nel paragrafo precedente.
Se il nuovo assunto non produce il CUD relativo al precedente rapporto di lavoro il sostituto dimposta tenuto a determinare la spettanza del credito e il relativo importo sulla base dei soli dati reddituali a propria disposizione, fermo restando che il nuovo assunto tenuto a comunicare al sostituto stesso di non avere i presupposti per il riconoscimento del credito, ad esempio perché sommando i redditi derivanti dai due rapporti di lavoro ha un reddito complessivo superiore a quello che consente il relativo riconoscimento.

 

2.3. Rapporti di lavoro contestuali

 

D. Nellipotesi in cui un soggetto abbia in corso contemporaneamente pi rapporti di lavoro che danno diritto al credito, come si devono comportare i sostituti nei confronti del soggetto?

 

R. Si premette che il riconoscimento del credito da parte dei sostituti dimposta previsto dal decreto "in via automatica e, quindi, deve essere erogato senza attendere alcuna richiesta esplicita da parte dei beneficiari. Nella circolare n. 8/E del 2014 stato specificato che i lavoratori che non hanno i presupposti per il riconoscimento del beneficio, ad esempio perché titolari di un reddito complessivo superiore a euro 26.000 derivante da redditi diversi da quelli erogati dal sostituto dimposta, sono tenuti a darne comunicazione al sostituto dimposta il quale potr recuperare il credito eventualmente erogato dagli emolumenti corrisposti nei periodi di paga successivi a quello nel quale resa la comunicazione e, comunque, entro i termini di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno o di fine rapporto (par. 6).
Nei casi in cui un soggetto sia titolare di redditi di lavoro derivanti da pi rapporti di lavoro contestuali che isolatamente considerati danno diritto al credito, ma limporto del reddito complessivamente derivante dai rapporti in essere ecceda quello massimo previsto dal comma 1-bis dellart. 13 del TUIR, non sussiste il presupposto per il riconoscimento del credito e il lavoratore tenuto a comunicare detta circostanza ai sostituti dimposta. Questi ultimi, sulla base della comunicazione ricevuta, non riconosceranno il credito.
Ad esempio, se un soggetto titolare di due rapporti di collaborazione, per i quali previsto un compenso, rispettivamente, di euro12.000 e di euro 18.000, i due sostituti dimposta devono riconoscere il credito in via automatica.
Il lavoratore, tuttavia, sa che sommando il reddito lordo dei due rapporti raggiunge un reddito complessivo di euro 30.000 e non ha diritto al credito. Per effetto di quanto indicato nella circolare, il lavoratore tenuto comunicare ai due sostituti dimposta di non aver diritto al credito.
Nella diversa ipotesi in cui limporto del reddito complessivamente derivante dai rapporti in essere non ecceda quello massimo previsto dal comma 1-bis dellart. 13 del TUIR, sussiste il presupposto per il riconoscimento del credito e il lavoratore tenuto a chiedere a uno dei due sostituti dimposta di non riconoscere il credito. In tal modo, il credito sar riconosciuto da un solo sostituto dimposta.

 

2.4. Ricalcolo delle condizioni di spettanza del credito

 

D. Si chiede se sia possibile effettuare il ricalcolo delle condizioni di spettanza del credito gi erogato nei periodo di paga successivi, per anticipare il recupero del credito non spettante rispetto al conguaglio di fine anno o di fine rapporto.

 

R. Il sostituto dimposta, a fronte di variazioni del reddito o delle detrazioni riferite alle somme e valori che il sostituto stesso corrisponder durante lanno, nonché a fronte dei dati di cui entra in possesso, potr effettuare il ricalcolo del credito spettante e recuperarlo nei periodi di paga successivi a quello di erogazione del credito, anche prima del conguaglio di fine anno o di fine rapporto.
Ad esempio, se laumento di retribuzione, derivante da una promozione o da un premio, comporta lerogazione di un reddito di 26.000 euro o superiore nel corso del 2014, facendo venir meno i presupposti previsti dal comma 1-bis dellart. 13 del TUIR, il sostituto dimposta potr recuperare leventuale credito gi erogato nei periodi di paga successivi, anche prima del conguaglio di fine anno o di fine rapporto. Si evidenzia che il venir meno dei presupposti per la fruizione del credito potrebbe derivare anche da variazioni in diminuzione della retribuzione, ad esempio per una riduzione dellorario di lavoro, che abbiano leffetto di rendere incapiente limposta lorda sui redditi da lavoro rispetto alle detrazioni per lavoro.
Si precisa, che se le variazioni di retribuzione, in aumento o in diminuzione, comportano la maturazione a favore del lavoratore del diritto al credito, in precedenza non spettante, il sostituto deve riconoscere il credito in via automatica a partire dal primo periodo di paga utile o, in mancanza, in sede di conguaglio di fine anno o di fine rapporto. Potrebbe essere il caso, ad esempio, di un aumento di retribuzione che rende capiente limposta lorda sui redditi da lavoro rispetto alle detrazioni per lavoro, o di una riduzione dellorario di lavoro che comporta lerogazione di un reddito inferiore a 26.000 euro nel corso del 2014.

 

2.5. Redditi assoggettati a cedolare secca

 

D. Al fine di verificare il limite di 26.000 euro si devono considerare anche i redditi assoggettati a cedolare secca?
R. I redditi assoggettati a cedolare secca devono essere considerati nella determinazione del reddito complessivo rilevante ai fini della verifica della spettanza del credito di cui al comma 1-bis dellart. 13 del TUIR. In base al comma 7 dellart. 3 del d.lgs. n. 23 del 2011, infatti, "Quando le vigenti disposizioni fanno riferimento, per il riconoscimento della spettanza o per la determinazione di deduzioni, detrazioni o benefici di qualsiasi titolo, anche di natura non tributaria, al possesso di requisiti reddituali, si tiene comunque conto anche del reddito assoggettato alla cedolare secca. Il predetto reddito rileva anche ai fini dell'indicatore della situazione economica equivalente (I.S.E.E.) di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109..

 

3. COORDINAMENTO CON ALTRE MISURE AGEVOLATIVE

 

3.1 Imposta sostitutiva per gli incrementi di produttivit

 

D. Si chiede di conoscere se nel calcolo del credito si debba tenere conto dei redditi assoggettati allimposta sostitutiva per gli incrementi di produttivit.

 

R. Si premette che il DPCM del 19 febbraio 2014, concernente le Modalit di attuazione delle misure sperimentali per lincremento della produttivit del lavoro nel periodo 1 gennaio - 31 dicembre 2014 (recentemente pubblicato nella GU n. 98 del 29 aprile 2014), al comma 1 dellart. 1 prevede lapplicazione dellimposta sostitutiva per i titolari di reddito da lavoro dipendente non superiore, nell'anno 2013, ad euro 40.000, al lordo delle somme assoggettate nel medesimo anno 2013 all'imposta sostitutiva, mentre al successivo comma 2 stabilisce che la retribuzione di produttivit individualmente riconosciuta che pu beneficiare dell'agevolazione non pu comunque essere complessivamente superiore, nel corso dell'anno 2014, ad euro 3.000 lordi.
Il DPCM stabilisce al comma 4 dellart. 1 che "Continuano ad essere applicate, in quanto compatibili, le disposizioni recate dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 gennaio 2013..
Il DPCM del 22 gennaio 2013, al comma 4 dellart. 1, prevede che "Restano applicabili, in quanto compatibili, le disposizioni dei commi da 2 a 4 dellarticolo 2 del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126..
Lart. 2, comma 2, del DL n. 93 del 2008 stabilisce che i redditi di cui al comma 1 non concorrono ai fini fiscali alla formazione del reddito complessivo del percipiente entro il limite massimo di 3.000 euro.
Ne consegue che il reddito assoggettato allimposta sostitutiva in esame non deve essere computato nel reddito complessivo al fine di calcolare limporto del credito spettante in relazione alla soglia dei 26.000 euro di cui al comma 1-bis dellart. 13 del TUIR.
Tuttavia, ad evitare penalizzazioni per i lavoratori dipendenti che hanno i presupposti per la fruizione dellimposta sostituiva per incrementi di produttivit, in coerenza con la ratio della norma richiamata, il reddito di lavoro dipendente assoggettato a imposta sostitutiva deve comunque essere sommato ai redditi tassati in via ordinaria per la verifica della "capienza dellimposta lorda determinata sui redditi da lavoro rispetto alle detrazioni da lavoro spettanti.
Rimane ferma la possibilit per i soggetti interessati di optare per la tassazione ordinaria del reddito di lavoro dipendente in luogo dellapplicazione dellimposta sostitutiva.

 

3.2 Retribuzioni convenzionali e altre disposizioni di favore

 

D. Il credito deve essere erogato anche ai lavoratori che determinano il reddito in base alle retribuzioni convenzionali di cui allart. 51, comma 8-bis, del TUIR?

 

R. Il decreto che ha introdotto il credito, nello stabilire i presupposti per la sua erogazione, non ha definito anche regole volte a differenziarne lapplicazione in funzione delle eventuali disposizioni particolari che interessino determinate tipologie di lavoratori.
Pertanto, al di fuori dei casi in cui tali altre disposizioni particolari prevedano diversamente (come, ad esempio, nel caso dellimposta sostitutiva sugli incrementi di produttivit), la verifica della spettanza del credito deve essere effettuata in base alle regole generali.
Quindi, i lavoratori che determinano il reddito di lavoro dipendente in base alle retribuzioni convenzionali di cui al comma 8-bis dellart. 51 del TUIR, ove sussistano i requisiti previsti dal comma 1-bis dellart. 13 del TUIR, possono fruire del credito, in quanto si tratta di contribuenti i cui redditi di lavoro dipendente, sia pure determinati con modalit diverse da quelle ordinarie, confluiscono comunque nel reddito complessivo.
Per i lavoratori c.d. frontalieri, lart. 1, comma 175, della legge n. 147 del 2013 prevede che "A decorrere dal 1 gennaio 2014, il reddito da lavoro dipendente prestato all'estero in zona di frontiera o in altri paesi limitrofi al territorio nazionale, in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto, da soggetti residenti nel territorio dello Stato italiano, concorre a formare il reddito complessivo per l'importo eccedente 6.700 euro..

Per detti lavoratori, la verifica della spettanza del credito e la determinazione del relativo importo in relazione al reddito complessivo va effettuata tenendo conto del reddito di lavoro dipendente eccedente limporto di 6.700 euro.

 

4. ALTRE QUESTIONI

 

4.1. Credito dimposta per le imprese marittime

 

D. Limporto del credito abbatte le ritenute dacconto al fine di applicare il credito dimposta per le imprese marittime, di cui allart. 4, comma 1, della legge n. 30 del 1998?

 

R. Il credito non abbatte limporto delle ritenute ai fini dellagevolazione di cui allart. 4, comma 1, della legge n. 30 del 1998. Ci in quanto il calcolo delle ritenute da applicare sui redditi di lavoro corrisposti dai sostituti dimposta rimane immutato rispetto alla situazione preesistente al decreto, lasciando immutato anche il corrispondente credito dimposta per le imprese marittime commisurate alle ritenute sui redditi di lavoro dipendente corrisposti ai marinai imbarcati su navi iscritte nel registro internazionale.

 

4.2. Modalit di recupero delle somme erogate dai sostituti

 

D. Come avviene il recupero del credito da parte dei sostituti dimposta a seguito dellemanazione della risoluzione 48 del 2014 che ha istituito il relativo codice tributo?

 

R. Con risoluzione 48/E del 7 maggio 2014, al fine di consentire ai sostituti dimposta il recupero delle somme erogate ai sensi dellarticolo 1 del decreto-legge n. 66 del 2014, mediante listituto della compensazione di cui allarticolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, stato istituito il codice tributo "1655 denominato "Recupero da parte dei sostituti dimposta delle somme erogate ai sensi dellarticolo 1 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66.
Per le stesse finalit alla compensazione non si applica il limite di cui all'articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.
Pertanto, il menzionato recupero da parte dei sostituti dimposta avviene mediante compensazione con le somme a debito utilizzando il modello di pagamento F24.

La suddetta modalit di recupero e il relativo codice tributo pu essere adottata anche dai sostituti dimposta tenuti allutilizzo del modello F24 enti pubblici per i versamenti fiscali e contributivi, come delineato dalla circolare n. 20/E del 5 marzo 2001. In particolare, detti sostituti utilizzano:
il modello F24 ordinario con saldo complessivo pari a zero, indicando nella colonna "importi a credito compensati le somme da recuperare e nella colonna "importi a debito versati il corrispondente ammontare di ritenute e contributi previdenziali;
il modello F24 enti pubblici, indicando i relativi codici e causali, per eventuali somme da versare.
Per quanto riguarda le Amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici, compresi coloro che utilizzano il modello F24 enti pubblici, si conferma la possibilit di recuperare il bonus erogato mediante scomputo dalle ritenute e dai contributi dovuti.


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