Circolare Agenzia Entrate n. 80 del 18.10.2002 - p. 8-10

Metodologie di controllo differenziate per attività economiche dirette al consumatore finale
Circolare Agenzia Entrate n. 80 del 18.10.2002

parti 8 - 9 - 10
[ <- Indice e parti 1 - 2 - 3 - 4 ] [ <- parti 5 - 6 - 7 ] [ -> parti 11 - 12 - 13 ]

Metodologia di controllo AUTORIMESSE (III edizione)
Codice attività: 63.21.0

Indice

1. PREMESSA
2. ATTIVITA' PREPARATORIA AL CONTROLLO
2.1 Interrogazioni dell'Anagrafe Tributaria
2.2 Altre interrogazioni e ricerche preliminari all'accesso
2.2.1 - Controllo delle informazioni relative al soggetto presenti in Internet
3. METODOLOGIA DEL CONTROLLO
3.1 L'accesso
3.2 Controllo del volume d'affari
3.2.1 - Tipologie di evasione
3.2.2 - Ricerca e valutazione degli indizi di evasione
3.2.3 - Ricostruzione del volume d'affari
3.3 Altri controlli e riscontri
3.4 Le indagini bancarie
3.4.1 - Richiesta al contribuente degli estremi identificativi dei conti
3.4.2 - Richiesta della copia dei conti agli istituti di credito e finanziari
Schema ALLEGATO
CHECK LIST

1. PREMESSA
La presente metodologia si rivolge ai soggetti che svolgono l'attività di autorimessa e garage; usualmente l'attività è individuata dal codice 63.21.0 Altre attività connesse ai trasporti terrestri. Tale attività può essere svolta sia in forma individuale che societaria e riveste particolare rilevanza in aree urbane caratterizzate da un'elevata concentrazione di autoveicoli e con scarsa possibilità di parcheggio.
I servizi tipici forniti sono:
- parcheggio in abbonamento;
- parcheggio ad ore;
- autolavaggio;
- assistenza meccanica ed elettronica;
- revisioni e lavori di carrozzeria.
Per l'esercizio dell'attività è necessaria un'autorizzazione comunale di durata annuale, che dal 1 gennaio 1998 si rinnova con una semplice dichiarazione da parte dell'esercente. Per le attività collaterali viene rilasciata una distinta autorizzazione.
Per l'attività di autorimessaggio i Vigili del Fuoco rilasciano un certificato di prevenzione incendi, nel quale è indicato anche il numero dei posti auto utilizzabili dall'esercente.
I gestori di autorimesse, per quanto concerne i corrispettivi riscossi, hanno l'obbligo della certificazione fiscale stabilito dall'art. 12, comma 1, della Legge del 30 dicembre 1991, n. 413. Tale obbligo può essere adempiuto, in virtù dell'art. 1 del D.P.R. del 21 dicembre 1996, n. 696, indipendentemente dall'esercizio di apposita opzione, mediante il rilascio di ricevuta fiscale oppure di scontrino fiscale. In precedenza, per tale attività era prevista l'emissione della sola ricevuta fiscale.
Si precisa, inoltre, che qualora la determinazione oppure il pagamento del corrispettivo venga effettuato mediante apparecchiature funzionanti a monete, gettoni, tessere, biglietti, tessere magnetiche o strumenti similari, il contribuente è esonerato dall'obbligo di certificazione fiscale, a norma dell'art. 2, lett. g) del citato D.P.R. n. 696/96.
I gestori di autorimesse sono tenuti alla registrazione dei corrispettivi giornalieri (entro il giorno successivo non festivo) ai sensi dell'art. 24 del D.P.R. n. 633/72 (trattandosi di prestazioni di servizi rese nell'esercizio d'impresa in locali aperti al pubblico).
Hanno, inoltre, l'obbligo della tenuta di un registro vidimato dalla Questura, ai sensi dell'art. 196 del Regio Decreto del 6 maggio 1940, n. 635 (Regolamento del Testo Unico di Pubblica Sicurezza), in cui devono essere annotati, anche per il posteggio diurno e ad ore, all'atto dell'ingresso dell'autovettura, i seguenti dati:
- cognome e nome del conducente;
- targa e tipo dell'autoveicolo;
- ora dell'entrata e dell'uscita dello stesso.

2. ATTIVITA' PREPARATORIA AL CONTROLLO

2.1 Interrogazioni dell'Anagrafe Tributaria
L'attività di controllo dovrà essere preceduta dalla raccolta dei dati e delle informazioni riguardanti il soggetto da verificare. Si dovranno acquisire notizie in ordine alle eventuali segnalazioni da parte di altri Uffici Finanziari o Comandi della Guardia di Finanza per irregolarità fiscali a carico del contribuente da verificare, nonchè elementi di accertamento.
Al riguardo, una prima fonte di notizie può essere acquisita dal sistema informativo dell'Anagrafe Tributaria, sia in ambiente tradizionale che web, dal quale possono essere tratte le seguenti informazioni:
se trattasi di società:
- principali soci;
- notizie sui comportamenti dell'organo amministrativo;
- redditi dichiarati dalla società e dai soci (categoria e importo);
- esistenze di partite I.V.A., anche cessate, intestate ai soci;
- elementi indicatori della capacità contributiva dei soci;
- bilancio civilistico e relativi indici contabili;
se trattasi di persona fisica:
- reddito complessivo dichiarato negli ultimi anni;
- reddito d'impresa dichiarato negli ultimi anni;
- esistenze di partite I.V.A. cessate;
- elementi indicatori di capacità contributiva;
per tutte le tipologie di soggetti:
- data di inizio dell'attività;
- luogo di conservazione delle scritture contabili;
- posizione fiscale e dati relativi alle ultime dichiarazioni;
- precedenti fiscali: controlli già effettuati a qualunque titolo, segnalazioni, ecc.;
- notizie sulla sede legale e amministrativa;
- eventuali incrementi patrimoniali o altre manifestazioni di capacità contributiva del contribuente e dei suoi familiari o dei soci della società (possesso di auto, imbarcazioni, residenze secondarie, ecc.);
- atti registrati relativi a compravendite di immobili, sottoscrizioni di aumenti di capitale, appalti, ecc.;
- precedenti controlli effettuati dall'ufficio o da altri soggetti;
- elementi rilevanti ai fini dell'accertamento in possesso dell'ufficio.

2.2 Altre interrogazioni e ricerche preliminari all'accesso
E' opportuno riscontrare le informazioni acquisite dall'interrogazione all'A.T. con quelle desumibili dalla banca dati della Camera di Commercio, dell'I.N.A.I.L. e dell'I.N.P.S., relativamente a:
- tipologia delle attività esercitate dal soggetto;
- luogo o luoghi di esercizio dell'attività;
- generalità del/i rappresentante/i legale/i della società;
- situazione giuridica del soggetto: normale attività, soggetto estinto, soggetto in liquidazione/fallito, ecc.;
- eventuale presenza di protesti a carico dell'impresa, sia nella provincia di residenza che nel resto d'Italia, per valutare sia lo "stato di salute" dell'azienda che la prevedibile proficuità dell'azione accertatrice.
Un altro sintomo sullo "stato di salute" dell'esercizio può essere rappresentato dalla "visibilità" pubblicitaria del soggetto, in quanto il relativo onere normalmente risulta proporzionale alle aspettative di crescita dei ricavi.
Nella fase preparatoria al controllo può risultare utile verificare le inserzioni pubblicitarie presenti su "Pagine Gialle" e "Pagine Utili", al fine di acquisire notizie relative all'oggetto caratteristico dell'attività, alla presenza di sedi decentrate, all'ambito territoriale entro il quale l'impresa svolge l'attività, ecc..

2.2.1 - Controllo delle informazioni relative al soggetto presenti in Internet
Al fine di raccogliere maggiori informazioni sul soggetto da sottoporre a controllo sarà utile verificare la sua presenza in Internet.
Tale presenza potrà manifestarsi in vari modi: dalla semplice "pagina" con poche indicazioni, al "sito" completo di cataloghi, listini, informazioni tecniche, ecc..
Per effettuare la ricerca è sempre opportuno partire da un indirizzo specifico del soggetto (dominio) e ci si potrà avvalere dei cosiddetti "motori di ricerca".
Il dominio in genere si identifica con la denominazione del contribuente seguita dall'estensione ad esempio (.it), (.com), (.org).
I motori di ricerca contengono una finestra in cui è possibile digitare una o più parole per avviare una ricerca sulla rete; il verificatore potrà digitare il nome/denominazione del soggetto e cliccare su "cerca", ottenendo una serie di collegamenti (link) e di pagine web contenenti la parola da lui cercata.
La presenza su internet riguarda soprattutto aziende strutturate ed articolate nell'offerta di servizi, comunque, la mancata individuazione di un dominio specifico non significa, necessariamente, che il contribuente è assente dalla rete, in quanto molte piccole aziende tendono a far "ospitare" le proprie pagine in apposite aree di siti di grandi dimensioni generalmente gestiti da Internet Provider, i fornitori di accesso alla rete, o società che specificamente curano tali servizi, ideando, costruendo e mantenendo i siti per conto terzi.
In questo caso si potrà tentare l'individuazione del soggetto mediante consultazione della banca dati della Registration Authority del CNR di Pisa, che ha la gestione centralizzata dei domini ".it"; tale database è consultabile dal sito www.nic.it.
La ricerca sarà effettuata con le diverse modalità consentite (consigliabile quella per nome e testo libero): inserendo il nome/denominazione del soggetto da individuare, si potrà ottenere il nome di dominio corrispondente.
Tra le informazioni consultabili vi sono quelle relative al soggetto che ha richiesto la registrazione del nome di dominio, all'eventuale amministratore ed una breve descrizione dell'attività.
Si segnala, inoltre, che nel sito www.infoimprese.it è presente una banca dati contenente, per i soggetti interrogati, alcune informazioni tratte dal registro imprese e l'eventuale link con cui operare la connessione.
E' possibile accedere ad un motore di ricerca dei siti italiani con dominio, tramite il link di connessione www.dominitaliani.it.

3. METODOLOGIA DEL CONTROLLO

3.1 L'accesso
Le modalità dell'accesso dovranno essere differenziate a seconda delle caratteristiche dei servizi di autorimessaggio: notturno o diurno.
Nel primo caso sarà infatti utile eseguire l'accesso durante le prime ore del mattino (6-7) e/o tarda sera (20-22). Nel secondo caso sarà invece utile eseguirlo nel corso della giornata, negli orari di più intenso movimento; è opportuno, inoltre, ripetere l'accesso anche in giorni successivi, in orari diversi, al fine di stabilire la giacenza media in sosta oraria.
Tutte le operazioni di seguito descritte necessitano, per essere realmente efficaci ai fini delle indagini, di un elevato grado di riservatezza, determinante per acquisire ogni elemento o documento utile per la ricostruzione del reale giro d'affari.
I verificatori dopo aver adempiuto alle formalità di rito, procederanno a:
- reperire ed acquisire agli atti della verifica tutte le registrazioni ed i documenti contabili ed extracontabili rilevanti ai fini del controllo (blocchetti numerici per registrare le vetture in accesso, schedari dei clienti, quietanze, corrispondenza, indirizzi, agende, appunti, preventivi di spesa, contratti o altra documentazione inerente "pacchetti di prestazioni", tariffe relative ai diversi servizi offerti, ecc.);
- acquisire i "floppy disk" e gli altri supporti magnetici rinvenuti. Se l'azienda si avvale di mezzi informatici, si provvederà a visionare il programma di gestione ed a richiedere la stampa dell'elenco clienti. La lettura di detti supporti magnetici potrà consentire la rilevazione di clienti, fornitori, incassi e pagamenti non presenti in contabilità. Debita attenzione va riservata ai dati registrati nell'hard disk del personal computer, utilizzato dal titolare dell'impresa o da soggetti aventi particolari responsabilità gestionali. Si rammenta che se la parte non consente l'utilizzazione dei propri impianti e del proprio personale, i funzionari che procedono all'accesso possono, ai sensi dell'art. 52, comma 9, del D.P.R. n. 633/72, provvedere con mezzi propri alla elaborazione e lettura dei supporti magnetici (dischetti, CD ROM, ecc.) fuori dai locali aziendali. Qualora vengano utilizzate chiavi di accesso o codici particolari a tutela del contenuto dei supporti magnetici si potrà chiedere al titolare dell'azienda di eseguire le operazioni necessarie per accedere alle informazioni in esso contenute. Con la larga diffusione delle nuove tecnologie è sempre più frequente lo scambio di dati ed informazioni tramite posta elettronica (E-mail). Tali informazioni desunte dalla casella di posta elettronica dell'azienda possono avere rilevanza ai fini del controllo. A questo proposito si fa presente che i messaggi già "aperti", come per la normale corrispondenza attinente l'attività, sono direttamente acquisibili, mentre quelli non ancora letti sono da trattare secondo quanto previsto dall'art. 52, comma 3, del D.P.R. n. 633/72 (si evidenzia che in molti programmi di gestione della posta elettronica i messaggi aperti sono contraddistinti da una icona raffigurante una busta aperta, mentre quelli non ancora letti da un titolo in grassetto);
- controllare l'esistenza di un eventuale sito internet non rilevato durante la fase preparatoria al controllo dell'azienda, attraverso l'esame della documentazione reperita;
- rilevare il personale presente in azienda, individuando, oltre ai dati anagrafici, la data di inizio dell'attività, il tipo di rapporto di lavoro, le mansioni svolte ed il tipo di specializzazione; tale rilevazione potrà rivelarsi particolarmente proficua anche al fine di individuare professionalità sintomatiche della presenza di servizi collaterali. I dati rilevati saranno confrontati con i libri obbligatori in materia previdenziale e del lavoro;
- rilevare l'eventuale svolgimento di altre attività (officina, lavaggio, carrozzeria) al fine di accertare la tipologia dei servizi offerti. Nel caso in cui, ad esempio, venga svolta attività anche di lavaggio si rileverà la presenza di eventuali macchinari ed il loro costo nonché l'ammontare delle spese correnti direttamente riferibili alla stessa (consumo di acqua, detersivi, energia elettrica) e quelle relative alla manodopera. Per il controllo di tali attività si rinvia comunque alle rispettive metodologie;
- rilevare il periodo e l'orario di apertura al pubblico;
- inventariare le auto parcheggiate, rilevando per ciascuna di esse il tipo e la targa;
- controllare la cassa per verificare se i valori rinvenuti (denaro, assegni, ricevute di carte di credito) trovano riscontro con gli incassi complessivi e parziali certificati (scontrini, ricevute fiscali, fatture);
- rilevare la tipologia dei servizi resi con particolare riguardo alle modalità di parcheggio: a ore (per esempio autorimessa ubicata in zona commerciale della città) e/o in abbonamento (per esempio autorimesse ubicate in quartieri a destinazione abitativa);
- rilevare le tariffe eventualmente esposte al pubblico o desumibili dalla documentazione rinvenuta, appurando l'esistenza di eventuali tariffe differenziate in dipendenza del tipo o del valore delle auto parcheggiate; a tal fine, potranno essere acquisite informazioni direttamente dai clienti presenti nell'autorimessa in ordine ai corrispettivi effettivamente pagati, nonché, in caso di contratti di abbonamento, alla cadenza periodica dei pagamenti e alla decorrenza iniziale del contratto, secondo lo schema allegato;
- rilevare l'eventuale presenza di un sistema informatico per il controllo degli automezzi in parcheggio orario;
- rilevare la presenza di un eventuale misuratore che prevede l'emissione di uno scontrino non fiscale con l'indicazione del numero di accesso, che può essere progressivo o sostitutivo di una vettura uscente, e dell'orario di ingresso dell'autovettura;
- inventariare le tessere da utilizzare per gli ingressi degli abbonati e di altro materiale utilizzato per il parcheggio ad ore;
- acquisire eventuali convenzioni con pubbliche amministrazioni, società ed enti, ecc.;
- riscontrare le annotazioni operate sul registro di Pubblica Sicurezza, previsto dal citato art. 196 del Regio Decreto n. 635/1940; eventuali divergenze tra il numero delle presenze registrate ed i servizi contabilizzati, potranno costituire elementi utili per l'accertamento;
- controllare l'esistenza e la corretta tenuta della contabilità;
- richiedere alla parte, con contestuale verbalizzazione delle dichiarazioni rese, notizie relative a:
° tipologia di prestazioni rese alla clientela;
° tariffe praticate alla clientela;
° eventuali convenzioni con enti pubblici o privati.
Le seguenti ulteriori rilevazioni potranno essere utili al fine di inquadrare la potenzialità reddituale dell'esercizio:
- anno d'inizio dell'attività;
- titolo di possesso dell'esercizio;
- costi sostenuti per l'utilizzo dei locali;
- capitale complessivamente investito, valutando tra l'altro gli impegni finanziari assunti per gli investimenti effettuati in macchinari per le eventuali attività collaterali;
- potenzialità ricettiva in termini di posti auto disponibili;
- ubicazione (se in zona centrale o periferica; se in zona servizi o in zona a destinazione abitativa) ed ampiezza dei locali;
- premi di assicurazione contro i rischi derivanti dall'esercizio dell'attività;
- esistenza in zone vicine di altre autorimesse o di parcometri. Dette indicazioni consentiranno al verificatore di accertare se l'autorimessa insiste in un'area caratterizzata da un'elevata concentrazione di autoveicoli e da scarse possibilità di parcheggio; sarà, inoltre, possibile constatare se la stessa abbia un veloce "turn over" delle auto in sosta (come nel caso di parcheggio al servizio di un'area destinata ad uffici, negozi, servizi) oppure soste di una certa durata.

3.2 Controllo del volume d'affari

3.2.1 - Tipologie di evasione
La verifica dei ricavi dichiarati muoverà dai dati e dalle notizie acquisite nel corso del controllo e tenderà a ricostruire l'effettiva entità, quantità e qualità, delle prestazioni rese dall'azienda.
Si possono ipotizzare i seguenti comportamenti, adottati spesso congiuntamente, strumentali all'occultamento dei corrispettivi:
- totale occultamento dei corrispettivi conseguiti;
- sottofatturazione delle prestazioni rese.

3.2.2 - Ricerca e valutazione degli indizi di evasione
L'obiettivo del controllo è quello di ricostruire credibilmente i ricavi corrispondenti ai servizi effettivamente resi a fronte di quelli annotati in contabilità e dichiarati, sia ai fini I.V.A. che delle imposte sui redditi.
Allo scopo di verificare l'attendibilità delle risultanze contabili si procederà in primo luogo a:
- controllare la cassa, confrontando il denaro e gli altri valori rinvenuti con gli incassi certificati a partire dal giorno dell'ultimo versamento in banca. Si tenga al riguardo presente che una piccola differenza può essere giustificata da esigenze di funzionamento della cassa che richiedono una giacenza minima (per dare il resto, per esigenze improvvise, ecc.);
- riscontrare che tutta l'attrezzatura e la manodopera rilevata al momento dell'accesso sia stata regolarmente contabilizzata;
- esaminare le fatture di acquisto per accertare l'eventuale omessa contabilizzazione dei costi relativi ai consumi essenziali (assicurazioni, energia elettrica, carte computerizzate, gettoni, telefono, ecc.); tale circostanza consente di presumere un'impostazione contabile poco aderente alla realtà aziendale;
- riscontrare che tutti gli elementi rilevati da documentazione extracontabile e da supporti elettronici trovino corrispondenza nelle scritture contabili e documentali (brogliacci, schedari, ecc.).
Può inoltre essere utile suddividere i ricavi dichiarati per periodi e per singola tipologia di servizi offerti, al fine di esaminarne l'andamento e verificarne separatamente la congruità; ingiustificati incrementi dei corrispettivi annotati (ad esempio in prossimità delle liquidazioni I.V.A.) possono infatti essere indicativi di contabilizzazioni scarsamente veritiere, presumibilmente effettuate a "posteriori".

3.2.3 - Ricostruzione del volume d'affari
Si suggeriscono alcuni percorsi utili per la ricostruzione del volume d'affari.
Percentuale di utilizzo della capacità ricettiva
Per una prima valutazione della sostanziale attendibilità delle scritture contabili, sarà utile accertare la potenziale capacità ricettiva della struttura. Indicazioni sul numero dei posti disponibili possono essere tratte oltre che dalla osservazione diretta anche dagli elementi contenuti nel certificato rilasciato dai Vigili del Fuoco.
La percentuale di utilizzazione della capacità ricettiva su base annua sarà quindi determinata raffrontando i posti auto a disposizione con i dati scaturenti dalla contabilità.
Occorre tener presente che, in questo particolare settore il rapporto di utilizzazione della capacità ricettiva dovrebbe essere molto prossimo al 100%; scostamenti notevoli possono essere quindi indizio di ricavi non contabilizzati.
Servizi di parcheggio in abbonamento
L'effettivo numero degli abbonati potrà essere determinato avvalendosi degli elementi desumibili dalla documentazione extracontabile acquisita nel corso dell'accesso (schede clienti, corrispondenza commerciale, ecc.) e dai dati desumibili dai "floppy disk" e "hard disk". Sovente gli abbonamenti prevedono il rilascio di tessere per l'ingresso; in tal caso il numero degli abbonamenti può essere attendibilmente determinato per differenza tra il numero delle tessere acquistate e quelle non ancora utilizzate e giacenti al momento dell'accesso. Si tenga presente in proposito, tuttavia, che le tessere magnetiche restituite dai clienti possono essere riutilizzate per nuovi abbonamenti.
Nel valutare la congruità dei ricavi dichiarati occorre tener conto che i corrispettivi relativi ad abbonamenti dovrebbero avere una distribuzione uniforme nel tempo, con l'unica eccezione del periodo estivo.
Servizi di sosta oraria
Per tali servizi l'effettivo giro d'affari potrà essere valutato sulla base degli elementi desumibili dalla documentazione extracontabile e soprattutto dai dati contenuti nel registro di Pubblica Sicurezza tenuto ai sensi dell'art. 196 del Regio Decreto n. 635/1940, nel quale sono annotati oltre ai dati identificativi del conducente e dell'autoveicolo, anche gli orari di entrata ed uscita dall'autorimessa. Da tali ultimi elementi potrà desumersi il numero delle prestazioni rese che andranno confrontate con quelle documentate dagli scontrini/ricevute fiscali emessi.
La presenza di un sistema informatico di rilevazione in entrata ed in uscita consentirà ovviamente al verificatore di acquisire direttamente i dati utili al controllo dei servizi in abbonamento e di sosta oraria.
La presenza di un misuratore che prevede l'emissione di uno scontrino non fiscale con l'indicazione del numero di accesso, che può essere progressivo o sostitutivo di una vettura uscente, e dell'orario di ingresso dell'autovettura, consentirà il controllo dell'affluenza giornaliera e della permanenza delle autovetture nell'autorimessa.
Il confronto tra il numero delle prestazioni determinate e quelle risultanti dalla documentazione contabile consente di verificare la coerenza dei dati.
L'eventuale quantificazione dei servizi non contabilizzati può essere eseguita sulla base delle tariffe esposte o di quelle risultanti dalla modulistica di abbonamento eventualmente acquisita in fase di accesso; in mancanza di tali elementi la valorizzazione potrà essere operata sulla scorta dei prezzi indicati sulle ricevute fiscali emesse.
Occorrerà, altresì, tener conto delle informazioni che possono essere direttamente assunte dai clienti, attraverso questionari con cui vengano richiesti gli importi pagati e notizie relative ai servizi accessori forniti.
Altri servizi offerti
In presenza di una pluralità di servizi resi (ad esempio, autolavaggio e/o officina) potrà essere proficuo un preliminare esame disaggregato dei corrispettivi che concorrono a realizzare il volume d'affari dichiarato, verificando la reciproca attendibilità del rapporto esistente tra i ricavi relativi alle varie attività esercitate.
L'analisi dei dati così scomposti potrà far emergere incoerenze tra il livello di utilizzo dei vari servizi e le potenzialità della struttura (presenza di personale specializzato, valore delle attrezzature, ecc.).
La ricostruzione del giro d'affari potrà avere maggiore valenza probatoria se operata con riferimento ai ricavi relativi ad ogni singola tipologia di servizio prestato.
I relativi controlli saranno effettuati sulla base delle metodologie previste per le specifiche attività esercitate.
Per l'autolavaggio, la determinazione del numero delle prestazioni effettuate sarà operata sulla base dei consumi di acqua, sapone e di energia, nonché della manodopera impiegata. La quantità di prodotto utilizzato per ciascuna prestazione sarà determinata in contraddittorio con la parte o sulla base della osservazione diretta.
L'analisi dei costi
L'analisi dei costi sarà limitata a quelli che influenzano maggiormente il volume d'affari, quali:
- costi per il personale dipendente;
- costi per attrezzature per la rilevazione automatica delle entrate e delle uscite;
- costi per l'acquisizione dei locali (sia in proprietà che in locazione).
Potrà, inoltre, risultare utile valutare l'ampiezza del rischio coperto dall'assicurazione; un'eventuale sproporzione tra il capitale assicurato e l'entità dei servizi da esso desumibili (numero medio delle auto in sosta), può costituire ulteriore indizio di occultamento dei corrispettivi.

3.3 Altri controlli e riscontri
Un'ultima serie di indizi può essere considerata al solo fine di valutare l'attendibilità della dichiarazione ovvero la congruità minima di quanto accertato in base agli elementi in precedenza descritti.
Il capitale investito nell'azienda, il possesso a titolo di proprietà dei locali utilizzati per l'esercizio dell'attività e la retribuzione figurativa del titolare e degli eventuali soci impegnati a tempo pieno nell'azienda, costituiscono altrettanti elementi aventi un carattere indiziario. Si può infatti porre a confronto il reddito dell'impresa con quello conseguibile da un impiego alternativo dei fattori produttivi che concorrono a realizzarlo.
In altri termini il reddito dichiarato non dovrebbe mai collocarsi (quantomeno in modo ricorrente e tendenziale) al di sotto di quello costituito dalla somma:
- dei proventi ottenibili ad un impiego alternativo (ad esempio in titoli di stato) del capitale investito nell'azienda;
- del fitto figurativo dei locali (ovviamente se in proprietà) ove si volge l'attività;
- della retribuzione conseguibile, in posizione di lavoro dipendente, nello stesso settore di attività.
Eventuali scostamenti negativi perduranti nel tempo devono essere considerati contrari ad ogni logica economica e contribuiscono a rafforzare il giudizio di inattendibilità sostanziale delle risultanze contabili, ovvero convalidare la ricostruzione dei ricavi operata con i controlli descritti nei precedenti paragrafi.
Altri elementi indiziari, come specificato nella parte dedicata alle attività preliminari, possono essere costituiti da manifestazioni di capacità contributiva (possesso di auto, imbarcazioni, acquisto di immobili, ecc.), riferibili al titolare dell'impresa e/o ai soci, particolarmente stridenti con l'ammontare del reddito dichiarato.
In tale caso, soprattutto qualora non sia stato possibile effettuare una convincente ricostruzione del volume d'affari, si potrà procedere, sia pure ai soli fini dell'imposizione diretta, all'accertamento sintetico del reddito complessivo delle persone fisiche in vario modo coinvolte nella gestione dell'impresa, secondo la procedura di cui all'art. 38, comma 4, del D.P.R. n. 600/73.

3.4 Le indagini bancarie
Gli accertamenti bancari costituiscono uno strumento molto incisivo per l'esame della posizione fiscale del contribuente, in particolare delle persone fisiche, delle associazioni tra professionisti, delle società di persone e delle società di capitale a ristretta base azionaria.
Il loro impiego deve rispondere a principi di economicità e di prevedibile proficuità dell'azione di controllo.
L'indagine bancaria è certamente consigliabile in presenza di gravi indizi di evasione, ovvero qualora permanga un significativo divario tra il volume d'affari ed i redditi determinati in base alla metodologia in precedenza descritta e quanto fondatamente attribuibile al contribuente sulla base delle condizioni di esercizio dell'attività, della sua potenziale capacità reddituale, della consistenza del suo patrimonio ovvero di altri elementi di valutazione.
Peraltro, la Legge 28 dicembre 1995, n. 549 consente di graduare l'indagine in relazione sia all'entità degli indizi di evasione riscontrati che alle esigenze di progressivo approfondimento del controllo eventualmente scaturite dall'analisi degli elementi acquisiti nel corso della verifica.
Sono quindi delineabili diversificati percorsi d'indagine, che potranno essere seguiti anche in via alternativa.

3.4.1 - Richiesta al contribuente degli estremi identificativi dei conti
(artt. 32, 1 comma n. 6 bis del D.P.R. 600/73 e 51, 2 comma n. 6 bis del D.P.R. n. 633/72)

In tal caso viene richiesta alla parte, previa autorizzazione del Direttore Regionale dell'Agenzia delle Entrate, la dichiarazione della natura, del numero e degli estremi identificativi dei rapporti intrattenuti con aziende di credito, con l'amministrazione postale, con società fiduciarie ed ogni altro intermediario finanziario.
Di conseguenza agli operatori finanziari segnalati dovrà essere richiesta la copia dei conti denunziati dal contribuente e l'indicazione di tutti gli altri eventuali rapporti con lui intrattenuti.

3.4.2 - Richiesta della copia dei conti agli istituti di credito e finanziari
(artt. 32, 1 comma n. 7 del D.P.R. n. 600/73 e 51, 2 comma n. 7 del D.P.R. n. 633/72)

Indipendentemente dall'esercizio della facoltà di cui al punto precedente, i verificatori possono richiedere, sempre previa autorizzazione del Direttore Regionale dell'Agenzia delle Entrate, la copia dei conti direttamente agli istituti di credito ed agli intermediari finanziari.
Tale modalità d'indagine appare particolarmente opportuna quando siano stati frapposti ostacoli all'azione dei verificatori o dell'ufficio, ovvero quando le violazioni e le omissioni e le false indicazioni contabili siano così gravi e i dati a disposizione così scarsi, da rendere difficile la ricostruzione degli imponibili fiscali.
Le indagini dovranno comunque essere condotte secondo selezionate opzioni investigative che restringano la forbice costi-benefici dell'azione di accertamento (banche che hanno sportelli nella città ove operano il contribuente e i suoi familiari più stretti, nelle province contigue, nel luogo di nascita, nella località ove possiede residenze secondarie o comunque dove si supponga l'esistenza di conti).
L'indagine può coinvolgere anche altri soggetti (familiari e non) motivatamente sospettati di essere intestatari di comodo di conti riferibili al contribuente o di cui il medesimo abbia la disponibilità.

Schema ALLEGATO
richiesta di notizie ai clienti dell'autorimessa

1) Cognome e nome del conducente
___________________________________________________________________________

2) Estremi dell'autoveicolo (targa e tipo)
__________________________________________________________________________

3) Tipo di contratto di posteggio (annuale, mensile, settimanale, diurno, a ore)
___________________________________________________________________________

4) Periodicità nel pagamento (annuale, mensile, trimestrale, ecc.)
__________________________________________________________________________

5) Importo
__________________________________________________________________________

Verbalizzante/i Firma dell'interessato

_____________________ ____________________

Data _________________

CHECK LIST

Omissis: la check list è visibile in formato Pdf sulla pagina web del servizio di Documentazione Tributaria.

parte 9

Metodologia di controllo
RIPARAZIONI DI CARROZZERIE DI AUTOVEICOLI (III edizione)
Codice attività: 50.20.2

Indice

1. PREMESSA
2. ATTIVITA' PREPARATORIA AL CONTROLLO
2.1 Interrogazioni dell'Anagrafe Tributaria
2.2 Altre interrogazioni e ricerche preliminari all'accesso
2.2.1 - Controllo delle informazioni relative al soggetto presenti in Internet
3. METODOLOGIA DEL CONTROLLO
3.1 L'accesso
3.2 Ricerche presso enti privati
3.3 Controllo del volume d'affari
3.3.1 - Tipologie di evasione
3.3.2 - Ricerca e valutazione degli indizi di evasione
3.3.3 - Ricostruzione del volume d'affari
3.3.4 - Indice di produttività per addetto
3.4 Altri controlli e riscontri
3.5 Le indagini bancarie
3.5.1 - Richiesta al contribuente degli estremi identificativi dei conti
3.5.2 - Richiesta della copia dei conti agli istituti di credito e finanziari
CHECK LIST

1. PREMESSA
La presente metodologia è individuata dal codice 50.20.2 e si rivolge ai soggetti che svolgono l'attività di Riparazione di carrozzerie di autoveicoli.
Il settore è caratterizzato dalla presenza di piccole imprese artigiane, organizzate in forma di ditte individuali, costituite prevalentemente dal titolare coadiuvato, a volte, da familiari, quasi assente è il personale dipendente.
Gli spazi impiegati per l'esercizio dell'attività sono piuttosto limitati e dedicati quasi esclusivamente all'attività di riparazione, con un piccolo magazzino, dove presente, per i ricambi ad alta rotazione e di impiego frequente e con un ufficio o gabbiotto destinato all'accoglienza della clientela, costituita quasi esclusivamente da privati.
La dotazione di beni strumentali è ridotta all'essenziale e non eccessivamente sofisticata, mancano spesso, ad esempio, i banchi di riscontro della scocca, il che fa presumere che l'attività di queste imprese sia limitata alla riparazione di danni non strutturali.
A livello di medie e grandi officine operano invece società di persone e, con ridotta diffusione, società di capitali, in cui si rileva abitualmente la presenza di personale dipendente, che riveste un ruolo amministrativo a fianco di quello operativo, sia con qualifica generica che specializzata.
Per tali soggetti le superfici dedicate all'attività sono piuttosto ampie e diversificate, destinate prevalentemente all'attività operativa e al magazzino, alle aree esterne, nonché all'ufficio per l'accesso alla clientela, costituita parimenti da privati e da società.
Per questo tipo di imprese la dotazione di beni strumentali deve essere per qualità e quantità consistente e tecnologicamente aggiornata per sopportare elevati carichi di lavoro in maniera efficiente e per offrire un buon livello di servizio, che consenta l'intervento anche sui veicoli industriali.
La Legge del 5 febbraio 1992, n. 122 (in G.U. del 19/02/1992, n. 41) recante disposizioni in materia di manutenzione e riparazione di veicoli stabilisce gli assetti tecnico-giuridici degli operatori del settore, al quale appartengono le attività di meccanica e motoristica, carrozzeria, elettrauto e gommista.
Il successivo D.M. del 30 luglio 1997, n. 406 del Ministero dei Trasporti e della Navigazione (in S.O. alla G.U. del 28/11/1997, n. 278) recante dotazioni minime di attrezzature e strumentazioni di cui debbono essere dotate le imprese esercenti attività di autoriparazione, completa il quadro tecnico-normativo di riferimento entro il quale le attività in argomento sono tenute ad operare; lo stesso può costituire utile fonte informativa circa la struttura tecnica delle aziende del settore.
L'art. 12, comma 1, del D.Lgs. del 5 febbraio 1997, n. 22, istituisce l'obbligo della tenuta del registro di smaltimento dei rifiuti tossici, che disciplina tutte le operazioni relative al carico e scarico di materiali tossici (quali rottami di ferro, paraurti in plastica, residui di vernici, pitture, smalti, acidi, solventi e morchia del distillatore, ecc.) scartati da parte di coloro che, (come stabilito all'art. 11, comma 3, del citato D.Lgs. n. 22/1997 e successive modificazioni ed integrazioni), vendono, producono, raccolgono o smaltiscono detti rifiuti speciali, altamente inquinanti, e sono tenuti a comunicarne annualmente quantità e caratteristiche qualitative.
Le principali fasi degli interventi di ripristino, nelle quali si articola la complessa attività delle imprese del settore, possono essere sinteticamente ricondotte alle seguenti operazioni di:
- stacco, adattamento e riattacco di parti danneggiate: attengono a questa fase anche le medesime operazioni che si rendono necessarie sulle parti meccaniche, elettriche, di selleria, ecc., che interferiscono con l'operazione principale d'intervento sulla carrozzeria. I momenti della lavorazione comprendono l'asportazione del lamierato danneggiato, l'adattamento, il fissaggio e la saldatura del nuovo lamierato;
- risagomatura e sostituzione di lamierati ed elementi in materiale plastico: la risagomatura viene effettuata quando risulta tecnicamente fattibile e allo stesso tempo non risulti antieconomica rispetto alla sostituzione, oltre all'ipotesi in cui il ricambio non sia reperibile in tempi accettabili o sia fuori produzione;
- verniciatura o sfumatura:
il ciclo di verniciatura prevede l'utilizzo di smalti monostrato, sintetici o acrilici, comprese eventuali applicazioni di sigillanti, protettivi P.V.C. e prodotti cerosi.
L'operazione di sfumatura consiste nel trattamento di verniciatura a ciclo parziale di un lamierato in buono stato.
Il ciclo di finitura (pulizia e lucidatura del veicolo) completa l'intervento.
All'attività di riparazioni si affianca a volte quella di recupero e commercio di auto usate, in presenza della quale si procederà alla opportuna disaggregazione dei relativi componenti reddituali negativi e positivi, al fine di pervenire ad una autonoma valutazione di congruità.

2. ATTIVITA' PREPARATORIA AL CONTROLLO

2.1 Interrogazioni dell'Anagrafe Tributaria
L'attività di controllo dovrà essere preceduta dalla raccolta dei dati e delle informazioni riguardanti il soggetto da verificare. Si dovranno acquisire notizie in ordine alle eventuali segnalazioni da parte di altri Uffici Finanziari o Comandi della Guardia di Finanza per irregolarità fiscali a carico del contribuente da verificare, nonchè elementi di accertamento.
Al riguardo, una prima fonte di notizie può essere acquisita dal sistema informativo dell'Anagrafe Tributaria, sia in ambiente tradizionale che web, dal quale possono essere tratte le seguenti informazioni:
se trattasi di società:
- principali soci;
- notizie sui comportamenti dell'organo amministrativo;
- redditi dichiarati dalla società e dai soci (categoria e importo);
- esistenze di partite I.V.A., anche cessate, intestate ai soci;
- elementi indicatori della capacità contributiva dei soci;
- bilancio civilistico e relativi indici contabili;
se trattasi di persona fisica:
- reddito complessivo dichiarato negli ultimi anni;
- reddito d'impresa dichiarato negli ultimi anni;
- esistenze di partite I.V.A. cessate;
- elementi indicatori di capacità contributiva;
per tutte le tipologie di soggetti:
- data di inizio dell'attività;
- luogo di conservazione delle scritture contabili;
- posizione fiscale e dati relativi alle ultime dichiarazioni;
- precedenti fiscali: controlli già effettuati a qualunque titolo, segnalazioni, ecc.;
- notizie sulla sede legale e amministrativa;
- eventuali incrementi patrimoniali o altre manifestazioni di capacità contributiva del contribuente e dei suoi familiari o dei soci della società (possesso di auto, imbarcazioni, residenze secondarie, ecc.);
- atti registrati relativi a compravendite di immobili, sottoscrizioni di aumenti di capitale, appalti, ecc.;
- precedenti controlli effettuati dall'ufficio o da altri soggetti;
- elementi rilevanti ai fini dell'accertamento in possesso dell'ufficio.

2.2 Altre interrogazioni e ricerche preliminari all'accesso
E' opportuno riscontrare le informazioni acquisite dall'interrogazione all'A.T. con quelle desumibili dalla banca dati della Camera di Commercio, dell'I.N.A.I.L. e dell'I.N.P.S., relativamente a:
- tipologia delle attività esercitate dal soggetto;
- luogo o luoghi di esercizio dell'attività;
- generalità del/i rappresentante/i legale/i della società;
- situazione giuridica del soggetto: normale attività, soggetto estinto, soggetto in liquidazione/fallito, ecc.;
- eventuale presenza di protesti a carico dell'impresa, sia nella provincia di residenza che nel resto d'Italia, per valutare sia lo "stato di salute" dell'azienda che la prevedibile proficuità dell'azione accertatrice.
Un altro sintomo sullo "stato di salute" dell'esercizio può essere rappresentato dalla "visibilità" pubblicitaria del soggetto, in quanto il relativo onere normalmente risulta proporzionale alle aspettative di crescita dei ricavi.
Nella fase preparatoria al controllo può risultare utile verificare le inserzioni pubblicitarie presenti su "Pagine Gialle" e "Pagine Utili", al fine di acquisire notizie relative all'oggetto caratteristico dell'attività, alla presenza di sedi decentrate, all'ambito territoriale entro il quale l'impresa svolge l'attività, ecc..

2.2.1 - Controllo delle informazioni relative al soggetto presenti in Internet
Al fine di raccogliere maggiori informazioni sul soggetto da sottoporre a controllo sarà utile verificare la sua presenza in Internet.
Tale presenza potrà manifestarsi in vari modi: dalla semplice "pagina" con poche indicazioni, al "sito" completo di cataloghi, listini, informazioni tecniche, ecc..
Per effettuare la ricerca è sempre opportuno partire da un indirizzo specifico del soggetto (dominio) e ci si potrà avvalere dei cosiddetti "motori di ricerca".
Il dominio in genere si identifica con la denominazione del contribuente seguita dall'estensione ad esempio (.it), (.com), (.org).
I motori di ricerca contengono una finestra in cui è possibile digitare una o più parole per avviare una ricerca sulla rete; il verificatore potrà digitare il nome/denominazione del soggetto e cliccare su "cerca", ottenendo una serie di collegamenti (link) e di pagine web contenenti la parola da lui cercata.
La presenza su internet riguarda soprattutto aziende strutturate ed articolate nell'offerta di servizi, comunque, la mancata individuazione di un dominio specifico non significa, necessariamente, che il contribuente è assente dalla rete, in quanto molte piccole aziende tendono a far "ospitare" le proprie pagine in apposite aree di siti di grandi dimensioni generalmente gestiti da Internet Provider, i fornitori di accesso alla rete, o società che specificamente curano tali servizi, ideando, costruendo e mantenendo i siti per conto terzi.
In questo caso si potrà tentare l'individuazione del soggetto mediante consultazione della banca dati della Registration Authority del CNR di Pisa, che ha la gestione centralizzata dei domini ".it"; tale database è consultabile dal sito www.nic.it.
La ricerca sarà effettuata con le diverse modalità consentite (consigliabile quella per nome e testo libero): inserendo il nome/denominazione del soggetto da individuare, si potrà ottenere il nome di dominio corrispondente.
Tra le informazioni consultabili vi sono quelle relative al soggetto che ha richiesto la registrazione del nome di dominio, all'eventuale amministratore ed una breve descrizione dell'attività.
Si segnala, inoltre, che nel sito www.infoimprese.it è presente una banca dati contenente, per i soggetti interrogati, alcune informazioni tratte dal registro imprese e l'eventuale link con cui operare la connessione.
E' possibile accedere ad un motore di ricerca dei siti italiani con dominio, tramite il link di connessione www.dominitaliani.it.

3. METODOLOGIA DEL CONTROLLO

3.1 L'accesso
Tutte le operazioni di seguito descritte necessitano, per essere realmente efficaci ai fini delle indagini, di un elevato grado di riservatezza, determinante per acquisire ogni elemento o documento utile per la ricostruzione del reale giro d'affari.
I verificatori dopo aver adempiuto alle formalità di rito, procederanno a:
- reperire ed acquisire agli atti della verifica tutte le registrazioni ed i documenti contabili ed extracontabili rilevanti ai fini del controllo (schedari dei clienti, quietanze, corrispondenza, indirizzi, agende, appunti, preventivi di spesa, contratti o altra documentazione inerente "pacchetti di prestazioni", tariffe relative ai diversi servizi offerti, ecc.);
- acquisire i "floppy disk" e gli altri supporti magnetici rinvenuti. Se l'azienda si avvale di mezzi informatici, si provvederà a visionare il programma di gestione ed a richiedere la stampa dell'elenco clienti. La lettura di detti supporti magnetici potrà consentire la rilevazione di clienti, fornitori, incassi e pagamenti non presenti in contabilità. Debita attenzione va riservata ai dati registrati nell'hard disk del personal computer, utilizzato dal titolare dell'impresa o da soggetti aventi particolari responsabilità gestionali. Si rammenta che se la parte non consente l'utilizzazione dei propri impianti e del proprio personale, i funzionari che procedono all'accesso possono, ai sensi dell'art. 52, comma 9, del D.P.R. n. 633/72, provvedere con mezzi propri alla elaborazione e lettura dei supporti magnetici (dischetti, CD ROM, ecc.) fuori dai locali aziendali. Qualora vengano utilizzate chiavi di accesso o codici particolari a tutela del contenuto dei supporti magnetici si potrà chiedere al titolare dell'azienda di eseguire le operazioni necessarie per accedere alle informazioni in esso contenute. Con la larga diffusione delle nuove tecnologie è sempre più frequente lo scambio di dati ed informazioni tramite posta elettronica (E-mail). Tali informazioni desunte dalla casella di posta elettronica dell'azienda possono avere rilevanza ai fini del controllo. A questo proposito si fa presente che i messaggi già "aperti", come per la normale corrispondenza attinente l'attività, sono direttamente acquisibili, mentre quelli non ancora letti sono da trattare secondo quanto previsto dall'art. 52, comma 3, del D.P.R. n. 633/72 (si evidenzia che in molti programmi di gestione della posta elettronica i messaggi aperti sono contraddistinti da una icona raffigurante una busta aperta, mentre quelli non ancora letti da un titolo in grassetto);
- riscontrare l'esistenza di un eventuale sito internet non rilevato durante la fase preparatoria al controllo dell'azienda, attraverso l'esame della documentazione reperita;
- rilevare il personale presente in azienda, individuando, oltre ai dati anagrafici, la data di inizio dell'attività, il tipo di rapporto di lavoro, le mansioni svolte ed il tipo di specializzazione; tale rilevazione potrà rivelarsi particolarmente proficua anche al fine di individuare professionalità sintomatiche della presenza di servizi collaterali. I dati rilevati saranno confrontati con i libri obbligatori in materia previdenziale e del lavoro;
- rilevare il numero delle ore lavorate dal personale dipendente (dai fogli di presenza o dai libri paga);
- rilevare l'eventuale svolgimento di altre attività (officina, sostituzione e riparazione di pneumatici) al fine di accertare la tipologia dei servizi offerti. In tali casi si rileverà la presenza di eventuali macchinari ed il loro costo nonché l'ammontare delle spese correnti (ad esempio spese di energia elettrica) e quelle relative alla manodopera. Per il controllo di tali attività si rinvia comunque alle rispettive metodologie;
- rilevare le tariffe praticate per le diverse tipologie di prestazioni; in presenza di officine "autorizzate" per le riparazioni di determinate marche di auto, acquisire il relativo tariffario; a tal fine, potranno essere acquisite informazioni direttamente dai clienti presenti nell'azienda;
- rilevare il periodo e l'orario di apertura al pubblico;
- inventariare le auto (in attesa, in corso di intervento o pronte per la consegna) sia all'interno che su eventuali spazi esterni;
- controllare la cassa per verificare se i valori rinvenuti (denaro, assegni, ricevute di carte di credito) trovano riscontro con gli incassi complessivi e parziali certificati (scontrini, ricevute fiscali, fatture);
- rilevare quali carte di credito vengono accettate in pagamento, anche dalle etichette esposte sulle vetrine o presso la cassa o da altri avvisi alla clientela;
- acquisire il registro di smaltimento dei rifiuti tossici (rottami di ferro, paraurti in plastica, residui di vernici, pitture, smalti, acidi, solventi e morchia del distillatore, ecc.);
- inventariare gli impianti, le principali attrezzature ed i macchinari utilizzati con particolare riguardo alle strumentazioni a tecnologia avanzata da cui potrebbe essere possibile rinvenire dati relativi agli interventi eseguiti o più in generale al numero degli utilizzi. E' utile ricordare che il citato D.M. del 30 luglio 1997, n. 406 elenca dettagliatamente le dotazioni degli operatori del settore;
- inventariare le giacenze di magazzino e classificare opportunamente i beni per categorie omogenee, distinguendo, in particolare, i beni suscettibili di utilizzazione senza significativo impiego di manodopera (spazzole tergicristalli, fanalerie, lampadine, accessori, ecc.) da quelli che invece la richiedono. Relativamente alle vernici si rende opportuna una specifica rilevazione (rimanenze iniziali, acquisti e rimanenze finali) che consenta, per quanto possibile, una correlazione, ancorché presuntiva, con le prestazioni comportanti verniciatura risultanti dalle fatture o ricevute emesse;
- accertare che i beni rilevati in giacenza siano coperti da regolari fatture di acquisto, estendendo tale importante indagine anche alle parti di ricambio che al momento dell'accesso risultassero in fase di utilizzo sugli automezzi in corso di riparazione. Potrebbe in tal modo emergere, oltre all'eventuale utilizzo di parti acquistate senza regolare fattura, anche l'impiego, non infrequente, di parti provenienti da recupero presso demolitori e non fatturate ovvero acquisite direttamente a nome del cliente;
- rilevare e controllare i dati utilizzati e dichiarati dal contribuente ai fini dell'applicazione degli Studi di Settore. I controlli da effettuare sono esplicitati nella circolare del 13 ottobre 2000, n. 185/E;
- controllare l'esistenza e la corretta tenuta della contabilità;
- richiedere alla parte, con contestuale verbalizzazione delle dichiarazioni rese, notizie relative a:
° tempo medio di occupazione della manodopera per le diverse tipologie di prestazioni;
° percentuali di sconto ottenute dai fornitori;
° tipologia di clientela (privata, società o enti);
° tipologia di prestazioni rese alla clientela;
° tariffe praticate alla clientela.
Le seguenti ulteriori rilevazioni potranno essere utili al fine di inquadrare la potenzialità reddituale dell'esercizio:
- anno d'inizio dell'attività;
- titolo di possesso dell'esercizio;
- costi sostenuti per l'utilizzo dei locali;
- rilevazione delle dimensioni dei locali e destinazione delle superfici;
- capitale complessivamente investito, valutando tra l'altro gli impegni finanziari assunti per gli investimenti effettuati in macchinari per le eventuali attività collaterali;
- ubicazione (se in zona centrale o periferica, se in zona servizi o in zona a destinazione abitativa);
- premi di assicurazione contro i rischi derivanti dall'esercizio dell'attività;
- comparazione dei consumi di energia elettrica (forza motrice) e di acqua, relativamente all'anno verificato ed ai tre precedenti (da eseguire solo se ritenuta significativa in relazione alle modalità di svolgimento dell'attività).

3.2 Ricerche presso enti privati
Uffici Assicurativi
Considerazioni particolari merita il ruolo svolto dalle compagnie di assicurazione in occasione delle liquidazioni dei sinistri ai loro clienti.
A tale proposito potrebbe rivelarsi utile un accesso presso gli assicuratori della zona per la consultazione di atti relativi alla liquidazione dei danni a mezzi coinvolti in incidenti.
Un'analisi dei dati conservati dalle compagnie di assicurazione, sicuramente agevolata dalla presenza di dettagli che solitamente mancano tra i documenti delle ditte verificate, consentirà di mettere a punto, con maggior grado di affidabilità, la definizione dei rapporti tra ricavi e costi del materiale e della manodopera, utili ai fini della ricostruzione dei ricavi.
Si ritiene che per una migliore gestione dell'attività di controllo, i suddetti elementi potranno essere rilevati in sede preventiva nella fase di programmazione delle verifiche o desunti dall'esperienza della prima verifica su soggetti del settore, al fine di minimizzare le difficoltà ed i tempi che il reperimento dei dati di volta in volta può comportare.

3.3 Controllo del volume d'affari.

3.3.1 - Tipologie di evasione
La verifica dei ricavi dichiarati muoverà dai dati e dalle notizie acquisite nel corso del controllo e tenderà a ricostruire l'effettiva entità, quantità e qualità, delle prestazioni rese dall'azienda.
Si possono ipotizzare i seguenti comportamenti, adottati spesso congiuntamente, strumentali all'occultamento dei corrispettivi:
- totale occultamento dei corrispettivi conseguiti;
- sottofatturazione delle prestazioni rese.

3.3.2 - Ricerca e valutazione degli indizi di evasione
La verifica dei ricavi dichiarati muoverà dai dati e dalle notizie acquisite nel corso dell'accesso; l'obiettivo del controllo è quello di ricostruire credibilmente i ricavi corrispondenti ai servizi effettivamente resi a fronte di quelli annotati in contabilità e dichiarati, sia ai fini I.V.A. che delle imposte sui redditi.
Allo scopo di verificare l'attendibilità delle risultanze contabili si procederà in primo luogo a:
- controllare la cassa, confrontando il denaro e gli altri valori rinvenuti con gli incassi certificati a partire dal giorno dell'ultimo versamento in banca. Si tenga al riguardo presente che una piccola differenza può essere giustificata da esigenze di funzionamento della cassa che richiedono una giacenza minima (per dare il resto, per esigenze improvvise, ecc.);
- controllare che gli assegni rinvenuti o le ricevute di carta di credito trovino riscontro con gli incassi complessivi e parziali certificati;
- analizzare i corrispettivi risultanti dalle ricevute e dalle fatture, scomponendoli ed imputandoli secondo la tipologia di lavori svolti: riparazioni, commercio, servizi accessori (recupero e commercio di auto usate);
- riscontrare che tutta l'attrezzatura e la manodopera rilevata al momento dell'accesso sia stata regolarmente contabilizzata;
- esaminare le fatture di acquisto per accertare l'eventuale omessa contabilizzazione dei costi relativi ai consumi essenziali (assicurazioni, energia elettrica, telefono, acqua, ecc.); tale circostanza consente di presumere un'impostazione contabile poco aderente alla realtà aziendale;
- riscontrare che tutti gli elementi rilevati da documentazione extracontabile e da supporti elettronici trovino corrispondenza nelle scritture contabili e documentali (brogliacci, schedari, ecc.).

3.3.3 - Ricostruzione del volume d'affari
In genere le imprese del settore tengono in magazzino limitate scorte, preferendo acquistare di volta in volta quanto occorre.
La tenuta informatizzata del magazzino, per le officine più strutturate e che offrono molteplici servizi, semplifica le procedure di acquisto, segnalando al titolare le tipologie e le quantità di merce da ordinare.
Nel caso in cui il soggetto verificato tenga una contabilità di magazzino "automatizzata", sarà utile analizzarne il sistema di funzionamento, dal quale si potrebbero rilevare informazioni utili alla ricostruzione del volume d'affari. In tal caso si provvederà anche a reperire il file relativo al magazzino, che potrà essere trasferito in S.A.Ve. seguendo le istruzioni disponibili nella relativa guida operativa, al capitolo "import ed export dei dati".
La tenuta di un magazzino informatizzato non esclude la presenza di merci acquistate "a nero" nel database di gestione merce (ciò è possibile in particolare per i pezzi di ricambio ad alta rotazione che, essendo solitamente acquistati all'occorrenza, non necessitano di un controllo informatizzato delle giacenze).
Può risultare utile, ai fini del controllo, raccordare gli acquisti con i lavori eseguiti, contestualmente o dopo un ragionevole lasso di tempo, allo scopo di riscontrare se c'è stata regolare emissione del documento fiscale (ricevuta o fattura) e se sussiste congruità a fronte dei materiali impiegati nell'intervento di ripristino.
Così, ad esempio, se risulta acquistato un cofano, un paraurti, una portiera di un determinato tipo di auto, si dovrà reperire il documento che descrive e quantifica il valore del servizio reso, analizzandone la congruità in relazione ai materiali ed alla manodopera impiegati.
Questo tipo di indagine diretta potrà essere utilmente eseguita, a campione o integralmente, a seconda delle dimensioni dell'azienda verificata.
Si dovrà, inoltre, valutare la congruità degli acquisti dei prodotti di consumo (ad esempio: pitture, vernici, smalti, acidi, solventi, ecc.) rispetto alle prestazioni contabilizzate. L'eventuale scarsa significatività degli acquisiti documentati rispetto ai servizi forniti e/o alle caratteristiche dell'azienda (dimensioni, numero e qualità degli addetti), potrà costituire indizio di acquisti in nero e di conseguente inattendibilità delle scritture contabili.
Sarà altresì utile procedere con metodo inverso: dalle fatture emesse potranno essere individuate le parti di ricambio impiegate nella riparazione al fine di riscontrare la corrispondente fattura di acquisto.
Obiettivo ostacolo alla delineata metodologia può essere costituito dalla sinteticità della descrizione delle prestazioni nella fattura o ricevuta emessa. In tal caso, si potrà ugualmente procedere all'indagine ricorrendo al contraddittorio con la parte ed eventualmente anche con i dipendenti che hanno materialmente eseguito i lavori, al fine di definire il reale contenuto della prestazione sia in termini di materiali che di manodopera.
L'esito del contraddittorio dovrà risultare dai verbali giornalieri.
Anche tali riscontri potranno essere eventualmente attuati a campione ovvero limitatamente agli interventi di maggior valore.
Le effettive quantità di materiali impiegati potranno essere orientativamente ricostruite anche sulla base del registro di smaltimento dei rifiuti tossici.
L'esame dei dati in esso contenuti potrà fornire spunti per verificare la congruenza dei rapporti tra prodotti smaltiti e prodotti sostituiti risultanti dai documenti fiscali emessi; a tal fine dovranno essere preventivamente appurati i tempi e le modalità di smaltimento.
I corrispettivi risultanti dalle fatture e ricevute fiscali emesse (il cui rilascio deve avvenire al momento della consegna del mezzo riparato, anche se non è stato pagato il corrispettivo), dovranno essere analizzati cercando di separare le prestazioni di manodopera dalle cessioni di materiali. Obiettivo della ricerca è quello di stabilire il rapporto mediamente sussistente tra costo dei materiali impiegati nella riparazione/ricavi e tra costo della manodopera/ricavi.
Il procedimento di disaggregazione dei valori contabili, obiettivo centrale dell'attività di verifica, è sicuramente utile alla formulazione di un ragionevole e motivato giudizio di congruità dei risultati.
In questa prospettiva, i consumi di forza motrice, gli acquisti dei materiali impiegati nelle riparazioni, i costi della manodopera ed i ricavi registrati in contabilità, verranno distintamente rilevati per mese e riportati in un semplice prospetto, che consenta un immediato confronto dei valori per periodo.
Dall'analisi dei dati così rappresentati potrebbero emergere sfasamenti dai quali trarre, in quanto relativamente apprezzabili, le dovute conclusioni.
Così, ad esempio, se in un determinato periodo all'ammontare degli acquisti dei materiali non corrispondesse un correlato ammontare dei ricavi (calcolato sulla base dei rapporti precedentemente accertati tra i due componenti), in assenza di plausibili giustificazioni, si potrà pervenire alla logica presunzione di omessa fatturazione di una parte dei corrispettivi.
Allo stesso modo si dovrebbe operare con riguardo ai consumi di energia motrice e agli impieghi di manodopera produttiva.
Al fine di dare ragionevolezza alle presunzioni, sarà opportuno tener presente il momento di formazione dei ricavi, coincidente con l'ultimazione del servizio, che potrebbe anche essere fisiologicamente sfasato rispetto al breve periodo.
Sarà bene, quindi, sottoporre ad ulteriore verifica le eventuali discordanze evidenziate, operando riscontri anche su periodi allargati (bimestrali o trimestrali).
La congruità dei ricavi potrà essere verificata sulla base delle seguenti considerazioni ed elaborazioni:
a) materiali impiegati nelle riparazioni
Costituisce regola comune, ancorché di valore non assoluto, che al consumatore finale si addebiti per i materiali impiegati un importo non inferiore a quello pieno di listino (in ogni caso la presunzione ha i caratteri della ragionevolezza ed è agevolmente sostenibile in presenza di risultati particolarmente deficitarii).
La maggiorazione lorda sarà pertanto misurabile in relazione allo sconto mediamente praticato dalle ditte fornitrici, avendo cura di effettuare le opportune ponderazioni in relazione ai gruppi di beni con diverso sconto e quindi diverso ricarico.
Va altresì tenuto conto che le strutture delle nuove auto sono realizzate al fine di garantire l'incolumità dei passeggeri, in modo tale da assorbire gli urti con deformazione di parti autonome di carrozzeria; ne consegue che gli interventi di riparazione tendenzialmente si concretizzano nella sostituzione integrale delle parti danneggiate piuttosto che nella riparazione;
b) manodopera
I corrispettivi per le prestazioni di manodopera, preventivamente enucleati, possono essere divisi per la tariffa media oraria praticata al fine di determinare il numero delle ore complessivamente addebitate ai clienti per il servizio di riparazione.
Tale dato deve essere raffrontato con il totale delle ore ordinarie e straordinarie prestato nell'anno dai lavoratori dipendenti e dagli altri addetti (familiari, soci, ecc.) operanti nell'azienda.
Eventuali apprezzabili differenze dovranno essere giustificate, anche in contraddittorio con la parte, tenendo tuttavia conto che:
- il monte ore utilizzato per le riparazioni può risentire del possibile ridotto impegno del titolare, dei familiari e dei soci addetti all'amministrazione oppure a servizi non direttamente connessi con la produzione. A tale proposito ed a titolo orientativo, si può considerare che l'apporto del titolare alla produzione diretta diminuisce all'aumentare del numero dei dipendenti e può ritenersi nullo quando questi superano le 8-10 unità;
- abbattimenti del 10-20% per pause e dispersioni di tempo potranno essere altresì applicati al monte ore lavorativo rilevato, limitatamente ai periodi dell'anno di accertato minore impegno;
- apprendisti e dipendenti assunti con contratti di formazione dovranno essere prudentemente valutati, quanto alla resa produttiva, anche sulla base delle affermazioni del titolare o del socio responsabile dell'organizzazione del lavoro.
Il procedimento sopra delineato può essere applicato anche con riferimento ad un limitato periodo di tempo. In tal modo sarà possibile distinguere i periodi tradizionalmente caratterizzati da un rallentamento dell'attività produttiva da quelli di più intenso impegno. Le eventuali differenze che risultassero non adeguatamente motivate potranno costituire fondamento per la legittima presunzione di mancata fatturazione di ricavi, applicando la tariffa media oraria preventivamente individuata.
Moderazioni del metodo di determinazione induttiva potranno trovare applicazione a fronte di accertate, particolari situazioni, obiettivamente valutabili di volta in volta dai verificatori che ne daranno puntuale conto nella relazione di accompagnamento alla verifica.
Può essere proficuo, inoltre, inviare questionari ai fornitori dell'autofficina, per esaminare la documentazione relativa ai pagamenti effettuati dall'impresa verificata (con l'indicazione del numero dell'assegno e della banca trassata), alla ricerca di eventuali assegni ricevuti da clienti per prestazioni non contabilizzate e "girati" dall'impresa al fornitore.
Si ricorda che il comma 3, dell'art. 62-sexies, del D.Lgs. del 30 agosto 1993, n. 331, consente la rettifica del reddito d'impresa anche in presenza di assetti contabili apparentemente ineccepibili, qualora siano riscontrate gravi incongruenze tra i ricavi dichiarati e quelli desumibili dalle caratteristiche e condizioni di esercizio della specifica attività svolta.
A tal fine anche il calcolo dell'indice di produttività per addetto (ricavi/numero medio di addetti), l'andamento dei consumi di energia elettrica ed acqua, i quantitativi dei rifiuti speciali smaltiti, analizzati mettendo a confronto più periodi d'imposta, potranno rappresentare indizi di valido sostegno alla costruzione del risultato economico fiscale, da contrapporre a quello contabile.
Inoltre l'esame dei dati e delle informazioni, eventualmente assunti presso le compagnie di assicurazioni, potrà fornire ulteriori elementi di riscontro.
In concreto si potrà così aggirare l'ostacolo costituito, come in precedenza osservato, da fatture o ricevute con insufficiente descrizione dei lavori eseguiti ed operare, quindi, un più adeguato computo dei costi di materiali e manodopera addebitati, sulla cui base poter riscontrare la congruità dei ricavi complessivi.
Le distinte incidenze dei costi della manodopera e dei materiali sui ricavi, che potranno ottenersi dalla predetta analisi, risulteranno preziose per il loro grado di affidabilità e potranno essere proiettate, con gli opportuni adattamenti, sui dati globali dell'attività verificata.
Si osserva infine che, almeno in linea teorica, al numero dei clienti coperti da assicurazione dovrebbe tendenzialmente corrispondere un uguale numero di clienti non assicurati (danneggiati ma responsabili dell'incidente; corresponsabili; responsabili di incidenti al proprio mezzo, per mera imperizia o altra causa, senza coinvolgimento di altri; ecc.).
Pertanto, analizzando le fatture e ricevute con la fattiva collaborazione della parte, sarà individuato il numero delle riparazioni liquidate attraverso compagnie di assicurazione ed il numero di quelle direttamente facenti carico al cliente.
La riscontrata, concreta diversità dei dati potrebbe costituire indizio della mancata/parziale fatturazione delle prestazioni rese a clienti non coperti da assicurazione. Tale dato può essere utilizzato a ulteriore sostegno della ricostruzione indiretta dei ricavi operata con la metodologia avanti illustrata.
Può essere proficuo, inoltre, inviare questionari ai fornitori abituali della carrozzeria, per esaminare la documentazione relativa ai pagamenti effettuati dall'impresa verificata (con l'indicazione del numero dell'assegno e della banca trassata), alla ricerca di eventuali assegni ricevuti da clienti per prestazioni non contabilizzate e "girati" dall'impresa al fornitore.
Occorrerà, altresì, tener conto delle informazioni che possono essere direttamente assunte dai clienti, attraverso questionari con cui vengano richiesti gli importi pagati e notizie relative ai servizi accessori forniti.

3.3.4 - Indice di produttività per addetto
Il numero di addetti all'interno di un'attività commerciale è in stretta correlazione con la dimensione dell'attività stessa.
Potrebbe, dunque, essere utile calcolare l'apporto di ciascun addetto in termini di ricavi:

__________________________________________
I = Ricavi al netto dell'I.V.A.
numero addetti
__________________________________________

I = indice di produttività per addetto

Il risultato di detto rapporto dovrà essere coerente con l'assunto logico secondo cui ad ogni addetto devono corrispondere ricavi che consentano un margine sufficiente a coprire almeno la rispettiva remunerazione.
A tal fine, sarà utile determinare l'intero costo aziendale per i dipendenti e la remunerazione corrisposta agli addetti.
Qualora ci si trovi di fronte ad un costo per addetto sproporzionato rispetto al fatturato prodotto sarà necessario indagare su eventuali vendite "in nero".

3.4 Altri controlli e riscontri
Un'ultima serie di indizi può essere considerata al solo fine di valutare l'attendibilità della dichiarazione ovvero la congruità minima di quanto accertato in base agli elementi in precedenza descritti.
Il capitale investito nell'azienda (macchinari, impianti, attrezzature, magazzino, immobili, ecc.), il possesso a titolo di proprietà dei locali utilizzati per l'esercizio dell'attività e la retribuzione figurativa del titolare e degli eventuali soci impegnati a tempo pieno nell'azienda, costituiscono altrettanti elementi aventi un carattere indiziario. Si può infatti porre a confronto il reddito dell'impresa con quello conseguibile da un impiego alternativo dei fattori produttivi che concorrono a realizzarlo.
In altri termini il reddito dichiarato non dovrebbe mai collocarsi (quantomeno in modo ricorrente e tendenziale) al di sotto di quello costituito dalla somma di:
- proventi ottenibili da un impiego alternativo (ad esempio in titoli di stato) del capitale investito nell'azienda;
- fitto figurativo dei locali (ovviamente se di proprietà) ove si svolge l'attività;
- retribuzione conseguibile, in posizione di lavoro dipendente, nello stesso settore di attività.
Eventuali scostamenti negativi perduranti nel tempo devono essere considerati contrari ad ogni logica economica e contribuiscono a rafforzare il giudizio di inattendibilità sostanziale delle risultanze contabili, ovvero a convalidare la ricostruzione dei ricavi operata con i controlli descritti nei precedenti paragrafi.
Altri elementi indiziari, come specificato nella parte dedicata alle attività preliminari, possono essere costituiti da manifestazioni di capacità contributiva (possesso di auto, imbarcazioni, acquisto di immobili, ecc.), riferibili al titolare dell'impresa e/o ai soci, particolarmente stridenti con l'ammontare del reddito dichiarato.
In tale caso, soprattutto qualora non sia stato possibile effettuare una convincente ricostruzione del volume d'affari, si potrà procedere, sia pure ai soli fini dell'imposizione diretta, all'accertamento sintetico del reddito complessivo delle persone fisiche in vario modo coinvolte nella gestione dell'impresa, secondo la procedura di cui all'art. 38, comma 4, del D.P.R. n. 600/73.

3.5 Le indagini bancarie
Gli accertamenti bancari costituiscono uno strumento molto incisivo per l'esame della posizione fiscale del contribuente, in particolare delle persone fisiche, delle associazioni tra professionisti, delle società di persone e delle società di capitale a ristretta base azionaria.
Il loro impiego deve rispondere a principi di economicità e di prevedibile proficuità dell'azione di controllo.
L'indagine bancaria è certamente consigliabile in presenza di gravi indizi di evasione, ovvero qualora permanga un significativo divario tra il volume d'affari ed i redditi determinati in base alla metodologia in precedenza descritta e quanto fondatamente attribuibile al contribuente sulla base delle condizioni di esercizio dell'attività, della sua potenziale capacità reddituale, della consistenza del suo patrimonio ovvero di altri elementi di valutazione.
Peraltro, la Legge 28 dicembre 1995, n. 549 consente di graduare l'indagine in relazione sia all'entità degli indizi di evasione riscontrati che alle esigenze di progressivo approfondimento del controllo eventualmente scaturite dall'analisi degli elementi acquisiti nel corso della verifica.
Sono quindi delineabili diversificati percorsi d'indagine, che potranno essere seguiti anche in via alternativa.

3.5.1 - Richiesta al contribuente degli estremi identificativi dei conti
(artt. 32, 1 comma n. 6-bis del D.P.R. 600/73 e 51, 2 comma n. 6-bis del D.P.R. n. 633/72)

In tal caso viene richiesta alla parte, previa autorizzazione del Direttore Regionale dell'Agenzia delle Entrate, la dichiarazione della natura, del numero e degli estremi identificativi dei rapporti intrattenuti con aziende di credito, con l'amministrazione postale, con società fiduciarie ed ogni altro intermediario finanziario.
Di conseguenza agli operatori finanziari segnalati dovrà essere richiesta la copia dei conti denunziati dal contribuente e l'indicazione di tutti gli altri eventuali rapporti con lui intrattenuti.

3.5.2 - Richiesta della copia dei conti agli istituti di credito e finanziari
(artt. 32, 1 comma n. 7 del D.P.R. n. 600/73 e 51, 2 comma n. 7 del D.P.R. n. 633/72)

Indipendentemente dall'esercizio della facoltà di cui al punto precedente, i verificatori possono richiedere, sempre previa autorizzazione del Direttore Regionale dell'Agenzia delle Entrate, la copia dei conti direttamente agli istituti di credito ed agli intermediari finanziari.
Tale modalità d'indagine appare particolarmente opportuna quando siano stati frapposti ostacoli all'azione dei verificatori o dell'ufficio, ovvero quando le violazioni e le omissioni e le false indicazioni contabili siano così gravi e i dati a disposizione così scarsi, da rendere difficile la ricostruzione degli imponibili fiscali.
Le indagini dovranno comunque essere condotte secondo selezionate opzioni investigative che restringano la forbice costi-benefici dell'azione di accertamento (banche che hanno sportelli nella città ove operano il contribuente e i suoi familiari più stretti, nelle province contigue, nel luogo di nascita, nella località ove possiede residenze secondarie o comunque dove si supponga l'esistenza di conti).
L'indagine può coinvolgere anche altri soggetti (familiari e non) motivatamente sospettati di essere intestatari di comodo di conti riferibili al contribuente o di cui il medesimo abbia la disponibilità.

Check List

Omissis: la check list è visibile in formato Pdf sulla pagina web del servizio di Documentazione Tributaria.

parte 10

Metodologia di controllo
RIPARAZIONI MECCANICHE ED ELETTRICHE DI AUTOVEICOLI (III edizione)
Codici attività: 50.20.1 50.20.3

Indice

1. PREMESSA
2. ATTIVITA' PREPARATORIA AL CONTROLLO
2.1 Interrogazioni dell'Anagrafe Tributaria
2.2 Altre interrogazioni e ricerche preliminari all'accesso
2.2.1 Controllo delle informazioni relative al soggetto presenti in Internet
3. METODOLOGIA DEL CONTROLLO
3.1 L'accesso
3.2 Ricerche presso pubbliche amministrazioni ed enti privati
3.3 Controllo del volume d'affari
3.3.1 Tipologie di evasione
3.3.2 Ricerca e valutazione degli indizi di evasione
3.3.3 Ricostruzione del volume d'affari
3.3.4 - Indice di produttività per addetto
3.4 Altri controlli e riscontri
3.5 Le indagini bancarie
3.5.1 - Richiesta al contribuente degli estremi identificativi dei conti
3.5.2 - Richiesta della copia dei conti agli istituti di credito e finanziari
CHECK LIST

1. PREMESSA
La presente metodologia, individuata dai codici attività 50.20.1 Riparazioni meccaniche di autoveicoli e 50.20.3 Riparazione di impianti elettrici e di alimentazione per autoveicoli, è rivolta ai soggetti che effettuano interventi di ripristino della funzionalità di parti meccaniche ed elettriche di autoveicoli e ricomprende le officine di:
- riparazione di motori ed organi collegati;
- riparazione di carburatori, pompe diesel, ecc.;
- riparazione ed installazione di autoradio, antifurti, ecc.;
- elettrauto.
Il settore risulta caratterizzato dalla presenza di "microimprese" artigiane costituite prevalentemente dal titolare, coadiuvato, a volte, da familiari, senza personale dipendente.
Si tratta di piccole officine di riparazione, diffuse capillarmente sul territorio e soprattutto nei comuni di minori dimensioni, che operano su superfici limitate in cui è presente un piccolo magazzino per i ricambi ad alta rotazione e di impiego frequente.
Sono prive di altri spazi al di fuori di un ufficio o gabbiotto destinato all'accoglienza della clientela, costituita quasi esclusivamente da privati.
La dotazione di beni strumentali è quella di base, essenziale e non sofisticata.
A livello di medie e grandi officine operano invece società di persone e, con ridotta diffusione, società di capitali, in cui si rileva abitualmente la presenza di personale dipendente, che riveste quasi esclusivamente un ruolo produttivo, sia con qualifica generica che specializzata.
Per tali soggetti le superfici dedicate all'attività sono piuttosto ampie e diversificate, destinate prevalentemente all'attività operativa, al magazzino, nonché all'ufficio per l'accesso alla clientela, costituita parimenti da privati e da società. Sovente sono presenti aree esterne.
La generalità del tipo di interventi di meccanica generale, che può riguardare anche veicoli commerciali ed industriali, è confermata da una buona e specifica dotazione e manutenzione di beni strumentali e dal livello di spesa per l'aggiornamento del personale.
La Legge del 5 febbraio 1992, n. 122 (in G.U. del 19/02/1992, n. 41) recante disposizioni in materia di manutenzione e riparazione di veicoli stabilisce gli assetti tecnico-giuridici degli operatori del settore, al quale appartengono le attività di meccanica e motoristica, carrozzeria, elettrauto e gommista.
Il successivo D.M. del 30 luglio 1997, n. 406 del Ministero dei Trasporti e della Navigazione (in S.O. alla G.U. del 28/11/1997, n. 278) recante dotazioni minime di attrezzature e strumentazioni di cui debbono essere dotate le imprese esercenti attività di autoriparazione, completa il quadro tecnico-normativo di riferimento entro il quale le attività in argomento sono tenute ad operare; lo stesso può costituire utile fonte informativa circa la struttura tecnica delle aziende del settore.
Il D.Lgs. del 5 febbraio 1997, n. 22, all'art. 12, comma 1, istituisce l'obbligo della tenuta del registro di smaltimento dei rifiuti tossici, che disciplina tutte le operazioni relative al carico e scarico di materiali tossici (quali oli, filtri, pasticche freni, rottami ferrosi, batterie, ecc.) scartati da parte di coloro che, (come stabilito all'art. 11, comma 3 del citato D.Lgs. 22/1997 e successive modificazioni ed integrazioni), vendono, producono, raccolgono o smaltiscono detti rifiuti speciali, altamente inquinanti, e sono tenuti a comunicarne annualmente quantità e caratteristiche qualitative.
Le principali fasi degli interventi di ripristino possono essere sinteticamente ricondotte alle seguenti operazioni di:
- individuazione del guasto;
- smontaggio, riparazione, modificazione o sostituzione di componenti meccaniche o elettriche e loro ripristino funzionale;
- verifica della validità dell'intervento effettuato (revisione e collaudo).
La realtà operativa del settore è in evoluzione; si sta infatti manifestando la tendenza ad operare interventi di ripristino unitari sia con riguardo all'apparato elettrico che meccanico, sulla base di diagnosi computerizzate.
Le officine di grandi e medie dimensioni possono, inoltre, offrire servizi che comportano l'intervento della Motorizzazione Civile in particolare attraverso la:
- revisione periodica dell'auto;
- installazione di impianti GPL;
- installazione di ganci per traino.
Un fenomeno apparso di recente è la possibilità di richiedere in tempi brevi, attraverso una semplice telefonata, l'intervento urgente presso il domicilio del cliente, grazie ad un'attrezzata officina mobile, senza bisogno di trasportare il veicolo presso l'officina stabile per procedere alla riparazione del guasto.
E' utile ricordare che, a volte, le officine meccaniche effettuano in proprio il recupero funzionale di auto d'epoca o di modelli ormai fuori mercato per la successiva diretta rivendita. In presenza di dette attività i verificatori procederanno all'opportuna enucleazione degli specifici componenti reddituali positivi e negativi da sottoporre ad autonomo giudizio di congruità.

2. ATTIVITA' PREPARATORIA AL CONTROLLO

2.1 Interrogazioni dell'Anagrafe Tributaria
L'attività di controllo dovrà essere preceduta dalla raccolta dei dati e delle informazioni riguardanti il soggetto da verificare. Si dovranno acquisire notizie in ordine alle eventuali segnalazioni da parte di altri Uffici Finanziari o Comandi della Guardia di Finanza per irregolarità fiscali a carico del contribuente da verificare, nonché elementi di accertamento.
Al riguardo, una prima fonte di notizie può essere acquisita dal sistema informativo dell'Anagrafe Tributaria, sia in ambiente tradizionale che web, dal quale possono essere tratte le seguenti informazioni:
se trattasi di società:
- principali soci;
- notizie sui comportamenti dell'organo amministrativo;
- redditi dichiarati dalla società e dai soci (categoria e importo);
- esistenze di partite I.V.A., anche cessate, intestate ai soci;
- elementi indicatori della capacità contributiva dei soci;
- bilancio civilistico e relativi indici contabili;
se trattasi di persona fisica:
- reddito complessivo dichiarato negli ultimi anni;
- reddito d'impresa dichiarato negli ultimi anni;
- esistenze di partite I.V.A. cessate;
- elementi indicatori di capacità contributiva;
per tutte le tipologie di soggetti:
- data di inizio dell'attività;
- luogo di conservazione delle scritture contabili;
- posizione fiscale e dati relativi alle ultime dichiarazioni;
- precedenti fiscali: controlli già effettuati a qualunque titolo, segnalazioni, ecc.;
- notizie sulla sede legale e amministrativa;
- eventuali incrementi patrimoniali o altre manifestazioni di capacità contributiva del contribuente e dei suoi familiari o dei soci della società (possesso di auto, imbarcazioni, residenze secondarie, ecc.);
- atti registrati relativi a compravendite di immobili, sottoscrizioni di aumenti di capitale, appalti, ecc.;
- precedenti controlli effettuati dall'ufficio o da altri soggetti;
- elementi rilevanti ai fini dell'accertamento in possesso dell'ufficio.

2.2 Altre interrogazioni e ricerche preliminari all'accesso
E' opportuno riscontrare le informazioni acquisite dall'interrogazione all'A.T. con quelle desumibili dalla banca dati della Camera di Commercio, dell'I.N.A.I.L. e dell'I.N.P.S., relativamente a:
- tipologia delle attività esercitate dal soggetto;
- luogo o luoghi di esercizio dell'attività;
- generalità del/i rappresentante/i legale/i della società;
- situazione giuridica del soggetto: normale attività, soggetto estinto, soggetto in liquidazione/fallito, ecc.;
- eventuale presenza di protesti a carico dell'impresa, sia nella provincia di residenza che nel resto d'Italia, per valutare sia lo "stato di salute" dell'azienda che la prevedibile proficuità dell'azione accertatrice.
Un altro sintomo sullo "stato di salute" dell'esercizio può essere rappresentato dalla "visibilità" pubblicitaria del soggetto, in quanto il relativo onere normalmente risulta proporzionale alle aspettative di crescita dei ricavi.
Nella fase preparatoria al controllo può risultare utile verificare le inserzioni pubblicitarie presenti su "Pagine Gialle" e "Pagine Utili", al fine di acquisire notizie relative all'oggetto caratteristico dell'attività, alla presenza di sedi decentrate, all'ambito territoriale entro il quale l'impresa svolge l'attività, ecc..

2.2.1 - Controllo delle informazioni relative al soggetto presenti in Internet
Al fine di raccogliere maggiori informazioni sul soggetto da sottoporre a controllo sarà utile verificare la sua presenza in Internet.
Tale presenza potrà manifestarsi in vari modi: dalla semplice "pagina" con poche indicazioni, al "sito" completo di cataloghi, listini, informazioni tecniche, ecc.. Per effettuare la ricerca è sempre opportuno partire da un indirizzo specifico del soggetto (dominio) e ci si potrà avvalere dei cosiddetti "motori di ricerca".
Il dominio in genere si identifica con la denominazione del contribuente seguita dall'estensione ad esempio (.it), (.com), (.org).
I motori di ricerca contengono una finestra in cui è possibile digitare una o più parole per avviare una ricerca sulla rete; il verificatore potrà digitare il nome/denominazione del soggetto e cliccare su "cerca", ottenendo una serie di collegamenti (link) e di pagine web contenenti la parola da lui cercata.
La presenza su internet riguarda soprattutto aziende strutturate ed articolate nell'offerta di servizi, comunque, la mancata individuazione di un dominio specifico non significa, necessariamente, che il contribuente è assente dalla rete, in quanto molte piccole aziende tendono a far "ospitare" le proprie pagine in apposite aree di siti di grandi dimensioni generalmente gestiti da Internet Provider, i fornitori di accesso alla rete, o società che specificamente curano tali servizi, ideando, costruendo e mantenendo i siti per conto terzi.
In questo caso si potrà tentare l'individuazione del soggetto mediante consultazione della banca dati della Registration Authority del CNR di Pisa, che ha la gestione centralizzata dei domini ".it"; tale database è consultabile dal sito www.nic.it.
La ricerca sarà effettuata con le diverse modalità consentite (consigliabile quella per nome e testo libero): inserendo il nome/denominazione del soggetto da individuare, si potrà ottenere il nome di dominio corrispondente.
Tra le informazioni consultabili vi sono quelle relative al soggetto che ha richiesto la registrazione del nome di dominio, all'eventuale amministratore ed una breve descrizione dell'attività.
Si segnala, inoltre, che nel sito www.infoimprese.it è presente una banca dati contenente, per i soggetti interrogati, alcune informazioni tratte dal registro imprese e l'eventuale link con cui operare la connessione.
E' possibile accedere ad un motore di ricerca dei siti italiani con dominio, tramite il link di connessione www.dominitaliani.it.

3. METODOLOGIA DEL CONTROLLO

3.1 L'accesso
Tutte le operazioni di seguito descritte necessitano, per essere realmente efficaci ai fini delle indagini, di un elevato grado di riservatezza, determinante per acquisire ogni elemento o documento utile per la ricostruzione del reale giro d'affari.
I verificatori dopo aver adempiuto alle formalità di rito, procederanno a:
- reperire ed acquisire agli atti della verifica tutte le registrazioni ed i documenti contabili ed extracontabili rilevanti ai fini del controllo (schedari dei clienti, quietanze, corrispondenza, indirizzi, agende, appunti, preventivi di spesa, contratti o altra documentazione inerente "pacchetti di prestazioni", tariffe relative ai diversi servizi offerti, ecc.);
- acquisire i "floppy disk" e gli altri supporti magnetici rinvenuti.
Se l'azienda si avvale di mezzi informatici, si provvederà a visionare il programma di gestione ed a richiedere la stampa dell'elenco clienti. La lettura di detti supporti magnetici potrà consentire la rilevazione di clienti, fornitori, incassi e pagamenti non presenti in contabilità.
Debita attenzione va riservata ai dati registrati nell'hard disk del personal computer, utilizzato dal titolare dell'impresa o da soggetti aventi particolari responsabilità gestionali.
Si rammenta che se la parte non consente l'utilizzazione dei propri impianti e del proprio personale, i funzionari che procedono all'accesso possono, ai sensi dell'art. 52, comma 9, del D.P.R. n. 633/72, provvedere con mezzi propri alla elaborazione e lettura dei supporti magnetici (dischetti, CD ROM, ecc.) fuori dai locali aziendali.
Qualora vengano utilizzate chiavi di accesso o codici particolari a tutela del contenuto dei supporti magnetici si potrà chiedere al titolare dell'azienda di eseguire le operazioni necessarie per accedere alle informazioni in esso contenute.
Con la larga diffusione delle nuove tecnologie è sempre più frequente lo scambio di dati ed informazioni tramite posta elettronica (E-mail).
Tali informazioni desunte dalla casella di posta elettronica dell'azienda possono avere rilevanza ai fini del controllo.
A questo proposito si fa presente che i messaggi già "aperti", come per la normale corrispondenza attinente l'attività, sono direttamente acquisibili, mentre quelli non ancora letti sono da trattare secondo quanto previsto dall'art. 52, comma 3, del D.P.R. n. 633/72 (si evidenzia che in molti programmi di gestione della posta elettronica i messaggi aperti sono contraddistinti da una icona raffigurante una busta aperta, mentre quelli non ancora letti da un titolo in grassetto);
- controllare l'esistenza di un eventuale sito internet non rilevato durante la fase preparatoria al controllo dell'azienda, attraverso l'esame della documentazione reperita;
- rilevare il personale presente in azienda, individuando, oltre ai dati anagrafici, la data di inizio dell'attività, il tipo di rapporto di lavoro, le mansioni svolte ed il tipo di specializzazione; tale rilevazione potrà rivelarsi particolarmente proficua anche al fine di individuare professionalità sintomatiche della presenza di servizi collaterali. I dati rilevati saranno confrontati con i libri obbligatori in materia previdenziale e del lavoro;
- rilevare il numero delle ore lavorate dal personale dipendente (dai fogli di presenza o dai libri paga);
- rilevare l'eventuale svolgimento di altre attività (vendita di ricambi, parti ed accessori, carrozzeria, sostituzione e riparazione di pneumatici, autolavaggio) al fine di accertare la tipologia dei servizi offerti. In tali casi si rileverà la presenza di eventuali macchinari ed il loro costo nonché l'ammontare delle spese correnti (ad esempio spese di energia elettrica) e quelle relative alla manodopera. Per il controllo di tali attività si rinvia comunque alle rispettive metodologie;
- rilevare le tariffe praticate per le diverse tipologie di prestazioni; in presenza di officine "autorizzate" per le riparazioni di determinate marche di auto, acquisire il relativo tariffario, ed il cosiddetto "tempario", a tal fine, potranno essere acquisite informazioni direttamente dai clienti presenti nell'azienda;
- rilevare se trattasi di officine che offrono servizi che richiedono l'intervento della Motorizzazione Civile o di altri enti (revisione, installazione impianti GPL, gancio traino, bollino blu per l'analisi dei gas di scarico);
- rilevare il periodo e l'orario di apertura al pubblico;
- inventariare le auto (in attesa, in corso di intervento o pronte per la consegna) sia all'interno che su eventuali spazi esterni;
- controllare la cassa per verificare se i valori rinvenuti (denaro, assegni, ricevute di carte di credito) trovano riscontro con gli incassi complessivi e parziali certificati (scontrini, ricevute fiscali, fatture);
- rilevare quali carte di credito vengono accettate in pagamento, anche dalle etichette esposte sulle vetrine o presso la cassa o da altri avvisi alla clientela;
- acquisire il registro di smaltimento dei rifiuti tossici (oli, filtri, pasticche freni in amianto, rottami ferrosi, batterie, ecc.);
- inventariare gli impianti, le principali attrezzature ed i macchinari utilizzati con particolare riguardo alle strumentazioni a tecnologia avanzata (eventuali centraline elettroniche di diagnosi) da cui potrebbe essere possibile rinvenire dati relativi agli interventi eseguiti o più in generale al numero degli utilizzi. E' utile ricordare che il citato D.M. del 30 luglio 1997, n. 406 elenca dettagliatamente le dotazioni degli operatori del settore;
- rilevazione delle percentuali di sconto, mediamente ottenute dai fornitori dei ricambi e materiali di sostituzione in genere, rispetto ai prezzi di listino, (se necessario, in un momento successivo si potrà procedere a specifico breve accesso presso i fornitori locali abituali). L'analisi dovrà essere effettuata su gruppi omogenei di beni;
- inventariare le giacenze di magazzino e classificare opportunamente i beni per categorie omogenee, distinguendo, in particolare, i beni suscettibili di utilizzazione senza significativo impiego di manodopera (olio motore, olio freni, filtri, candele, fusibili, spazzole tergicristalli, fanalerie, lampadine, accessori, ecc.) da quelli che invece la richiedono. Dovrà altresì essere individuata l'eventuale presenza di beni non utilizzati per le riparazioni ma direttamente commercializzati, come ad esempio gli accessori per auto;
- accertare che i beni rilevati in giacenza siano coperti da regolare fattura di acquisto, estendendo tale importante indagine anche alle parti di ricambio (frizioni, cambi, testate, pompe freni, centraline di avviamento, ecc.) che al momento dell'accesso risultassero in fase di utilizzo sugli automezzi in corso di riparazione. Potrebbe in tal modo emergere, oltre all'eventuale utilizzo di parti acquistate senza regolare fattura, anche l'impiego, non infrequente, di parti provenienti da recupero presso demolitori e non fatturate ovvero acquisite direttamente a nome del cliente;
- rilevare e controllare i dati utilizzati e dichiarati dal contribuente ai fini dell'applicazione degli Studi di Settore. I controlli da effettuare sono esplicitati nella circolare del 13 ottobre 2000, n. 185/E;
- controllare l'esistenza e la corretta tenuta della contabilità;
- richiedere alla parte, con contestuale verbalizzazione delle dichiarazioni rese, notizie relative a:
° tempo medio di occupazione della manodopera per le diverse tipologie di prestazioni;
° percentuali di sconto ottenute dai fornitori;
° tipologia di clientela (privata, società o enti);
° tipologia di prestazioni rese alla clientela;
° tariffe praticate alla clientela.
Le seguenti ulteriori rilevazioni potranno essere utili al fine di inquadrare la potenzialità reddituale dell'esercizio:
- anno d'inizio dell'attività;
- titolo di possesso dell'esercizio;
- costi sostenuti per l'utilizzo dei locali;
- rilevazione delle dimensioni dei locali e destinazione delle superfici;
- capitale complessivamente investito, valutando tra l'altro gli impegni finanziari assunti per gli investimenti effettuati in macchinari per le eventuali attività collaterali;
- ubicazione (se in zona centrale o periferica, se in zona servizi o in zona a destinazione abitativa);
- premi di assicurazione contro i rischi derivanti dall'esercizio dell'attività;
- comparazione dei consumi di energia elettrica (forza motrice) e di acqua, relativamente all'anno verificato ed ai tre precedenti (da eseguire solo se ritenuta significativa in relazione alle modalità di svolgimento dell'attività).

3.2 Ricerche presso pubbliche amministrazioni ed enti privati
Uffici Provinciali della Motorizzazione Civile
Si tratta di Uffici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Dipartimento dei Trasporti Terrestri, che svolgono numerosi compiti in materia di trasporti. Tali uffici provvedono, tra l'altro, all'espletamento delle pratiche relative alla revisione periodica delle autovetture, al collaudo degli impianti GPL ed alla omologazione dei ganci traino.
E' operativo, presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l'Ufficio MOT 6 (per lo snellimento dei numerosi compiti degli Uffici Provinciali della Motorizzazione Civile) cui sono collegati tutti gli uffici periferici. I dati contenuti nelle singole pratiche espletate sono immessi in una banca dati cui è collegata la Pubblica Sicurezza. Attualmente quasi tutte le pratiche sono predisposte per l'informatizzazione.
Le officine, che hanno ottenuto l'autorizzazione dalla Motorizzazione Civile, si occupano direttamente delle pratiche relative alle revisioni periodiche, della trasmissione informatica dei dati all'Ufficio MOT 6 e della conseguente trascrizione sul libretto di circolazione dell'avvenuta revisione dell'autovettura ed infine della trasmissione dei dati a livello cartaceo agli Uffici Provinciali della Motorizzazione Civile. Per collaudi ed omologazioni invece, le officine, una volta effettuato il lavoro, rilasciano al cliente la dovuta documentazione e questi deve recarsi personalmente con la propria autovettura presso l'Ufficio Provinciale, dove può ottenere la trascrizione sul libretto di circolazione delle modifiche apportate alla struttura dell'autoveicolo, nel caso in cui il lavoro rispetti tutte le norme di sicurezza richieste. Sarà poi l'Ufficio Provinciale a trasmettere la pratica a livello informatico all'Ufficio MOT 6 della Motorizzazione Civile.
Dietro formale richiesta rivolta agli Uffici Provinciali della Motorizzazione civile, dove le pratiche sono conservate ancora a livello cartaceo, o alla stessa Motorizzazione Civile, Ufficio MOT 6, è possibile avere un elenco dettagliato delle officine autorizzate e delle pratiche evase ed avere un riscontro immediato tra la modifica (installazione di impianto GPL o di gancio traino) o lavoro eseguito sull'autovettura (revisione periodica) e le generalità del proprietario dell'autoveicolo.
Per una migliore gestione dell'attività di controllo, tali elementi potranno comunque essere rilevati per una pluralità di soggetti piuttosto che per un singolo, accentuando così il momento di programmazione complessivo dell'attività di controllo da parte dell'ufficio e tendendo a minimizzare le difficoltà e i tempi che il reperimento dei dati di volta in volta può comportare.
Uffici Assicurativi
Considerazioni particolari merita il ruolo svolto dalle compagnie di assicurazione in occasione delle liquidazioni dei sinistri ai loro clienti.
A tale proposito potrebbe rivelarsi utile un accesso presso gli assicuratori della zona per la consultazione di atti relativi alla liquidazione di danni a mezzi coinvolti in incidenti.
Un'analisi dei dati conservati dalle compagnie di assicurazione, sicuramente agevolata dalla presenza di dettagli che solitamente mancano tra i documenti delle ditte verificate, consentirà di mettere a punto, con maggior grado di affidabilità, la definizione dei rapporti tra ricavi e costi del materiale e della manodopera, utili ai fini della ricostruzione dei ricavi.
Si ritiene che per una migliore gestione dell'attività di controllo, i suddetti elementi potranno essere rilevati in sede preventiva nella fase di programmazione delle verifiche o desunti dall'esperienza della prima verifica su soggetti del settore, al fine di minimizzare le difficoltà ed i tempi che il reperimento dei dati di volta in volta può comportare.

3.3 Controllo del volume d'affari

3.3.1 - Tipologie di evasione
La verifica dei ricavi dichiarati muoverà dai dati e dalle notizie acquisite nel corso del controllo e tenderà a ricostruire l'effettiva entità, quantità e qualità, delle prestazioni rese dall'azienda.
Si possono ipotizzare i seguenti comportamenti, adottati spesso congiuntamente, strumentali all'occultamento dei corrispettivi:
- totale occultamento dei corrispettivi conseguiti;
- sottofatturazione delle prestazioni rese.

3.3.2 - Ricerca e valutazione degli indizi di evasione
La verifica dei ricavi dichiarati muoverà dai dati e dalle notizie acquisite nel corso dell'accesso; l'obiettivo del controllo è quello di ricostruire credibilmente i ricavi corrispondenti ai servizi effettivamente resi a fronte di quelli annotati in contabilità e dichiarati, sia ai fini I.V.A. che delle imposte sui redditi.
Allo scopo di verificare l'attendibilità delle risultanze contabili si procederà in primo luogo a:
- controllare la cassa, confrontando il denaro e gli altri valori rinvenuti con gli incassi certificati a partire dal giorno dell'ultimo versamento in banca. Si tenga al riguardo presente che una piccola differenza può essere giustificata da esigenze di funzionamento della cassa che richiedono una giacenza minima (per dare il resto, per esigenze improvvise, ecc.);
- controllare che gli assegni rinvenuti o le ricevute di carta di credito trovino riscontro con gli incassi complessivi e parziali certificati;
- analizzare i corrispettivi risultanti dalle ricevute e dalle fatture, scomponendoli ed imputandoli secondo la tipologia di lavori svolti: riparazioni, commercio, servizi accessori (recupero e commercio di auto usate);
- riscontrare che tutta l'attrezzatura e la manodopera rilevata al momento dell'accesso sia stata regolarmente contabilizzata;
- esaminare le fatture di acquisto per accertare l'eventuale omessa contabilizzazione dei costi relativi ai consumi essenziali (assicurazioni, energia elettrica, telefono, acqua, ecc.); tale circostanza consente di presumere un'impostazione contabile poco aderente alla realtà aziendale;
- riscontrare che tutti gli elementi rilevati da documentazione extracontabile e da supporti elettronici trovino corrispondenza nelle scritture contabili e documentali (brogliacci, schedari, ecc.).

3.3.3 - Ricostruzione del volume d'affari
In genere le imprese del settore tengono in magazzino limitate scorte, preferendo acquistare di volta in volta quanto occorre.
La tenuta informatizzata del magazzino, per le officine più strutturate e che offrono molteplici servizi, semplifica le procedure di acquisto, segnalando al titolare le tipologie e le quantità di merce da ordinare.
Nel caso in cui il soggetto verificato tenga una contabilità di magazzino "automatizzata", sarà utile analizzarne il sistema di funzionamento, dal quale si potrebbero rilevare informazioni utili alla ricostruzione del volume d'affari. In tal caso si provvederà anche a reperire il file relativo al magazzino, che potrà essere trasferito in S.A.Ve. seguendo le istruzioni disponibili nella relativa guida operativa, al capitolo "import ed export dei dati".
La tenuta di un magazzino informatizzato non esclude la presenza di merci acquistate "a nero" nel database di gestione merce (ciò è possibile in particolare per i pezzi di ricambio ad alta rotazione che, essendo solitamente acquistati all'occorrenza, non necessitano di un controllo informatizzato delle giacenze).
Può risultare utile, ai fini del controllo, raccordare gli acquisti con i lavori eseguiti, contestualmente o dopo un ragionevole lasso di tempo, allo scopo di riscontrare se c'è stata regolare emissione del documento fiscale (ricevuta o fattura) e se sussiste congruità a fronte dei materiali impiegati nell'intervento di ripristino.
Così, ad esempio, se risulta acquistata una centralina elettrica, una batteria o un dispositivo di sicurezza, si dovrà reperire il documento che descrive e quantifica il valore del servizio reso, analizzandone la congruità in relazione ai materiali ed alla manodopera impiegati.
Questo tipo di indagine diretta potrà essere utilmente eseguita, a campione o integralmente, a seconda delle dimensioni dell'azienda verificata.
Si dovrà, inoltre, valutare la congruità degli acquisti dei prodotti di consumo (ad esempio: olio, candele, guarnizioni, lubrificanti) rispetto alle prestazioni contabilizzate. L'eventuale scarsa significatività degli acquisiti documentati rispetto ai servizi forniti e/o alle caratteristiche dell'azienda (dimensioni, numero e qualità degli addetti), potrà costituire indizio di acquisti in nero e di conseguente inattendibilità delle scritture contabili.
Sarà altresì utile procedere con metodo inverso: dalle fatture emesse potranno essere individuate le parti di ricambio impiegate nella riparazione al fine di riscontrare la corrispondente fattura di acquisto.
Obiettivo ostacolo alla delineata metodologia può essere costituito dalla sinteticità della descrizione delle prestazioni nella fattura o ricevuta emessa. In tal caso, si potrà ugualmente procedere all'indagine ricorrendo al contraddittorio con la parte ed eventualmente anche con i dipendenti che hanno materialmente eseguito i lavori, al fine di definire il reale contenuto della prestazione sia in termini di materiali che di manodopera.
L'esito del contraddittorio dovrà risultare dai verbali giornalieri.
Anche tali riscontri potranno essere eventualmente attuati a campione ovvero limitatamente agli interventi di maggior valore.
I corrispettivi risultanti dalle fatture e ricevute fiscali emesse (il cui rilascio deve avvenire al momento della consegna del mezzo riparato, anche se non è stato pagato il corrispettivo), dovranno essere analizzati cercando di separare le prestazioni di manodopera dalle cessioni di materiali installati. Obiettivo della ricerca è quello di stabilire il rapporto mediamente sussistente tra costo dei materiali impiegati nella riparazione/ricavi e tra costo della manodopera/ricavi.
Il procedimento di disaggregazione dei valori contabili, obiettivo centrale dell'attività di verifica, è sicuramente utile alla formulazione di un ragionevole e motivato giudizio di congruità dei risultati.
In questa prospettiva, i consumi di forza motrice, gli acquisti dei materiali impiegati nelle riparazioni, i costi della manodopera ed i ricavi registrati in contabilità, verranno distintamente rilevati per mese e riportati in un semplice prospetto che consenta un immediato confronto dei valori per periodo.
Dall'analisi dei dati così rappresentati potrebbero emergere sfasamenti dai quali trarre, in quanto relativamente apprezzabili, le dovute conclusioni.
Così, ad esempio, se in un determinato periodo all'ammontare degli acquisti dei materiali non corrispondesse un correlato ammontare dei ricavi (calcolato sulla base dei rapporti precedentemente accertati tra i due componenti), in assenza di plausibili giustificazioni, si potrà pervenire alla logica presunzione di omessa fatturazione di una parte dei corrispettivi.
Allo stesso modo si dovrebbe operare con riguardo ai consumi di energia motrice e agli impieghi di manodopera produttiva.
Al fine di dare ragionevolezza alle presunzioni, sarà opportuno tener presente il momento di formazione dei ricavi, coincidente con l'ultimazione del servizio, che potrebbe anche essere fisiologicamente sfasato rispetto al breve periodo.
Sarà bene, quindi, sottoporre ad ulteriore verifica le eventuali discordanze evidenziate, operando riscontri anche su periodi allargati (bimestrali o trimestrali).
La congruità dei ricavi potrà essere verificata sulla base delle seguenti considerazioni ed elaborazioni:
a. materiali impiegati nelle riparazioni
1. Costituisce regola comune, ancorché di valore non assoluto, che al consumatore finale si addebiti per i materiali impiegati un importo non inferiore a quello pieno di listino (in ogni caso la presunzione ha i caratteri della ragionevolezza ed è agevolmente sostenibile in presenza di risultati particolarmente deficitarii).
2. La maggiorazione lorda sarà pertanto misurabile in relazione allo sconto mediamente praticato dalle ditte fornitrici, avendo cura di effettuare le opportune ponderazioni in relazione ai gruppi di beni con diverso sconto e quindi diverso ricarico.
3. Di conseguenza il margine operativo lordo totale, relativo ai beni impiegati nelle prestazioni (differenza tra i ricavi ed i costi specifici), dovrebbe essere almeno pari al totale dell'importo degli sconti ottenuti dalle ditte fornitrici.
4. Le effettive quantità di materiali impiegati potranno essere orientativamente ricostruite anche sulla base del registro smaltimento dei rifiuti speciali.
5. L'esame dei dati in esso contenuti potrà fornire spunti per verificare la congruenza dei rapporti tra prodotti smaltiti e prodotti sostituiti risultanti dalle ricevute fiscali emesse; a tal fine dovranno preventivamente essere appurati i tempi e le modalità di smaltimento.
6. Così, ad esempio, nello smaltimento dell'olio motore usato è ragionevole ritenere che le quantità sostituite sono sempre superiori a quelle smaltite. Anche lo smaltimento dei prodotti ferrosi può consentire raccordi con i pezzi di ricambio sostituiti, rilevabili dalle fatture o ricevute emesse in un determinato periodo, avvalendosi all'occorrenza anche dell'opportuno contraddittorio con la parte. Ad esempio, lo smaltimento di pattini freni e frizioni nel peso è inferiore rispetto al prodotto nuovo installato. Per tale indagine si deve tuttavia aver riguardo agli intervalli di tempo intercorrenti tra le operazioni di smaltimento dei prodotti, atteso che la raccolta da parte delle ditte specializzate può avvenire per periodi più o meno lunghi e per quantitativi complessivi di peso.
7. Si deve inoltre tener presente che alcune case automobilistiche, al fine di evitare possibili speculazioni da parte delle officine "autorizzate", che potrebbero riutilizzare pezzi sostituiti dopo le opportune rigenerazioni, impongono la restituzione di tutti i ricambi rimpiazzati. In ogni caso, appositi servizi ispettivi vigilano sulla regolarità del rapporto, retto dal principio fiduciario.
8. Le fatture di acquisto degli impianti GPL e dei ganci per il traino di rimorchi leggeri di solito sono dettagliate e riportano il numero di matricola di ogni impianto GPL e gancio traino. E' possibile dunque quantificare il numero di impianti installati su autovetture e venduti attraverso l'esame dei documenti contabili (fatture di acquisto, dettaglio delle giacenze iniziali e delle rimanenze finali), nonché dell'inventario di magazzino al momento dell'accesso. Per un'officina è difficile acquistare un impianto che non risulti da alcun documento, eccetto il caso in cui venga installato un impianto usato, anche se questa soluzione viene adottata raramente, vista la poca differenza di prezzo e la non totale affidabilità di un impianto GPL usato;
b. manodopera
I corrispettivi per le prestazioni di manodopera, preventivamente individuati, possono essere divisi per la tariffa media oraria praticata, da ponderare in presenza di tariffe diverse per blocchi di prestazioni (prestazioni in garanzia, in convenzione, a tariffe concordate, libere, ecc.) al fine di determinare il numero delle ore complessivamente addebitate ai clienti per il servizio di riparazione.
Tale dato deve essere raffrontato con il totale delle ore ordinarie e straordinarie prestato nell'anno dai lavoratori dipendenti e dagli altri addetti (familiari, soci, ecc.) operanti nell'azienda.
Eventuali apprezzabili differenze dovranno essere giustificate, anche in contraddittorio con la parte, tenendo tuttavia conto che:
- il monte ore utilizzato per le riparazioni può risentire del possibile ridotto impegno del titolare, dei familiari e dei soci addetti all'amministrazione oppure a servizi non direttamente connessi con la produzione. A tale proposito ed a titolo orientativo, si può considerare che l'apporto del titolare alla produzione diretta diminuisce all'aumentare del numero dei dipendenti e può ritenersi nullo quando questi superano le 8-10 unità;
- abbattimenti del 10-20% per pause e dispersioni di tempo potranno essere, altresì, applicati al monte ore lavorativo rilevato, limitatamente ai periodi dell'anno di accertato minore impegno;
- apprendisti e dipendenti assunti con contratti di formazione dovranno essere prudentemente valutati, quanto alla resa produttiva, anche sulla base delle affermazioni del titolare o del socio responsabile dell'organizzazione del lavoro.
Il procedimento sopra delineato può essere applicato anche con riferimento ad un limitato periodo di tempo. In tal modo sarà possibile distinguere i periodi tradizionalmente caratterizzati da un rallentamento dell'attività produttiva da quelli di più intenso impegno.
L'analisi può utilmente effettuarsi anche confrontando le ore addebitate in fattura o ricevuta in un periodo (mese, bimestre, trimestre) con le ore lavorative produttive disponibili nel medesimo periodo.
A conclusione degli approfondimenti operati, gli eventuali differenziali tra le ore addebitate ai clienti ed il monte ore disponibili, che risultassero non ancora adeguatamente motivati potranno costituire fondamento per la legittima presunzione di mancata fatturazione di ricavi, applicando la tariffa media oraria preventivamente individuata.
Per valutare la congruità delle tariffe orarie fatturate è utile acquisire i dati di quelle concordate con enti pubblici con i quali siano stati instaurati contratti di appalto o convenzioni, così come quelle stabilite dalle case automobilistiche per le prestazioni in garanzia e per l'assistenza (cosiddetto "prezzo chiaro") nei casi di officine autorizzate.
Per le piccole officine generalmente non "autorizzate" la congruità delle tariffe orarie potrà essere verificata anche sulla base di quelle esposte al pubblico o fatturate nei confronti dei clienti che presentano una elevata affidabilità fiscale.
In presenza di strutture con attività complessa nelle quali coesistono prestazioni in regime di libero mercato con prestazioni "in garanzia", in convenzione con società od enti ed altre comunque regolate da tariffe orarie concordate, è necessario che i verificatori, al fine di rendere sostenibili gli esiti della ricostruzione indiretta dei ricavi, procedano alle opportune disaggregazioni del monte ore addebitato alla clientela in relazione alle diverse tipologie di prestazione.
Le eventuali eccedenze del monte ore utilizzabili rispetto al totale delle ore addebitate alla clientela, saranno quindi attribuite all'attività in regime di libero mercato.
Per quanto riguarda le revisioni periodiche delle autovetture, può accadere che il proprietario si rivolga al proprio meccanico di fiducia e che questi, effettuati sull'autovettura gli eventuali interventi in materiali e manodopera eventualmente necessari, chieda un ulteriore compenso ("commissione"), difficilmente quantificabile o riscontrabile (in documentazione), per portare l'autovettura presso un centro autorizzato alla revisione e farla revisionare.
Nel caso in questione, è possibile che non venga emessa la documentazione fiscale relativa a tutti o parte dei servizi resi (riparazioni, pezzi di ricambio, manodopera, trasporto vettura ed assistenza revisione).
L'officina autorizzata conserva, invece, la documentazione dell'avvenuta revisione, che in tempo reale viene trasmessa al centro informativo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ufficio MOT 6, ma nulla rimane documentato con riferimento all'intervento del meccanico di fiducia.
Una volta raccolti, presso l'Ufficio MOT 6, con le modalità descritte al punto 3.2, i dati relativi ai proprietari di autoveicoli che hanno effettuato la revisione periodica nell'officina autorizzata soggetta a controllo, può essere utile ai verificatori, inviare questionari ai clienti per avere conferma delle prestazioni di servizio effettuate sull'autovettura, per venire a conoscenza di chi ha effettuato il servizio e degli importi realmente pagati.
Nel caso in cui invece il cliente porta personalmente la propria autovettura alla revisione, presso un'officina autorizzata, e la vettura non supera la revisione, le motivazioni vengono riportate nella documentazione trasmessa in tempo reale al centro informativo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ufficio MOT 6. Nell'eventualità di una revisione negativa, è utile inviare questionari ai clienti, per assumere le informazioni relative ai lavori che il cliente ha poi dovuto necessariamente effettuare sull'autovettura ai fini di una seconda revisione.
Può essere proficuo, inoltre, inviare questionari ai fornitori dell'autofficina, per esaminare la documentazione relativa ai pagamenti effettuati dall'impresa verificata (con l'indicazione del numero dell'assegno e della banca trassata), alla ricerca di eventuali assegni ricevuti da clienti per prestazioni non contabilizzate e "girati" dall'impresa al fornitore.
Si ricorda che il comma 3, dell'art. 62-sexies, del D.Lgs. del 30 agosto 1993, n. 331, consente la rettifica del reddito d'impresa anche in presenza di assetti contabili apparentemente ineccepibili, qualora siano riscontrate gravi incongruenze tra i ricavi dichiarati e quelli desumibili dalle caratteristiche e condizioni di esercizio della specifica attività svolta.
A tal fine anche il calcolo dell'indice di produttività per addetto (ricavi/numero medio di addetti), l'andamento dei consumi di energia elettrica ed acqua, la superficie utilizzabile dei locali, i quantitativi dei rifiuti speciali smaltiti, analizzati mettendo a confronto più periodi d'imposta, potranno rappresentare indizi di valido sostegno alla costruzione del risultato economico fiscale, da contrapporre a quello contabile.
Inoltre l'esame dei dati e delle informazioni, eventualmente assunti presso le compagnie di assicurazioni, potrà fornire ulteriori elementi a riscontro.
In concreto si potrà così aggirare l'ostacolo costituito da fatture o ricevute con insufficiente descrizione dei lavori eseguiti ed operare, quindi, un più adeguato computo dei costi di materiali e manodopera addebitati, sulla cui base poter riscontrare la congruità dei ricavi complessivi.
Le distinte incidenze dei costi della manodopera e dei materiali sui ricavi, che potranno ottenersi dalla predetta analisi, risulteranno preziose per il loro grado di affidabilità e potranno essere proiettate, con gli opportuni adattamenti, sui dati globali dell'attività verificata.
Fondamentale importanza assume anche la valutazione delle attrezzature utilizzate (ponti sollevatori, diagnosi elettronica, banco prova iniettori, tester, analizzatore gas di scarico, banchi prova freni, ecc.) e la congruità dei ricavi attribuibili in relazione alla loro capacità produttiva ed al loro effettivo impiego.
E' da verificare, infatti, se tra i corrispettivi addebitati alla clientela sono presenti, in misura presumibilmente remuneratoria dell'investimento effettuato, prestazioni comportanti l'utilizzo di uno speciale impianto o di una particolare attrezzatura, specie se di recente acquisizione.
Tra le strumentazioni di avanzato livello tecnologico possono essere rinvenute centraline elettroniche di diagnosi nelle quali potrebbero risultare registrati tutti i dati degli interventi e dei relativi clienti o almeno il numero degli utilizzi. La loro acquisizione rivestirà particolare interesse per lo svolgimento dell'indagine fiscale.

3.3.4 - Indice di produttività per addetto
Il numero di addetti all'interno di un'attività commerciale è in stretta correlazione con la dimensione dell'attività stessa.
Potrebbe, dunque, essere utile calcolare l'apporto di ciascun addetto in termini di ricavi:

_______________________________________________
I = Ricavi al netto dell'I.V.A.
numero addetti
_______________________________________________

I = indice di produttività per addetto

Il risultato di detto rapporto dovrà essere coerente con l'assunto logico secondo cui ad ogni addetto devono corrispondere ricavi che consentano un margine sufficiente a coprire almeno la rispettiva remunerazione.
A tal fine, sarà utile determinare l'intero costo aziendale per i dipendenti e la remunerazione corrisposta agli addetti.
Qualora ci si trovi di fronte ad un costo per addetto sproporzionato rispetto al fatturato prodotto sarà necessario indagare su eventuali vendite "in nero".

3.4 Altri controlli e riscontri
Un'ultima serie di indizi può essere considerata al solo fine di valutare l'attendibilità della dichiarazione ovvero la congruità minima di quanto accertato in base agli elementi in precedenza descritti.
Il capitale investito nell'azienda (macchinari, impianti, attrezzature, magazzino, immobili, ecc.), il possesso a titolo di proprietà dei locali utilizzati per l'esercizio dell'attività e la retribuzione figurativa del titolare e degli eventuali soci impegnati a tempo pieno nell'azienda, costituiscono altrettanti elementi aventi un carattere indiziario. Si può infatti porre a confronto il reddito dell'impresa con quello conseguibile da un impiego alternativo dei fattori produttivi che concorrono a realizzarlo.
In altri termini il reddito dichiarato non dovrebbe mai collocarsi (quantomeno in modo ricorrente e tendenziale) al di sotto di quello costituito dalla somma di:
- proventi ottenibili da un impiego alternativo (ad esempio in titoli di stato) del capitale investito nell'azienda;
- fitto figurativo dei locali (ovviamente se di proprietà) ove si svolge l'attività; retribuzione conseguibile, in posizione di lavoro dipendente, nello stesso settore di attività.
Eventuali scostamenti negativi perduranti nel tempo, devono essere considerati contrari ad ogni logica economica e contribuiscono a rafforzare il giudizio di inattendibilità sostanziale delle risultanze contabili, ovvero a convalidare la ricostruzione dei ricavi operata con i controlli descritti nei precedenti paragrafi.
Altri elementi indiziari, come specificato nella parte dedicata alle attività preliminari, possono essere costituiti da manifestazioni di capacità contributiva (possesso di auto, imbarcazioni, acquisto di immobili, ecc.), riferibili al titolare dell'impresa e/o ai soci, particolarmente stridenti con l'ammontare del reddito dichiarato.
In tale caso, soprattutto qualora non sia stato possibile effettuare una convincente ricostruzione del volume d'affari, si potrà procedere, sia pure ai soli fini dell'imposizione diretta, all'accertamento sintetico del reddito complessivo delle persone fisiche in vario modo coinvolte nella gestione dell'impresa, secondo la procedura di cui all'art. 38, comma 4, del D.P.R. n. 600/73.

3.5 Le indagini bancarie
Gli accertamenti bancari costituiscono uno strumento molto incisivo per l'esame della posizione fiscale del contribuente, in particolare delle persone fisiche, delle associazioni tra professionisti, delle società di persone e delle società di capitale a ristretta base azionaria.
Il loro impiego deve rispondere a principi di economicità e di prevedibile proficuità dell'azione di controllo.
L'indagine bancaria è certamente consigliabile in presenza di gravi indizi di evasione, ovvero qualora permanga un significativo divario tra il volume d'affari ed i redditi determinati in base alla metodologia in precedenza descritta e quanto fondatamente attribuibile al contribuente sulla base delle condizioni di esercizio dell'attività, della sua potenziale capacità reddituale, della consistenza del suo patrimonio ovvero di altri elementi di valutazione.
Peraltro, la Legge 28 dicembre 1995, n. 549 consente di graduare l'indagine in relazione sia all'entità degli indizi di evasione riscontrati che alle esigenze di progressivo approfondimento del controllo eventualmente scaturite dall'analisi degli elementi acquisiti nel corso della verifica.
Sono quindi delineabili diversificati percorsi d'indagine, che potranno essere seguiti anche in via alternativa.

3.5.1 - Richiesta al contribuente degli estremi identificativi dei conti
(artt. 32, 1 comma n. 6-bis del D.P.R. 600/73 e 51, 2 comma n. 6-bis del D.P.R. n. 633/72)

In tal caso viene richiesta alla parte, previa autorizzazione del Direttore Regionale dell'Agenzia delle Entrate, la dichiarazione della natura, del numero e degli estremi identificativi dei rapporti intrattenuti con aziende di credito, con l'amministrazione postale, con società fiduciarie ed ogni altro intermediario finanziario.
Di conseguenza agli operatori finanziari segnalati dovrà essere richiesta la copia dei conti denunziati dal contribuente e l'indicazione di tutti gli altri eventuali rapporti con lui intrattenuti.

3.5.2 - Richiesta della copia dei conti agli istituti di credito e finanziari
(artt. 32, 1 comma n. 7 del D.P.R. n. 600/73 e 51, 2 comma n. 7 del D.P.R. n. 633/72)

Indipendentemente dall'esercizio della facoltà di cui al punto precedente, i verificatori possono richiedere, sempre previa autorizzazione del Direttore Regionale dell'Agenzia delle Entrate, la copia dei conti direttamente agli istituti di credito ed agli intermediari finanziari.
Tale modalità d'indagine appare particolarmente opportuna quando siano stati frapposti ostacoli all'azione dei verificatori o dell'ufficio, ovvero quando le violazioni e le omissioni e le false indicazioni contabili siano così gravi e i dati a disposizione così scarsi, da rendere difficile la ricostruzione degli imponibili fiscali.
Le indagini dovranno comunque essere condotte secondo selezionate opzioni investigative che restringano la forbice costi-benefici dell'azione di accertamento (banche che hanno sportelli nella città ove operano il contribuente e i suoi familiari più stretti, nelle province contigue, nel luogo di nascita, nella località ove possiede residenze secondarie o comunque dove si supponga l'esistenza di conti).
L'indagine può coinvolgere anche altri soggetti (familiari e non) motivatamente sospettati di essere intestatari di comodo di conti riferibili al contribuente o di cui il medesimo abbia la disponibilità.

CHECK LIST

Omissis: la check list è visibile in formato Pdf sulla pagina web del servizio di Documentazione Tributario.

[ <- Indice e parti 1 - 2 - 3 - 4 ] [ <- parti 5 - 6 - 7 ] [ -> parti 11 - 12 - 13 ]

Altri utenti hanno acquistato

AteneoWeb s.r.l.

AteneoWeb.com - AteneoWeb.info

Via Gregorio X, 46 - 29121 Piacenza - Italy
staff@ateneoweb.com

C.f. e p.iva 01316560331
Iscritta al Registro Imprese di Piacenza al n. 01316560331
Capitale sociale 20.000,00 € i.v.
Periodico telematico Reg. Tribunale di Piacenza n. 587 del 20/02/2003
Direttore responsabile: Riccardo Albanesi

Progetto, sviluppo software, grafica: AI Consulting S.r.l.
SEGUICI

Social network

Canali informativi

Canali RSS

X Rottamazione cartelle esattoriali