Circolare Agenzia Entrate n. 6 del 11.03.2014

 

Accertamento sintetico del reddito complessivo delle persone fisiche ai sensi dellarticolo 38, commi dal quarto al settimo, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.

 

Decreto del Ministro dellEconomia e delle Finanze del 24 dicembre 2012. Circolare n. 24 del 31 luglio 2013. Parere del Garante per la protezione dei dati personali (Garante della privacy) del 21 novembre 2013. Ulteriori indicazioni operative.

 

 

INDICE

1. Premessa
2. La selezione
2.1 Individuazione del "lifestage
3. Lattivit istruttoria
3.1 Le spese medie ISTAT.
3.2 Il "fitto figurativo
3.3 Il riscontro della correttezza dei dati

 


 

1. Premessa

LAgenzia delle entrate, prima di avviare le attivit di controllo finalizzate alla ricostruzione sintetica del reddito complessivo delle persone fisiche (articolo 38, commi quarto e seguenti del D.P.R. n.600 del 1973), ha chiesto una "verifica preliminare al Garante della privacy (di seguito, "Garante), ai sensi dellart. 17 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice della privacy, di seguito "Codice), al fine di assicurare la conformit del trattamento dei dati personali alla disciplina in materia di protezione dei predetti dati.
Il Garante, come specificato nel parere reso in data 21 novembre 2013, gi nelle prime fasi istruttorie ha escluso che il trattamento in esame sia fondato unicamente sul "trattamento automatizzato di dati personali di cui all'art. 14, comma 1 del Codice, in quanto viene sempre assicurato l'intervento del funzionario dellAgenzia delle entrate nellambito del procedimento di accertamento, prima delladozione dellatto.
In tale procedimento sono previsti, infatti, due momenti obbligatori di confronto con il contribuente, motivo per il quale il Garante ha ritenuto che liter procedurale descritto nella circolare n. 24/E del 31 luglio 2013 (di seguito circolare n. 24/E) garantisce che il trattamento dei dati non ricade nel divieto di decisioni automatizzate di cui all'art. 14 del Codice.
Tuttavia il Garante, nellottica di ridurre i rischi specifici per i diritti fondamentali e la libert degli interessati e rendere il trattamento dei dati personali conforme alla disciplina recata dal Codice, ha prescritto allAgenzia delle entrate di adottare, prima dell'inizio del trattamento, alcuni interventi relativi alla qualit e conservazione dei dati, allinformativa al contribuente, allindividuazione della reale situazione familiare dello stesso, nonché alla determinazione del contenuto induttivo degli elementi di capacit contributiva.
Adottate le garanzie individuate dal Garante a tutela degli interessati, la ricostruzione sintetica pu essere effettuata tenendo conto, oltre che della quota di incremento patrimoniale imputabile al periodo dimposta e della quota di risparmio formatasi nellanno, delle "spese certe (es. spese per mutuo o canone di locazione, altre spese indicate nelle dichiarazioni per usufruire di deduzioni o detrazioni dimposta e altre spese per beni e servizi), delle "spese per elementi certi (in quanto ancorate allesistenza di elementi oggettivamente riscontrabili, quali, ad es. i metri quadrati effettivi delle abitazioni, la potenza degli autoveicoli, la lunghezza dei natanti) e del "fitto figurativo.
Conseguentemente, si rendono necessarie alcune precisazioni in merito alle istruzioni operative diramate con la circolare n. 24/E del 31 luglio 2013.

 

2. La selezione

 

2.1 Individuazione del "lifestage

La corretta attribuzione al contribuente della tipologia di famiglia di appartenenza risulta di fondamentale importanza in considerazione delle conseguenze che tale caratterizzazione determina nel trattamento dei dati ai fini della ricostruzione del reddito familiare e delle spese attribuibili al contribuente, compreso il "fitto figurativo (vedasi, in particolare, citata circolare n. 24/E, par.3.1. e seguenti).
In sede di selezione viene attribuito ad ogni contribuente il lifestage risultante dalla c.d. "famiglia fiscale presente nellanagrafe tributaria, determinata in base ai dati delle dichiarazioni presentate dai contribuenti e, pertanto, costituita dal contribuente, dal coniuge (anche se non fiscalmente a carico), dai figli e/o dagli altri familiari fiscalmente a carico.
La famiglia anagrafica, invece, comprende anche i figli maggiorenni e gli altri familiari conviventi, nonché i conviventi di fatto, non fiscalmente a carico.
E possibile, quindi, riscontrare la non coincidenza della "Famiglia fiscale rispetto alla "Famiglia Anagrafica.
Pertanto, il competente Ufficio dellAgenzia delle entrate, una volta selezionato il soggetto nei cui confronti intraprendere le attivit di controllo con le modalit illustrate nel par. 2.2 nella circolare n. 24/E, effettuer, prima ancora di inviare formale invito ai sensi dellart. 32 del d.P.R. n. 600 del 1973, i necessari riscontri sulla situazione familiare del contribuente, aggiornando la composizione del nucleo familiare.
Ci consentir di evitare la selezione di coloro che, con il reddito complessivo dichiarato dalla famiglia, giustificano lapparente scostamento individuale.
Il riscontro deve essere effettuato, ove disponibile, attraverso il collegamento telematico con lanagrafe comunale o, in via subordinata, inviando la richiesta attraverso il canale telematico (PEC) al Comune che detiene linformazione.
Peraltro, il contribuente, in sede di primo contraddittorio con lufficio, potr fornire una diversa rappresentazione della propria situazione familiare, con conseguente attribuzione della nuova tipologia familiare.
In prospettiva, il disallineamento fisiologico tra "Famiglia fiscale e "Famiglia anagrafica sar superato con il completamento della ANPR (Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente) e la sua integrazione con lanagrafe tributaria.

 

3. Lattivit istruttoria.

 

3.1 Le spese medie ISTAT.

Il Garante della privacy ha ritenuto che la ricostruzione sintetica del reddito conforme al Codice se basata su "dati relativi alle spese certe, alle spese per elementi certi e al fitto figurativo che, nonostante sia un dato presunto, si presta ad essere facilmente verificato anche in sede di contraddittorio con il contribuente.
Alla luce del parere:
a) sussistono criticit in relazione allutilizzabilit delle spese medie ISTAT per ricostruire voci di spesa non ancorate allesistenza di beni o servizi;
b) le medie ISTAT sono utilizzabili per il calcolo delle spese solo se connesse ad elementi certi, quali il possesso e le caratteristiche di immobili e di mobili registrati.
In particolare, la predetta lettera b) riguarda le spese per la manutenzione ordinaria degli immobili e per acqua e condominio (parametrate ai metri quadrati effettivi delle abitazioni) e le spese relative allutilizzo degli autoveicoli (compresi moto, caravan, ecc, parametrate ai KW effettivi), determinate con le modalit illustrate nei par. 3.6.1 e par. 3.6.3 della predetta circolare n. 24/E.
Diversamente, le spese per beni e servizi di uso corrente, il cui contenuto induttivo determinato con esclusivo riferimento alla media ISTAT della tipologia di nucleo familiare ed area geografica di appartenenza (voci della tabella A del D. M. 24 dicembre 2012, definite nella circolare n. 24/E "spese ISTAT1), non concorreranno né allaselezione dei contribuenti, come gi precisato nella circolare n. 24/E, né formeranno oggetto del contraddittorio.
Naturalmente, nel rispetto delle determinazioni del Garante, gli importi corrisposti per le suddette spese, qualora individuati puntualmente dallufficio, saranno oggetto di contraddittorio e potranno concorrere alla ricostruzione sintetica del reddito.
Le spese per elettrodomestici ed arredi e altri beni e servizi per la casa, seppure ancorate al possesso di uno o pi immobili, non sono determinate in base alle caratteristiche degli stessi. Pertanto, avuto riguardo al parere del Garante, si ritiene che anche tali spese concorrano alla ricostruzione sintetica del reddito esclusivamente in presenza di importi corrisposti per spese effettivamente risultanti dai dati disponibili in anagrafe tributaria.
Nel rinviare a quanto illustrato nel par. 2.3 della predetta circolare n. 24/E, si conferma che, se il contribuente fornisce chiarimenti esaustivi in ordine2 alle "spese certe, alle "spese per elementi certi, agli investimenti ed alla quota di risparmio dellanno, lattivit di controllo basata sulla ricostruzione sintetica del reddito si esaurisce nella prima fase del contraddittorio.

 

3.2 Il "fitto figurativo

Il D.M. 24 dicembre 2012 prevede lattribuzione al contribuente della spesa per il c.d. "fitto figurativo se non risulta, nel comune di residenza, alcuna delle tre tipologie di possesso richiamate nel paragrafo 3.6.1 della circolare n. 24/E (propriet o altro diritto reale - locazione o leasing immobiliare - uso gratuito) con riferimento al contribuente e agli altri componenti del nucleo familiare.
Il Garante ha affermato che il "fitto figurativo deve essere attribuito solo dopo la fase di selezione del contribuente; pertanto, tale elemento, non rileva ai fini della stessa.
Tenuto conto che lammontare corrispondente al "fitto figurativo onnicomprensivo di tutte le altre tipologie di spese connesse al mantenimento dellabitazione indicate nella Tabella A allegata al decreto, a fronte di una diversa condizione abitativa rappresentata in sede di contraddittorio dal contribuente (disponibilit di un immobile), si rende necessario non considerare la spesa per "fitto figurativo, bens determinare correttamente le "spese per elementi certi (spese di manutenzione ordinaria, per acqua e condominio) connesse alle caratteristiche dellimmobile a disposizione dello stesso contribuente.
Qualora il contribuente non chiarisca la propria posizione ovvero non si presenti al contraddittorio, il "fitto figurativo attribuito anche in funzione del lifestage riscontrato, concorre alla determinazione del maggior reddito accertabile, come confermato dal Garante.

 

3.3 Il riscontro della correttezza dei dati

Nellambito della verifica preliminare del Garante sono stati individuati alcuni accorgimenti idonei a correggere fattori che possono generare imprecisioni nei dati, al fine di limitare i rischi di errori.
Gi da tempo lAgenzia, in sede centrale, ha intrapreso una preliminare analisi dei dati presenti nelle basi informative, al fine di espungere dalla selezione le posizioni che richiedono i necessari riscontri circa la correttezza dei dati presso gli enti fornitori.
In ogni caso, gli uffici, qualora rilevino valori palesemente non coerenti con il quadro informativo complessivo relativo al contribuente, devono effettuare ulteriori controlli preventivi sulla correttezza dei dati utilizzati, provvedendo alle opportune modifiche, prima di procedere allinvito del contribuente.
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