Circolare Agenzia Entrate n. 5 del 11.03.2013

Rapporti tra lIMU e le imposte sui redditi - Chiarimenti

 


INDICE
PREMESSA
1. RAPPORTO TRA IMU E IMPOSTE SUI REDDITI
1.1 Effetti sulla base imponibile IRPEF
1.2 Indeducibilit dellIMU
2. EFFETTO SOSTITUTIVO SU SINGOLI REDDITI
2.1 Redditi sostituiti e redditi non sostituiti
2.2 Redditi degli immobili esenti da IMU
2.3 Beni locati per una parte del periodo di imposta
2.4 Locazione di parte dellabitazione principale
2.5. Deduzione per abitazione principale
2.6 Immobili inagibili
2.7 Beni posseduti da societ semplici
3. ESONERO DELLA PRESENTAZIONE DELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI


PREMESSA
A partire dal 2012 in tutti i comuni del territorio nazionale si applica limposta municipale propria (IMU) a titolo sperimentale. LIMU sostituisce sia limposta comunale sugli immobili (ICI), sia, per la componente immobiliare,
limposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) e le relative addizionali regionali e comunali dovute in riferimento ai redditi fondiari concernenti i beni non locati. Con la presente circolare, dintesa con il Dipartimento delle finanze,
si forniscono alcuni chiarimenti sugli effetti sullIRPEF e sulle relative addizionali derivanti dallapplicazione dellIMU sperimentale per gli anni 2012-2014. Nel seguito, per TUIR si intende il Testo Unico delle Imposte sui Redditi approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Le circolari e le risoluzioni citate in questo documento sono consultabili nella banca dati Documentazione Tributaria accessibile dal sito www.agenziaentrate.gov.it o dal sito www.finanze.gov.it.

 

1. RAPPORTO TRA IMU E IMPOSTE SUI REDDITI

 

1.1 Effetti sulla base imponibile IRPEF

L'art. 13, comma 1, del decreto-legge n. 201 del 2011 ha istituito in via sperimentale lIMU a decorrere dallanno 2012 e ne ha previsto lapplicazione in base agli articoli 8 e 9 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, in quanto compatibili.
Lart. 8, comma 1, del d.lgs. n. 23 del 2011 contiene una prima disposizione di principio nei rapporti tra lIMU e le imposte sui redditi, stabilendo che lIMU "sostituisce, per la componente immobiliare, l'imposta sul reddito delle persone fisiche e le relative addizionali dovute in relazione ai redditi fondiari relativi ai beni non locati .
Nel rinviare al par. 2 lindividuazione dei singoli redditi in relazione ai quali si produce leffetto sostitutivo, in questa sede occorre evidenziare in via di inquadramento sistematico che in materia di imposte sui redditi, lart. 3, comma
3, del TUIR stabilisce il principio generale secondo cui "Sono in ogni caso esclusi dalla base imponibile: a) i redditi esenti dallimposta e quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva;.
Lesclusione dalla base imponibile IRPEF ha effetto sulla determinazione del reddito complessivo, nonché sulla determinazione delle deduzioni e delle detrazioni rapportate al reddito complessivo, salvo che non sussista unapposita disposizione che preveda lobbligo di tenere conto del reddito escluso a determinati fini, quali, ad esempio, la verifica della spettanza di benefici fiscali.
Anche se lIMU non ha natura di imposta sul reddito, il descritto effetto di sostituzione dellIRPEF - in quanto espressamente disposto per principio dal citato art. 8 del d.lgs. n. 23 del 2011 - si concretizza nellambito del TUIR mediante lesclusione, dalla base imponibile dellIRPEF, del reddito fondiario prodotto dagli immobili non affittati o non locati soggetti a IMU, con effetti analoghi a quelli derivanti dallapplicazione dellart. 3 del TUIR.
Il pieno effetto sostitutivo deriva anche dalla considerazione che, nelle disposizioni che disciplinano lIMU, non sussiste una disposizione analoga a quella del comma 7 dellart. 3 del medesimo d.lgs. n. 23 del 2011 che, nel disciplinare limposta sostitutiva denominata cedolare secca, stabilisce che "Quando le vigenti disposizioni fanno riferimento, per il riconoscimento della spettanza o per la determinazione di deduzioni, detrazioni o benefici di qualsiasi titolo, anche di natura non tributaria, al possesso di requisiti reddituali, si tiene comunque conto anche del reddito assoggettato alla cedolare secca..
Il predetto principio di sostituzione incide anche sullapplicazione dellart. 11, comma 2-bis, del TUIR secondo cui "Se alla formazione del reddito complessivo concorrono soltanto redditi fondiari di cui all'articolo 25 di importo complessivo non superiore a 500 euro, l'imposta non dovuta.. Per quanto precedentemente evidenziato, considerato che i redditi derivanti da immobili non affittati o non locati per i quali dovuta solo lIMU non concorrono alla formazione della base imponibile IRPEF, nel verificare il superamento del limite di 500 euro non bisogna considerare i redditi degli immobili per i quali dovuta solo lIMU.
Si fa presente che il contribuente tenuto ad indicare nel modello 730/2013 o Unico Persone fisiche 2013, nei quadri dei redditi dei terreni e dei fabbricati, i dati relativi a tutti i terreni e fabbricati posseduti, compresi quelli i cui redditi sono sostituiti dalla cedolare secca e dallIMU.

 

1.2 Indeducibilit dellIMU

Lart. 14, comma 1, del d.lgs. n. 23 del 2011 contiene una seconda disposizione di principio riguardante il rapporto tra lIMU e le altre imposte, in quanto prevede che "L'imposta municipale propria indeducibile dalle imposte erariali sui redditi e dall'imposta regionale sulle attivit produttive..
Come gi evidenziato nella circolare n. 3/DF del 2012, quindi, lIMU, non deducibile dalla base imponibile dellIRPEF, dellimposta sul reddito delle societ (IRES) e dellimposta regionale sulle attivit produttive (IRAP).

 

2. EFFETTO SOSTITUTIVO SU SINGOLI REDDITI

 

2.1 Redditi sostituiti e redditi non sostituiti

Le disposizioni che regolano lIMU, come detto, ne prevedono leffetto sostitutivo, per la componente immobiliare, dell'IRPEF e delle relative addizionali dovute in relazione ai redditi fondiari relativi ai beni non locati (art. 8, comma 1, del d.lgs. n. 23/2011).
Al riguardo, si ricorda che con circolare n. 3/DF del 2012 il Dipartimento delle finanze ha precisato che la locuzione "beni non locati ricomprende sia i fabbricati sia i terreni; per cui, detti immobili rientrano nelloggetto dellIMU non solo nel caso in cui non risultino locati, ma anche in quello in cui non siano affittati. Leffetto sostitutivo, quindi, si esplica sui redditi fondiari rivenienti dai terreni, per la componente dominicale, e dai fabbricati, non affittati e non locati.
La medesima circolare ha chiarito, inoltre, che rientrano nellipotesi degli immobili non locati, oltre a quelli tenuti a disposizione, anche quelli concessi in comodato gratuito e quelli destinati a uso promiscuo del professionista.
Le disposizioni che regolano lIMU elencano espressamente i redditi in relazione ai quali non si produce leffetto di sostituzione e che, quindi, continuano ad essere assoggettati alle ordinarie imposte erariali sui redditi (art. 9, comma 9, del d.lgs. n. 23 del 2011). Rientrano nellelenco, in particolare:
- il reddito agrario di cui all'articolo 32 del TUIR;
- i redditi fondiari diversi da quelli cui si applica la cedolare secca;
- i redditi derivanti dagli immobili non produttivi di reddito fondiario ai sensi dell'articolo 43 del TUIR;
- i redditi degli immobili posseduti dai soggetti passivi dell'IRES.
Al riguardo si evidenzia che, nellelenco di redditi cui si applica comunque lIRPEF, il riferimento ai "redditi fondiari diversi da quelli cui si applica la cedolare secca vada inteso come redditi di fabbricati relativi a beni locati diversi da quelli cui si applica la cedolare secca.
Si fa presente, infine, che vi sono altre ipotesi, oltre a quelle indicate nella disposizione in esame, in cui leffetto di sostituzione non opera in quanto gli immobili non producono redditi fondiari.
Ad esempio, si applica lIRPEF ai redditi derivanti da terreni dati in affitto per usi non agricoli, in quanto i terreni non si considerano produttivi di reddito dominicale (art. 27, comma 2, del TUIR), ma di redditi diversi (art. 69, comma 1, lett. e del TUIR), e alle indennit di occupazione, considerate anchesse redditi diversi (35, comma 6, del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilit, approvato con DPR 8 giugno 2001, n. 327).

 

2.2 Redditi degli immobili esenti da IMU

Lart. 9, comma 9, del d.lgs. n. 23 del 2011, come modificato dal d.l. n. 16 del 2012, specifica che "Sono comunque assoggettati alle imposte sui redditi ed alle relative addizionali, ove dovute, gli immobili esenti dallimposta municipale propria.

La circolare n. 3/DF del 2012 chiarisce che la locuzione "ove dovute finalizzata a ribadire che, nel momento in cui si verifica unesenzione ai fini IMU, devono comunque continuare ad applicarsi le regole ordinarie proprie che disciplinano lIRPEF e le relative addizionali.
Si ricorda che nella medesima circolare n. 3/DF del 2012 si afferma che sono assoggettati a IRPEF e alle relative addizionali, ove dovute, gli immobili esenti dallIMU costituiti dai terreni di cui allart. 7, comma 1, lett. h), del d.lgs.
n. 504 del 1992. Al riguardo, si fa presente che lapplicazione dellesenzione IMU ai "terreni incolti siti in aree montane e di collina stata oggetto di uninterrogazione parlamentare rivolta al Ministro delleconomia e delle finanze (cfr. interrogazione a risposta in Commissione 5-08397).
In risposta allinterrogazione il Sottosegretario per leconomia e le finanze ha precisato che "L'articolo 7, comma 1, lettera h) del decreto legislativo n. 504 del 1992, applicabile anche all'IMU, infine, prevede l'esenzione dal pagamento dell'imposta per i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina, delimitate ai sensi dell'articolo 15 della legge 27 dicembre 1977, n. 984.

I terreni incolti ricadenti nelle aree montane e di collina, dunque, in base ad un'interpretazione strettamente letterale della normativa, non potrebbero rientrare nella disposizione di esenzione, in quanto sfuggono, come evidenziato nell'interrogazione in esame, alla definizione di terreno agricolo di cui al citato articolo 2 del decreto legislativo n. 504 del 1992. Tuttavia, si deve sottolineare che una lettura sistematica delle disposizioni citate, porta a ritenere che, nell'ambito di applicazione dell'esenzione, devono rientrare anche i terreni incolti aventi le caratteristiche di cui all'articolo 7, lettera h) suddetto, proprio perché, si ribadisce, rispetto all'ICI, nel presupposto dell'IMU rientra il possesso di qualunque immobile. A conferma di ci, il Dipartimento delle finanze segnala che nel decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze del 30 ottobre 2012 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, serie generale, n. 258 del 5 novembre 2012 recante l'approvazione del modello di dichiarazione IMU e delle relative istruzioni vengono richiamate le fattispecie di esenzione e, tra queste, viene fatto, in generale, riferimento ai terreni ricadenti nelle aree montane e di collina e non pi ai soli terreni agricoli, manifestando in tal modo l'intento di escludere dall'assoggettamento al tributo in argomento anche i terreni cosiddetti incolti..
Nella circolare n. 3/DF del 2012 altres precisato che non sono assoggettati a IRPEF ed alle relative addizionali i fabbricati rurali ad uso strumentale di cui allart. 9, comma 3-bis, del d.l. n. 557 del 1993, ubicati nei comuni classificati montani o parzialmente montani di cui allelenco dei comuni italiani predisposto dallIstituto Nazionale di Statistica (ISTAT), esenti dallIMU per il disposto dellart. 9, comma 8, del d.lgs. n. 23 del 2011.

 

2.3 Beni locati per una parte del periodo di imposta

Lapplicazione del principio di sostituzione indicato nel par. 2.1 necessita di alcune precisazioni per lipotesi in cui un immobile sia locato per una parte del periodo di imposta.
La tassazione dei redditi fondiari derivanti dalla locazione di immobili per una parte del periodo di imposta, per i quali il contribuente opti per la cedolare secca, non d luogo a particolari problemi considerato che, in base alle indicazioni date con circolare n. 26/E del 2011, occorre dividere il periodo di imposta tra la parte in cui limmobile non locato, con applicazione delle regole IRPEF, e la parte in cui limmobile locato, con applicazione delle regole della cedolare secca.
Nel caso descritto lIMU sostituisce lIRPEF e le addizionali dovute in relazione al reddito fondiario relativo alla sola parte del periodo di imposta in cui limmobile non locato.
Nelle ipotesi in cui il contribuente non opti per la cedolare secca o non sia possibile optare per la cedolare secca (immobili non abitativi, immobili abitativi locati a uso non abitativo, immobili locati a conduttori che esercitano attivit di impresa, o arti e professioni), le regole IRPEF di determinazione del reddito dei fabbricati prevedono allart. 37, comma 4-bis, del TUIR:
- il confronto tra la rendita catastale rivalutata e il canone di locazione ridotto forfetariamente (relativo alla parte del periodo di imposta in cui limmobile locato);
- il concorso al reddito del canone di locazione se superiore alla rendita.
Una rigorosa applicazione del principio di sostituzione di cui allart. 8, comma 1, del d.lgs. n. 23 del 2011, rende necessaria lesatta suddivisione del periodo di imposta tra la parte in cui i fabbricati sono locati e la parte in cui non lo sono, in modo analogo a quanto gi indicato per lapplicazione della cedolare secca.
Pertanto, lIMU sostituisce lIRPEF e le addizionali dovute in relazione al reddito fondiario relativo alla sola parte del periodo di imposta in cui limmobile non locato, mentre per la restante parte il reddito fondiario riveniente dallimmobile locato soggetto a IRPEF e addizionali calcolate con le regole ordinarie.

 

Esempio

Immobile tenuto a disposizione dal 1 gennaio al 31 maggio 2012 e concesso in locazione a decorrere dal 1 giugno 2012 al 31 maggio 2013; canone annuo 12.000 euro; rendita 3000 euro (comprensiva della rivalutazione del 5%).

 

Reddito fondiario anno 2012

 

Parte del periodo di imposta che va dal 1 gennaio al 31 maggio 2012: non dovuta lIRPEF sul reddito fondiario dellimmobile non locato, in quanto sostituita dallIMU.
Nella dichiarazione dei redditi (modello 730/2013 o modello Unico Persone Fisiche 2013) il contribuente deve comunque indicare nel quadro B/RB anche i dati relativi al periodo dellanno in cui limmobile non locato. Il reddito
fondiario dellimmobile non locato sar riportato in un apposito rigo del prospetto di liquidazione 730-3 o del quadro RN del modello Unico PF 2013.

 

Parte del periodo di imposta che va dal 1 giugno al 31 dicembre 2012: dovuta lIRPEF sul reddito fondiario dellimmobile locato, in quanto non
sostituita dallIMU.

1/1 Immobile non locato 31/5 1/6 Immobile locato 31/12
IMU IRPEF IMU

Periodo 1/6 - 31/12, determinazione del reddito da assoggettare a IRPEF:
> canoni 1 giugno - 31 dicembre = 12.000 x (214 / 365) = 7.035,62;
> canone ridotto forfettariamente del 15% ai sensi del comma 4-bis) dellart. 37 del TUIR (in vigore fino al 31 dicembre 2012) = 5.980,27;
> rendita 1 giugno - 31 dicembre = 3000 x 214 / 365 = 1.758,90;
da assoggettare a IRPEF limporto del canone di euro 5.980,27.
Per il medesimo periodo 1/6 - 31/12, dovuta anche lIMU, in quanto limmobile locato e non si produce leffetto di sostituzione dellIRPEF.

 

Reddito fondiario anno 2013

 

Parte del periodo di imposta che va dal 1 gennaio al 31 maggio 2013: dovuta lIRPEF sul reddito fondiario dellimmobile locato, in quanto non sostituita dallIMU.

 

Parte del periodo di imposta che va dal 1 giugno al 31 dicembre 2013: non dovuta lIRPEF sul reddito fondiario dellimmobile non locato, in quanto sostituita dallIMU.

1/1 Immobile locato 31/5 1/6 Immobile non locato 31/12
IRPEF e IMU IMU

 

Periodo 1/1 - 31/5, determinazione del reddito da assoggettare a IRPEF:

> canoni 1 gennaio - 31 maggio = 12.000 x 151 / 365 = 4.964,38;
> canone ridotto forfettariamente del 5% ai sensi del comma 4-bis) dellart. 37 del TUIR (in vigore dal 1 gennaio 2013) = 4.716,16
> rendita 1 gennaio - 31 maggio = 3000 x 151 / 365 = 1.241,10
da assoggettare a IRPEF limporto del canone di euro 4.716,16.
Per il medesimo periodo 1/1 - 31/5, dovuta anche lIMU, in quanto limmobile locato e non si produce leffetto di sostituzione dellIRPEF.
Si ricorda che nellipotesi un cui un contribuente, ricorrendone i presupposti, avesse esercitato lopzione per il regime della cedolare secca, di cui allart. 3 del d.lgs. n. 23 del 2011, il reddito fondiario determinato ai fini IRPEF sarebbe stato assoggettato allimposta sostitutiva applicando le aliquote previste nel citato regime (21% o 19% per taluni contratti) sul canone di locazione senza alcuna riduzione forfetaria (cfr. circolare n. 26 del 2011).

 

2.4 Locazione di parte dellabitazione principale

Unipotesi particolare costituita dalla locazione di parte dellabitazione principale. La particolarit trae origine dalla circostanza che limmobile rappresenta, per il proprietario, la propria abitazione principale per lintero anno, nonostante parte di essa sia stata concessa in locazione.
Per il caso in esame si ricorda che con circolare n. 3/DF del 2012 stato ammesso che lIMU possa avere un effetto sostitutivo dellIRPEF e della cedolare secca dovuta su un bene locato.
In tal caso stato ritenuto, infatti, che debba applicarsi la sola IMU nel caso in cui limporto della rendita catastale rivalutata del 5% risulti maggiore del canone annuo di locazione (abbattuto della riduzione spettante ovvero considerato nel suo intero ammontare nel caso di esercizio dellopzione per la cedolare secca). Sono, invece, dovute sia lIMU che lIRPEF o la cedolare secca nel caso in cui limporto del canone di locazione (abbattuto della riduzione
spettante ovvero considerato nel suo intero ammontare nel caso di esercizio dellopzione per la cedolare secca) sia di ammontare superiore alla rendita catastale rivalutata del 5%.
Naturalmente, se la locazione di parte dellabitazione principale si estende solo per una parte del periodo di imposta, quanto sopra precisato in termini di confronto tra rendita rivalutata e canone di locazione si applica
limitatamente alla parte del periodo di imposta in cui sussiste il rapporto di locazione.

 

2.5. Deduzione per abitazione principale

Lart. 10, comma 3-bis, del TUIR prevede che "Se alla formazione del reddito complessivo concorrono il reddito dell'unit immobiliare adibita ad abitazione principale e quello delle relative pertinenze, si deduce un importo fino all'ammontare della rendita catastale dell'unit immobiliare stessa e delle relative pertinenze, rapportato al periodo dell'anno durante il quale sussiste tale destinazione ed in proporzione alla quota di possesso di detta unit immobiliare. () ..

Il reddito dellabitazione principale, in virt del principio di sostituzione illustrato al par. 2.1, non concorre alla formazione del reddito complessivo e, quindi, la relativa deduzione non si applica.
Si ricorda che, fino al periodo di imposta antecedente il 2012 per consolidata prassi (cfr. istruzioni ai relativi modelli di dichiarazione dei redditi), nei casi di locazione di parte dellabitazione principale per lintero periodo di imposta (caso 1) e di locazione dellintera abitazione principale per una parte del periodo di imposta (caso 2), la deduzione per abitazione principale (comunque rapportata al periodo di utilizzo dellimmobile come abitazione principale) spettava solo se la rendita catastale rivalutata fosse pari o superiore al canone al netto della riduzione forfetaria.
A decorrere dal periodo di imposta 2012, la circolare n. 3/DF del 2012, nellaffrontare lipotesi (caso 1) dellabitazione principale "parzialmente locata per lintero periodo di imposta, specifica che nel caso in cui la rendita pari o superiore al canone si applica la sola IMU e, quindi, non trova spazio la deduzione IRPEF per abitazione principale. Per lipotesi (caso 2) in cui lintera abitazione principale locata per una parte dellanno, necessario suddividere il periodo di imposta tra la parte in cui labitazione stessa locata e la parte in cui non lo , secondo il criterio indicato nel par. 2.3. Come gi evidenziato, per la parte del periodo di imposta in cui limmobile abitazione principale, il relativo reddito non concorre alla formazione del reddito complessivo e la relativa deduzione non si applica.

 

2.6 Immobili inagibili

Con riguardo agli immobili inagibili, larticolo 13, comma 3, del d.l. n. 201 del 2011, dispone alla lett. b) che la base imponibile IMU ridotta del 50 per cento "per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell'anno durante il quale sussistono dette condizioni. L'inagibilit o inabitabilit accertata dall'ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, che allega idonea documentazione alla dichiarazione.

In alternativa, il contribuente ha facolt di presentare una dichiarazione sostitutiva ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, rispetto a quanto previsto dal periodo precedente. Agli effetti dell'applicazione della riduzione alla met della base imponibile, i comuni possono disciplinare le caratteristiche di fatiscenza sopravvenuta del fabbricato, non superabile con interventi di manutenzione..

In virt del principio di sostituzione illustrato al par. 2.1, per gli immobili inagibili per i quali siano rispettate tutte le prescrizioni di cui allart. 13, comma 3, lett. b), del citato d.l. n. 201 del 2011, dovuta solamente lIMU.
Infatti, anche se nel caso in esame lIMU dovuta in misura ridotta, in quanto la base imponibile pari al 50 per cento, limmobile non pu comunque essere considerato "esente da IMU e, quindi, opera leffetto di sostituzione dellIRPEF.

 

2.7 Beni posseduti da societ semplici

Per i redditi fondiari, relativi a beni non locati, posseduti da societ semplici, fattispecie comune nellambito delle attivit agricole, occorre considerare che:
- le societ semplici non sono soggetti passivi IRPEF;
- a differenza delle societ di persone commerciali, in cui il reddito da qualsiasi fonte provenga considerato reddito di impresa, nelle societ semplici il reddito mantiene la natura della categoria in cui lo stesso classificabile;
- per prassi dellAmministrazione finanziaria, i redditi di partecipazione in societ semplici imputati per trasparenza ai soci che non detengono la partecipazione in regime di impresa mantengono in capo a questi ultimi la medesima natura dei redditi da cui promanano.
Conseguentemente, si ritiene che leffetto di sostituzione debba essere applicato in capo ai soci persone fisiche che non detengono la partecipazione in regime di impresa, per la quota del reddito di partecipazione riferibile a redditi fondiari in relazione ai quali operi leffetto di sostituzione.
Per il profilo operativo, dal prospetto di ripartizione del reddito trasmesso dalla societ semplice ai soci persone fisiche deve risultare la quota del reddito di partecipazione del socio corrispondente al reddito dominicale dei terreni non affittati o al reddito dei fabbricati non locati per i quali opera leffetto di sostituzione. Nel caso la societ semplice sia partecipata anche da soci che operano in regime dimpresa, leffetto di sostituzione non si produce in capo a questi ultimi e la quota del reddito di partecipazione corrispondente al reddito dominicale dei terreni non affittati o al reddito dei fabbricati non locati concorre alla determinazione del reddito di detti soci.

 

3. ESONERO DELLA PRESENTAZIONE DELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Il principio secondo cui lIMU sostituisce, per la componente immobiliare, l'IRPEF e le addizionali dovute in relazione ai redditi fondiari relativi ai beni non locati, illustrato al par. 2.1 comporta effetti anche sul piano degli obblighi dichiarativi, integrando le ipotesi di esonero dallobbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi. Il contribuente che possiede solo redditi sostituiti dallIMU non tenuto alla presentazione della dichiarazione dei redditi, mentre se possiede anche altri redditi invitato a verificare nelle istruzioni ai modelli di dichiarazione 730 e UNICO PF se la propria particolare situazione rientra tra i casi di esonero.

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