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Circolare Agenzia Entrate n. 48 del 21.12.2012

 

Imposta di bollo Modifiche alla disciplina dellimposta di bollo applicabile agli estratti di conto corrente, ai rendiconti dei libretti di risparmio ed alle comunicazioni relative ai prodotti finanziari Articolo 13, commi 2-bis e 2-ter, della Tariffa, parte prima, allegata al DPR 26 ottobre 1972, n. 642

 


PREMESSA
1. MODIFICHE ALLIMPOSTA DI BOLLO APPLICABILE AGLI ESTRATTI CONTO E AI RENDICONTI DEI LIBRETTI DI RISPARMIO
1.1. Ambito di applicazione
1.2. Determinazione dellimposta
1.3. Esenzione per estratti e libretti intestati a persone fisiche con valore medio di giacenza non superiore a 5.000 euro
2. MODIFICHE ALLIMPOSTA DI BOLLO APPLICABILE ALLE COMUNICAZIONI INVIATE ALLA CLIENTELA RELATIVE A PRODOTTI FINANZIARI
2.1. Ambito di applicazione
2.1.1 Polizze emesse da imprese di assicurazioni estere operanti in Italia in regime di libert di prestazione di servizi
2.2. Determinazione dellimposta
2.3. Applicazione delle soglie minime e massime di imposta
2.4. Calcolo dellimposta di bollo per le polizze di assicurazioni, buoni postali fruttiferi e per i prodotti finanziari diversi da quelli dematerializzati per i quali non sussiste uno stabile rapporto con lintermediario
3. SOGGETTI TENUTI ALLAPPLICAZIONE DELLIMPOSTA
4. MODALIT DI VERSAMENTO DELLIMPOSTA

 

PREMESSA

Larticolo 19 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 (di seguito decreto), ha modificato, tra laltro, la disciplina dellimposta di bollo applicabile agli estratti di conto corrente, rendiconti dei libretti di risparmio ed alle comunicazioni inviate alla clientela relative a prodotti finanziari.
In particolare, con le disposizioni dettate dai commi da 1 a 3 dellarticolo 19 stato modificato larticolo 13, commi 2-bis e 2-ter, della Tariffa, parte prima, allegata al Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, e le relative note 3-bis e 3-ter.
Tali modifiche trovano applicazione a decorrere dal 1 gennaio 2012, secondo le modalit stabilite con decreto del Ministero dellEconomia e delle Finanze del 24 maggio 2012 (di seguito DM 24 maggio 2012), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, serie generale, n. 127 del 1 giugno 2012. Il medesimo articolo 19 ha disposto, inoltre, al comma 4, la riduzione della percentuale dellacconto dellimposta di bollo da versare nel 2012, per il 2013, relativa alle comunicazioni di cui al comma 2-ter dellarticolo 13.
Con il comma 24 dellarticolo 19, viene, infine, soppressa laddizionale allimposta di bollo prevista dallarticolo 11, comma 5, del decreto-legge 19 dicembre 1994, n. 691, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 febbraio 1995, n. 35. Per effetto di tale abrogazione, la misura dellimposta di bollo dovuta in relazione ai conti correnti, libretti di risparmio e prodotti finanziari risulta definita, diversamente rispetto al passato, unicamente nellambito delle previsioni recate dallarticolo 13 della Tariffa, parte prima, allegata al DPR n. 642 del 1972.
Il quadro normativo si completa, infine, con le modifiche apportate alla disciplina in commento dagli articoli 5 e 8 del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44.
Con larticolo 8, in particolare, stato riformulato larticolo 13, comma 2-ter, al fine, tra laltro, di ricondurre nellambito di applicazione delle disposizioni recate dallarticolo 13, comma 2-ter, anche i depositi bancari e postali.
Con tali ultime modifiche stato, inoltre, introdotto lobbligo, per le imprese di assicurazione, autorizzate al pagamento in modo virtuale, di corrispondere lacconto dellimposta di bollo.
Al fine di valutare la portata delle disposizioni introdotte con il decreto e con le successive modifiche ed integrazioni, appare utile ricordare che la materia dellimposta di bollo applicabile, in particolare, ai rapporti di deposito titoli era stata gi interessata da recenti modifiche normative, introdotte con il decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.
Tali disposizioni prevedevano lapplicazione dellimposta di bollo, determinata sulla base di un sistema di tassazione progressiva per scaglioni di valore dei titoli, sulle comunicazioni inviate alla clientela nellambito dei rapporti di deposito di titoli.
Tali misure, si rileva nella Relazione MEF Manovra Dicembre 2011, pubblicata sul sito del Ministero dellEconomia e delle Finanze avevano prodotto, tuttavia, effetti indesiderabili sul piano dellequit, determinati da un sistema di applicazione dellimposta fondato su un meccanismo di progressivit per classiapplicato ad una imposta di tipo reale.
Tale sistema poteva risultare penalizzante, in particolare, per i depositi di titoli il cui valore eccedeva, anche per importi minimi, i limiti degli scaglioni stabiliti. Il presupposto per lapplicazione dellimposta veniva, inoltre, individuato nella tenuta di rapporti di deposito di titoli intestati alla clientela, per i quali lintermediario finanziario era obbligato allinvio di una apposita comunicazione, in base alle norme sulla trasparenza bancaria (articolo 119 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (di seguito TUB).
Conseguentemente, i prodotti finanziari, detenuti attraverso diverse tipologie di rapporti, rimanevano esclusi da tassazione.
Tale limitazione dellambito oggettivo di applicazione del tributo, si rileva nella relazione MEF poteva facilmente indurre scelte finanziarie determinate dalla sola convenienza fiscale.
Con le nuove misure, entrate in vigore dal 1 gennaio 2012, si inteso, quindi, razionalizzare la disciplina dellimposta di bollo sulle comunicazioni relative ai prodotti finanziari.
Secondo le disposizioni previste dal decreto, tali comunicazioni sono, infatti, attualmente assoggettate a tassazione, in misura proporzionale, a prescindere dall'esistenza di un rapporto di deposito.
Le novit introdotte con il decreto hanno interessato, inoltre, anche limposta di bollo di cui al comma 2-bis dellarticolo 13, per effetto delle quali limposta risulta applicabile, oltre che agli estratti di conti corrente bancari e postali, anche ai rendiconti dei libretti di risparmio bancari e postali.
Le nuove norme non hanno, invece, modificato la misura dellimposta applicabile per i conti correnti e i libretti di risparmio intestati a persone fisiche che resta confermata nellimporto annuale di euro 34,20. In relazione a tali rapporti, viene, inoltre, introdotto un regime di esenzione qualora il valore medio di giacenza degli estratti dei conti correnti e dei rendiconti dei libretti di risparmio risulti complessivamente non superiore ad euro 5.000. Per i soggetti diversi dalle persone fisiche viene, invece, incrementata la misura del tributo che risulta attualmente fissata nellimporto annuo di euro 100.
Come precisato dallarticolo 4, comma 4, del DM 24 maggio 2012, limposta di bollo di cui allarticolo 13, commi 2-bis e 2-ter, sostitutiva dellimposta ordinaria dovuta, ai sensi dellarticolo 2, nota 2-bis e articoli 9, comma 1, lettera
a), 13, commi 1 e 2, e 14 della Tariffa, parte prima, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, per gli atti e documenti formati, emessi e ricevuti nellambito dei rapporti di conto corrente, libretti di risparmio ovvero relativi a prodotti finanziari intrattenuti tra lente gestore e la propria clientela.
Non sono, quindi, soggetti allimposta sostitutiva in commento, di cui allarticolo 13, commi 2-bis e 2-ter, della Tariffa gli estratti conto, i rendiconti e le comunicazioni che gli enti gestori inviano a soggetti diversi dai propri clienti. Per la nozione di cliente, come precisato dal DM 24 maggio 2012, articolo 1, lettera b), occorre fare riferimento alla definizione contenuta nel Provvedimento del Governatore della Banca dItalia del 9 febbraio 2011, pubblicato sulla G.U. n. 38 del 16 febbraio 2011. Si segnala, al riguardo, che successivamente allemanazione del DM 24 maggio 2012, stato pubblicato, in data 20 giugno 2012, un nuovo provvedimento dal Governatore della Banca dItalia che sostituisce il precedente del 9 febbraio 2011.
In applicazione di tali disposizioni, non rientrano nella definizione di cliente "i seguenti soggetti : banche, societ finanziarie, gli istituti di moneta elettronica (IMEL), imprese di assicurazioni, imprese di investimento, organismi di investimento collettivo del risparmio (fondi comuni di investimento e Sicav );

societ di gestione del risparmio (SGR); societ di gestione accentrata di strumenti finanziari; fondi pensione; Poste Italiane spa; Cassa depositi e prestiti e ogni altro soggetto che svolge attivit di intermediazione finanziaria; societ appartenenti al medesimo gruppo bancario dellintermediario; societ che controllano lintermediario, che sono da questo controllate ovvero che sono sottoposte a comune controllo.
Limposta sostitutiva di cui allarticolo 13, commi 2-bis e 2-ter, non trova applicazione, inoltre, con riferimento ai rapporti aperti per ordine dellautorit giudiziaria.
Il DM 24 maggio 2012 precisa, infatti, allarticolo 1, lettera b), che, ai fini in esame, non si considerano rapporti aperti con il cliente quelli aperti per ordine dellautorit giudiziaria.
In considerazione di tale previsione, limposta di bollo di cui allarticolo 13, commi 2-bis e 2-ter, non trova applicazione, a titolo esemplificativo, per i depositi giudiziari di cui al regio decreto 10 marzo 1910, n. 149 Approvazione del regolamento sul servizio dei depositi giudiziari) nonché per quelli intestati al Fondo unico giustizia di cui allarticolo 61, comma 23, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e allarticolo 2 del decreto-legge 16 settembre 2008, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008, n. 181.
Si rammenta che al Fondo unico giustizia confluiscono, tra laltro, i conti correnti, i conti di deposito, i libretti di deposito e ad ogni altra attivit finanziaria a contenuto patrimoniale o monetario oggetto di provvedimenti di sequestro, nellambito di procedimenti penali o per lapplicazione di misure di prevenzione di cui alla legge 31 maggio 1965, n. 575.
Se il rapporto intrattenuto per ordine dellautorit giudiziaria non trova, quindi, applicazione limposta sostitutiva di cui allarticolo 13, commi 2-bis e 2-ter, e, pertanto, in relazione agli atti e documenti formati, emessi e ricevuti nellambito dei predetti rapporti applicata limposta di bollo ordinaria.
Conseguentemente, per gli estratti conto e i rendiconti inviati a soggetti diversi dalla clientela, limposta di bollo deve essere applicata nella misura di euro 1,81 per ogni esemplare, ai sensi dellarticolo 13, comma 1, della Tariffa, parte prima, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642. Limposta di bollo sostitutiva di cui allarticolo 13, commi 2-bis e 2-ter, della Tariffa non , inoltre, applicabile qualora per gli estratti di conto corrente e i rendiconti possa trovare applicazione un regime di esenzione dallimposta di bollo. Si ricorda, ad esempio, che larticolo 27-bis della Tabella allegata al DPR n. 642 del 1972 stabilisce un trattamento di esenzione per gli "Atti, documenti, istanze, contratti () estratti posti in essere o richiesti dalle ONLUS e dalle federazioni sportive ed enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI. In considerazione di tale previsione, pertanto, gli estratti di conto corrente, i rendiconti dei libretti di risparmio e le comunicazioni relative a prodotti finanziari detenuti da tali soggetti sono esenti, in modo assoluto, dallimposta di bollo.
Con la presente circolare, allo scopo di eliminare dubbi interpretativi sorti a seguito della introduzione delle nuove misure, si forniscono di seguito chiarimenti per la corretta applicazione dellimposta di bollo sugli estratti di conto corrente, sui rendiconti dei libretti di risparmio e sulle comunicazioni relative ai prodotti finanziari, di cui allarticolo 13, commi 2-bis e 2-ter, della Tariffa, parte prima, allegata al DPR n. 642 del 1972.

 

1. MODIFICHE ALLIMPOSTA DI BOLLO APPLICABILE AGLI ESTRATTI CONTO E AI RENDICONTI DEI LIBRETTI DI RISPARMIO

1.1. Ambito di applicazione Lart. 19, comma 1, del decreto prevede che, a decorrere dal 1 gennaio 2012, allarticolo 13 della Tariffa, parte prima, allegata al DPR n. 642 del 1972, il comma 2-bis sostituito dal seguente:
"Estratti conto, inviati dalle banche ai clienti ai sensi dellarticolo 119 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, nonché estratti di conto corrente postale e rendiconti dei libretti di risparmio anche postali: per ogni esemplare con periodicit annuale:

a) se il cliente persona fisica euro 34,20

b) se il cliente diverso da persona fisica euro 100

Il comma 2-bis dellarticolo 13 individua, dunque, la misura dellimposta di bollo che deve essere corrisposta dalle banche e da Poste italiane spa a seguito della instaurazione e tenuta da parte di clienti di rapporti di conto corrente e di libretti di risparmio.
La misura dellimposta risulta differenziata in considerazione della natura giuridica, persona fisica ovvero soggetto diverso, del cliente intestatario del conto corrente o del libretto di risparmio.
Per effetto delle modifiche introdotte con il decreto, sono soggetti allimposta di bollo anche i rendiconti dei libretti di risparmio bancari e postali. Come chiarito, limposta sostitutiva in commento, disciplinata dallarticolo 13, comma 2-bis, della Tariffa non trova, invece, applicazione per gli estratti conto e i rendiconti che le banche e Poste italiane inviano a soggetti diversi dai propri clienti, compresi i conti aperti su provvedimento dellautorit giudiziaria. In tal caso, agli estratti di conto corrente e ai rendiconti di risparmio torna applicabile limposta di bollo ordinaria di euro 1,81, di cui allarticolo 13, comma 2, qualora limporto superi euro 77,47.
Sono esenti in modo assoluto dallimposta di bollo e, pertanto, non deve essere applicata limposta di bollo di cui allarticolo 13, comma 2-bis, della Tariffa n limposta ordinaria dovuta, ai sensi dellarticolo 2, nota 2-bis e articoli 9, comma 1, lettera a), 13, commi 1 e 2, e 14 della Tariffa, i cd. conti di base di cui allarticolo 12, comma 6, del decreto, recante disposizioni in materia di riduzione del limite per la tracciabilit dei pagamenti a 1.000 euro e contrasto alluso del contante. Si tratta di uno strumento introdotto dal legislatore nel quadro delle iniziative assunte in tema di lotta al contante e di promozione di strumenti di pagamento pi efficienti.
Per la definizione del conto di base, larticolo 12, comma 3, del decreto demanda ad apposita convenzione tra il Ministero delleconomia e delle Finanze, la Banca dItalia, lABI, Poste Italiane spa e le associazioni dei prestatori di servizi di pagamento.
Tale convenzione stata stipulata in data 28 marzo 2012. Nellambito della convenzione stato stabilito, in particolare, che il conto corrente di basequalora si rivolga a fasce socialmente svantaggiate di clientela, deve essere offerto dallintermediario senza spese; in tal caso, ai sensi del comma 6 dellarticolo 12, il rapporto di conto corrente esente in modo assoluto dallimposta di bollo.
La medesima convenzione chiarisce, allarticolo 6, comma 1, che appartengono alle fasce socialmente svantaggiate, i consumatori il cui ISEE in corso di validit inferiore a euro 7.500. Tale conto, ai sensi del successivo comma 3, pu essere cointestato solo ai componenti del nucleo familiare sulla cui base calcolato lISEE.
I titolari del conto di base, esente da spese, presentano al prestatore di servizi di pagamento, entro il 1 marzo di ogni anno, unautocertificazione attestante il proprio ISEE in corso di validit.
In caso di mancata attestazione entro il termine predetto, ovvero nel caso in cui lISEE del consumatore supera i 7.500 euro, il prestatore di servizi di pagamento provvede ad addebitare le spese di tenuta del conto e, ove applicabile, limposta di bollo, a decorrere dal 1 gennaio dellanno in corso, fatta salva lapplicazione dellarticolo 6, comma 5, della medesima convenzione.
Tale disposizione precisa che in caso di mancata attestazione, entro il 1 marzo, ovvero nel caso in cui lISEE del consumatore supera i 7.500 euro, il prestatore di servizi di pagamento ne d comunicazione al titolare, che pu recedere entro due mesi senza essere tenuto a corrispondere le spese e limposta di bollo.

 

1.2. Determinazione dellimposta

Come chiarito, la misura dellimposta applicabile agli estratti di conto corrente e libretti di risparmio risulta differenziata in considerazione del soggetto titolare del rapporto.
In particolare, limposta stabilita in misura pari a
- euro 34,20, per le persone fisiche;
- euro 100, per i soggetti diversi dalle persone fisiche.
Si precisa che ai fini dellapplicazione della misura prevista per le persone fisiche ovvero dei soggetti diversi occorre considerare lintestazione del rapporto. A seguito delle modifiche introdotte con il decreto, come detto, la misura
dellimposta risulta definita nellambito delle previsioni del comma 2-bisdellarticolo 13.
Sono state, infatti, soppresse laddizionale prevista nella misura del 50 per cento, dal comma 5 dellarticolo 11 del decreto-legge 19 dicembre 1994, n. 691, convertito dalla legge 16 febbraio 1995, n. 35, e la maggiorazione dellimposta prevista per i soggetti diversi dalle persone fisiche dalla previgente nota 3-bis allarticolo 13.
La nota 3-bis allarticolo 13 della Tariffa, chiarisce, inoltre, che "Lestratto conto o il rendiconto si considerano in ogni caso inviati almeno una volta nel corso dellanno anche quando non sussiste un obbligo di invio o redazione. Se gli estratti conto sono inviati periodicamente nel corso dellanno, limposta di bollo dovuta rapportata al periodo rendicontato.
Per il calcolo dellimposta, come precisato con il DM 24 maggio 2012, occorre fare riferimento allanno civile.
Limposta relativa agli estratti di conto corrente e alle rendicontazioni di periodi inferiori allanno deve, quindi, essere determinata in considerazione dei giorni rendicontati.
Il rapporto dellimposta annua al periodo rendicontato deve essere effettuato anche per gli estratti e le rendicontazioni emesse in sede di chiusura dei rapporti e per i rapporti aperti nel corso dellanno.
Si precisa, al riguardo, che qualora, per effetto della commisurazione dellimposta a giorni, limporto applicabile sul documento sia inferiore ad un euro il tributo applicabile sar, comunque, pari a tale importo (1 euro).
Larticolo 3, comma 3, del DPR n. 642 del 1972 stabilisce, infatti, che "In ogni caso l'imposta dovuta nella misura minima di euro 1, ad eccezione delle cambiali e dei vaglia cambiari di cui, rispettivamente, all'articolo 6, numero 1, lettere a) e b), e numero 2, della tariffa - Allegato A - annessa al

presente decreto, per i quali l'imposta minima e' stabilita in euro 0,50.

Tenuto conto che i sistemi informativi utilizzati dalle banche e da Poste italiane prevedevano, sulla base della previgente disciplina, lapplicazione di importi fissi di imposta in considerazione della periodicit mensile, trimestrale o semestrale
dellestratto conto, i soggetti tenuti allapplicazione dellimposta possono facoltativamente continuare a riferirsi per il calcolo dellimposta ai predetti periodi mensili, trimestrali o semestrali, come definiti dalla previgente disciplina
e dallarticolo 119 del TUB.
Resta fermo che in caso di estratti conto e rendiconti di periodi inferiori a quelli mensili, trimestrali e semestrali, come, ad esempio, in caso di apertura o cessazione del rapporto in corso danno, limposta deve essere determinata in
considerazione degli effettivi giorni rendicontati.
Si precisa, inoltre, che in caso di pi rapporti di conto corrente o libretti di risparmio intestati al medesimo soggetto, limposta deve essere applicata con riferimento a ciascun rapporto.
Larticolo 2, comma 2, del DM 24 maggio 2012, al riguardo, ha, infatti, chiarito che "In caso di pi rapporti di conto corrente ovvero di libretti identicamente intestati, limposta di cui al comma 1 dovuta con riferimento a ciascun rapporto ovvero libretto.


 

Esempio n. 1

Contribuente, persona fisica che intrattiene con la medesima banca un rapporto di conto corrente e un libretto di risparmio, con valore medio di giacenza al 30 giugno e al 31 dicembre, pari ad euro 5.600 euro, per ogni rapporto.
Ipotizzando che lestratto del conto corrente venga inviato con periodicit semestrale e che il libretto di risparmio venga rendicontato annualmente, limposta applicabile nellanno la seguente:

Valore Medio
di giacenza
Imposta al 30 giugno
Imposta al 31 dicembre
Conto corrente € 5.600 € 17,10 € 17,10
Libretto di risparmio € 5.600 - € 34,20

Esempio n. 2
Contribuente, persona fisica, che intrattiene con il medesimo intermediario due rapporti di conto corrente, con valore medio di giacenza, pari ad euro 5.600 per ogni conto. Ipotizzando che la rendicontazione avvenga con periodicit trimestrale, per il conto A, e semestrale, per il conto B, limposta applicabile nel corso dellanno la seguente:


Valore medio
di giacenza
Imposta al
31 marzo
Imposta al
30 giugno
Imposta al
30 settembre
Imposta al
31 dicembre
Conto A € 5.600 € 8,55 € 8,55 € 8,55 € 8,55
Conto B € 5.600 - € 17,10 - € 17,10


Esempio 3
Contribuente, persona fisica, che intrattiene con il medesimo intermediario, nel 2013, due rapporti di conto corrente; il primo di durata annuale con valore medio di giacenza per lintero anno pari ad euro 10.000 (conto A) ed il secondo aperto il 20 novembre con un valore medio di giacenza pari ad euro 25.000 (Conto B).
Ipotizzando che la rendicontazione sia stabilita contrattualmente per entrambi con periodicit trimestrale, limposta applicabile nel corso dellanno la seguente:
Valore Medio
di giacenza
Imposta al
31 marzo
Imposta al
30 giugno
Imposta al
30 settembre
Imposta al
31 dicembre
Conto A dal 1 gennaio
€ 10.000
€ 8,55 € 8,55 € 8,55 € 8,55
Conto B dal 20 novembre
€ 25.000
- - -
(34,20 x 42)
365
= € 3,93


Per i libretti di risparmio al portatore, come chiarito con larticolo 2, comma 2, del DM 24 maggio 2012, la misura dellimposta deve essere determinata in considerazione del soggetto che ne ha richiesto lemissione.
Si precisa, al riguardo, che qualora, successivamente allemissione, venga censito dallintermediario quale portatore del libretto, un soggetto diverso da quello che ne ha richiesto lemissione, la misura dellimposta deve essere determinata in considerazione del soggetto che risulta portatore del libretto.
Limposta deve essere corrisposta anche per i rapporti intrattenuti per il tramite di societ fiduciarie. In tal caso, la misura dellimposta applicabile deve essere determinata in considerazione del fiduciante; limposta deve essere, quindi applicata in misura pari ad euro 34,20 se il fiduciante persona fisica o ad euro 100, se soggetto diverso.
Alcune considerazioni in ordine alla misura dellimposta applicabile devono essere svolte, inoltre, con riferimento ai libretti di risparmio postale emessi in data antecedente al 1 gennaio 2004 che non sono stati oggetto di operazioni o movimentazioni da parte del titolare.
Tali libretti di risparmio non sono stati inseriti, al momento dellemissione, nel sistema informativo; inoltre, anche il loro successivo inserimento nel sistema informativo stato effettuato prescindendo dallindicazione del soggetto titolare del libretto.
In assenza dellindividuazione del soggetto intestatario del libretto, sorgono alcune difficolt in ordine alla individuazione della misura dellimposta di bollo applicabile.
Tali difficolt applicative non interessano i libretti di risparmio postale che sono movimentati dagli intestatari in quanto, per effetto del compimento di tali operazioni, il soggetto intestatario risulta comunque individuato. Alcune difficolt applicative emergono, in modo particolare, con i libretti di risparmio postale cd. dormienti.
Il DPR 22 giugno 2007, n. 116 definisce quali rapporti dormienti quei rapporti contrattuali in relazione ai quali non sia stata effettuata alcuna operazione o movimentazione ad iniziativa del titolare del rapporto o di terzi da questo delegati, per il periodo di tempo di 10 anni decorrenti dalla data di libera disponibilit delle somme e degli strumenti finanziari.
Tra le attivit finanziarie interessate da tale particolare normativa rilevano anche i libretti di risparmio postale se di giacenza superiore ad euro 100.
L'articolo 3 del DPR 22 giugno 2007, n. 116 citato prevede, altres, che l'intermediario, trascorso il periodo decennale sopra detto provvede ad avvisare lintestatario del rapporto che, decorso un periodo di tempo, pari a 180 giorni, stabilito dallarticolo 3, comma 1, lo stesso verr estinto e le somme e i valori relativi ad essi, devoluti ad un Fondo di Garanzia istituito per indennizzare i risparmiatori rimasti vittime di frodi finanziarie.
Tenuto conto che per i libretti di risparmio postale nominativi emessi prima del 2004, non possibile risalire dalle banche dati al soggetto che risulta intestatario del libretto, ai fini della comunicazione ai titolari dellavverarsi della situazione di dormienza dei rapporti, adottata la medesima procedura prevista per i titoli al portatore, ovvero lesposizione degli elenchi negli uffici postali, nel sito web Poste italiane e Cassa Depositi e Prestiti, previo inserimento di apposito avviso nella Gazzetta Ufficiale.
Esperita tale procedura, il rapporto non si estingue se il titolare, o il terzo da questo delegato, entro il termine di 180 giorni, effettua un'operazione o una movimentazione del rapporto.
In considerazione delle peculiarit rappresentate con riferimento ai libretti di risparmio nominativi emessi prima del 2004, ovvero della impossibilit di determinare, in assenza di movimentazione, chi sia leffettivo intestatario del libretto, si ritiene che per tali libretti di risparmio postale, per i quali non risulta, quindi noto chi sia leffettivo intestatario del rapporto, limposta di bollo deve essere applicata in via presuntiva nella misura e secondo le modalit previste per i soggetti persone fisiche.
Limposta di bollo deve essere, quindi, applicata annualmente nella misura di euro 34,20 annua, se la giacenza media del libretto risulti superiore ad euro 5.000.
Si precisa, tuttavia, che Poste Italiane, qualora venga a conoscenza di chi sia il soggetto titolare del rapporto, sia perché nellambito della procedura di devoluzione del rapporto al Fondo di Garanzia il titolare si presenti per impartire
disposizioni, sia nel caso pi generale in cui comunque, anche prima del decorso del decennio, il titolare si presenti per effettuare operazioni e movimentare il libretto, provveder a riliquidare limposta di bollo annualmente applicata in considerazione del soggetto che stato censito quale effettivo intestatario del rapporto.
Tale modalit di determinazione dellimposta deve essere utilizzata anche per i libretti di risparmio postale emessi prima del 1 gennaio 2004 e non movimentati, con saldo pari o inferiore ad euro 100, ancorché tali rapporti non siano interessati dalla procedura di devoluzione al Fondo di Garanzia.
Pertanto, in relazione a tali libretti, limposta annua non deve essere applicata in quanto tale rapporto si presume intestato ad un soggetto persona fisica.
Qualora venga appurato successivamente, a seguito di operazioni e movimentazioni del libretto, chi sia leffettivo titolare, dovr essere riliquidata limposta effettivamente dovuta in relazione a tale rapporto.
Si precisa, infine, con riferimento ai rapporti di conto corrente e libretti di risparmio intestati a soggetti diversi dalle persone fisiche che limposta deve essere comunque applicata, fino allestinzione del rapporto intrattenuto, nella misura prevista anche nel caso in cui il saldo del conto corrente o del libretto sia di importo inferiore allimposta dovuta.

 

1.3. Esenzione per estratti e libretti intestati a persone fisiche con valore medio di giacenza non superiore a 5.000 euro

Larticolo 19 del decreto ha, inoltre, previsto, tramite una modifica alla nota 3-bis allarticolo 13 della Tariffa, una esenzione dallimposta di bollo a favore dei clienti persone fisiche che trova applicazione quando il valore medio di giacenza risultante dagli estratti e dai libretti complessivamente non superiore a euro 5.000.
Coerentemente con il disposto normativo, larticolo 2, comma 4, del DM 24 maggio 2012 prevede che "Se il cliente persona fisica, limposta non dovuta per gli estratti conto e i rendiconti il cui valore medio di giacenza non supera euro 5.000. A tal fine, sono unitariamente considerati tutti i rapporti di conto corrente e i libretti di risparmio identicamente intestati, intrattenuti con la medesima banca, con Poste Italiane spa o emessi da Cassa depositi e prestiti.

In caso di applicazione della esenzione in commento, resta fermo leffetto sostitutivo previsto dalla nota 3-ter allarticolo 13.
Larticolo 4, comma 4 del DM 24 maggio 2012 precisa, infatti, che leffetto sostitutivo opera anche in caso di giacenza media pari o inferiore a complessivi euro 5.000 per gli estratti dei conti correnti e i rendiconti dei libretti di risparmio.
Ai fini dellapplicazione dellesenzione, occorre valutare, al termine del periodo rendicontato, la giacenza complessiva dei conti correnti e dei libretti intestati al medesimo soggetto, persona fisica.
A tal fine, devono essere considerati unitariamente tutti i rapporti detenuti dal cliente rispettivamente:
- con la medesima banca;
- con Poste Italiane;
- con Cassa Depositi e Prestiti.
Si precisa che per giacenza media deve intendersi la media dei saldi contabili giornalieri di ciascun rapporto nel periodo oggetto di rendicontazione.

 

Esempio n. 4

Contribuente, persona fisica, che intrattiene un unico rapporto di conto corrente con valore medio di giacenza pari a 4.000 euro nel primo, secondo e terzo trimestre e pari a 60.000 euro nel quarto trimestre.
Ipotizzando che la rendicontazione avvenga con periodicit trimestrale, limposta applicabile nellanno la seguente:


1 trimestre 2 trimestre 3 trimestre 4 trimestre
Giacenza media € 4.000 € 4.000 € 4.000 € 60.000
Imposta di bollo - - - € 8,55

Per lapplicazione dellesenzione, occorre valutare la posizione complessiva del cliente.
Al riguardo, appare utile precisare con riferimento ai rapporti intrattenuti per il tramite di societ fiduciarie che nel caso in cui il fiduciante, persona fisica, intrattenga presso il medesimo intermediario un rapporto per il tramite della societ fiduciaria e un rapporto in nome proprio, tali rapporti non devono essere cumulati tra loro ai fini della verifica del limite di esenzione.
Diversamente, nel caso in cui il fiduciante intrattenga presso il medesimo intermediario, ad esempio, pi rapporti di conto corrente per il tramite di una societ fiduciaria, tali rapporti devono essere considerati unitariamente al fine di stabilire la spettanza dellesenzione.
La verifica della giacenza complessiva del cliente deve essere effettuata in occasione di ogni estratto o rendiconto e deve essere riferita al periodo rendicontato; qualora, a seguito di tale verifica emerga che la giacenza complessiva dei conti e dei libretti intestati al medesimo soggetto sia superiore a 5.000 euro, limposta trova applicazione con riferimento a tutti i rapporti intrattenuti dal cliente.
Per la valutazione della posizione complessiva del cliente, devono essere ricompresi anche i libretti di risparmio al portatore. In tal caso, ai fini del cumulo, occorre porre rilievo al soggetto che viene censito al momento dellemissione del libretto ovvero al soggetto successivamente censito dallintermediario quale portatore del libretto.
Non devono essere, invece, considerati ai fini della valutazione complessiva della posizione del cliente i cd. conti di base esenti dallimposta di bollo, ai sensi dallarticolo 12, comma 6, del decreto.
In presenza di pi rapporti di conto corrente o libretti di risparmio intrattenuti con la medesima banca, con Poste Italiane spa o con Cassa depositi e Prestiti, con medesima periodicit di rendicontazione, occorre cumulare i valori di giacenza media di ciascun rapporto; se tale valore superiore a 5.000 euro limposta deve essere applicata per ciascuna rendicontazione.
Se i rapporti intrattenuti con il medesimo intermediario hanno, invece, diversa periodicit di rendicontazione, al fine di verificare se possa trovare applicazione lesenzione disposta dal legislatore, occorre valutare, al momento in cui si procede alla rendicontazione di uno dei rapporti, la giacenza media complessiva degli altri rapporti detenuti, determinata in considerazione del medesimo periodo temporale, ancorché per gli altri rapporti non si proceda alla rendicontazione.
In sostanza, ai fini dellapplicazione dellesenzione, occorre sommare il valore di giacenza medio del rapporto per il quale si procede alla rendicontazione al valore medio di giacenza degli altri rapporti, determinato in considerazione del medesimo periodo temporale, ancorch per questi ultimi non si proceda alla rendicontazione.
Per i periodi di rendicontazione inferiori allanno, la misura dellimposta deve essere rapportata al periodo rendicontato.

 

Esempio n. 5

Contribuente, persona fisica, che intrattiene con il medesimo intermediario due rapporti di conto corrente; il primo, conto A, con valore medio di giacenza pari ad euro 53.000 nel primo trimestre e ad euro 1.000 nel resto dellanno; ed il secondo, conto B, con un valore medio di giacenza pari ad euro 2.000 per tutto lanno.
Ipotizzando che la rendicontazione avvenga con periodicit trimestrale per il conto B e con periodicit annuale per il conto A, limposta dovuta in relazione ai due conti la seguente:

1 trimestre 2 trimestre 3 trimestre 4 trimestre
Giacenza conto A € 53.000 € 1.000 € 1.000 € 1.000
Giacenza conto B € 2.000 € 2.000 € 2.000 € 2.000
Imposta di bollo conto A -annuale - - - € 34,20
Imposta di bollo conto B -trimestrale € 8,55 - - € 34,20
Imposta di bollo totale da applicare € 8,55 - - € 34,20

Larticolo 2, comma 6, del DM 24 maggio 2012 precisa, inoltre, che limposta di bollo non dovuta con riferimento ai conti correnti intestati a persone fisiche qualora il valore della giacenza media risulti negativo. Per tali conti correnti resta comunque fermo leffetto sostitutivo previsto dalla nota 3-ter allarticolo 13.
Tali conti correnti intestati a persone fisiche, inoltre, non concorrono a formare il valore medio di giacenza ai fini dellesenzione di euro 5.000. A tal fine, occorre valutare la giacenza media del periodo rendicontato. Se tale valore negativo, il conto corrente non deve essere assoggettato allimposta e non concorre alla determinazione della giacenza media complessiva.

 

Esempio n. 6

Contribuente, persona fisica, che intrattiene con il medesimo intermediario due rapporti di conto corrente; il primo con valore medio di giacenza per lintero anno pari ad euro - 3000 (conto A) ed il secondo con un valore medio di giacenza pari ad euro 6.000 (conto B).
Ipotizzando che la rendicontazione avvenga per entrambi con periodicit annuale, limposta applicabile nellanno la seguente:


Imposta al 31 dicembre
Valore medio di giacenza del conto A
€ -3.000


Valore medio di giacenza del conto B
€ 6.000
€ 34,20


Valore medio di giacenza complessiva € 6.000

 

2. MODIFICHE ALLIMPOSTA DI BOLLO APPLICABILE ALLE COMUNICAZIONI INVIATE ALLA CLIENTELA RELATIVE A PRODOTTI FINANZIARI

2.1. Ambito di applicazione

Il comma 2-ter dellarticolo 13 della Tariffa, parte prima, allegata al DPR n. 642 del 1972, come sostituto dal decreto, prevede lapplicazione dellimposta proporzionale nella misura dell1 per mille annuo, per il 2012, e dell1,5 per mille annuo, negli anni successivi, per le "Comunicazioni periodiche alla clientela relative a prodotti finanziari, anche non soggetti ad obbligo di deposito, ivi compresi i depositi bancari e postali, anche se rappresentati da certificati. Limposta dovuta nella misura minima annua di euro 34,20 e, limitatamente al 2012, nella misura massima annua di euro 1.200.
La nota 3-ter del predetto allarticolo 13 precisa, inoltre, che ai fini dellapplicazione dellimposta "La comunicazione relativa a prodotti finanziari, ivi compresi i buoni postali fruttiferi, anche non soggetti allobbligo di deposito,

si considera in ogni caso inviata almeno una volta nel corso dellanno anche quando non sussiste un obbligo di invio o di redazione. Limposta dovuta, dunque, in relazione alle comunicazioni periodiche inviate alla clientela. Tali comunicazioni si presumono, in ogni caso inviate anche nel caso in cui lente gestore non sia tenuto in relazione ai prodotti finanziari detenuti dalla clientela alla redazione e allinvio di comunicazioni. In tal caso, limposta
deve essere applicata al 31 dicembre di ciascun anno e, comunque, al termine del rapporto intrattenuto con il cliente.
Per espressa previsione normativa, limposta di bollo in commento non trova applicazione "per le comunicazioni ricevute ed emesse dai fondi pensione e dai fondi sanitari.

Tale regime di esclusione dallimposta di bollo sostitutiva di cui allarticolo 13, comma 2-ter, trova applicazione sia con riferimento alle comunicazioni relative a prodotti finanziari ricevute ed emesse da fondi di previdenza complementare che per le comunicazioni relative a prodotti finanziari ricevute ed emesse da istituti, sia pubblici che privati, di previdenza obbligatoria.
I prodotti finanziari che rilevano, ai fini dellapplicazione dellimposta di bollo in commento, come chiarito dallarticolo 1, lettera c), del DM 24 maggio 2012, sono individuati dallarticolo 1 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (di seguito TUF), ivi compresi i depositi bancari e postali, anche se rappresentati da certificati.
In particolare, ai sensi dellarticolo 1, comma 1, lettera u), rientrano nellambito dei prodotti finanziari: "gli strumenti finanziari e ogni altra forma di investimento di natura finanziaria non costituiscono prodotti finanziari i depositi bancari o postali non rappresentati da certificati.
A titolo esemplificativo, sono, pertanto, assoggettate allimposta di bollo in commento le comunicazioni relative a valori mobiliari, a quote di organismi di investimento collettivo del risparmio, a strumenti finanziari derivati, ecc. Rilevano, ai fini dellapplicazione dellimposta di bollo, di cui allarticolo 13, comma 2-ter della Tariffa anche i prodotti finanziari detenuti allestero che siano oggetto di un contratto di amministrazione con una societ fiduciaria residente o che siano custodite, amministrate o gestite da intermediari residenti. In relazione a tali prodotti, non trova dunque applicazione limposta sulle attivit finanziarie detenute allestero in quanto tali attivit non si considerano detenute allestero.
Per le polizze assicurative stipulate da soggetti residenti in Italia ed emesse da imprese di assicurazione estere operanti in Italia in regime di libert di prestazione di servizi si rinvia ai chiarimenti forniti al successivo paragrafo 2.1.1. Con riferimento ai prodotti assicurativi, si precisa che rilevano, ai fini dellapplicazione dellimposta, i contratti individuati dallarticolo 1, comma 1, lettera w-bis), del TUF.
Si tratta delle polizze unit e index linked e delle operazioni di capitalizzazione di cui ai rami vita III e V dellarticolo 2, comma 1, del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, con esclusione delle "forme pensionistiche individuali di cui all'articolo 13, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252.
In relazione a tali prodotti, precisa, larticolo 3, comma 7, del DM 24 maggio 2012, limposta di bollo deve essere applicata al momento del rimborso o del riscatto della polizza.
Per quanto concerne le gestioni patrimoniali, che in base a quanto previsto dallarticolo 1, comma 5, del TUF, costituiscono servizi ed attivit di investimento quando hanno per oggetto strumenti finanziari, rileva, ai fini dellapplicazione dellimposta di bollo di cui allarticolo 13 comma 2-ter, lintero valore della gestione patrimoniale, comprese le eventuali risorse monetarie.
Per effetto delle modifiche introdotte con larticolo 13, comma 8, del decretolegge n. 16 del 2012 vengono, inoltre, esplicitamente ricondotti nellambito di applicazione dellarticolo 13, comma 2-ter, "i depositi bancari e postali, anche se rappresentati da certificati.
Limposta trova, inoltre, applicazione, per esplicita previsione normativa, per i buoni fruttiferi postali se il loro valore supera complessivamente euro 5.000.
La nota 3-ter dellarticolo 13 chiarisce, infatti, che sono esentati dallimposta i buoni postali fruttiferi di valore di rimborso complessivamente non superiore ad euro 5.000.
Si precisa che, ai fini della verifica del limite di esenzione, deve assumersi il valore effettivo di rimborso, al netto quindi degli oneri fiscali, riconosciuto al cliente alla scadenza del titolo.
Larticolo 3, comma 5, del DM 24 maggio 2012 precisa, inoltre, che "Ai fini dellesenzione da imposta per valori e buoni postali fruttiferi non superiori ad euro 5000 sono unitariamente considerati tutti i buoni di cui il cliente risulti intestatario presso Poste italiane S. p. a., esclusi i buoni postali fruttiferi emessi in forma cartacea prima del 1 gennaio 2009. Il valore dei buoni postali fruttiferi emessi in forma cartacea prima del 1 gennaio
2009 non deve essere considerato, dunque, ai fini della verifica del limite complessivo dei 5.000 euro, previsto per lapplicazione dellesenzione. Per tali buoni, anche se il valore complessivo inferiore a 5.000 euro, limposta
di bollo comunque dovuta al momento del rimborso e deve essere calcolata, per ciascun anno, applicando al valore nominale del singolo buono, laliquota proporzionale dell1 per mille per il 2012 e dell1,5 per mille, a decorrere dal
2013. Limposta da applicare al momento del rimborso non pu comunque essere inferiore allimporto di euro 1,81 e, non trova, pertanto, applicazione la misura minima di euro 34,20.

 

Esempio n. 7

Contribuente che possiede buoni postali cartacei emessi il 1 gennaio 2008 di durata settennale e valore nominale pari ad euro 2.000. Limposta da calcolare per ciascun anno e da applicare al momento del rimborso la seguente:


31 dicembre 2012 31 dicembre 2013 31 dicembre 2014
Valore nominale dei buoni postali
cartacei
€ 2.000 € 2.000 € 2.000
Imposta proporzionale
2000*1 /1000 = € 2
2000*1,5 /1000= € 3
2000*1,5 /1000= € 3
Imposta da applicare a scadenza

2 + 3 + 3 = € 8

 

Esempio n. 8

Contribuente che possiede buoni postali cartacei emessi il 1 gennaio 2008 di durata quinquennale e valore nominale pari ad euro 500. Limposta da calcolare e da applicare al momento del rimborso la seguente:

31 dicembre 2012
Valore dei buoni postali cartacei € 500
Calcolo dellimposta proporzionale
500*1 /1000 = 0,50
Imposta da applicare a scadenza € 1,81


 

2.1.1 Polizze emesse da imprese di assicurazioni estere operanti in Italia in regime di libert di prestazione di servizi

Larticolo 3, comma 7, del DM 24 maggio 2012, precisa che limposta di bollo di cui allarticolo 13, comma 2-ter, calcolata per ciascun anno, pu essere applicata, allatto del rimborso o del riscatto, anche per le comunicazioni relative a polizze emesse da imprese di assicurazioni estere operanti in Italia in regime di libert di prestazione di servizi e stipulate da soggetti residenti nello Stato, ove dette imprese richiedano l'autorizzazione per il pagamento dellimposta di bollo in modo virtuale e sempreché esercitino o abbiano esercitato la facolt prevista dallarticolo 26-ter, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.
In tal caso, l'impresa estera assolve direttamente l'imposta di bollo in Italia ovvero tramite un rappresentante fiscale che risponde in solido con essa per il versamento dell'imposta. Per tali polizze trova, quindi, applicazione, a decorrere dal 2012, analogamente a quanto previsto per le polizze assicurative emesse da imprese residenti in Italia, limposta di bollo di cui al citato articolo 13, comma 2-ter, della tariffa. Nel caso in cui le imprese di assicurazione estere operanti in Italia in regime di libert di prestazione di servizi non esercitino lopzione di cui al citato articolo 26-ter o non richiedano lautorizzazione al pagamento dellimposta di bollo in modo virtuale, se le polizze sono oggetto di un contratto di amministrazione con una societ fiduciaria residente o sono custodite, amministrate o gestite da intermediari residenti, comunque dovuta, a decorrere dal 2012, limposta di bollo di cui al citato articolo 13, comma 2-ter, del DPR n. 642 del 1972. In tal caso, limposta deve essere corrisposta dalla societ fiduciaria o dallintermediario residente.
Nel caso in cui il rapporto con la fiduciaria o con lintermediario residente venga interrotto, come chiarito con la circolare 2 luglio 2012, n. 28, tali soggetti devono applicare sulla polizza limposta di bollo calcolata per ciascun anno ed accantonata fino a tale data. Va da sé che, una volta interrotto il rapporto di intermediazione, la polizza si considera detenuta allestero e deve essere corrisposta limposta sulle attivit finanziarie detenute allestero.
Nel caso in cui, sulla base di quanto sopra chiarito, i presupposti per lapplicazione dellimposta di bollo risultino realizzati sia in capo alla societ di assicurazione estera sia in capo alla societ fiduciaria o ad altro intermediario residente, limposta di bollo deve essere applicata dalla societ di assicurazione estera.
Per il periodo in cui trova applicazione limposta di bollo, non deve essere corrisposta limposta sulle attivit finanziarie detenute allestero, di cui allarticolo 19, comma 18, del decreto.

 

2.2. Determinazione dellimposta

Per le comunicazioni relative a prodotti finanziari, limposta dovuta nella misura:
- dell1 per mille annuo, nel 2012;
- dell1,5 per mille annuo, a decorrere dal 2013.
Tali aliquote di imposta si applicano sul valore di mercato dei prodotti finanziari o, in mancanza, sul valore nominale o di rimborso, come risultante dalla comunicazione inviata alla clientela.
In assenza di rendicontazioni, limposta deve essere applicata al 31 dicembre di ciascun anno e, comunque, al momento dellestinzione del rapporto.
Si precisa che limposta trova applicazione anche per i prodotti che non presentino un valore di mercato, nominale o di rimborso. In tal caso, occorre fare riferimento al valore di acquisto dei prodotti finanziari.
Larticolo 3 del DM 24 maggio 2012 stabilisce, infatti, che "In mancanza dei predetti valori si assume il costo di acquisto come desumibile dalle evidenze dellintermediario.
Ai fini del calcolo dellimposta, precisa, inoltre, il DM 24 maggio 2012, deve essere assunto il valore dei prodotti finanziari rilevato dagli intermediari, in applicazione di disposizioni di legge, al termine del periodo rendicontato.
Per i contratti derivati, si precisa che eventuali valori negativi non assumono rilevanza ai fini del calcolo dellimposta da applicare. Per le polizze di assicurazioni, si assume il valore di riscatto o rimborso della polizza.
In assenza di rendicontazione e, comunque, per i buoni postali fruttiferi, come chiarito dallarticolo 3, comma 3, del DM 24 maggio 2012, limposta determinata sulla base del valore dei prodotti finanziari rilevato al 31 dicembre di
ogni anno. In considerazione di tale previsione, si precisa, dunque, che limposta relativa ai buoni postali fruttiferi deve essere determinata con riferimento allammontare dei buoni in essere al 31 dicembre di ogni anno. Ne deriva che per i buoni che scadono, ad esempio, nel corso del 2012, non deve essere applicata alcuna imposta mentre per i buoni posseduti al 31 dicembre 2012 e acquistati nel corso dello stesso anno limposta dovuta in misura piena.
Il DM 24 maggio 2012, allarticolo 3, precisa, inoltre, che "Il periodo di riferimento per il calcolo dellimposta dovuta lanno civile. Se le comunicazioni sono inviate periodicamente nel corso dellanno ovvero in caso di

estinzione o di apertura dei rapporti in corso danno limposta rapportata al periodo rendicontato.
In sostanza, limposta deve essere determinata applicando al valore dei prodotti finanziari, come risultante dalle rendicontazioni inviate dallente gestore, ovvero al 31 dicembre di ciascun anno in assenza di rendicontazione o alla data di cessazioni del rapporto, le aliquote previste nella misura dell1 per mille per il 2012 o dell1,5 a decorrere del 2013.
In presenza di rendicontazioni periodiche ovvero di rapporti che iniziano o terminano nel corso dellanno, limposta proporzionale cos determinata deve essere rapportata ai giorni del periodo rendicontato. Limposta proporzionale deve essere arrotondata ad euro 0,10 per difetto o per eccesso a seconda che sia di importo superiore o inferiore ad euro 0,05. Larticolo 3 del DPR n. 641 del 1972 stabilisce, infatti, al secondo comma che "Le frazioni degli importi dell'imposta di bollo dovuta in misura proporzionale sono arrotondate ad euro 0,10 per difetto o per eccesso a seconda che si tratti rispettivamente di frazioni fino ad euro 0,05 o superiori ad euro 0,05.
Occorre, inoltre, rilevare che qualora il tributo dovuto sulla singola rendicontazione sia di importo inferiore a 1 euro, limposta da applicare deve essere comunque pari a tale importo.
Come gi si avuto modo di chiarire con riferimento allimposta dovuta sui conti correnti e sui libretti di risparmio, infatti, larticolo 3, comma 3, del DPR n. 642 del 1972 stabilisce che "In ogni caso l'imposta dovuta nella misura minima di euro 1, ad eccezione delle cambiali e dei vaglia cambiari di cui, rispettivamente, all'articolo 6, numero 1, lettere a) e b), e numero 2, della tariffa - Allegato A - annessa al presente decreto, per i quali l'imposta minima e' stabilita in euro 0,50.


 

Esempio n. 9

Contribuente che intrattiene nel 2012 con il medesimo intermediario due rapporti di deposito titoli; il primo con valore rilevato al termine del periodo rendicontato pari ad euro 40.000 (deposito 1) ed il secondo con valore pari ad euro 50.000 (deposito 2).
Ipotizzando che la rendicontazione avvenga con periodicit trimestrale per il deposito 1 e con periodicit annuale per il deposito 2, limposta applicabile nellanno la seguente:


Valore del deposito al
termine del periodo
rendicontato
Imposta
proporzionale al
31 marzo 2012
Imposta
proporzionale al
30 giugno 2012
Imposta
proporzionale al
30 settembre 2012
Imposta
proporzionale al
31 dicembre 2012
Dep. 1
€ 40.000
40.000*1 /1000 *91

366
= (9,95) 9,90

40.000*1 /1000 *91

366
= (9,95) 9,90

40.000*1 /1000 *92

366

 

= (10,05) 10

40.000*1 /1000 *92

366

 

= (10,05) 10

Dep. 2
€ 50.000
- - -
50.000*1 /1000
= (50) 50


 

Esempio n. 10

Contribuente che intrattiene con il medesimo intermediario due rapporti di deposito titoli; il primo, aperto il 1 luglio 2012, con valore dei titoli lultimo giorno del periodo rendicontato pari ad euro 40.000 (deposito 1) ed il secondo, di durata annuale, con valore dei titoli lultimo giorno del periodo rendicontato pari ad euro 50.000 (deposito 2). Ipotizzando che la rendicontazione avvenga con periodicit semestrale per il deposito 1 e con periodicit trimestrale per il deposito 2, limposta applicabile nellanno la seguente:

Valore del deposito al
termine del periodo
rendicontato
Imposta
proporzionale al
31 marzo 2012
Imposta
proporzionale al
30 giugno 2012
Imposta
proporzionale al
30 settembre 2012
Imposta
proporzionale al
31 dicembre 2012
Dep. 1
€ 40.000
- - -
40.000*1 /1000 *184

366
= (20,11) 20,10

Dep. 2
€ 50.000
40.000*1 /1000 *91

366
= (12,43) 12,40

40.000*1 /1000 *91

366
= (12,43) 12,40

40.000*1 /1000 *92

366
= (12,57) 12,60

40.000*1 /1000 *92

366
= (12,57) 12,60


 

2.3. Applicazione delle soglie minime e massime di imposta

La nota 3-ter allarticolo 13, stabilisce che "Limposta dovuta nella misura minima di euro 34,20 e, limitatamente allanno 2012, nella misura massima di euro 1.200.
Come chiarito con larticolo 3, comma 4, del DM 24 maggio 2012, dette misure minime e massime sono applicate in considerazione dellammontare complessivo dei prodotti finanziari detenuti dal cliente presso il medesimo ente gestore. Tali soglie minime e massime di imposta devono essere ragguagliate dallente gestore al periodo di durata del rapporto intrattenuto con il cliente.
Pertanto, nel caso, ad esempio, in cui il rapporto con lintermediario abbia durata pari a sei mesi, la misura dellimposta complessivamente dovuta nellanno non potr comunque essere inferiore ad euro 17,10, quandanche limposta determinata applicando laliquota proporzionale al valore dei prodotti finanziari risulti inferiore a tale importo.
Si precisa che nel caso in cui il cliente intrattenga in maniera continuativa pi rapporti con il medesimo intermediario il ragguaglio delle soglie minime e massime deve essere effettuato in base ai complessivi giorni di durata deirapporti nellanno, considerando una volta sola quelli intercorrenti in periodi contemporanei.
Come precisato dal DM 24 maggio 2012, le soglie minime e massime (per il 2012) di imposta devono essere applicate, diversamente da quanto stabilito per limposta di bollo di cui allarticolo 13, comma 2-bis, in considerazione dellammontare complessivo dei prodotti detenuti dal cliente.
In applicazione di tale previsione, pertanto, in costanza di rapporto, occorre verificare con riferimento al 31 dicembre di ogni anno ovvero alla data di cessazione del rapporto tra lente gestore e il cliente, se limposta applicata nellanno sui prodotti finanziari detenuti dal cliente sia stata almeno pari ad euro 34,20 su base annua ovvero superiore allimporto di euro 1.200 anchesso su base annua.
Qualora, ad esempio, limposta proporzionale complessivamente applicata nellanno in sede di rendicontazioni periodiche risulti inferiore allimporto di euro 34,20, lente gestore tenuto ad applicare la differenza di imposta fino a concorrenza del predetto importo.
Analoghe considerazione valgono per lapplicazione della soglia massima di imposta. Al riguardo, si precisa, pertanto, che qualora limposta proporzionale calcolata nel 2012, in sede di rendicontazioni periodiche sul valore complessivo dei prodotti finanziari risulti superiore allimporto di euro 1.200, limposta di bollo deve essere applicata fino a concorrenza di tale importo.

 

Esempio 11

Contribuente che intrattiene nel 2013, con il medesimo intermediario, un contratto di deposito titoli ed un contratto di gestione patrimoniale. Ipotizzando che il valore dei prodotti finanziari detenuti nel rapporto di deposito sia pari ad euro 10.000, con rendicontazioni trimestrali, ed il valore della gestione patrimoniale sia pari ad euro 10.000, con rendicontazione annuale, limposta applicabile nellanno la seguente:


Imposta
proporzionale al
31 marzo 2012
Imposta
proporzionale al
30 giugno 2012
Imposta
proporzionale al
30 settembre 2012
Imposta
proporzionale al
31 dicembre 2012
Deposito
titoli
€ 10.000
10.000*1,5 /1000 *90

365
= (3,70) 3,70

10.000*1,5 /1000 *91

365
= (3,74) 3,70

10.000*1,5 /1000 *92

365
= (3,78) 3,80

10.000*1,5 /1000 *92

365
= (3,78) 3,80

Gestione
Patrimoniale
€ 10.000
- - -
10.000*1,5 /1000
= (15) 15

Totale imposta proporzionale nell'anno 3,70 + 3,70 + 3,80 + 3,80 + 15 = 30 < 34,20
Residua imposta da applicare per lanno 2013 (34,20 - 30) = 4,20

Tenuto conto che limposta proporzionale sui prodotti detenuti (euro 30) inferiore alla soglia minima (euro 34,20), lente gestore tenuto ad applicare limposta fino a concorrenza di tale importo.

 

Esempio n. 12

Contribuente che intrattiene nel 2012, con il medesimo intermediario, due rapporti di deposito titoli, entrambi con durata annuale e rendicontazioni trimestrali.
Ipotizzando che il valore dei prodotti finanziari detenuti nel primo rapporto di deposito sia pari ad euro 5.000.000 (deposito 1) ed il valore del secondo rapporto (deposito 2) sia pari ad euro 50.000, limposta applicabile nellanno 2012 la seguente:

Valore dei
depositi
Calcolo dellimposta
proporzionale al
31 marzo 2012
Calcolo dellimposta
proporzionale al
30 giugno 2012
Calcolo dellimposta
proporzionale al
30 settembre 2012
Calcolo dellimposta
proporzionale al
31 dicembre 2012
Dep.1 €
5.000.000
5000000*1 /1000 *91

366
= (1246,58)
5000000*1 /1000 *91

366
= (1246,58)
5000000*1 /1000 *92

366
= (1260,27)

5000000*1 /1000 *92

366
= (1260,27)

Dep. 2 €
50.000
50.000*1 /1000 *91

366
= (12,43)
50.000*1 /1000 *91

366
= (12,43)
50.000*1 /1000 *92

366
= (12,57)
50.000*1 /1000 *92

366
= (12,57)
Totale imposta
da applicare
€ 1.200 € 0 € 0 € 0

Limposta da applicare al 31 marzo 2012 pari ad euro 1.200. Tale importo rappresenta la soglia massima di imposta applicabile per il 2012. Pertanto, lintermediario non deve applicare ulteriore imposta per le rendicontazioni successive.
Resta fermo che qualora il cliente interrompa il rapporto con lintermediario in corso danno, occorre ragguagliare la misura dellimposta massima al periodo di durata del rapporto con il cliente.
Si precisa che in caso di estinzione del rapporto con il cliente in corso danno le predette verifiche delle soglie minime e massime devono essere effettuate al momento della cessazione del rapporto; in caso di pi rapporti, la verifica deve essere effettuata alla data di cessazione dellultimo rapporto in corso danno e le soglie minime e massime devono essere ragguagliate ai giorni dellanno in cui il cliente ha intrattenuto rapporti con lintermediario, considerando una volta sola i giorni compresi in periodi contemporanei.

 

Esempio n. 13

Contribuente che intrattiene nel 2013, con il medesimo intermediario, un contratto di deposito titoli ed un contratto di gestione patrimoniale. Ipotizzando che il rapporto di deposito titoli decorra dal 1 aprile 2013 con un valore dei prodotti finanziari al termine del periodo rendicontato, pari ad euro 10.000 e rendicontazione trimestrale, ed un contratto di gestione patrimoniale decorrente dal 1 luglio di valore pari ad euro 10.000, e rendicontazione annuale, limposta applicabile nellanno la seguente:


Imposta
proporzionale al
30 giugno 2013
Imposta
proporzionale al
30 settembre 2013
Imposta
proporzionale al 31
dicembre 2013
Deposito titoli decorrente dal 1
aprile
€ 10.000
10.000*1,5 /1000 *91
365
= (3,74) 3,70
10.000*1,5 /1000 *92
365
= (3,78) 3,80
10.000*1,5 /1000 *92
365
= (3,78) 3,80
Gestione Patrimoniale
decorrente dal 1 luglio
- -
10.000*1,5 /1000 *184
365
= (7,56) 7,60

Totale imposta proporzionale nell'anno 3,70 + 3,80 + 3,80 + 7,60 = 18.90 < (34,20*275) = 25,77
365
Residua imposta dal applicare per il 2013 (25,77 - 18,90) = 6,87

Tenuto conto che limposta proporzionale sui prodotti detenuti (euro 18,90) inferiore allimporto della soglia minima (euro 25,77), calcolato ragguagliando limporto di euro 34,20 ai giorni di durata nellanno del rapporto con il cliente
(275), lente gestore tenuto ad applicare limposta fino a concorrenza dellimporto di euro 25,77.
Si ricorda, infine, che larticolo 3, comma 3, del DM 24 maggio 2012 precisa, che "Se, in costanza di rapporto, sia allinizio che al termine del periodo rendicontato non sono presenti prodotti finanziari né sono state registrate movimentazioni nel corso del periodo stesso, limposta non dovuta.

Lesclusione dellimposta opera, dunque, per i rapporti che non presentano evidenze di prodotti finanziari e che non sono stati movimentati. Nel caso in cui non vi siano evidenze di prodotti finanziari ma il rapporto intrattenuto dal cliente
risulti comunque movimentato nel periodo rendicontato, limposta deve essere applicata nella misura minima prevista pari ad euro 34,20, rapportata al periodo rendicontato.
Allo stesso modo, nel caso di rendicontazioni di estinzione, ad esempio, di rapporti di deposito titoli che presentino un valore dei prodotti finanziari pari a 0 e che sono stati movimentati nel corso del periodo rendicontato, limposta deve essere corrisposta nella misura minima di euro 34,20, rapportata ai giorni di durata del periodo rendicontato.
Se diversamente sia allinizio che al termine del periodo rendicontato non sono presenti prodotti finanziari e non ci sono movimentazioni, sul rendiconto di estinzione del rapporto non deve essere applicata limposta.

 

2.4. Calcolo dellimposta di bollo per le polizze di assicurazioni, buoni postali fruttiferi e per i prodotti finanziari diversi da quelli dematerializzati per i quali non sussiste uno stabile rapporto con lintermediario

Larticolo 3, comma 7, del DM 24 maggio 2012 stabilisce che "Per le comunicazioni relative a polizze di assicurazione e operazioni di cui, rispettivamente, ai rami vita III e V di cui all'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 7 dicembre 2005, n. 209, a buoni postali fruttiferi nonché a prodotti finanziari diversi da quelli dematerializzati, per i quali non sussista un rapporto di custodia ed amministrazione, ovvero altro stabile rapporto, l'imposta di bollo per ciascun anno e' dovuta all'atto del rimborso o riscatto.
Per tali prodotti il legislatore ha previsto, dunque, che limposta venga applicata dallente gestore solo al termine del rapporto con il cliente, allorquando sia previsto il rimborso o il riscatto del titolo.
In relazione a tali prodotti, lente gestore tenuto al 31 dicembre di ogni anno a procedere alla determinazione dellimposta relativa a ciascun prodotto finanziario, in considerazione della situazione complessiva del cliente; limporto dellimposta di bollo dovuta deve essere calcolato per ciascun anno dallente gestore ed applicato, unitamente allimposta relativa allultimo anno (o frazione di anno) di detenzione del prodotto finanziario, al momento del rimborso o del riscatto.
Per le polizze assicurative, si assume per il calcolo dellimposta il valore di riscatto della polizza al 31 dicembre di ciascun anno, ovvero per la frazione dellanno in cui la polizza scade o viene riscattata, il valore effettivo di riscatto o rimborso.

 

Esempio 14

Contribuente titolare di un contratto assicurativo stipulato il 1 luglio 2012 che si presume, per semplicit, riscattato dopo tre anni. Il valore di riscatto pari ad euro 30.000, al 31 dicembre 2012, ad euro 40.000, al 31 dicembre 2013, ad euro 50.000, al 31 dicembre 2014 mentre il valore di rimborso effettivo al 1 luglio 2015 pari ad euro 50.000.
Limposta da calcolare al 31 dicembre di ciascun anno e da applicare al momento del rimborso la seguente:


31 dicembre 2012
€ 30.000
31 dicembre
2013
€ 40.000
31 dicembre
2014
€ 50.000
1 luglio 2015
€ 50.000
Calcolo
dellimposta
30.000*1 /1000 *184

366
= (15,08) 15,10
17,19

40.000*1,5 /1000
= 60
50.000*1,5 /1000
= 75
50.000*1 /1000 *181

365
= (37,19) 37,20

Il totale dellimposta di bollo da applicare al momento del riscatto della polizza pari a (17,19 + 60 +75 + 37,20) = € 189,39


Nel caso in cui presso lente gestore, il cliente detenga pi prodotti finanziari per i quali limposta deve essere applicata al momento del rimborso o della scadenza, lente gestore deve imputare limposta determinata al termine dellanno pro quota a ciascun prodotto. Tale imputazione deve essere effettuata sia nel caso in cui limposta sia calcolata in misura proporzionale sia nel caso in cui trovino applicazione le soglie minime e massime di imposta.
In tale ultimo caso, gli importi delle soglie minime e massime di imposta devono essere ripartiti sui singoli prodotti in considerazione della misura percentuale risultante dal rapporto tra limposta proporzionale determinata al termine dellanno per ciascun prodotto e il totale dellimposta proporzionale calcolata sui prodotti complessivamente detenuti dal cliente.
Tale ripartizione dellimposta calcolata al termine di ciascun anno appare necessaria al fine di stabilire la misura dellimposta da applicare per ciascun prodotto al momento del rimborso o del riscatto; i prodotti in argomento possono, infatti, avere scadenze differenti e, pertanto, anche la relativa imposta deve essere memorizzata distintamente per ciascuno prodotto.

 

Esempio 15

Contribuente titolare di due contratti assicurativi stipulati rispettivamente il 1 luglio 2012 ed il 1 ottobre 2012 il cui riscatto avviene dopo tre anni. Per semplicit si presume che le polizze abbiano valore di riscatto/rimborso costante pari rispettivamente a 10.000 e 30.000 euro. Limposta da calcolare al 31 dicembre di ciascun anno ed applicare al momento del rimborso la seguente:


31-dic-12 31-dic-13 31-dic-14 2015
Calcolo dell'imposta
proporzionale
per il contratto 1
€ 10.000
10.000*1 /1000 *184

366
= (5,02) 5

10.000*1,5 /1000
= 15

10.000*1,5 /1000
= 15

10.000*1,5 /1000 *181

365
= (7,44) 7,40

Calcolo dell'imposta
proporzionale
per il contratto 2
€ 30.000
30.000*1 /1000 *92

366
= (7,54) 7,50

30.000*1,5 /1000
= 45

30.000*1,5 /1000
= 45

30.000*1,5 /1000 *273

365
= (3,66) 3,70

Totale imposta
proporzionale
€ 12,50 € 60 € 60 € 41,10

Tenuto conto che limposta proporzionale per il 2012 pari ad euro 12,50 inferiore allimposta minima ragguagliata al periodo di durata del rapporto con il cliente (34,20/366*184=17,19) pari ad euro 17,19, limporto dellimposta da
memorizzare per le due polizze per il 2012 pari ad euro 17,19.
Limporto dellimposta calcolata al 31 dicembre di ciascun anno deve essere ripartito tra le due polizze:


31-dic-12 31-dic-13 31-dic-14 2015
Totale
Imposta
contratto 1
euro 10.000
( 5 ) = 40%
12,50
17,19*40% =
6,87

15 15 7,40 44,27
contratto 2
euro 30.000
( 7,5 = 60%)
12,50
17,19*60 % =
10,31

45 45 33,70 134,01

Si ricorda che i BPF rilevano, ai fini del calcolo dellimposta, solo se il loro valore complessivo di rimborso al 31 dicembre risulta superiore ai 5.000 euro. A tal fine, occorre tener conto di tutti i BPF identicamente intestati con
esclusione, come precisato, dei BPF cartacei emessi in data antecedente al 1 gennaio 2009.
Come ricordato, ai sensi dellarticolo 3, comma 3, del DM 24 maggio 2012, ai fini della determinazione dellimposta da parte dellente gestore si tiene conto del valore dei buoni postali fruttiferi al 31 dicembre di ogni anno.
Ne consegue che Poste Italiane tenuta a determinare limposta sulla base della situazione in essere al termine dellanno, senza tener conto dei buoni rimborsati in corso danno. Per i buoni che risultano in essere al 31 dicembre, inoltre, limposta deve essere calcolata senza effettuare il ragguaglio al periodo di durata del titolo nel corso dellanno. Tale regola interessa sia il calcolo dellimposta proporzionale che le soglie minime e massime di imposta previste dalla norma. Pertanto, anche nel caso in cui il contribuente proceda alla sottoscrizione del buono postale in corso danno, limposta deve essere calcolata al 31 dicembre nella misura annua prevista dallarticolo 13, comma 2-ter, senza effettuare alcun ragguaglio al periodo di detenzione.
Al momento del rimborso del titolo, inoltre, non deve essere applicata limposta relativa alla frazione dellanno in cui il prodotto viene rimborsato ma esclusivamente la misura del tributo memorizzata negli anni precedenti a quello del rimborso.

 

Esempio 16

Contribuente titolare di tre buoni postali, sottoscritti rispettivamente il 1 aprile 2012, il 1 maggio 2012 ed il 1 giugno 2012, tutti di durata triennale di valore nominale pari rispettivamente ad euro 6.000, 10.000 e 15.000.
Limposta da calcolare al 31 dicembre di ciascun anno ed applicare al momento del rimborso la seguente:


31-dic-12 31-dic-13 31-dic-14
BPF N. 1
€ 4.000
01/04/2012
6.000*1 /1000 = 6
6.000*1,5 /1000 = 9
4.000*1,5 /1000 = 9
BPF N. 2
€ 10.000
01/05/2012
10.000* 1 /1000 = 10
10.000*1,5 /1000 = 15
10.000*1,5 /1000 = 15
BPF N. 3
€ 15.000
01/06/2012
15.000* 1 /1000 = 15
15.000*1,5 /1000 = 22,50
15.000*1,5 /1000 = 22,50
Imposta dovuta per
BPF N. 1
34,20*6/31= 6,60 9 9
Imposta dovuta per
BPF N. 2
34,20*10/31= 11,00
15 15
Imposta dovuta per
BPF N. 3
34,20*15/31 = 16,60
22,50 22,50

Esempio 17
Contribuente titolare di tre buoni postali, sottoscritti rispettivamente il 1 aprile 2012, il 1 maggio 2013 ed il 1 giugno 2014, di importo rispettivamente pari ad euro 4.000, 10.000 e 15.000, e di durata triennale.
Limposta da calcolare al 31 dicembre di ciascun anno la seguente:


31-dic-12 31-dic-13 31-dic-14 31-dic-15 31-dic-16
BPF N. 1
€ 4.000
dal
1/04/2012
-
4.000*1,5 /1000 = 6
4.000*1,5 /1000 = 6
- -
BPF N. 2
€ 10.000 dal
1/05/2013
- 10.000*1,5 /1000 = 15 10.000*1,5 /1000 = 15
10.000*1,5 /1000 = 15
-
BPF N. 3
€ 15.000 dal
1/06/2014
- - 15.000*1,5 /1000 = 22,50 15.000*1,5 /1000 = 22,50
15.000*1,5 /1000 = 22,50
Imposta
dovuta per
BPF N. 1
- 34,20*6/21= 9,77 6 - -
Imposta
dovuta per
BPF N. 2
-
34,20*15/21=
24,43
15 15 -
Imposta
dovuta per
BPF N. 3
- - 22,50 22,50 34,20

Limposta trova applicazione al momento della scadenza anche in relazione a prodotti finanziari diversi da quelli dematerializzati, per i quali non sussista un rapporto di custodia ed amministrazione ovvero altro stabile rapporto.
In assenza di un rapporto di custodia ed amministrazione ovvero altro stabile rapporto, lobbligo di applicare limposta ricade sullemittente il quale deve, quindi, procedere al calcolo dellimposta per ciascun anno, a partire dal 2012, ed applicare la misura dellimposta cos determinata, unitamente a quella dovuta per anno o frazione di anno in cui avviene il rimborso, allatto del rimborso del prodotto finanziario.
Nel caso in cui tali prodotti siano inseriti in un rapporto di custodia, amministrazione o gestione o altro stabile rapporto, limposta deve essere applicata ogni anno dallintermediario presso il quale instaurato detto rapporto, secondo le modalit in precedenza chiarite.
Si ricorda che limposta di bollo di cui allarticolo 13, comma 2-bis e 2-ter, in commento pu essere scomputata dallimposta di bollo speciale annuale sulle attivit oggetto di emersione di cui allarticolo 19, comma 6, del decreto. Per i prodotti finanziari, per i quali limposta di bollo di cui allarticolo 13, comma 2-ter, deve essere applicata per ciascun anno allatto del riscatto o del rimborso, come chiarito con la circolare 5 luglio 2012, n. 29, limposta di bollo speciale pagata annualmente in relazione a tali prodotti pu essere scomputata dallimposta di bollo dovuta allatto del rimborso o del riscatto.

 

3. SOGGETTI TENUTI ALLAPPLICAZIONE DELLIMPOSTA

Limposta di bollo in commento trova applicazione per gli estratti conto, i rendiconti dei libretti di risparmio e le comunicazioni relative a prodotti finanziari inviate dagli enti gestori alla propria clientela. Larticolo 1, lettera a), del DM 24 maggio 2012 chiarisce che per ente gestore si intende "il soggetto che a qualsiasi titolo esercita sul territorio della Repubblica l'attivit bancaria, finanziaria o assicurativa rispettivamente secondo le disposizioni del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, recante il Testo unico delle leggi in materia bancaria, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, recante il Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, degli articoli 8 e 21 della legge 6 febbraio 1996, n. 52, ovvero del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, recante il Codice delle assicurazioni private, ivi comprese le Poste italiane S.p.A., che si relazioni direttamente od indirettamente con il cliente anche ai fini delle comunicazioni periodiche relative al rapporto intrattenuto e del rendiconto effettuato sotto qualsiasi forma.
Al fine di evitare duplicazioni di imposta, larticolo 3, comma 6, del DM 24 maggio 2012 chiarisce, inoltre, che "In presenza di pi enti gestori, le comunicazioni relative a prodotti finanziari rilevanti, ai fini dellapplicazione

dellimposta, sono quelle inviate, anche ai sensi della nota 3-ter, secondo periodo, allart. 13 della Tariffa, Allegato A, Parte Prima, allegata al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642, dallente gestore che intrattiene direttamente con il cliente un rapporto di custodia, amministrazione, deposito, gestione o altro stabile rapporto. Nel caso in cui nellemissione e circolazione del prodotto finanziario sono coinvolti pi enti gestori, limposta deve, quindi, essere applicata dal soggetto che ha il rapporto diretto con il cliente.
Per le quote o azioni di OICR, si chiarisce che nel caso in cui dette quote siano collocate direttamente dallemittente e non siano oggetto di un rapporto di custodia, amministrazione, gestione o altro stabile rapporto con un diverso intermediario, limposta di bollo deve essere applicata direttamente dallemittente. Diversamente, nel caso di collocamento indiretto delle quote o azioni di OICR, limposta deve essere applicata dallintermediario collocatore sulle comunicazioni rese allinvestitore e le comunicazioni inviate dallemittente allo stesso investitore con riferimento alle quote o azioni di OICR sono irrilevanti
ai fini dellapplicazione dellimposta di bollo. Nel caso in cui i prodotti finanziari siano detenuti tramite un rapporto di gestione patrimoniale o un rapporto di deposito titoli, limposta deve essere applicata dallente gestore presso il quale detenuto tale rapporto. Inoltre, nel caso in cui presso due enti gestori il cliente intrattenga per i medesimi prodotti finanziari un contratto di gestione patrimoniale ed un contratto di deposito titoli, le comunicazioni rilevanti ai fini dellapplicazione dellimposta di cui al comma 2-ter dellarticolo 13 della Tariffa, Allegato A, Parte Prima, del DPR n. 642 del 1972, sono quelle inviate dallente gestore presso il quale il cliente intrattiene il rapporto di deposito. Tale ipotesi pu verificarsi, ad esempio, nel caso in cui il cliente abbia stipulato con una societ di gestione del risparmio un contratto di gestione di portafogli con delega ad operare su un rapporto di deposito titoli intrattenuto presso una banca.
Per i rapporti intrattenuti presso un intermediario residente per il tramite di societ fiduciarie, limposta deve essere applicata dallintermediario. Diversamente, per i prodotti finanziari detenuti allestero ma oggetto di un contratto di amministrazione con una societ fiduciaria residente, limposta di bollo applicata dalla societ fiduciaria.
Per le polizze di assicurazione, limposta deve essere comunque applicata dallimpresa di assicurazione, anche nel caso in cui la polizza sia stata intermediata da un soggetto abilitato allintermediazione assicurativa (SAIA) ai sensi del Regolamento Intermediari CONSOB. Eventuali comunicazioni inviate dallintermediario al cliente con riferimento al contratto di assicurazione non rilevano ai fini dellapplicazione del tributo in esame.
Per le comunicazioni relative a polizze di assicurazione, sottoscritte da soggetti residenti, ed emesse da imprese di assicurazioni estere, che operano in Italia in regime di libert di prestazione di servizi, limposta di bollo pu essere applicata dalla societ di assicurazione estera direttamente o tramite un rappresentante fiscale a condizione che dette imprese richiedano lautorizzazione per il pagamento in modo virtuale e sempreché abbiano esercitato la facolt prevista dallarticolo 26-ter, comma 3, del DPR 29 settembre 1973, n. 600. Nel caso in cui le imprese di assicurazione estere operanti in Italia non effettuino detti adempimenti, ma le polizze siano oggetto di un contratto di amministrazione con una societ fiduciaria residente o siano custodite, amministrate o gestite da intermediari residenti, limposta di bollo di cui al citato articolo 13, comma 2-ter, del DPR n. 642 del 1972, deve essere applicata dalla societ fiduciaria o dallintermediario residente.
Per i buoni fruttiferi postali, limposta deve essere applicata da Poste Italiane spa. Larticolo 19, comma 3-bis, del decreto stabilisce, inoltre, che "Per le comunicazioni relative a quote o azioni di organismi di investimento collettivo del risparmio, per le quali sussista uno stabile rapporto con l'intermediario in assenza di un formale contratto di custodia o amministrazione, in essere alla data del 31 dicembre 2011, in caso di mancata provvista da parte del cliente per il pagamento dell'imposta di bollo di cui all'articolo 13, comma 2-ter della Tariffa, parte I, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, l'intermediario pu effettuare i necessari disinvestimenti. In considerazione di tale disposizione, pertanto, per i rapporti relativi a quote o azioni di organismi di investimento collettivo, in essere con i clienti alla data del 31 dicembre 2011, lente gestore pu procedere, in caso di mancata provvista da parte del cliente ai necessari disinvestimenti.


 

4. MODALIT DI VERSAMENTO DELLIMPOSTA
Limposta di bollo si corrisponde ai sensi dellarticolo 3, comma 1, lettera a), del DPR n. 642 del 1972
- mediante apposito contrassegno, rilasciato con modalit telematiche dagli intermediari abilitati;
- in modo virtuale.
Larticolo 4, comma 1, del DM 24 maggio 2012 prevede espressamente, infatti che "Limposta di bollo di cui allarticolo 13, commi 2-bis e 2-ter, della Tariffa, Allegato A Parte prima, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972 n. 642, pu essere assolta in modo virtuale, ai sensi dellarticolo 15 dello stesso decreto.
Pertanto, qualora per gli estratti di conto corrente, le rendicontazioni dei libretti di risparmio e per le comunicazioni relative ai prodotti finanziari, lente gestore non risulti in possesso dellautorizzazione al pagamento dellimposta di bollo con modalit virtuali pu richiedere la predetta autorizzazione presentando apposita domanda agli uffici dellAgenzia delle Entrate territorialmente competenti. Larticolo 4, comma 2, del DM 24 maggio 2012 chiarisce, inoltre, che "Qualora lente gestore, alla data di entrata in vigore del presente decreto (1 giugno 2012), non abbia ancora presentato la domanda di cui allarticolo 15, terzo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972 n. 642 per il pagamento dellimposta di bollo in modo virtuale, ricomprende nella dichiarazione ivi prevista anche gli atti e i documenti emessi dal 1 gennaio 2012 e fino alla data del rilascio dellautorizzazione, se non gi assoggettati allimposta di bollo.
Tale previsione trova applicazione con riferimento alle autorizzazioni al pagamento dellimposta di bollo in modo virtuale rilasciate dagli uffici entro il 2012.
I soggetti autorizzati al pagamento dellimposta di bollo in modo virtuale sono tenuti al versamento dellacconto ai sensi dellarticolo 15-bis del DPR n. 642 del 1972.
Larticolo 5, comma 2, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16 ha previsto lobbligo del pagamento dellacconto dellimposta di bollo anche per le imprese di assicurazioni.
Detto acconto deve essere versato entro il 16 aprile di ogni anno. Con il DM 24 maggio 2012, stato, inoltre, chiarito che "Per i soggetti che ottengono lautorizzazione al pagamento dellimposta di bollo in modo virtuale nel periodo compreso tra il 3 marzo 2012 ed il 16 aprile 2012, lacconto per lanno 2013 deve essere versato entro il termine di sessanta giorni dal rilascio dellautorizzazione. Le imprese di assicurazione che risultano in possesso dellautorizzazione al pagamento dellimposta di bollo in modo virtuale alla data del 16 aprile 2012 devono versare lacconto, per lanno 2013, entro il termine di sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Gli enti gestori che hanno ottenuto lautorizzazione al pagamento dellimposta di bollo in modo virtuale in data successiva al 16 aprile 2012, non sono tenuti al pagamento dellacconto dellimposta per il 2013, ai sensi dellarticolo 15-bis, del DPR n. 642 del 1972. Lacconto deve essere versato nella misura del 95 per cento dellimposta di bollo provvisoriamente liquidata.
Per lacconto da versare nel 2012 per il 2013, la misura ridotta al 50 per cento per limposta di bollo dovuta sulle comunicazioni di cui al comma 2-terdellarticolo 13 in commento.
Tenuto conto, inoltre, che a seguito delle modifiche introdotte con il decreto, stata soppressa laddizionale allimposta di bollo prevista dallarticolo 11, comma 5, del decreto legge 19 dicembre 1994, n. 691, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 febbraio 1995, n. 35 dai versamenti dellimposta di bollo dovuta, anche a titolo dacconto, possono essere scomputate, oltre ad eventuali crediti residui dellimposta, anche le eccedenze di versamenti effettuati a titolo di addizionale.
Come precisato dal DM 24 maggio 2012, allarticolo 4, comma 5, infatti, "Dai versamenti dovuti ai sensi degli articoli 15 e 15-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, possono essere scomputati eventuali crediti residui dellimposta di bollo, comprese le eccedenze dei versamenti delladdizionale istituita dallarticolo 11, comma 5, del decreto legge 19 dicembre 1994, n. 691, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 febbraio 1995, n. 35.

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